Si accendono nuove speranze

#AccaddeOggi (31 Marzo 2014 )

“La scoperta è di un nuovo gene della SLA che si chiama Matrin3 ed è un gene che è connesso con il metabolismo dell’ RNA, questo aspetto è particolarmente importante perchè già conoscevamo due geni connessi con questo metabolismo e questo ci dà con chiarezza l’idea che la malattia sia determinata da un’alterazione di questo metabolismo

queste le parole del professor Adriano Chiò coordinatore del centro SLA del dipartimento neuroscienze dell’ospedale Molinette di Torino (studia la SLA da trent’anni) che, coadiuvato da Mario Sabatelli (Università Cattolica di Roma), dai ricercatori del consorzio ITALSGEN che riunisce 14 centri universitari e ospedalieri italiani (si sono uniti per la lotta alla SLA) e dal dottor Bryan Trynor dell’ NHI di Bethesda (Washington) ha fatto la sensazionale scoperta, tanto importante che la prestigiosa rivista NATURE NEUROSCIENCE le ha dedicato la copertina.

La scoperta è stata possibile grazie all’utilizzo di nuove tecniche di sequenziamento della parte del DNA che codifica le proteine.

Si accendono così nuove speranze  per tutti i malati di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica : è una malattia neorodegenerativa che colpisce i motoneuroni cioè le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria, portandoli alla “morte”).

il futuro vedrà la nascita di nuove terapie, anche se però il professor Chiò precisa:

“purtroppo non possiamo dire oggi quanto tempo ci vorrà per arrivare ad un’applicazione terapeutica, il prossimo passo su questo gene sarà capire con precisione  come intervenire sul meccanismo alterato e quindi riuscire, in tempi che ripeto, non possiamo prevedere ma speriamo più brevi possibili a correggere questo meccanismo”.

 

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