Le lacrime di San Lorenzo

Della vita di Lorenzo si sa pochissimo.
Le antiche fonti lo indicano come arcidiacono di Papa Sisto II, cioè il primo dei sette diaconi allora al servizio della Chiesa romana.
Egli assisteva il Papa nella celebrazione, distribuiva l’Eucaristia e amministrava le offerte fatte alla Chiesa.
Ma l’imperatore Valeriano decretò una persecuzione.
Inizialmente, questa semplicemente vietava le adunanze di cristiani, bloccava gli accessi alle catacombe, esigeva rispetto per i riti pagani e non obbligava a rinnegare pubblicamente la fede cristiana.
In seguito, Valeriano ordinò la messa a morte di vescovi e preti.
Così il prefetto arrestò Lorenzo e gli chiese di consegnare “i tesori della Chiesa”, convinto che la Chiesa del tempo possedesse molte ricchezze accumulate.
Lorenzo chiese un po’ di tempo e si affrettò a distribuire ai poveri le offerte di cui è amministratore.
Poi, si presentò al prefetto con tutti i malati, gli storpi e gli emarginati che aveva nutrito e sfamato con i beni elemosinati, dicendo: “Ecco, i tesori della Chiesa sono questi”.
Venne arrestato e martirizzato.
Noto è il suo martirio sulla graticola, ma gli studi dicono che Valeriano non avesse ordinato torture.
Quindi, si presume che Lorenzo sia stato decapitato come tutti i religiosi arrestati.

 

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Un commento su “Le lacrime di San Lorenzo

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