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Sciusc’ venafrani

 

sciusc venafrani 2

I sciusc’ venafrani sono dei fritti salati a forma di ciambella, preparati con infuso di rosmarino. Ci sono varianti in cui all’infuso vengono aggiunte scorza di arancia, mele, cannella e vino, ma io vi proporrò la ricetta base e più utilizzata. Per la preparazione di questa ricetta ho utilizzato la planetaria e mia madre ha storto il naso indignata, quando lo ha saputo!, perché la tradizione vuole che si faccia tutto a mano. L’impasto va ‘schiaffeggiato’, cioè va colpito con forza con la mano aperta, sollevando parte dell’impasto, che poi si fa ricadere, consentendo all’impasto di inglobare l’aria che li farà diventare tanto soffici da giustificare il loro nome siusc’, che vuol dire, appunto,  ‘soffio’. Ricordo ancora mia nonna Michelina china sulla bacinella che utilizzava per l’impasto (ne preparava per un esercito!) e lo schiocco tipico prodotto dal colpo sulla pasta! I sciusc’ venafrani sono una vera e propria istituzione a Venafro, legata alla tradizione di ” andare per sciusc'”, i giovani venafrani, cioè, si riunivano in gruppo e giravano per il paese cantando un motivetto creato ad hoc “Sciusc’ e p’ sciusc’ racc’ quatt’ sciusc'” e, in cambio, venivano dati loro sciusc’ e vino! §Certo non vi dico di andarvene in giro cantando “Sciusc’ e p’ sciusc’ racc’ quatt’ sciusc'” la notte di S. Silvesto, ma di provare a preparare i sciusc’ venafrani sì … ne vale la pena!! Quindi indossiamo il grembiule e mani in pasta: si pasticcia!

sciusc' venafrani 3

Ingredienti per circa 20 sciusc’:

  • 750 g di farina,
  • 1 panetto di lievito di birra fresco (25 g),
  • 1,5 l di acqua,
  • 80 g di rosmarino fresco,
  • 18 g di sale fino,
  • abbondante olio di oliva.

Preparazione:

Per la preparazione di questa ricetta ho utilizzato la planetaria, ma il procedimento non cambia se li impasterete a mano, servirà solo un po’ di energia nelle braccia e ‘schiaffi’ ben assestati!.

  • IMG_3330Per prima cosa preparare l’acqua aromatizzata al rosmarino. Versare l’acqua in una pentola, immergervi completamente i rametti di rosmarino, precedentemente lavati, portare a bollore e lasciar sobbollire finché l’acqua si sarà almeno dimezzata. Spegnere e far intiepidire lasciando in infusione il rosmarino. Per la preparazione dei sciusc’ serviranno 500 ml di acqua aromatizzata, ma ho l’abitudine di prepararne un po’ di più … non si sa mai. E se l’impasto viene duro? E se ne faccio cadere mentre la filtro? In fondo sono una Donnapasticciona!
  • IMG_3332Filtrare 500 ml di acqua, sciogliervi il sale e versarlo nella planetaria, con la foglia, e farvi sciogliere il lievito di birra sbriciolato.

 

 

 

  • IMG_3336IMG_3339Aggiungere la farina, poca per volta e lavorare con il gancio fino ad ottenere un impasto morbido, ma omogeneo.

 

 

 

  • IMG_3340Porre la ciotola con l’impasto, coperta con un canovaccio pulito, accanto ad una fonte di calore e lasciar lievitare per un’ora o, almeno, finché il volume sarà più che raddoppiato, altrimenti verranno duri. Mia nonna lo metteva a lievitare ben coperto su una sedia accanto al termosifone acceso.

 

 

  • Far scaldare abbondante olio in una padella. Fare la prova impasto per accertarsi che l’olio sia abbastanza caldo: prelevare una piccolissima quantità di impasto e tuffarlo nell’olio, avrà raggiunto la temperatura giusta, se l’impasto sfrigolerà, tornando subito a galla. La tradizione vuole che si utilizzi olio di oliva per friggere, perché Venafro ne è un gran produttore, ma non è tassativo.
  • IMG_6517Versare due cucchiai di olio di oliva in un piattino da caffè e ungersi le mani, per evitare che l’impasto morbido si attacchi alle dita. Prelevare una porzione di impasto lievitato di circa 65 – 70 g, forarne il centro con le dita e formare una ciambella. Non preoccupatevi se non saranno perfette, l’irregolarità dei sciusc’ è una delle loro caratteristiche peculiari!

 

  • IMG_6520IMG_3342Adagiare la ciambella nell’olio caldo e con i manici di due cucchiai di legno, tenere aperto il foro, effettuando una leggera trazione, girare i sciusc’ per farli dorare da entrambi i lati, sgocciolarli e metterli a scolare l’olio in eccesso su carta assorbente.

 

  • Premettendo che non si resiste a mangiarli mentre vengono fritti, quindi si vedono mani che vanno e vengono, i sciusc’ venafrani sono buonissimi caldi, tiepidi o scaldati nel forno o, meglio ancora, nel camino, su una grata o, per uno spuntino solitario, infilzati e scaldati accanto alla fiamma, tipo marshmallow!

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6 Risposte a “Sciusc’ venafrani”

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