Un’altra vita…

Ci siamo addormentati in un mondo, e ci siamo svegliati in un altro.
D’improvviso niete è ormai più lo stesso:
Parigi non è più romantica e Disney ha perso la sua magia.
La grande New York si è piegata in ginocchio devastata dalla pandemia! La muraglia cinese non è più una fortezza
e la Mecca è vuota.
Abbracci e baci sono diventati armi, e non visitare genitori e amici è diventato un atto d’amore.
Ci siamo resi conto che il potere, la bellezza e il denaro non hanno davvero mai avuto valore poichè non ci assicurano l’ossigeno per restare in vita.
Siamo rimasti chiusi in gabbie mentre tutto fuori continua a scorrere bellissimo.
Le strade una volta cosi
affollate di pensieri, stress,ansia,angosce, in questi giorni, riecheggiano del nulla.
La natura che credevamo di dominare ci ha inviato il suo  messaggio: “Non siete necessari. L’aria, la terra, l’acqua e il cielo senza di voi stanno bene.
Quando tornate, ricordate che siete miei ospiti,
non i miei padroni”.
E intanto noi… Siamo tutti confinati in casa, appiccicati gli uni agli altri e abbiamo dovuto reinventare un nuovo ritmo della giornata cercando di far convivere le nostre abitudini con quelle altrui: i genitori con quelle dei figli adolescenti e dei figli più piccoli, insofferenti, stufi che vogliono andare all’asilo, che
stanno perdendo mesi di scuola d’infanzia e ore di formazione scolastica,
che non  potranno più tenersi per mano mentre salgono le scale per andare in classe o mentre raggiungono di corsa lo scivolo al parco,
che non sorrideranno della nuova attività proposta dalla loro maestra o di quel disegno ben riuscito dopo l’ennesimo tentativo…
Non potranno purtroppo, vivere quei passaggi importanti nel loro percorso di vita.
Ormai si lavora in mezzo al chiasso dei
figli che seguono lezioni online. E ormai è quasi naturale per i genitori trovare quei lavoretti sul
piano della cucina…E quanto sono surreali quelle telefonate chiusi
in bagno?!
E i nonni? Anche loro scalpitano per uscire nonostante siano loro quelli più a rischio contagio.
E poi c’è chi è solo e invece deve gestire il fardello della solitudine, lì chiuso in casa in quarantena…
E poi ci sono quei fidanzati costretti a restare
separati…
Ed è assurdo ma andare a fare la spesa è diventato il fatto piü incredibile della giornata! Aprire i pacchi delle compere
online è entusiasmante, preparare la cioccolata
a metà pomeriggio l’apice della giornata. La chiamata
Zoom dell’ ufficio un momento sociale importante.
Si
spremono arance, si impasta, si cucina,tanto che ad un certo punto il lievito e la farina sono diventati introvabili!
Si panifica, si ricicla il cibo,prestando davvero attenzione alla spazzatura.
Si guardano flm insieme.
È un’altra vita
dove il focolare domestico è un vero rifugio.
E tutt’intorno rifiorisce la nostra innata solidarietà: i vicini fanno la spesa agli
anziani dei condomini, le strade risuonano di canti e saluti dalle finestre tra gente che non si
conosce e che ora apprezza e riassapora il vero gusto della parola libertà.

 

 

Questa è la nostra nuova quotidianità nella fase 1 del coronavirus.
Ora in questa fase di “nuova normalità” ci rendiamo conto che tutto è cambiato. Eppure nulla è perduto.
Abbiamo  riscoperto il valore del tempo.
Il tempo lento delle colazioni in famiglia.
Il tempo mite delle giornate soleggiate.
Il tempo clemente dei momenti di fatica e sconforto.
Il tempo dolce, per i bimbi, delle coccole di mamma e papà.
Il tempo prezioso di un libro letto ad alta voce.
Il tempo del lavoro e dell’impegno, dei ritmi casalinghi e dello smartworking.
Il tempo avventuroso di quella storia inventata insieme.
Il tempo stagnante della noia.
Il tempo beffardo della paura, della rabbia e della mancanza.
Il tempo dei saluti a distanza.
Il tempo degli spazi stretti.
Il tempo dell’attesa e della speranza.

 

Questa situazione surreale che ci è crollata addosso ci ha cambiato totalmente la vita!
Si parla spesso di “tornare presto alla normalità”
a  “come stavamo prima” ,in realtà a mio avviso, più che ritornare “a prima” una volta passato tutto questo dovremo ripartire da capo, perchè questo evento ha segnato in profondità un cambiamento mondiale.
Stiamo vivendo qualcosa che sarà scritto nei libri di storia (anche se non ci tenevamo affatto a viverlo…)
Nulla sarà più lo stesso dopo questo coronavirus.
Chissà come cambieranno le cose…

 

 

 

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