Avatar e la nuova frontiera del 3D

#AccaddeOggi  venerdì 18 dicembre 2009

A dodici anni dallo strepitoso successo di Titanic, James Cameron porta nelle sale cinematografiche un altro kolossal destinato a fare scuola: Avatar.
Quest’opera di epica fantascientifica rappresenta il punto d’arrivo di oltre dieci anni di sperimentazioni sulle nuove tecnologie e sull’utilizzo della ripresa in 3D. L’intenzione del regista canadese di fare un film che facesse epoca era maturata verso la metà degli anni Novanta, ma la svolta si era avuta con la nuova frontiera della grafica computerizzata.

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La storia è ambientata in un futuro molto lontano (duecento anni), con l’umanità alle prese con una grave crisi energetica. La soluzione viene individuata in un minerale assai diffuso su Pandora (satellite alieno abitato dai Na’vi, che dista dalla Terra 4,4 anni luce) e per recuperarlo viene organizzata una missione di cui fa parte Jake Sully (alias Sam Worthington), ex marine costretto sulla sedia a rotelle.
Per aggirare l’ostacolo dell’aria tossica che domina Pandora, la dottoressa Augustine (dietro cui c’è Sigourney Weaver, celebre protagonista della serie Alien) escogita il “Programma Avatar” (il termine avatar, che su Internet indica un’immagine utilizzata da un utente in comunità virtuali, deriva dalla lingua indù e significa «colui che discende»), attraverso il quale i piloti umani collegano le loro coscienze a un corpo organico (avatar) controllato a distanza, simile a quello dei Na’vi. Ciò permette a Jake di conquistarsi la fiducia degli alieni, incontrando l’amore della bellissima Neytiri (impersonata da Zoë Saldaña), che metterà in crisi lo scopo della sua missione.

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Rivisitazione in chiave futurista della saga letteraria fantascientifica John Carter di Marte, il film è un inno alla cultura ecologista e al rispetto della diversità, condannando parimenti l’utilizzo distorto della tecnologia e il ricorso alla forza militare, rispetto alla quale appare più che legittima la reazione di chi difende terra e radici proprie dall’invasore straniero.
Le riprese, costate 237 milioni di dollari e girate a Los Angeles e in Nuova Zelanda, sono costituite da un 60% di elementi virtuali e dal restante 40% di scene dal vivo. Il tutto concepito per la visione in 3D, inaugurando così una profonda rivoluzione tecnologica nel modo di produrre e fruire il cinema del futuro.
L’impatto sul pubblico sarà fenomenale: a poco più in un mese dall’uscita nelle sale, farà registrare il maggior incasso della storia del cinema, battendo il primato di Titanic e raggiungendo il primato di oltre 2 miliardi di dollari incassati a livello mondiale.
Il successo sarà suggellato l’anno dopo dai tre Premi Oscar, ricevuti per migliore fotografia, migliore scenografia e migliori effetti speciali. Lo stesso Cameron annuncerà l’intenzione di girare due sequel creando, dopo Alien, un’altra saga cult del genere fantascientifico.

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