11 cose che (forse) non sai sulla pizza

La pizza verace napoletana ce l’ha fatta, è diventata patrimonio immateriale dell’Unesco. Una tradizione lunga più di un secolo è stata premiata a livello mondiale. Ma che origini ha la tipica pizza napoletana?Quando è nata la pizza moderna? E quando è sbarcata in America? Davvero gli astronauti presto la mangeranno nello spazio? Che si intende per effetto pizza? Esiste la pizza light? E, soprattutto… Che c’entra Google con la pizza?
11 curiosità sul piatto italiano più conosciuto al mondo.

Quando è nata. La pizza moderna, come la conosciamo oggi, è nata a Napoli. Ne parla anche Alexandre Dumas padre nel suo Corricolo (1835). Nel 1889 Raffaele Esposito e sua moglie Rosa Brandi, titolari di una pizzeria a via Sant’Anna di Palazzo, per fare omaggio alla Regina Margherita, moglie di Re Umberto I, prepararono un pizza tricolore a base di pomodoro, basilico e mozzarella. Era ufficialmente nata la Margherita.

 

 

La pizza e Google. A metà degli anni 90, prima di creare Google, Sergey Brin mise in piedi un servizio che permetteva di ordinare la pizza via internet sfruttando il fax dei ristoranti. Fu un grande fallimento che, come ha raccontato lui stesso, gli insegnò che le persone non sempre rispettano le decisioni prese. Ma se avesse funzionato, forse oggi non avremmo Google.

 

 

La stampante 3D per fare la pizza. La Anjan Contractor di Austin, Texas, ha ricevuto 125,000 dollari dalla NASA per sviluppare il prototipo di una stampante 3D in grado di stampare una pizza, miscelando alcuni alimenti in polvere e l’acqua. Se funzionerà, verrà data in dotazione agli astronauti impegnati nelle lunghe missioni spaziali.

 

La pizza più cara. Ordinare una pizza e pagare con i bitcoin? Lo ha fatto nel 2009 il programmatore Laszlo Hanyecz, che ha pagato per due pizze a domicilio 10mila bitcoin. Che oggi equivalgono a più di 3 milioni di euro.

 

 

La pizza e gli americani. Sbaglia chi crede che gli americani abbiano scoperto la pizza molti anni dopo noi italiani. Anzi, forse alcuni l’hanno conosciuta persino prima. La prima pizzeria di New York ha infatti aperto i battenti nel 1905, da un’idea dell’emigrante Gennaro Lombardi. Erano passati solo 15 anni dall’invenzione della Margherita. E il successo fu quasi immediato. Oggi la pizza più popolare negli Usa è la pizza Pepperoni (al salame piccante).

 

 

 

La pizza gelata. Fino a un paio di anni fa la pizzeria Airport Pizza nella città di Nome, in Alaska, spediva le pizze con l’aereo ai villaggi vicini, sprovvisti di pizzeria. Per ottimizzare i viaggi, erano necessarie almeno 30 ordinazioni (a 10 dollari l’una).

 

 

Il teorema della pizza. Come tagliare una margherita senza far torto a nessuno? È un dilemma che affligge molti divoratori di pizza di tutto il mondo (ma meno in Italia, dove la pizza non si divide).

Semplice, basterebbe tagliarla passando dal centro. Ma non sempre è possibile, perché il centro è difficilmente calcolabile. Per superare il problema due matematici hanno escogitato un metodo scientifico riassunto nell’immagine.

 

 

La prima pizza via web. Nel 1994 una pizzeria della catena Pizza Hut a Santa Cruz in California aprì un sito web dove era possibile ordinare la pizza online, creando di fatto il primo esempio di e-commerce al mondo.

 

 

I più veloci. A giugno 2014 a Las Vegas si è tenuta la gara dei pizzaioli più veloci: ha vinto l’inglese Pali Grewal, che è stato in grado di impastare e infornare 3 pizze in 32 secondi e 28 centesimi.

 

 

 

Che cos’è l’effetto pizza. In sociologia si parla di effetto pizza quando un fenomeno locale ha successo prima all’estero che nel paese d’origine, dove torna da protagonista in un secondo momento.
Il primo a parlarne fu nel 1970 l’antropologo Agehananda Bharati per spiegare come la popolarità dello yoga e delle discipline orientali in occidente avesse contribuito a farle conoscere anche in patria. Secondo lui anche la pizza aveva vissuto lo stesso destino, diventando famosa prima negli Usa e poi in Italia

 

 

La pizza light. A PizzaUp, simposio tecnico sulla pizza che si è tenuto nel 2013 a Padova, sono state presentate varie ricette, supportate da ricerche universitarie, per togliere alla pizza il 30% di calorie, senza modificarne il sapore.

Il segreto sarebbe nella farina, non più di grano, ma di cereali e legumi, più equilibrati e salutari dal punto di vista nutrizionale. Ma i fan delle vera pizza napoletana non ci stanno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: focus.it 

 

 

 

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