25 Aprile: Il giorno della rinascita

Torino, 5 aprile 1944

“Babbo mio caro,non avrei mai creduto che fosse così facile morire.
Davanti alla mia ultima ora mi sento sereno e tranquillo e se sul mio ciglio brilla una lagrima è perché penso allo strazio dei Miei.
È questa la tragedia mia nel presentarmi a Dio; ti chiedo quindi di diminuire le mie pene promettendomi di essere forte e di superare la tragedia di oggi, pensando che essa è permessa dalla Provvidenza per i suoi imperscrutabili fini.
Babbo adorato, se la mia vita fu serena e facile io lo devo a Te, che mi hai guidato col tuo amore, col tuo lavoro,col tuo esempio.(…) Mamma, colla tua forza d’animo, vincendo momenti difficili della vita, mi fosti sempre di esempio e di guida; ti chiedo lo sforzo supremo oggi di fare altrettanto: non disperarti completamente e rimani serena : Iddio terrà conto del tuo sacrificio.(…) Possa il mio sangue servire per ricostruire l’unità italiana e per riportare la nostra Terra ad essere onorata e stimata nel mondo intero.(…) Possa il mio grido di «Viva l’Italia libera» sovrastare e smorzare il crepitio dei moschetti che mi daranno la morte; per il bene e per l’avvenire della nostra Patria e della nostra Bandiera, per le quali muoio felice!”
(Franco Balbis nome di battaglia Francis)

Queste sono alcune parti dell’ultima lettera che Franco Balbis scrisse ai suoi genitori.

Franco Balbis è stato un partigiano italiano.

Nacque a Torino il 16 ottobre 1911 (uffìciale in Servizio Permanente Effettivo, Capitano di Artiglieria in Servizio di Stato Maggiore, , decorato di Medaglia d’Argento, di Medaglia di Bronzo e di Croce di Guerra di prima Classe).

All’indomani dell’8 settembre 1943 entrò nel movimento clandestino di Torino .

Fu arrestato il 31 marzo I944, da elementi della Federazione dei Fasci Repubblicani di Torino, mentre partecipava ad una riunione del CMRP nella sacrestia di San Giovanni in Torino , processato nei giorni 2-3 aprile 1944, insieme ai membri del CMRP, dal Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato e fucilato il 5 aprile 1944 al Poligono Nazionale del Martinetto in Torino, da plotone di militi della GNR, con Quinto Bevilacqua, Giulio Biglieri, Paolo Bracciní, Errico Giachino, Eusebio Giambone, Massimo Montano e Giuseppe Perotti ( Medaglia d’Oro e Medaglia d’Argento al Valor Militare).

Lui è uno dei tantissimi che sono morti per ridare libertà all’Italia stretta nella morsa del fascismo.
Ho raccolto, per chi avesse il piacere di leggerli, alcuni pezzi tratti dai diari di Mario Tutino (padre di due partigiani) e Zelmira Marazio (fascista di Salò) , che fanno ben “assaporare” il genuino gusto della storia raccontata da chi quei giorni li ha vissuti, buona lettura:

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