Quando età anagrafica e biologica sono diverse

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Invecchiare sin da giovani?
L’età anagrafica e l’età biologica possono non coincidere: l’invecchiamento biologico, ovvero la degenerazione funzionale dell’organismo, è un fenomeno graduale che comincia molto presto.
“È possibile misurare l’invecchiamento nei giovani?”
Ecco il quesito da cui ha preso le mosse una ricerca della Duke University (Usa) pubblicata sulla rivista Pnas.
Secondo gli autori, prima della mezza età, chi invecchia più rapidamente è meno abile da un punto di vista fisico ed è avviato sulla strada del declino cognitivo.

I ricercatori hanno preso in esame i dati di circa mille neozelandesi relativi a tre momenti della loro vita: 26, 32 e 38 anni. Hanno definito 18 marcatori dell’invecchiamento biologico relativi a diverse funzioni dell’organismo, dal sistema cardiovascolare alle funzioni renali e immunitarie, dal metabolismo alla salute dei denti.

Seppur coetanei, all’età di 38 anni diversi individui ne dimostravano di più: alcuni erano più vecchi di una decina di anni, segnando anche 50 anni.
Un solo caso limite di una persona con età biologica di 61 anni, ma anche persone “giovani dentro”. L’età biologica andava da 28 a 61 anni.
L’invecchiamento “biologico”, pur cominciando da giovani, interessa pertanto in misura diversa persone della stessa età.
Perché età anagrafica e biologica non vanno nello stesso senso?

«L’invecchiamento non è un processo stabile ma può essere modulato da una serie di fattori», esordisce la professoressa Daniela Lucini, responsabile di Medicina dell’esercizio dell’ospedale Humanitas.
«Questi fattori sono il corredo genetico, l’aspetto biologico, ovvero se negli anni sono intervenuti disturbi e patologie, e l’ambiente e gli stili di vita».
Si può invecchiare più o meno velocemente seguendo determinati stili di vita?

«L’alimentazione, l’attività fisica, l’astenersi da cattive abitudini come il fumo, e lo stress sono in grado di modulare i meccanismi genetici da cui dipende l’invecchiamento non solo cellulare ma anche della capacità di performance, come gli aspetti cognitivi.
Il modo in cui i geni si esprimono è condizionato da ambiente e comportamento», spiega la specialista.

«Ma gli stili di vita modulano anche i meccanismi che controllano il funzionamento di organi e apparati, ovvero le nostre capacità di esercizio che determinano la “forma” di una persona. La valutazione della capacità di esercizio è l’esame più affidabile per “misurare” l’invecchiamento biologico e definire lo stato di salute di ognuno di noi».
Si può intervenire “in corsa” per cercare di restare giovani un po’ più a lungo?

«Indubbiamente, ma l’intervento sugli stili di vita dev’essere a 360° e costante.
Prestare attenzione alla qualità e alle quantità nell’alimentazione, alla regolarità dell’esercizio fisico e, al contempo, contenere lo stress e abbandonare eventuali cattive abitudini è la ricetta per rallentare l’invecchiamento biologico», conclude la professoressa Lucini.

 

Fonte: humanitasalute.it


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