Allattamento al Seno

L’allattamento al seno:

La mamma che allatta ha col suo bambino un rapporto “speciale”, profondo, autentico, giorno per giorno più intenso.
Il neonato riesce a soddisfare la fame proprio con la suzione che è fonte anche di grande piacere e che non si esaurisce con il senso di sazietà .
Essere nutrito, quindi, diventa per il bambino molto di più di un’esperienza fisiologica: il contatto caldo e tenero dei due corpi è ricco di emozioni, di sensazioni, di benessere, di piacere e di
affetto.
Sentirsi capace di soddisfare le esigenze più vitali del proprio figlio dà alla donna un’immensa gratificazione psicologica.
Sentire la mamma pronta e disponibile non solo a sfamarlo ma anche ad offrirgli questo contatto fisico dà al bambino un profondo senso di sicurezza.

L’allattamento al seno presenta alcuni aspetti pratici per cui si può definire notevolmente vantaggioso rispetto all’allattamento artificiale.
Prima di tutto l’aspetto nutrizionale: il latte materno si può considerare un alimento completo, quello più adeguato alle esigenze del bambino tanto che solo eccezionalmente può non essere tollerato e, grazie agli anticorpi che contiene, costituisce anche una salvaguardia della salute del lattante.
Allattare naturalmente, poi, risulta molto conveniente sul piano economico, aspetto non trascurabile se si considera il costante aumento di tutti i prodotti, latte artificiale compreso; infine l’aspetto pratico: l’allattamento materno risparmia tutta una serie di lavori non gravosi ma impegnativi quali il lavaggio e la sterilizzazione dei bibero, la preparazione e bollitura del latte, le scorte per quando si esce o si viaggia: l’unico impegno, praticamente, consiste nell’osservare (e questa è d’obbligo) una scrupolosa igiene.
Prima e dopo ogni poppata, infatti, la mamma deve pulire i capezzoli e la zona circostante (può farlo con un liquido antisettico che si trova in farmacia) per evitare che dei germi vengano a contatto con la bocca del bambino o che questa parte del seno si irriti a causa dei residui di latte o di fermenti salivari o, addirittura, si infetti, per la presenza di germi patogeni nella bocca del bambino.
Allora, si potrebbe dedurre, l’allattamento naturale è sempre consigliabile?
Il discorso deve essere relativo alla persona, al suo stato di salute, alla quantità di latte ma anche alle sue scelte soggettive. Come il benessere fisico, anche la disponibilità psicologica deve essere tenuta in considerazione con rispetto.
L’allattamento naturale, insomma, non deve essere un obbligo, altrimenti il rischio è che non si instauri affatto quel rapporto psico- affettivo tra madre e figlio di cui parlavam, ma che, anzi, la maternità venga vissuta come sacrificio e costrizione, con conseguenze negative per l’equilibrio della donna e del bambino.
Va, comunque, sfatato un pregiudizio che spesso fa propendere per l’allattamento artificiale: la convinzione, cioè, che allattare comporti problemi estetici al seno della mamma!
Un reggiseno adeguato, per cominciare, permetterà alle mammelle di essere sostenute senza essere compresse o deformate.
La ginnastica, poi, è senza dubbio lo strumento più valido per rafforzare i muscoli pettorali e impedire che i tessuti si rilassi no eccessivamente.
Si possono compiere esercizi semplici che non impegnano troppo tempo.
Per chi ha più tempo a disposizione possiamo consigliare il nuoto, lo sport che più di ogni altro rassoda i muscoli del seno, nonché quelli delle spalle, quelli dell’addome e delle gambe.

 

Fonte:http://blog.cookaround.com/milleeunapappa/allattamento-al-seno/

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