Bevi la salute!

Con il caldo aumenta la sudorazione ed è perciò, necessario compensare la perdita del nostro organismo per evitare i rischi della disidratazione.

L’acqua è il principio della vita è, dopo l’ossigeno, il secondo elemento essenziale per la sopravvivenza. Nell’acqua si sono formate le prime molecole viventi. Nell’acqua (liquido amniotico) si sono forrmati gli esseri umani.
Di acqua è principalmente composto il nostro organismo (per il 60% gli adulti !’80% ; bambini e il 45% gli anziani).

 

 

E noi, l’acqua, la.. mangiamo anche!
Si, perché,  l’acqua, è un vero alimento che contiene sali minerali importanti per la nostra salute,a partire dal calcio, micronutriente che il prezioso liquido permette di acquisire senza aggiunta di calorie, a differenza dei formaggi, e di assorbire quasi altrettanto bene di quello presente nel latte.

Secondo i Larn (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione, indicatori creati dalla Sinu), dovremmo assumere 1 ml di acqua per caloria di cibo.
Per esempio, a fronte di un introito di 2mila calorie, dovremmo berne due litri. Non solo la quantità di acqua d’assumere dipende anche dalle uscite.
Se abbiamo sudato molto, come quando fa caldo o dopo uno sforzo fisico, dovremmo bere di plù per compensare la pendita di liquidi.
Da evitare sempre quella gelata, che può bloccare la digestione e le quanità eccessive in una sola volta: l’acqua va bevuta durante tutta la giornata in modo costante e preferibilmente a temperatura ambiente.
Il bere poco, infatti, comporta rischi per l’organismo. Quando il bilancio idrico è negativo, cioè l’acqua uscita dal nostro corpo maggiore di quella assunta, si entra in uno stato di disidratazione, i cui rischi dipendono dalla percentuale di liquidi persi. Quando nell’organismo c’è una diminuzione di liquidi scatta automaticamente il desiderio di bere. Tuttavia questo meccanismo può non essere cosi sensibile, in particolare diminuisce con l’età scomparendo quasi negli anziani. Perciò bisogna abituarsi a bere anche senza lo stimolo della sete.
Basta perdere l’1,5% di acqua dall’organismo per vedere comparire i primi sintomi, secchezza della bocca e sete che ci danno lo stimolo a bere. Esistono, poi, alcuni segnali che indicano uno stato di disidratazione: il colore delle urine. Se è chiaro, significa che beviamo la giusta quantità. Quando il corpo é disidratato soffre di ipoperfusione (riduzione del flusso sanguigno nel cervello e nel cuore). i cui indicatori sono mal di testa e fatica a concentrarsi.
La saliva ha proprietà antibatteriche: diminuisce quando si è disidratati, così i batteri proliferano.
Quando siamo disidratati, diminuisce l’apporto di sangue al cervello peggiorando memoria e prestazioni cognitive, come dimostrato da uno studio dei ricercatori delle Università di East London e di Westminster su un campione di 34 adulti, lasciati a digiuno assoluto per un’intera notte. Il mattino seguente, a metà dei volontari è stata somministrata una barretta di cereali e agli altri un bicchiere d’acqua, poi tutti sono stati sottoposti a una serie di test cognitivi. Risultato: il gruppo che aveva bevuto acqua ha fatto registrare una risposta in media più veloce del 14%. Non solo: altri scienziati inglesi, questa volta della Loughborough University, hanno dimostrato che una disidratazione anche lieve diminuisce, quasi al pari degli alcolici, l’attenzione degli autisti, favorendo la possibilità d’incidenti stradali.
Anche i muscoli soffrono: una perdita idrica del 2% diminuisce del 10% la prestazione atletica,
con il rischio anche di crampi.
Una sufficiente quantità
giornaliera di acqua serve al colon per
funzionare bene: con la disidratazione compare la stitichezza.
La disidratazione
incide sull’emotività: pochi liquidi possono scatenare sbalzi d’umore, soprattutto nelle donne.

 

Anche per i neonati,nei casi gravi per risparmiare la poca acqua interna rimasta, si blocca il meccanismo della sudorazione, con la possibilità di un surriscaldamento del corpo fino ad arrivare al colpo di calore.
Inoltre, si riduce la volemia, cioè il
volume di sangue che circola nei vasi,
causando un affaticamento del cuore,
con possibilità estreme di collassi cardiaci. Tra i fenomeni acuti ci sono anche le allucinazioni
Nei neonati, tra i più esposti al rischio
disidratazione in estate, i sintomi più
gravi sono avvallamento della fontanella anteriore, sonnolenza e aumento della temperatura corporea, che nel
bambino più grande può diventare febbre.
nel loro caso basta il latte materno inserito nella giusta quantità ma, è la mamma che deve bere più del solito per non disidratarsi lei.

 

 


S’è vero che la cosa più importante è bere, è altrettanto vero che di minerali ne esistono diverse tipologie classificate in base al residuo fisso (una misura di laboratorio
che indica il contenuto di sali minerali
disciolti nell’acqua dopo l’evaporazione di un litro di acqua a 180 gradi), alla durezza (con riferimento alla presenza di
calcare, cioè il carbonato di calcio), e al
tipo di sali minerali che contengono.
La scelta dell’acqua da bere, dipende allora dall’ obiettivo salutistico che ci poniamo
comunque una che va bene per tutte le
età e in tutte le situazioni è quella
povera di sodio, perché aiuta a tenere bassa la quota d’introito di sodio
giornaliero, considerando che la nostra
dieta è generalmente troppo ricca di sale (cloruro di sodio);
ricca di calcio, un elemento fondamentale per lo scheletro, soprattutto durante la crescita fino ai 20 anni,
quando si forma il picco osseo, ma importante anche nella persona anziana, a
rischio osteoporosi, nella donna in gravidanza e menopausa.

 

 

È vero che l’acqua…

FA BENE ALLA PELLE?

Si. La pelle
mantiene la sua elasticità grazie
all’acqua. Uno dei primi sintomi di
disidratazione è proprio la secchezza
della cute, più sensibile ad abrasioni e ferite varie.

FA DIMAGRIRE?

No. C’è chi beve solo acqua povera di sodio pensando di perdere chili, ma al limite questa può solo contrastare la
ritenzione idrica.

E’ UTILE AL BENESSERE
DEI CAPELLI?

No. Può esserlo solo nella misura in cui c’è in essa una fonte di minerali, ma non c’è una specifica indicazione per quanto
riguarda il benessere dei capeli.

FA INGRASSARE?

No. C’è chi è convinto che l’acqua
gasata faccia aumentare di peso,
al massimo può dare un senso di gonfiore allo stomaco per via dell’anidride carbonica.

FAVORISCE LA DIGESTIONE?

Si. La digestione è processo chimico
di idrolisi: gli alimenti vengono
digeriti in un ambiente ricco di acqua,
altrimenti gli enzimi non potrebbero
svolgere adeguatamente le loro
funzioni.
Con un paio di bicchieri di acqua si contribuisce
a portare l’acqua che serve all’organismo e a facilitare la digestione.
Quindi, non c’è alcuna ragione per
non bere durante i pasti. Attenzione
però: bere troppo a tavola può interferire con la bile e i livelli naturali di acido necessari allo stomaco per digerire correttamente il cibo.

AIUTA A RIPRENDERSI DA UN
ECCESSIVO CONSUMO DI ALCOLICI?

Si/No.
Aiuta a eliminare i prodotti tossici dell’alcol
dal metabolismo attraverso
le urine, quindi, in caso di intossicazione da alcol, è bene
forzare la diuresi bevendo in
abbondanza, ma non ha azione
specifica, inoltre,
l’alcol di per sé promuove la diuresi,
quindi è importante, nei casi
estremi di intossicazione acuta,bere in abbondanza per evitare una disidratazione.

AIUTA IL CORRETTO
FUNZIONANENTO DELLA VESCICA?

Si.
Una buona diuresi contribuisce
a prevenire problemi di cistite, per
un effetto meccanico del semplice
lavaggio, mentre urine concentrate
e una scarsa diuresi, soprattutto se
in presenza di un aumentato residuo
urinario vescicale, rappresentano un
fattore di rischio.
Più beviamo e maggiore è la quantità
di acqua che eliminiamo con le urine,
che risulteranno più diluite grazie alla
funzione renale di regolazione della
concentrazione del sangue.

PREVIENE I TUMORI

No.
Non ha un ruolo diretto specifico,
sebbene, contribuendo al benessere
dell’organismo, può aiutare la
prevenzione in generale. A livello
intestinale può avere un effetto protettivo, in particolare attraverso
l’idratazione delle feci associata a un
adeguato apporto di fibra e, forse,
anche in quanto fonte di calcio.

 

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