#MaschereDiCarnevale: PULCINELLA

Pulcinella è la maschera di Napoli, forse la più celebre e la più antica.
Il personaggio pare abbia origine nell’antica Roma e si ispira a due figure delle atellane (rappresentazioni teatrali diffuse a Roma intorno al 550 a.C.). I due erano Maccus e Bucco; l’uno vivace e spiritoso, l’altro ruffiano e fanfarone.
In Pulcinella convivono entrambe le personalità.
Il nome del nostro amico potrebbe derivare dal latino “pullus” “gallinaceus”, così venivano chiamati i suoi predecessori romani per la loro attitudine a parlare con voce stridula a imitazione degli uccelli.
Nonostante le sue antiche origini, la fama di Pulcinella venne offuscata per lungo tempo fino a risorgere nel ’500 con la Commedia dell’Arte.
Come le molte altre maschere, anche Pulcinella è sempre affamato e per procurarsi gli amati maccheroni è disposto a tutto: mentire, rubare, imbrogliare e prendere bastonate. I ruoli attribuiti a Pulcinella sono molti, da servo a padrone, da capitano a magistrato, da vecchio a falegname.
Il suo ideale di vita è “il dolce far niente”.
È di poche parole ma incisive, i suoi movimenti sono lenti anche se gesticola parecchio.
Indossa un’abbondante camicia bianca e pantaloni larghi, anche questi bianchi.
Un cinturone nero in vita evidenzia la pancia prominente e in testa indossa un cappello sempre bianco.
Sul viso porta una maschera nera con rughe e naso aquilino.
Nonostante la tipicità italiana di questa maschera, Pulcinella ebbe un successo internazionale e assorbì i caratteri dei vari luoghi visitati dove gli attribuirono anche nomi locali.

 

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