Ciao Piero Angela buon viaggio verso un nuovo infinito cosmo…

“Penso che le persone che amiamo non dovrebbero mai lasciarci, però accade”
Alberto Angela

 

Il 13 agosto scorso all’età di 93 anni ci ha lasciato Piero Angela il grande divulgatore che “entrava” in punta di piedi nelle case italiane, il volto della scienza in tv ,colui che tutti, identificavamo ormai con il programma televisivo Superquark, ma soprattutto il Grande Uomo che tanti insegnamenti ci ha lasciato.

 

“Una generazione vive molte generazioni rispetto al passato
e ogni volta bisogna essere giovani, ogni volta bisogna studiare, imparare o capire e se c’è qualcuno che aiuta a capire questo diventerà sempre più importante. Anche per scegliere, non si può scegliere se cioè non si sa” Piero Angela.

Un grande uomo così come lo fu il padre, il medico antifascista Carlo Angela, insignito della medaglia dei Giusti tra le nazioni,il quale come direttore di una struttura sanitaria salvó molte persone dalla deportazione nei campi di sterminio

“Nella clinica  alcuni ebrei erano nascosti, altri avevano documenti falsi. Queste persone non potevano comunicare con i propri familiari nascosti da altre parti.”
Piero Angela

Piero Angela
è stato attivo fino alla fine:

“Il mio corpo è come una macchina: il motore avrà anche 80.000 chilometri, ma il guidatore ha solo 45 anni”

diceva.

A dare il doloroso  annuncio della  scomparsa è stato il figlio  Alberto sui social:

 

“Buon viaggio papà”.

Penso di parlare a nome dei  tanti che come me gli hanno voluto bene pur non avendolo (purtroppo) mai conosciuto di persona,   quando dico ch’è stato, è, e per sempre sarà, il più grande degli insegnanti, il prof. che tutti avremmo voluto avere, perchè insegnava divertendosi e divertendo.
Un’eccellenza italiana, simbolo di cultura, preparazione e studio nonostante non si fosse mai laureato cosa che dimostra che, i titoli contano relativamente, ciò che conta davvero è avere fame di conoscenza e capacità di saperla trasmettere a tutti

“Personalmente, mi sono annoiato mortalmente a scuola e sono stato un pessimo studente.
Non mi hanno mai bocciato, ma non mi interessava. Insegnavano male, in modo noioso, pedante.
Tutti coloro che si occupano di insegnamento dovrebbero ricordare continuamente l’antico motto latino ‘ludendo docere’, cioè ‘insegnare divertendo’.
Credo che la mia vocazione a fare divulgazione sia nata proprio da quel disagio che provavo a lezione….
Non mi sono mai laureato, forse è normale. La scuola ha tanti meriti, ma dipende molto dai professori che si hanno.”
Piero Angela

 

Tutti i suoi documentari, avevano il suo inconfondibile marchio: saper rendere semplice ciò che facile non è, dopotutto la scienza è sempre stata qualcosa di complesso da apprendere dai più, ed invece Piero Angela ha realizzato, un piccolo miracolo rendendola accessibile a tutti noi e facendocela addirittura amare!

 

“La televisione? Deve saper raccontare in parole semplici complessità del nostro tempo”

 

diceva.

Come dimenticare quei servizi scientifici realizzati sotto forma di cartoni animati che  spiegavano concetti molto complessi a grandi e piccini in modo così divertente?
Mi strappavano sempre un sorriso da bambina!
E come dimenticare gli esilaranti esperimenti con il mitico Paco Lanciano?
Era il momento preferito dal pubblico più giovane!

“Sento tanto affetto soprattutto dai più giovani, già solo per questo ha avuto un senso fare questo lavoro”
Piero Angela

Ho sempre adorato il modo in cui Piero Angela ha reso meno seriosi gli illustri volti della scienza.
Da bambina immaginavo gli scienziati come dei vecchi e tristi signori  perennemente seduti attorno ad un tavolo, intenti a discutere di arcani segreti e insondabili misteri…
Invece grazie a Lui ho “conosciuto” scienziati dai volti più umani, che non esitavano a interrogarsi con disinvoltura davanti ad una platea sui dubbi che li lasciavano perplessi, scienziati che non avevano paura di provare con l’entusiasmo di un bimbo a simulare la rapidità di rotazione di una pulsar ruotando ad alta velocità seduti su di una sedia girevole da ufficio, proprio come fece la grande   astrofisica
Margherita Hack in una puntata di “Viaggio nel cosmo” il meraviglioso programna tv di Piero Angela che più ho adorato!

“Ho sempre cercato, nelle mie trasmissioni, di inserire elementi di ‘incontro’ col pubblico, dal linguaggio alle ‘trovate’, dagli esempi alle ‘battute’, rifiutando quella finta ‘serietà’ tanto cara all’ufficialità italiana in ogni campo. Io penso che la serietà debba essere nei contenuti, non nella forma”

 

dichiarò il divulgatore in un’intervista.

Piero Angela per me, era proprio come quella maestra che portava la classe di bimbi curiosi letteralmente all’interno del corpo umano per esplorarlo con un bus magico in un famoso cartone animato! Ho sempre pensato che quel cartone si fosse di sicuro ispirato proprio al programma  “La macchina meravigliosa”di Piero Angela e sì,
sarebbe stato davvero meraviglioso poter  entrare realmente “dentro la scienza”  insieme a lui in un bus magico, alla scoperta dei segreti del corpo umano o dei misteri della preistoria proprio come ne “Il pianeta dei  dinosauri”.
In molti lo abbiamo “conosciuto” come un divulgatore scientifico
ma Piero Angela è stato molto, molto di più!
E’ stato un uomo buono dalla rara gentilezza, un genio dai tantissimi talenti, il nuovo Leonardo da Vinci come lo ha definito proprio suo figlio Alberto Angela

“È stato come vivere con Leonardo Da Vinci”

 

di cui il padre, amava ripetere negli ultimi tempi un aforisma

“Siccome una giornata ben spesa dà lieto dormire, così una vita ben usata dà lieto morire… Credo che l’abbia interpretata fino alla fine”

 

ha proseguito Alberto ricordando il padre da poco scomparso.

Nato a Torino il 22 dicembre 1928, Piero Angela iniziò la sua carriera nel 1951 nell’ente radiotelevisivo di Stato come cronista e collaboratore del Giornale Radio Rai. Nel 1954, con l’avvento della televisione, Angela passò al Telegiornale, per il quale fu corrispondente, prima da Parigi e poi da Bruxelles, dal 1955 al 1968. Insieme con Andrea Barbato, nel 1968 fu il conduttore della prima edizione del Telegiornale Nazionale delle 13:30 e nel 1976 fu il primo conduttore del TG2.
Fu diverse volte inviato di guerra. Nel 1967 si recò in Iraq durante la Guerra dei sei giorni, dove fu arrestato insieme ad altri giornalisti e  rilasciato lo stesso giorno.
Nel 1968 fu invece in Vietnam, dove intervistò soldati americani e contadini.
Influenzato dalla lezione documentaristica di Roberto Rossellini, nel 1968 realizzò una serie di documentari dal titolo Il futuro nello spazio, sul tema del programma Apollo; durante le riprese effettuate negli Stati Uniti realizzò anche numerosi collegamenti in diretta per la Rai in occasione del lancio del vettore Saturn V che portò i primi astronauti sulla Luna. Incominciò quindi una lunga attività di divulgazione scientifica che negli anni successivi lo portò a  numerose produzioni tra cui “Destinazione Uomo”, “Da zero a tre anni” “Dove va il mondo?”, ” Nel buio degli anni luce” ,”Indagine sulla parapsicologia” ,” Nel cosmo alla ricerca della vita”.
Negli anni Settanta   ideò e realizzò programmi di divulgazione scientifica che culminarono nel 1981 con l’innovativa serie “Quark”, programma (dall’ormai nota sigla che tutti, quando sentivamo, ricollegavamo a Piero Angela) sulle note di Bach con un’innovativa (per i tempi) computer grafica.
Tra le serie documentaristiche più popolari ricordiamo”La macchina meravigliosa”, “Il pianeta dei dinosauri”, “Viaggio nel cosmo” tutti programmi dal sapore avanguardistico,fino al longevo  “Superquark”serie documentaristica che dal 1995 ci accompagna ancora oggi con gli ultimi episodi in onda su Rai1, registrati prima che Piero Angela ci lasciasse.

“Ero timido, parlare in pubblico davanti a un microfono mi terrorizzava. Poi ho imparato una cosa, si può parlare in pubblico se si conosce l’argomento. Più si conosce l’argomento, più si è sicuri”
Piero Angela

Gli spin off monotematici di  SuperQuark  dedicati a vari temi: dell’antico Egitto alla vita di Leonardo da Vinci.
Ricordo ancora con precisione l’incredibile speciale dedicato alla vita quotidiana di Luigi XIV in cui Piero Angela portò gli spettatori  “all’interno della Reggia di Versailles”
così incredibilmente dettagliata da sembrare vera ed invece era “solo” uno straordinario mix di computer grafica, mini modellini e spezzoni di film

“Per la prima volta un programma è stato realizzato con una tecnica virtuale che mi consentirà di entrare all’interno delle stanze della Reggia Di Versailles  grazie a delle telecamere collegate ad un computer”
Piero Angela

Oppure lo speciale
dedicato a Napoleone e le otto ore di Waterloo.
Documentari tanto  precisi e ricchi di dettagli da risultare un ottmo materiale di studio e infatti il nostro prof. di letteratura e storia delle medie li usava per le lezioni e come fonti di riferimento per i compiti in classe che ci assegnava preferendoli ai libri spesso troppo sintetici.

Dal 2000, insieme con il figlio Alberto,  con cui collaborava fin dai suoi primi programmi aveva firmato il programma “Ulisse”. Parallelamente all’attività divulgativa in televisione, Angela ha svolto attività editoriale, sempre a contenuto informativo.

Lo scorso anno, aveva pubblicato un disco jazz con uno dei massimi esponenti del jazz italiano, Dino Piana.

“Gli individui che incontrano il maggior successo (e non solo con le donne) solitamente sono forti dentro e cortesi fuori. È un po’ come per il pianoforte.
Ricordo sempre quello che mi diceva la mia vecchia insegnante di pianoforte: per avere un buon tocco occorrono dita di acciaio in guanti di velluto… Forse anche nella vita è così”

 

disse in un’intervista.

Piero Angela iniziò a prendere lezioni private di pianoforte all’età di sette anni. Presto nacque l’amore per la musica jazz che suonava ventenne nei locali torinesi con il nome d’arte di Peter Angela.
Negli anni ’50, insieme con il batterista Franco Mondini, formò un trio jazz che lavorò con Nini Rosso, Franco Pisano, Nunzio Rotondo, Franco Cerri e Rex Stewart. Il suo amore per la musica non passò mai ma il destino aveva in serbo altro per Piero.
A volte quando nei suoi programmi,  l’argomento trattato veniva a contatto con il mondo della musica tornava a suonare il pianoforte anche in televisione spesso accompagnato da grandi jazzisti.
Il suo bagaglio è pieno oltre che di decine di programmi, inchieste, approfondimenti, anche di  dodici lauree honoris causa, più di ottanta libri
(fra cui: Nel cosmo alla ricerca della vita, La macchina per pensare, Oceani, La sfida del secolo, Perché dobbiamo fare più figli con L. Pinna, A cosa serve la politica?, Dietro le quinte della Storia, La vita quotidiana attraverso il tempo con A. Barbero,  Viaggio dentro la mente: conoscere il cervello per tenerlo in forma, Tredici miliardi di anni,Il romanzo dell’universo, Gli occhi della Gioconda,
Il libro autobiografico Il mio lungo viaggio) la medaglia d’oro della cultura italiana, le onorificenze di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana e di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, riconoscimenti in Italia e all’estero.
Ha partecipato alla sceneggiatura di un film avente per tema la minaccia della guerra atomica: Il giorno prima (1987) diretto da Giuliano Montaldo.
Amava gli scacchi, per questo fu tra gli ospiti d’onore delle Olimpiadi degli scacchi del 2006, giocate nella sua città d’origine.
Ha ispirato il personaggio di Piero Papera, conduttore della trasmissione SuperQuack, apparso nel 2002 sul settimanale Topolino.

Piero Angela è stato colui che per primo ha acceso nel mio cuore l’amore  per la scienza, l’archeologia, l’astronomia e la tecnologia.
Ricordo con gioia quando registravo il meraviglioso “Viaggio nel cosmo” e ne riguardavo le puntate in VHS fino a consumarne i nastri!
Oggi le riguardo spesso su Youtube con gli stessi occhi curiosi e luccicanti d’emozione di quando ero una bambina!
Quanto amavo quel programma Tv!
Mi affascinava il fatto di poter conoscere i segreti di qualcosa di così lontano da noi, segreti custoditi nel lontano universo dove altri pianeti così diversi dal nostro galleggiavano in quell’oceano oscuro di misteri e stelle brillanti!
Segreti che Piero Angela, nelle doppie vesti di conduttore e astronauta, sembrava conoscere così bene…!
Quel programma mi teneva incollata alla sedia!
Era così entusiasmante scoprire com’erano fatti la Luna,il Sole, Marte, lo strano e così affascinante pianeta infuocato: Venere, il lontano e bellissimo Saturno con quegli strani anelli scintillanti attorno, e poi i misteriosi Urano e Nettuno… E… gli asteroidi e… quei paurosi
“mostri del cielo” così brillanti e a volte così  oscuri…!
Fu allora, nel guardare quel programma, che fui colta da un’illuminazione: “mamma da grande farò l’astronauta!” Dissi a mia madre.
Già! Peccato solo che l’anno prima avessi affermato con assoluta certezza che…  “da grande farò l’archeologa!”
Beh mica era colpa mia se i programmi del mitico Piero Angela mi facevano sognare a tal punto da voler diventare proprio come lui e  “quel grazioso archeologo che esplorava terreni fangosi e trovava le ossa dei dinosauri”…Eh già! Ormai mi ero affezionata non solo al mitico Piero ma anche a quell’archeologo cosi gentile e sapiente che mi faceva viaggiare alla scoperta di terre sconosciute e che non aveva paura di sporcarsi le mani insegnandomi che la terra che calpestiamo è uno scrigno che custodisce i ricordi del passato.
Ovviamente sto parlando di Alberto Angela  paleontologo, divulgatore scientifico, conduttore televisivo, giornalista e scrittore italiano, l’immancabile compagno di avventure nei programmi del padre.
Furono proprio loro a invogliarmi alla scoperta dei misteri del passato: all’archeologia.
Io che provavo fastidio già solo a sporcarmi le mani di sabbia quando andavo al mare, mi ritrovai invece a fantasticare su come sarebbe stato bello sporcarmi le mani di terra nel portare alla luce  segreti sepolti, proprio come faceva Alberto!
Era un pò come far ri-nascere ciò che era stato, dargli una seconda vita, una sorta di strano dottore  pensai, (forse fu anche per questo che in seguito avrei nuovamente deciso che forse da grande avrei fatto il medico?)
per me che avevo tanta voglia di capire non c’era cosa più bella del veder portare alla luce i diamanti del lontano passato!
Quanti ricordi dal sapore agrodolce…
Piero Angela  è stato un uomo dalla

 

“vita riempita”

 

come ha ricordato il figlio Alberto.
Un uomo dalla grande personalità e dalla mente geniale che ho avuto la fortuna di poter conoscere anche se solo, da uno schermo tv

“Aveva una forza incredibile aveva una mente Eclettica riusciva a dare sempre la risposta giusta in qualunque settore, sempre in maniera pacata, che metteva tutti d’accordo. Era bravo anche nel disegno e anche nello scolpire”

infatti oltre alla scienza Piero si occupò anche di arte dedicando nel 1959 un servizio al pittore Maurice Utrillo.

Ha lavorato fino alla fine
desiderio che aveva espresso in una toccante intervista del 2019,in cui ripercorse la sua lunga carriera giornalistica e televisiva
:

 

“A 90 anni qual è il desiderio che vorrebbe esprimere?”

 

gli aveva chiesto la conduttrice,

 

“lavorare fino alla fine e poter morire sulla scena,in uno studio tv,
mentre lavoro, come Molière fermando  un fotogramma in registrazione”

aveva risposto Lui,  mentre tra la commozione della Balivo, il pubblico si alzava omaggiando il
gentiluomo della tv con una ‘standing ovation’.

Ci mancherà tanto quella voce dalla pacata dolcezza
che con gentilezza ci accompagnava per mano all’esplorazione della natura, (da piccola adoravo i documentarinaturalistici di Superquark!) dietro le quinte della storia, alla scoperta delle ultime scoperte tecnologiche, della medicina, delle neuroscienze della scienza in cucina…
Ci mancheranno i suoi modi cortesi con cui ci dava il benvenuto all’inizio del suo programma e allo stesso modo ci salutava con garbo con l’augurio di ritrovarci ancora nella prossima puntata…
Questo è il suo ultimo saluto al pubblico che lo ha amato

“e sembra un discorso a fine serata agli amici” Alberto Angela

che i figli hanno trascritto:

“Cari amici, mi spiace non essere più con voi dopo 70 anni assieme. Ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana.
Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e a un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale ma al tempo stesso umano.
Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte…). Ma anche, sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell’ambiente e dell’energia.
È stata un’avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati.
A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato.
Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese.
Un grande abbraccio
Piero Angela”

Nella mattina di oggi 16 agosto è stata allestita la camera ardente presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio
dove si è svolta la cerimonia laica d’addio a Piero.

“Aveva un approccio alla vita razionale, scientifico ma anche pieno di amore.
L’ ho vissuto come figlio, collega.
È stato capace di unire non di dividere pur mantenendo le sue opinioni a volte molto Ferree …
Per me continuerà a vivere attraverso i libri, le trasmissioni, i dischi jazz, ma anche in tutti quei ragazzi che hanno speranza nel futuro e cercano l’eccellenza, nei ricercatori che cercano di andare a meta nonostante tutte le difficoltà, in tutte le persone che cercano di unire e non di disunire, nelle persone che cercano la curiosità e le bellezze della natura, quelle che cercano di assaporare la vita. Era importante per lui avere una vita colma, amare la vita, da torinese sembrava riservato ma dentro aveva un fuoco.
L’ultimo insegnamento,

ha detto Alberto,

“mio padre me l’ha fatto non con le parole ma con l’esempio, mi ha insegnato in questi giorni a non aver paura della morte: la più grande paura dell’essere umano lui l’ha attraversata con una serenità che mi ha colpito. Non l’ho mai visto in mezzo allo sconcerto, al dolore. Mai…
Le persone vanno via ma il sentimento rimane, si trasmette nel tempo trasformandosi in valore e i valori restano in eterno”.

Ha poi concluso Alberto Angela nel  messaggio di ultimo saluto al padre.
Oltre al figlio
lascia la moglie Margherita Pastore, la figlia maggiore Christine e i tre nipoti.

Piero è stato un esempio di come  vivere una vita in pienezza. Grazie di cuore per tutto ciò che ci hai donato! Grazie per gli insegnamenti che ci hai lasciato!

«La morte non piace a nessuno. Nel momento in cui succede di solito le persone entrano in un piccolo letargo e non si rendono conto del momento del trapasso. Dico sempre che la vita è un’avanzata verso le pallottole e le mitragliatrici: quando sei lontano ne senti il fischio, poi, man mano che ti avvicini, è sempre più difficile cavarsela, e prima o poi ti beccano. Dobbiamo rassegnarci, ma anche vivere al meglio perché non saremo mai più giovani come in questo momento. Sono, però, d’accordo con Woody Allen che, a un giornalista che gli chiese cosa ne pensasse della morte, rispose ‘non ho cambiato idea. Sono decisamente contrario’. Ecco, anch’io la penso come lui».Piero Angela

Ciao Piero Angela…

Voglio immaginarti così: mentre ti allontani pian piano dalla Terra e voli lassù tra le stelle, a bordo della navicella Noos, tra le note di “Aria sulla quarta corda”, alla scoperta di nuovi misteri, in viaggio verso un nuovo infinito cosmo…

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