Il pianeta dei Canali

La notizia è ufficiale! Un nuovo metodo di analisi spettroscopica rivela la natura di un discusso fenomeno geologico che si rinnova a ogni “estate” su Marte: la comparsa stagionale di strisce di terra bagnata su alcuni pendii.
Ebbene si, signori e signore:

 

https://www.lextra.info/_sito/wp-content/uploads/2011/12/sipario.png

su Marte c’è acqua allo stato liquido, probabilmente salata, almeno nei periodi più caldi dell’anno marziano.

 

 

Canali su Marte?…
“Lingue scure e lunghe” anche decine e decine di metri, si formano e scendono dai bordi di numerosi crateri di Marte nei periodi più caldi dell’anno.
Che siano i famigerati “canali” che vide Schiapparelli nel 1877?
Schiaparelli ,astronomo e storico della scienza italiano, osservò sulla superficie del pianeta Rosso una fitta rete di strutture lineari che chiamò “canali”.
I canali di Marte divennero ben presto famosi, dando origine a molte ipotesi, polemiche, speculazioni e folklore sulle possibilità che il pianeta Rosso potesse ospitare forme di vita intelligenti…
Torniamo alle nostre “Lingue scure”
Qual è la loro natura?
Ce lo spiega Lujendra Ojha, del Georgia Insitute of Technology di Atlanta che ha messo a punto una metodologia per studiare lo spettro, ossia la composizione chimica, di un singolo pixel delle immagini (provenienti dalle sonde che orbitano attorno al pianeta rosso) che arrivano da Marte, e in questo modo ha dimostrato che a rendere scure quelle lingue di sabbia è la presenza di acqua salata.

“L’analisi delle sabbie vicino alle lingue scure non mostra la presenza di sali, e dunque essi fuoriescono insieme all’acqua: si tratta di perclorato di magnesio, trovato anche dove sta lavorando il rover della Nasa Curiosity, di clorato di magnesio e di perclorato di sodio”.

Perclo…che?

I perclorati sono sali che derivano dall’unione di un elemento chimico, come ad esempio il magnesio, ad un gruppo di atomi composto da 4 atomi di ossigeno legati a un atomo di cloro.
Su Marte si possono essere formati per l’attività dei raggi ultravioletti su composti di cloro lasciati, ad esempio, da antichi mari o laghi.
La presenza dei perclorati all’interno del ghiaccio marziano abbassa la temperatura di fusione anche fino a -73°C (dipende dalla concentrazione) e dunque per avere acqua liquida non è necessario che la temperatura salga fino agli 0°C.
Inoltre essi possono essere fonte di vita per alcuni batteri.
E non ultimo alcuni perclorati possono essere utilizzati per produrre combustibili per razzi.

Ma…

Tuttavia va sottolineato che i perclorati sono molto pericolosi per l’uomo.
Essi infatti, sono tossici in quanto impediscono al corpo umano di assorbire lo iodio importante in una serie di processi umani legati soprattutto alla ghiandola tiroidea.

Se c’è acqua…

Probabilmente c’è anche vita.
Ma non in superficie…

“Piuttosto che veri canali della forma a noi più familiare, dobbiamo immaginarci depressioni del suolo non molto profonde, estese in direzione rettilinea per migliaia di chilometri, sopra larghezza di 100, 200 chilometri od anche più.
Io ho già fatto notare altra volta, che, mancando sopra Marte le piogge, questi canali probabilmente costituiscono il meccanismo principale, con cui l’acqua (e con essa la vita organica) può diffondersi sulla superficie asciutta del pianeta”

Giovanni Schiapparelli

http://cdn.downtoearth.org.in/dte/userfiles/images/mars(6).jpg

Staremo a vedere…

http://www.netanimations.net/cthulhuani.gif


 

Leggi anche:

1,331 Visite totali, 1 visite odierne

Precedente L’amore e il tempo Successivo L'unica via

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.