Aloe Vera : Classificazione Botanica

Il genere botanico Aloe è da sempre stato classificato nella famiglia delle Liliaceae, perchè legato, come lo sono i gigli, le cipolle, l’aglio e gli asparagi, ad un originario bulbo. Questo era considerato corretto fino a poco tempo fa fino a quando, Tom Reynolds, un ricercatore londinese, ne ha redatto una nuova classificazione.
Egli, viste le specifiche e particolari caratteristiche, inserì l’Aloe in una nuova famiglia botanica , quella delle Aloaceae.

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Genere di pianta sempreverde, ad arbusto, perenne e rampicante, con fogliame grasso possiede fiori a forma allungata dal colore che oscilla per le varie specie, tra una gamma cromatica che va dall’arancio al rosso scarlatto, tinte comunque spettacolari che ricordano quelle visibili in un paesaggio autunnale.
La famiglia delle Aloaceae comprende circa trecentocinquanta varietà di piante su tutto il pianeta.

 


Si pensi che solamente in Sudafrica, nel 1955, ne sarebbero state catalogate ben 132 specie!
Esse spaziano tra quelle in miniatura come l’Aloe aristata e l’Aloe brevifoglia, a quelle di piccole dimensioni come l’Aloe striata, che si può definire una tra le più belle esistenti al mondo.
Fra l’Aloe di grandi dimensioni e quelle di interesse cosmetico-curativo, si possono ricordare l’Aloe arborescens Miller, l’Aloe ferox, l’Aloe barbadensis Miller var. Vera, l’Aloe chinensis, l’Aloe saponaria e l’aloe succotrina. Una distinzione botanica più generale, ci perviene dall’osservazione del tronco e delle foglie.
Possiamo così distinguere tre grandi gruppi di Aloe:
Acauleas ( privo di tronco),

-Subcauleas (  presenza di tronco visibile ma ridotto),

-Cauleas ( presenza di tronco esteso e ramificato).
Nel primo gruppo sono contenute le piante che non possiedono tronco, o se presente, è molto corto, morbido e spesso, coperto dalle foglie disposte in modo circolare a rosa, che salgono dall’ esterno dello stelo basale. Appartengono a questo primo gruppo, l’Aloe barbadensis Miller, l’Aloe saponaria e l’Aloe aristata.
Al secondo gruppo, appartengono l’Aloe succotrina e l’Aloe chinensis. Lo stelo legnoso e corto, visibile senza difficoltà alcuna, può raggiungere la lunghezza di alcune decine di centimetri.
Infine, nel terzo gruppo, nel quale il tronco legnoso si ramifica, costituendo degli arbusti cespugliosi che raggiungono altezze, anche di alcuni metri, appartengono specie come l’Aloe ferox, l’Aloe arborescens e la famosissima e caratteristica aguillaria agallocha.
L’Aloe proveniente dalle Barbados, chiamata secondo Miller, barbadensis, o Aloe Vera, per Linneo, od ancora Aloe vulgaris secondo Lamarch, rappresenta una sola specie botanica. Non poca confusione è stata fatta a proposito della dicitura aggiunta, vera, poichè Miller denominava Vera, un’altra specie diversa da quella valutata da Linneo. Oggi, perciò si tende ad ovviare ad una tassonomia vegetale poco chiara, distinguendo le due varietà chiamando Vera, la specie barbadensis Miller, mentre attribuendo il suffisso, Qualità Vera, all’Aloe descritta da Linneo. Questo è quanto si evince dagli scritti del grande erborista, Burman.

 

Continua…

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