Crisi del vino in Irpinia – Cause e soluzioni

Crisi del vino in Irpinia – Cause e soluzioni

La crisi del vino in Irpinia è ben nota e documentata da tanti addetti del settore. Lo rivelano i numeri, lo rivelano i produttori, ormai stremati da tante spese e fatiche e con pochi incassi. Ma la crisi del vino in Irpinia è sentita anche dai ristoratori. Questi vedono sempre più clienti orientati verso bevande alternative, anziché la classica bottiglia di vino.

Crisi del vino in Irpinia – Cause e soluzioniChe la crisi si fa sentire lo diciamo tutti, ma pochi sanno spiegarsi quale sia la vera causa. Ma soprattutto quale potrebbe essere una valida soluzione. In questo articolo vi illustrerò il mio punto di vista della situazione. Io che in Irpinia ci vivo dalla nascita, e che col settore vitivinicolo Irpino ho sempre avuto a che fare. Ho visto i tempi belli, quando i viticoltori vendevano le proprie uve alle grosse realtà vinicole della zona.

Queste compravano di buon grado e pagavano adeguatamente i produttori, dando loro dignità e onore. Allora le cantine in Irpinia si potevano contare “sulle dita delle mani”, perché ne erano veramente poche. Proprio quelle poche, hanno fatto la storia del vino in Irpinia, rendendolo famoso in tutto il mondo.  Chi oggi non conosce il Fiano di Avellino docg o l’Aglianico doc Irpinia. Chi oggi non conosce il Greco di Tufo docg o il Taurasi docg. Tutti vini famosi nel mondo. Ma perché con tanti prodotti d’eccellenza, la crisi cavalca l’onda?

Crisi del vino in Irpinia – Cause e soluzioni

Crisi del vino in Irpinia – la causa

Il declino è cominciato una ventina di anni fa, proprio quando tutto sembrava andare per il meglio. Quando quasi ogni agricoltore aveva la sua vigna e arrotondava le sue entrate conferendo le uve alle grosse cantine. Questa crescente produzione era incoraggiata dagli stessi acquirenti. Allora essendo pochi nella zona, avevano il controllo totale della distribuzione dei propri vini, sia in Italia che all’estero. In questo modo i loro affari andavano a gonfie vele.

Fu allora che qualcuno di loro ebbe una “brillante idea”, che fu subito adottata da tutti gli altri. Quella di abbassare il prezzo delle uve ai produttori, pagando poco e pagando in ritardo. Tanto i poveri contadini cosa potevano fare? I vigneti li avevano impiantati, ora potevano solo sottostare alla mercé degli acquirenti. Secondo questi “sapienti”, i contadini “ignoranti” non avevano altra scelta. Solo quella di continuare a produrre sottocosto, arricchendo così i loro “Signori”.

Crisi del vino in Irpinia – come è andata

Ma le cose non andarono così. Chi aveva un piccolo vigneto, non guadagnandoci più niente, lo estirpò. Mentre chi aveva vigneti di una superficie più considerevole, si riboccò le maniche. Grazie pure al contributo della Comunità Europea, ha costruito la propria cantina ed ha cominciato a vinificare in proprio. Come conseguenza di questa “forzata” scelta, si è assistito in Irpinia ad un proliferarsi di cantine, e tutt’ora continuano a spuntare come funghi. Davvero tante, addirittura oggi se ne contano intorno alle 500.

Anche se sono tutte più o meno di piccole dimensioni, però nell’insieme producono tanto di quel vino e tante di quelle etichette. Ora sembra di essere in una vera e propria giungla. Con tanta concorrenza, a volte pure sleale, il settore vino in Irpinia è sprofondato nella crisi. Secondo alcuni è un bene avere qualche concorrente in più, e questo è vero. Però quando ne sono veramente troppi è un male. Il bello è che nessuno riesce a sopravvivere adeguatamente, neppure le stesse cantine storiche che una volta la facevano da “Padroni”. Anzi loro la crisi la sentono di più, perché il piccolo è abituato a vivere con poco, ad una “vita di stenti”, mentre loro non si accontentano.

Crisi del vino in Irpinia – la soluzione

Ora, come è facile intuire, si assiste ad una “guerra tra poveri”. Un continuo ribasso dei prezzi dei vini, ognuno con lo scopo di piazzare il suo. Alcuni addirittura per poter abbassare ancora di piu’ i prezzi, arriva a mettere nelle bottiglie ciò che vino non è. (E qui la concorrenza sleale). Questo contribuisce ad un aggravarsi della crisi. Il consumatore finale se ne accorge e, anziché bere vino quando va al ristorante, è più orientato verso bevande alternative.

Crisi del vino in Irpinia – Cause e soluzioni

Allora vi chiedete quale è la soluzione? Secondo me è semplice, basta “tornare al passato”. Basta che le grosse cantine che hanno causato tutto questo scompiglio, se ne rendano conto. Ora comincino di nuovo a “fare il vino con l’uva” dell’Irpinia. Acquistando le uve dai produttori ad un prezzo “giusto”, questo scoraggerebbe molte delle piccole cantine dal vinificare le proprie uve, ma li conferirebbero di buon grado a quelle più grandi.

In questo modo, si ritornerebbe gradualmente ad avere in Irpinia meno “cantine attive”. Il mercato sarebbe controllato da meno persone, e tutti staremo meglio. Mi rendo conto che per fare questo ci vuole una grande dose di umiltà e saggezza da parte loro. Non è facile mettere da parte l’orgoglio e riconoscere i propri errori. Ma se lo farebbero, tra qualche anno potremmo dire “addio” alla crisi del vino in Irpinia!

Questo non è regresso, come pensano alcuni, ma significa vedere la realtà dei fatti e agire di conseguenza.

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Un commento su “Crisi del vino in Irpinia – Cause e soluzioni

  1. Matteo Bevefiano il said:

    Hai proprio ragione, anche io la vedo così. bisognerebbe che sti capoccioni se ne rendessero conto di quanti sbagli hanno fatto e tornassero indietro. Forse sono ancora in tempo.

I commenti sono chiusi.