Il seme della pace

“Quando cristallizzi il tuo punto di vista in una determinata posizione stai piantando il seme del conflitto, poiché vorrai avere ragione e difendere ciò che senti essere la tua verità. Ma è semplicemente di una prospettiva che si tratta. Hai dimenticato che sei l’osservatore ed esisti al di là di essa.
Questa presa di coscienza è il seme della pace.”

 

L’etimologia della parola pace si ricollega alla radice sanscrita pak- o pag- = fissare, pattuire, legare, unire.
La pace non è un gesto da compiere ma è prima di tutto una condizione dell’essere, è uno stato di unione che non contempla la convinzione che ci sia qualcosa al di fuori di sé.
|…| è necessario eliminare alla radice della percezione il senso di separazione con la natura, con le cose, con gli altri, poiché in quella separazione esiste l’origine di ogni conflitto: liberarsi totalmente del senso di superiorità o inferiorità, della percezione di essere più o meno evoluti degli altri, migliori o peggiori. La polarità superiore/inferiore deve essere sostituita dal concetto di “complementarietà”, permettendo di strutturare la propria identità attraverso il contatto con la diversità.
La straordinaria trasformazione che oggi sta avvenendo nella coscienza di milioni di persone può essere considerata come una spontanea strategia immunitaria ad una società inconsapevole, materialista e competitiva, basata sull’individualismo, sull’antropocentrismo e sullo sfruttamento indiscriminato della natura e delle risorse del pianeta; un antidoto ad un essere umano che vive preferendo il profitto personale al rispetto per tutte le altre forme di vita e alla sofferenza degli altri esseri viventi. Nuovo senso di responsabilità, benessere personale, attenzione alla qualità della vita, alimentazione consapevole, meditazione, sviluppo di un’economia etica e umanitaria, nuova leadership basata sulla consapevolezza e sull’amore, nuova spiritualità, coscienza… questi alcuni dei concetti che, come anticorpi, stanno penetrando sempre più profondamente nel pensiero collettivo.

Una rivoluzione della coscienza.
È la prima rivoluzione che si basa sulla consapevolezza e sulla responsabilità individuale assoluta. Il cambiamento interiore diviene l’unica reale possibilità per generare un cambio nel mondo esterno (persone, relazioni, società, etc.). Per questo possiamo dire che una reale rivoluzione delle coscienze: consiste nella piena realizzazione che il mondo esterno è un semplice riflesso della propria condizione interiore e che è inutile cercare di cambiarlo reagendo ai suoi stimoli, poiché l’esterno cambia tanto più l’individuo lavora nella propria coscienza, alla radice della percezione della realtà, per esprimere e sperimentare la propria natura essenziale. È necessario un nuovo essere umano: individui capaci di rivoluzionare alla radice il concetto stesso di realtà, interiorizzandola completamente, trasformandola attraverso la propria coscienza interiore, per poi proiettarla nuovamente all’esterno come riflesso di un livello superiore di autorealizzazione. Persone capaci di tracciare coscientemente la traiettoria della propria vita e il disegno della propria realtà e di influenzare positivamente la collettività.
Esistono tre indicatori significativi che rappresentano le caratteristiche di questa trasformazione individuale e collettiva:
• Consapevolezza: una cultura basata sulla consapevolezza e individui sempre più consapevoli di se stessi.
• Felicità: un’educazione basata sulla felicità nella quale gli individui acquisiscano e sviluppino la capacità di vivere e creare la propria felicità indipendentemente dagli avvenimenti esterni. È auspicabile che quanto prima la scienza della felicità sia trasmessa come materia fondamentale in tutti i livelli del nuovo paradigma educativo. Un’educazione che insegni come servire e aiutare gli altri attraverso la propria capacità di essere felici.
• Responsabilità: un essere umano capace di assumersi la piena responsabilità della propria esistenza.

È bello pensare a un nuovo modo di essere umani, consapevoli, capaci di creare la realtà in maniera armonica e allineata con le proprie esigenze profonde; capaci di essere autori della propria felicità e attraverso essa offrire servizio agli altri e alla società; coscientemente interconnessi con tutte le forme di vita; coscienti di essere uno con la vita stessa; capaci di comprendere l’importanza del benessere collettivo e percepire le esigenze della coscienza collettiva come le proprie esigenze; non più sfruttatori ma garanti dell’equilibrio del mondo naturale; pienamente responsabili di noi stessi e del nostro ruolo universale. Un essere umano consapevole che per cambiare il mondo deve iniziare da se stesso mettendo in discussione punti fermi e vecchi valori per accogliere nuove armi: quelle della pace e della comprensione.

 

da “Dialoghi” di Daniel Lumera

Leggi anche:

1,837 Visite totali, 2 visite odierne

Precedente Pura meraviglia Successivo L'Amore

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.