Trenette Cracco e Pepe,con questo piatto di trenette rivisito una rivisitazione di Cracco del noto piatto romano ‘cacio e pepe’;le trenette ‘Cracco’ e pepe saranno la base su cui lavorare per dare un nuovo look a  questo piatto della tradizione romana.                       Vediamo cosa viene fuori?

Ecco!

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Trenette Cracco e Pepe

Con le trenette ‘Cracco’ e pepe partecipo alla sfida su cookaround ”Reinterpreta la tradizione” e così mi ritrovo con una doppia sfida… la rivisitazione del piatto di Cracco nel suo nuovo libro ”A qualcuno piace Cracco” dove reinterpreta il piatto di Paolo Lopriore che usa vari formaggi pecorini: pecorino romano,pecorino di fossa e pecorino toscano fresco o stagionato in foglie di castagno…una delizia per il palato!

A cosa posso  assomigliare Cracco, il bel tenebroso della cucina italiana?

…ma si lo immagino come  un buon cacio stagionato…addolcito da qualche cucchiaiata di panna per stemperare quel piccantino che si ritrova spesso nelle sue parole…stagionato non pensando all’età…per carità…ma alla maturità e alla conoscenza della cucina non solo italiana ma internazionale che si ritrova alla sua età…             insomma un moderno Beppe Bigazzi!

E dopo aver fatto un po’ di pubblicità gratuita al nostro  enigmatico chef passiamo alla ricetta delle trenette rivisitate Cracco e pepe?

Ingredienti:

Pasta fresca

trenette :

300 gr. di semola rimacinata

150 ml. acqua qb

pecorino romano

pecorino di fossa

pecorino fresco toscano

pepe nero…non certo quello di penja che non saprei dove trovare se non facendo un viaggetto nel Camerun…

e per la rivisitazione e anche per dare un tocco di colore al piatto

punte di asparagi di montagna

un gamberone

uno spicchio d’aglio

olio extra vergine di oliva

ci vorrebbero 2 cucchiai di panna che io non avevo e ho usato il metodo Bressanini per favorire la cremosità.

Procedimento:

La prima cosa da fare per preparare questo piatto è impastare la semola per le trenette e lasciar riposare l’impasto.

Intanto mettiamo su l’acqua per lessare la pasta usando il metodo di Bressanini cioè poca acqua in modo che si concentreranno gli amidi per ottenere una cremina densa,avendo l’accortezza di non salare molto l’acqua.

Sbollentiamo per un minuto gli asparagi ben puliti e ripassiamoli in padella con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio diviso a metà avendo cura di eliminare il germoglio che in questo periodo si sviluppa.

Intanto avremo steso le trenette e lessate e grattugiato finemente i pecorini e mettendoli in una ciotola e unendo un mestolino di acqua di cottura della pasta o se l’avete due cucchiai di panna.

Condiamo le trenette col Cracco…pardon … cacio e maciniamo su al momento un bel po’ di pepe nero.

Serviamo il piatto con accanto un cucchiaio di crema di pecorino deponendo su il gamberone e le punte di asparagi di montagna che daranno un tocco particolare al piatto per spezzare un po’ il  sapore  di cacio.

Perdonatemi per aver osato stravolgere troppo questa ricettadella tradizione…

…e ora con sicura che vorrete assaggiare le mie trenette Cracco e pepe rivisitate!

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