Arlecchino e la pillola dell’invisibilità

L’anno scorso uno scienziato di Torre dei Merli inventò la pillola per essere invisibili.
E siccome si era di Carnevale, pensò di comunicare i suoi esperimenti col signor Arlecchino.
Glu, glu, glu – lo scienziato gli fece ingoiare e digerire un tubetto intero di pillole, tanto Arlecchino era digiuno da una settimana!
Appena la maschera divenne invisibile ne accaddero delle belle.
In una pasticceria Arlecchino si mangiò otto chili di pasticcini con la crema.

 

 

La commessa, che si vedeva sparire le paste dal banco, diede la colpa a una vecchia signora che stava comprando un etto di caramelle alla menta.

 

“Io ladra?!”

 

 

 

 

si mise a strillare la vecchietta facendo roteare l’ombrello. Si scatenò un pandemonio.

 

Accorsero le guardie e Arlecchino se la svignò passando in mezzo alle gambe del maresciallo. Poi Arlecchino giunse a un parcheggio di auto e si mise a sonare tutte le trombe per fare l’orchestra. Arrivarono di corsa dieci vigili con dieci fischietti, dieci biro sull’orecchio e dieci libretti delle multe. Il maleducato tolse loro il fischietto e incominciò a fischiare con dieci fischietti insieme e tutti fuggirono a gambe levate.

 

A un tratto, l’effetto delle pillole finì. Pantalone vide Arlecchino e…  siccome era sordo come una campana, riuscì ad avvicinarsi, ad acchiapparlo e a dargli una sonorissima lezione di legnate sulle toppe di dietro dei pantaloni.

 

 

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