Il fiore del dolore

La calendula è una pianta che cresce spontanea in tutta l’area mediterranea, dove fu importata dal Nord Africa e dall’Asia mediorientale. Secondo alcuni, il nome “calendula” deriva dal termine latino “calendae” che significa “primo giorno del mese”, legato allo scorrere del tempo: infatti, i semi della calendula somigliano ai quarti di luna. Secondo un’altra teoria, il termine calendula deriva dalla parola greca “kálathos”, ossia “coppa” o “cesta”, riferendosi alla forma del fiore. I fiori della calendula sono molto simili alle margherite, ma di dimensioni più grandi, con petali di colore giallo-arancio e il centro color porpora.

 

La calendula è un fiore ricco di storia e simbologia. Molti antichi scrittori, però, la scambiavano con il crisantemo, chiamandola “pianta dai fiori d’oro”. Sia per i greci che per i latini, il fatto che i fiori si aprissero al mattino e si richiudessero al tramonto, era considerato come un segno di sottomissione e di dolore per la scomparsa del sole. Su questa credenza, la calendula è stata associata, nel corso dei secoli, ai sentimenti di dolore, noia e pena.

 

 

 

Anche nella mitologia greca vi è l’associazione della calendula al sentimento del dolore, e così la leggenda narra che essa nacque dalle lacrime della dea Afrodite, disperata per la morte del suo amante, Adone che era stato trafitto da un cinghiale mandatogli contro da Ares, suo gelosissimo marito.

 

 

Anche in America la calendula è stata considerata un simbolo di dolore. In particolare per i messicani è il fiore della morte: una leggenda narra che le calendule, portate dai conquistatori, si siano sviluppate e diffuse nel territorio messicano a causa del sangue versato dagli indigeni, vittime della corsa alla conquista dell’oro da parte dei bianchi.

 

 

Per gli inglesi, la calendula rappresenta il sentimento della gelosia: come le zitelle che, non essendo mai state amate da nessuno, alla loro morte si trasformano in calendule gialle dalla rabbia.

 

 

La calendula era nota agli antichi per le sue proprietà terapeutiche, i suoi estratti venivano adoperati come emollienti e per lenire i fastidi di infiammazioni e irritazioni.

 

 

Nel Medioevo, se ne scoprì anche l’uso decorativo, in quanto una volta essiccata, è un fiore che non subisce nessuna perdita di colore, ma rimane giallo intenso per molti anni.

 

Nel linguaggio dei fiori, nonostante la bellezza della sua corolla, la calendula simboleggia il dispiacere, il dolore, le pene d’amore e la gelosia.

 

 

 

 

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