L’ ulivo

L’ulivo o olivo,è il nome comune usato per indicare Olea europaea, varietà sativa della famiglia Oleacee originaria dell’Asia Minore e attualmente coltivata in tutti i Paesi del bacino mediterraneo e anche in America (California).
È un albero sempreverde molto longevo (può vivere parecchi secoli), caratterizzato da un’accentuata lentezza nello sviluppo e nell’entrata in fase di produzione (10-12 anni). Ha tronco tozzo, nodoso irregolare e contorto, che presenta alla base delle caratteristiche escrescenze (ovuli); l’apparato radicale è costituito da radici avventizie più o meno oblique nel terreno e relativamente superficiali (raramente raggiungono gli 80-100 cm di profondità). Le foglie sono piccole, sempreverdi e lanceolate verde scuro sulla pagina superiore, più chiare su quella inferiore; le infiorescenze sono verdastre o bianche e crescono nelle ascelle delle foglie che rimangono sulla pianta fino a 1 o 2 anni; le gemme possono essere fiorifere, fogliari o miste; i fiori (mignoli) sono ermafroditi, riuniti in infiorescenze a grappoli (migne o mignole); solo una piccola parte di essi dà origine ai frutti, a causa dell’elevata cascola.

 

 

Il frutto (oliva) è una drupa con buccia dapprima verde, e a maturità nera , rossiccia, ecc., secondo la cultivar, cambiamento di colore che prende il nome di invaiatura. Il mesocarpo (la polpa) è ricco di olio, che si ricava per spremitura.

 

 

L’ulivo, sin dall’antichità, celebra e simboleggia la pace ed è tra le piante che più caratterizzano la spiritualità del cammino pasquale.
Nel linguaggio delle piante, l’albero dell’olivo è simbolo di fecondità, benessere, speranza, benedizione.
Vi sono antiche testimonianze storiche che fanno risalire la coltivazione dell’olivo, in tutta l’area del Mediterraneo, già all’Età del Bronzo.
Nei Codici babilonesi (circa 2500 anni a.C.) leggiamo le regole poste per la produzione e il commercio dell’olio d’oliva.

 

Nell’antica Grecia l’olivo, forte e vigoroso, era sacro alla dea Atena.
Si narra che la dea lo offrì agli Ateniesi, in segno di pace, dopo aver sconfitto il dio Poseidone.
Venne, addirittura eretto un tempio per custodire questa pianta, che riuscì a resistere all’incendio appiccato dai i Persiani all’Acropoli. Si narra che, due giorni dopo l’incendio, gli Ateniesi salirono sull’Acropoli e, andati nel tempio, scorsero un virgulto spuntare dal ceppo carbonizzato: questo fu per loro un segno mandato dagli dei. Da quel momento, l’albero, un olivo argenteo, fu consacrato alla dea, quale simbolo di purezza e di pace. L’olivo, simbolo della pace e della prosperità dei popoli, fu scelto come pianta da offrire ai vincitori delle grandi gare atletiche, equestri e musicali che si celebravano durante le feste Panatenaiche, che si tenevano ad Atene ogni quattro anni, in onore della dea protettrice Atena. Con i suoi rami fu preparata la prima corona, simbolo della vittoria, che fu posta sul capo di Eracle, il mitico iniziatore dei giochi olimpici. Le corone venivano confezionate con i rami del sacro ulivo, recisi da un giovane greco, con un falcetto d’oro. Gli atleti vincitori, una volta premiati, venivano portati e osannati in una processione danzante e applauditi dalla folla, che li copriva di foglie d’olivo.

 
Sia nella religione islamica che in quella cristiana, l’olivo e il suo olio hanno assunto grande valore simbolico oltre che di pace anche di protezione e segno d’investitura regale.
Lo ritroviamo in molti racconti biblici: lo reca nel becco la colomba che ritornò da Noè dopo il diluvio; Gesù andò a pregare nell’Orto degli Ulivi, il Getsemani, la notte del suo arresto e, appunto, la folla festeggiava Gesù alzando ramoscelli al suo ingresso in Gerusalemme. L’ulivo, dunque, oltre a essere simbolo di pace, ha un valore fondamentale nel periodo pasquale, poiché segno per commemorare l’ingresso di Cristo in Gerusalemme. È tradizione che, il giorno di Pasqua, ogni capofamiglia utilizzi i ramoscelli d’ulivo per benedire la tavola imbandita e i familiari.

 

In Italia, la lunga storia dell’olivo percorre l’intera penisola, infatti, la sua coltivazione si estende in diverse regioni, così esso diventa il protagonista di quei dolci paesaggi che tanto amiamo contemplare in campagna.
Un’ultima curiosità: un ramo di olivo è presente nell’emblema della Repubblica Italiana, come simbolo di pace; esso è appoggiato sullo sfondo di una ruota dentata, che simboleggia il lavoro e, sull’altro lato, vi è un ramo di quercia, simbolo della forza.

 

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