La leggenda della Mimosa

Un’antica storia racconta di un popolo dal caratteristico colore biondo dei capelli. Le donne, orgogliose della loro chioma, si divertivano a fare trecce con eleganti nastri.
Mentre gli uomini erano in mare per pescare, l’isola di Rainhor veniva invasa dalle tribù nemiche, che rapivano le bellissime donne.
Durante un’incursione, la figlia del capo villaggio, la dolce Mihm, venne rapita insieme ad altre compagne. I predoni si nascosero tra gli scogli, così fitti che era quasi impossibile avventurarvisi: la grotta dove Mihm e le amiche vennero rinchiuse era accessibile solo dal mare. L’unico condotto d’aria sbucava su una collina.
Ma, Mihm era coraggiosa come gli uomini della sua isola e non volle arrendersi. Incurante del pericolo, riuscì a raggiungere lo stretto cunicolo. Allo stremo delle forze, Mihm sporse la testa e vide le barche della sua gente, ma erano troppo lontane, perché potessero vederla.
Allora, sciolse le trecce e i capelli, del colore del sole, che cominciarono a muoversi nel vento, attirando l’attenzione degli uomini.
Tutte le ragazze vennero liberate, ma Mihm morì soffocata.
Quando l’amato arrivò sulla collina, non trovò la sua bella, ma una pianta dalle radici forti e profonde, e una chioma di fiori dorati che si muovevano al vento.

 

 

 

La mimosa è in apparenza un fiore fragile, in realtà, riesce ad attecchire su qualunque terreno ed è per questo che la pianta è associata alla donna. Il cosiddetto “sesso debole” è, infatti, capace di grande determinazione, utile a raggiungere gli obiettivi più importanti della vita.

 

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