Pulizie di Pasqua

I lavori di casa annuali, le cosiddette “pulizie di Pasqua”, sono impegnativi ma se ci si organizza si possono risparmiare diverse fatiche.

Ma perchè si chiamano “pulizie di Pasqua?”
La tradizione delle pulizie di primavera deriva dall’usanza ebraica di pulire la casa in corrispondenza della Pesach (Pasqua) in un rituale che unisce l’aspetto pratico a quello spirituale. In origine, questo procedimento aveva lo scopo di eliminare i residui di lievito coerentemente con il divieto di consumare o possedere alimenti lievitati durante l’intero periodo, per ricordare la fuga dall’Egitto, tanto improvvisa e frettolosa da non permettere il processo di lievitazione del pane. Alla liberazione della casa da polvere, lievito e oggetti indesiderati viene associato un atto di pulizia spirituale in un rito di rinnovamento annuale con lo scopo di allontanare da sé qualsiasi negatività. Per le famiglie ebraiche le pulizie di primavera sono una tradizione che coinvolge tutti i membri del nucleo, bambini compresi, ed è quindi un momento in cui viene sottolineata l’unità famigliare, anche per la particolare cura che si presta durante tutto il procedimento. L’attenzione con cui vengono effettuate le pulizie precedenti la Pesach è tale che questo rituale si prolunga in un periodo di tempo che può superare la settimana.
Questa tradizione è stata ripresa in diverse varianti anche in alcune regioni d’Italia, in cui le pulizie primaverili sono state collegate per i cristiani al sacramento della Confessione o alla benedizione delle case, diventando il modo per liberarsi simbolicamente dal peccato oppure per scacciare il diavolo a colpi di scopa dalla propria abitazione. In molti contesti questo evento veniva accompagnato a vere e proprie feste e celebrazioni, poiché associate al passaggio dall’inverno alla primavera o più in generale al cambiamento visto in chiave positiva. Inizialmente le pulizie nel periodo di Pasqua furono prescritte direttamente dalla Chiesa, con il nome di pulizie dell’Acqua Santa, da un lato come principio per il benessere spirituale e dall’altro per liberare le case dalla polvere accumulata durante l’inverno.
Tuttavia, le pulizie di primavera vengono effettuate anche senza necessariamente avere alla base motivazioni religiose, perché rappresentano in ogni caso un momento in cui la pulizia scrupolosa e la liberazione da oggetti non più utili o indesiderati permettono di accogliere al meglio la nuova stagione.

Alcuni consigli

 

Per comodità, e se avete molta fretta, per pulire le finestre potete anche utilizzare direttamente della carta di giornale imbevuta di acqua e aceto bianco per il lavaggio e carta di giornale asciutta per detergere le parti ancora umide.

Per l’asciugatura come già detto, è ottima la carta di giornale, ma in assenza di essa utilizzate un qualunque tessuto che non lascia peli (ad esempio il lino).

Per i vetri macchiati o fortemente incrostati di calcare utilizzate una spugna bagnata con semplice acqua su cui avrete versato alcune gocce di acido cloridrico. Occorre tuttavia che facciate molta attenzione a questo prodotto altamente tossico e corrosivo. È assai importante non inalarne i vapori; evitate il contatto con la pelle e con le superfici verniciate tipo quelle degli infissi.

A volte nella pulizia dei vetri non si capisce se le eventuali tracce di acqua rimaste siano nella parte interna o in quella esterna, per cui ecco un piccolo suggerimento: pulite l’interno con movimenti orizzontali e l’esterno con movimenti verticali (o viceversa) così capirete subito, a seconda della direzione degli aloni, su quale lato della finestra essi si trovino.

Se i vetri si ghiacciano durante l’inverno, aggiungete all’acqua del lavaggio un po’ d’alcool denaturato, oppure passatelo direttamente sui vetri con una spugna, quindi asciugate con carta di giornale. Alcuni, infine, passano sulle superfici uno straccio imbevuto di glicerina.

Se le finestre “a ghigliottina” non scorrono, spennellate le scanalature di scorrimento con della vaselina.

Veneziane, persiane e tapparelle in generale si spolverano semplicemente con uno straccio umido e si smacchiano con acqua e sapone.

Se le tapparelle sono costituite da doghe di legno, pulite bene gli interstizi con una spazzola, poi lavate con acqua e ammoniaca, quindi nutrite il legno strofinandovi sopra un panno intriso di cera d’api.

Se le tapparelle sono in plastica saranno sufficienti acqua e sapone.

Per pulire la cinghia delle tapparelle strofinatela con una spugna saponata.

Partite sempre dall’alto scendendo pian piano verso le parti più basse. Quindi soffitto e lampadari per primi, pavimento e tappeti per ultimi.

 

Approfittate per pulire il pavimento e le zone dietro agli elettrodomestici ingombranti come frigorifero, lavatrice e lavastoviglie.

 

Effettuate anche la pulizia profonda del frigo con sbrinamento del congelatore.

Approfittate delle pulizie per fare uno smistamento degli oggetti. Liberarsi delle cose inutilizzate aiuterà a tenere in ordine la casa.

 

Se sono ancora utili e in buono stato fatene magari dono a qualcuno che ne ha bisogno.            Controllate la scadenza dei cibi in dispensa e l’armadietto dei medicinali per eliminare i farmaci scaduti.    Non solo per le pulizie di fondo, ma anche per quelle quotidiane, munitevi di un secchiello di plastica in cui tenere il minimo indispensabile per l’igiene di camere, bagni e arredi: sarà molto comodo portarsi dietro l’occorrente invece di fare avanti e indietro dal ripostiglio dei detersivi.

 

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