Archive of ‘Piatti Unici’ category

Peperoni piccoli al forno e tutto prende un aspetto diverso

By ungiroincucina2

Un bel BENTORNATA A ME che ci vuole sempre,  dopo tanti mesi ritorno nel mio blog, l’ho lasciato solo ed abbandonato, lui però sapeva che il mio pensiero era rivolto sempre qui, che prima o poi sarei tornata come in un vecchio film, dove l’amore quello vero non si dimentica mai e ritorni con la coda in mezzo alle gambe e lui ti perdona sempre, perchè sa che in fondo lo ami, ami la cucina, ami la tua passione e vuole a tutti i costi che tu non lo abbandoni mai!
E così che dopo svariati tentativi andati a male, tra cui un’altra gravidanza, mi ritrovo a dover ricominciare tutto daccapo, si ho messo un bel punto e a capo ed ho ricominciato.
Non è così che fanno le persone forti? Si loro fanno così!!
Ma io invece? io che faccio? Io (e permettetemi un po’ sano e puro egocentrismo) mi risollevo con le gambe piegate, ma non spezzate, raccolgo le mollichine di un pranzo che non mi è piaciuto e vado avanti. Il rifiuto e vado avanti serve proprio a non mollare, e mai lo farò! Il vado avanti serve a definire i contorni di una vita già scritta in un libro dove la protagonista principale non sono io..ma mia figlia,  ed è il mio pensiero principale, non passa giorno ora o momento che io non pensi a lei, alla sua crescita, alla sua infanzia che per via del mio continuo cercare un bambino le sto togliendo. Ora basta me lo sono e ce lo siamo detti una volta per tutte io e mio marito, abbiamo una famiglia meravigliosa,  nulla e dico nulla ci distruggerà, definiti quei contorni ti appare tutto più chiaro, non hai bisogno più di farti domande,  le tue incertezze diventano improvvisamente certezze,  alla fine di quel tunnel vedi la luce…e sai che sarai felice per il resto della tua esistenza.
Ho una mare di fotografie conservate di piatti e ricette che nonostante tutto ho realizzato e fotografato, questi peperoni sono stati realizzati a maggio, ed ora che siamo quasi a fine ottobre in realtà non avrebbe senso neanche postarli, ma da una ricetta si deve pur ricominciare, ed io ricomincio da questa, salutando l’estate e aumentando il peso dei miei bagagli di ricordi , certezze, amarezze , delusioni e buoni propositi. Perchè in fondo io sono tutto il contrario di niente…e magari resterò così…

Ingredienti:
7 Peperoni piccoli
500 g di mollica di pane;
2 cipollotti;
10 olive nere grosse;
200 g di pomodorini datterini;
1 uovo
Olio evo q.b.
60 g di parmigiano grattugiato;
60 g di formaggio tipo provola ragusana a cubetti;
In una padella facciamo rosolare le olive e la cipolla, lasciamo sfrigolare un pochino, togliamo dal fuoco  e aggiungiamo la mollica, i pomodorini tagliati a dadini, l’uovo ed infine i  formaggi e giriamo il tutto ed amalgamiamo, se l’impasto vi risulta al tatto molto secco aggiungete allora altro olio, in pratica l’impasto dovrà risultare con una polpetta.
Puliamo i peperoni tagliamo la testa, svuotiamoli dai semi e riempiamoli  ad uno ad uno e rimettiamoci su la testa.

Inforniamo a 200° per circa 30 minuti.
Serviamo caldi.

Nella vita ci vuole fegato e tanto cuooore

By ungiroincucina2

                         

Eh si cari amici, il quinto quarto ha colpito dritto al cuore e al fegato! (direi)
Ingredienti difficili per me, ma sono riuscita comunque a coniugarli con un pizzico di buona volontà.
Mi rimpiange dirlo, ma non amo affatto il quinto quarto in genere, complice forse la mia mamma che da piccola mi ha fatto odiare il fegato visto che la mia anemia era abbastanza evidente.
La ricetta la studiavo mentre ero alla cassa del supermercato, pensavo a chef Rubio e al suo streetfood, e la cassiera che mi parlava ed io che non rispondevo, ehhh io ero impegnata a pensare  al bellissimo Rubio che vive in casa mia… :-p
Lui si che sa gustare.

La sfida di questo mese dell’MTC è proprio sul quinto quarto e devo dire che  Cristiana c’ha dato una bella mazzata quando abbiamo visto la ricetta, ma del resto se si vuole davvero crescere anche in cucina, bisogna studiare tutto alla perfezione e sperimentare ricette sempre nuove, che tra parentesi non è detto che una ricetta debba per forza essere mangiabile, bisogna provare gente!! BISOGNA PROVARE!!
Ingedienti:
400 g tra Fegati e Cuore di Pollo;
2 Peperoni lunghi;
2 cucchiai di Farina ;
1 cipolla rossa;
100 g di Olive nere greche;
50 g di Capperi di Pantelleria dissalati;
1 bicchiere di Vino bianco;
2 pugni di Pecorino grattugiato;
Olio evo;
Sale e pepe q.b.
Per la piadina della ELIFLA
La ricetta è tale e quale alla sua non ho voluto e non dovete cambiare nulla.
Per circa 15 piadine
500 gr farina 00
1 cucchiaio colmo di strutto ( possibilmente genuino e non quello industriale)
Sale
225 gr di latte o acqua circa (dose indicativa, potrebbe servirne qualche grammo in più o in meno)


Impastate in una ciotola tutti gli ingredienti, dovrete ottenere un impasto morbido, per questo la dose del latte è all’incirca. Chiudetelo nella pellicola trasparente e fatelo riposare a temperatura ambiente una mezz’oretta (ma anche due ore va benissimo).
Formate delle palline e stendetele sottili sottili. Mettete su il “testo” per le piadine (ma eventualmente va bene anche una crepiera) sul fuoco e quando sarà bello caldo cominciate a cuocere le piadine , bucherellandole un po’ con una forchetta. Quando inizierà a fare le bolle giratela dall’altro lato. Conservatele al caldo dentro ad un canovaccio di cotone o lino fino a quando saranno tutte pronte per essere gustare”

Adesso passiamo alla ricetta dei fegatini e cuoricini:

Togliamo  la parte grassa e le vescichette che sono sempre molto amare, puliamoli sotto l’acqua corrente, adagiamoli in una ciotola, immergiamoli in abbondante acqua fredda e sale e lasciamoli in ammollo per circa 30 minuti.

Asciughiamoli con della carta assorbente,tagliamo la cipolla grossolonamente, i peperoni a tocchetti larghi, l’olio evo circa 4 cucchiai, i capperi dissalati, saliamo e pepiamo, adagiamo il tutto in un’ampia padella e rosoliamo, sfumiamo con del vino bianco e lasciamo evaporare.

Denoccioliamo le olive e versiamole nella padella lasciamo insaporire il tutto, cuociamo per altri 5 minuti , spolveriamo con il pecorino grattugiato, adagiamo il tutto al centro della piadina chiudiamo entrambi i lati e gustiamo..
OK lo dico,  io non sono riuscita a mangiarlo anche se l’odore in verità c’era, ma mio marito che è sempre il mio miglior critico ha gradito parecchio anzi molto molto…aggiungo inoltre che non si è fermato a pranzare con una piadina soltanto, il bis per lui è stato d’obbligo.


Con questa ricetta partecipo all’MTC

uova e fave per una cena frugale

By ungiroincucina2

Non vi sembra strano che io abbia ripreso così energicamente, con il mio blog?
UIHHHH  a me si!
Sono contenta di come stiano andando le cose, e quindi adesso che si avvicina il Masterfoodie mi sento sempre più gasata e sempre più in ansia, ma se lo prendo come gioco (perchè tale deve essere), allora passa tutto ansia compresa, e mi butto a capofitto sui fornelli miei adorati.
Questa è una di quelle ricette dal sapore tradizionale ed unico, un piatto che raccoglie in sè, colori e sapori dal gusto tipicamente regionale dove i prodotti sono reperiti a km zero, e dove finalmente l’economia e sopratutto il cervello va fatto funzionare, e così che tutte le domeniche mattine, vicino la mia nuova casa, si prepara il mercato del contadino, si possono trovare  tutti i prodotti della zona di Giarre e aree limitrofe, prodotti di stagione, freschi e sopratutto sani.
Questa domenica non ho resistito alle fave, avevo ancora delle cipolline fresche, e le uova mi sono state regalate da una signora vicina di casa che ha uno straordinario gallinaio in città, le ho fatto simpatia, anzi le ha fatto simpatia mia figlia (ruffiana lei) e me le ha donate.
Ovvio che ho pensato a me… io adoro questo piatto, ed infatti nonostante mio marito non ami le fave, persino lui lo ha definito divino.
Lo spirito compaesano.
Passiamo alla ricetta:
Ingredienti:
3 uova fresche;
2 cipolline fresche;
100 g di fave novelle fresche piccole;
10 foglioline di menta
Olio evo q.b.
Sale e pepe q.b.

In una padellina facciamo rosolare appena appena le cipolline fresche con circa 5 cucchiai di olio evo, aggiungiamo le fave a lasciamo cuocere per qualche minuto, le mie  si sono cotte in circa 6 minuti, ma dipende da quanto sono tenere, appena pronte aggiungiamo le uova, aggiustiamo di sale e pepe, la menta per ultima,  facciamo rapprendere le uova e serviamo calde, se volete una spolveratina di peperoncino non guasta.
Saluti mie cari..

Insalata di cous cous

By ungiroincucina2

E ci sono caduta come una pera cotta, capitombolata  nel cous cous, non lo facevo mai, ed ora non smetto di cuocerlo e servirlo in tutte le salse, dunque ero spietata, convinta che per me l’unica vera ricetta del cous cous fosse quella Trapanese, impietrita sulla mia posizione non mi sbilanciavo a parlare quando qualcuno mi diceva che il precotto fosse anche molto buono, ed io: ” si si come no -.-!” E invece…mi sono ricreduta e quel che è peggio ho fatto ricredere pure mia madre LEI Trapanese DOC DOP.
A quanto pare con questa ricetta ho mischiato un pochino di sapori italici, ma il risultato è stato abbastanza soddisfacente e i colleghi hanno gradito.
Ingredienti:
500 gr di Cous Cous( seguire le istruzione per la cottura)
(piccolo consiglio in cottura metteteci qualche fogliolina di alloro)
1 cipolla rossa di Tropea;
10 pomodorini pachino;
1 melenzana;
Sale e pepe q.b.
Per il Pesto:
circa 20 foglie di basilico;
10 gr di mandorle;
100 gr di Parmigiano reggiano grattugiato;
Olio evo q.b.
Sale e pepe q.b.
Prepariamo il cous cous e lasciamolo raffreddare, nel frattempo tagliamo la melenzana a tocchetti e friggiamola in abbondante olio di semi di arichide caldo, appena pronte scoliamole per qualche minuto, poi passiamo al pesto, nel bicchiere del mixer mettiamo il basilico, le mandorle tostate, il parmigiano, olio sale e pepe e frulliamo il tutto, ma non riduciamo in crema, deve restare abbastanza grossolano, sminuzziamo la cipolla, tagliamo e puliamo i pomodorini.
In un’ampia ciotola poniamo il cous cous, le melenzane, i pomodorini, la cipolla, ed infine il pesto, aggiustiamo di sale qualora ce ne fosse bisogno e serviamo freddo…^_^
Eh ditemelo quant’è buono???????
Con questa ricetta partecipo alla raccolta INSALATIAMO

Taieddra Taiella insomma è Lei

By ungiroincucina2

C’era da aspettarselo..del resto cosa c’è di differenza tra un cous cous alla Trapanese e un cous cous precotto…eppure non sto li a ricriminare, andare nei loro blog a lasciare commenti a dire poco educati , chi lo fa, le variazioni, le personalizzazioni ci sono e devono essere messe in conto:  giusto per fare un esempio è vedendo la cottura del cous cous che per cuocerlo ci vogliono circa (tra guazzetti, pesti, incocciature et alii..) 4 ore, basta poi un cous cous precotto in 20 minuti è già pronto, ma anche quello è una variante al tema con una diversa tecnica di cottura, che però ha un suo motivo di esistere….
No ci sono scuse chi ha sbagliato paghi…!! E perchè??
Ah ora ricordo ha solo reinterpretato un piatto tipico Pugliese!! davvero???? Ma allora sacrilegio..si perchè se dobbiamo dirla tutta è un sacrilegio!! E’ vero care AMICHINE BLOGGER??? Perchè la cucina non è passione a quel punto ma diventa fonte immediata di torture e paturnie, per far sapere chi cucina meglio cosa! Allora via ai dotti professori che in quanto tale si ergono, che con frasi italianissime, grammatiche perfette e analisi del periodo da nulla obiettare sono pronti ad aspettare che tu sbagli per puntare il dito e dire ECCO LA MELA DEL PECCATO, COLEI O COLUI CHE  INTERPRETA UN PIATTO NON è DEGNO DI FAR PARTE DEL MONDO CULINARIO, MA CHE VADA A LAVARE SCARPE! 
Passiamo al gioco ho la bellezza di 35 anni portati ahimè un po’ maluccio..visto gli ultimi eventi, e in 35 anni non ho mai scambiato un gioco per un lancio ai coltelli, mai! Primo perchè, e il mio riferimento all’MTC è ovvio,  ho sempre giocato lealmente e senza sperare mai di vincere perchè se  fosse stato davvero così diventava deprimente giocare, secondo perchè i membri dell’MTC non sono solo membri, ma in realtà è una squadra dove tutti giocano, imparano cose nuove, ad esempio mi sono lasciate scappare il chili e la fideuà, per un motivo piuttosto banale direi ma l’ho fatto, certo i messicani o gli spagnoli non sono andati in giro tra i blogger a polemizzare su chi abbia davvero rispettato la tradizione sui quei piatti, ma che gliene importa a loro, e sopratutto (perdonate il mio francesimo) non hanno rotto i maroni con polemiche sterili che portano ad  un’altrettanto risultato sterile, perchè tanto chi ha voluto reinterpretarla la Tajeddra l’ha fatto senza chiedere il permesso a nessuno perchè e mi sa che da un po’ sta cosa ce la stiamo dimenticando SIAMO IN UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA  E FACCIAMO QUELLO CHE CI PARE! Ora non venitemi a dire che il cous cous quello giusto, quello cotto alla perfezione e cucinato nei migliori dei modi è quello precotto che tiro i gamberi in faccia  a qualcuno… :-).

Basta polemiche, basta, davvero! c’è crisi, non sapete come “arrabbattarvi” lo stipendio, e pensate a tutto questo e non  state a preoccuparvi di cosa io o chiunque altra/o Mtcino voglia cucinare, interpretare, personalizzare chiamatelo come volete… ma divertitevi che già ogni giorno è una lotta non vi ci mettete pure voi 😉
Ingredienti:
300 gr di Riso parboleid;
1 lt di brodo ( 1 cipolla, 1 carota, 1 gambo di sedano)
250 gr di tonno fresco (filetto)
6 patate dal peso in totale 300 gr;
80 gr di parmigiano grattugiato;
1 cipolla di Tropea (è il periodo suo)
10 pomodorini pixel;
20 gr di scaglie di mandorle;
Olio evo
Sale e pepe q,b.
Intanto prepariamo il brodo mettiamo in 1lt di acqua 1 cipolla, una carota, e una gambo di sedano, facciamolo andare togliamo dall’acqua quello che resta degli ortaggi, peliamo le patate tagliamole a rondelline versiamo un filino di olio evo nella pirex, poggiamo le patate sopra e formiamo un primo livello al termine del quale poggeremo il riso sciacquato, poi adagiamoci il tonno tagliato a tocchetti,

la cipolla, i pomodorini pixel, le scaglie di  mandorle, altro strato di patate, saliamo, cospargiamo di formaggio grattugiato e copriamo con il brodo, inforniamo a 160° per circa 1 ora, aumentiamo la temperatura del forno a 220° e gratiniamo per non più di 10 minuti

Se non si era capito con questa ricetta partecipo all’MTC di Maggio della quale ringrazio Cristian per il regalo molto gradito

Carciofi ripieni:BUONA PASQUA e scusate il ritardo

By ungiroincucina2

Buongiorno a tutti, tempo strano…ma tutto cambia, tutto muta e a quanto pare tocca cambiare anche a me…pensieri e parole si innestano nella mia mente, trovando un’alternativa alla casa….penso chissà cosa accadrà..e poi mi accorgo che tutto quello che ho fatto, creato, realizzato, provato o solo osato ad immaginare, per adesso nn accadrà mai, devo nuovamente fermarmi, razzionalizzare e andare avanti, sperando che qualsiasi cosa accadrà avrà un senso e porterà giovamento nella nostra vita, e non saremo costretti ad inoltrare le nostre vite da un’altra parte. Detto questo, espresso questo pensiero che volevo assolutamente condividere con voi, visto che manco da due settimane e che il mio blog piangeva di ricette, ho pensato ad una ricettina con i carciofi, con la quale colgo l’occasione di porvi (in netto ritardo) TANTI AUGURI DI BUONA PASQUA A TUTTI VOI, GRAZIE DI ESISTERE!!!!
Ingredienti:
4 Carciofi;
150 gr. di Pane secco;
80 ml di latte;
1 uovo;
1 mazzettino di prezzemolo;
10 olive tagiasche;
sale e pepe q.b.
2 cipollette fresche;
50 gr di parmigiano grattugiato;
1 Spicchio d’aglio in camicia;
Olio evo un filo
1/2 bicchiere di vino bianco;
4 limoni tagliati a spicchi.
ARMATEVI DI GUANTI , PER EVITARE CHE LE VOSTRE MANUCCE DIVENTINO NERE.
Puliamo i carciofi, togliamo le foglie esterne, tagliamo le punte e immergiamoli in acqua fredda con tanti spicchi di limone, nel frattempo in una ciotola poniamo il pane secco, il latte ed il resto degli ingredienti, sminuzzati a dovere, ammorbidiamo il tutto con le mani e lavoriamo l’impasto per bene se risulta ancora secco aggiungiamo un altro pochino di latte, appena finito di lavorare l’impasto, prepariamo i carciofi, allarghiamo il centro e inseriamo  poco per volta l’impasto, in un tegame mettiamo un filino di olio e l’aglio, adagiamo tutti i carciofi ripieni (ovviamente verso l’alto) facciamo prendere la fiamma alta, sfumiamo con il vino bianco ma non toccateli da come sono posti, e poi appena tutto il vino sarà sfumato, aggiungiamo poco per volta mezzo bicchiere di acqua calda, i carciofi dovranno essere coperti di acqua per metà dello loro spessore procediamo la cottura per circa 45 minuti, aggiungendo sempre poco per volta l’acqua, serviteli caldi e non bagneteci troppo pane ^_^

Gateau di patate e prosciutto e aspettatevi una versione direi non proprio light

By ungiroincucina2

 Il gateau di patate è semplice vero, ma è anche una pietanza abbastanza nutriente e ricca di carboidrati, lo faccio abbastanza spesso, proprio ieri pensavo a cosa metteva dentro mia nonna Santina, addirittura lei dentro il gateau ci metteva la parmigiana, si avete capito bene melenzane, parmigiano, uova sode, e vi posso assicurare che veniva la FINE DEL MONDO…anche mia mamma lo fa così ( senza uova sode sia chiaro)e sa benissimo che se vuole farmi felice mi basta un gateau con la parmigiana, che giurin giuretto vi posterò la ricetta prestissimo..
Ingredienti:
Patate 1.5 kg;
Uova 2;
Formaggio filante 5 fette ;
1 noce di burro
Sale e pepe q.b.
Parmigiano reggiano 4 cucchiai;
Prosciutto cotto 5 fette;
Mollica

Lessate fino a farle diventare quasi purea le patate, e calde mettete le uova il parmigiano grattuggiato, la noce di burro il sale ed impastate il tutto, se l’impasto vi sembra troppo mollo, basta aggiungere un manciata di mollica, imburrate e mollicate la teglietta dei muffin  e ponete uno strato di purea poi il prosciutto tagliato e il formaggio filante, richiudete con l’altra metà dell’impasto ma nel chiuderlo aiutatevi con le mani umide, vedrete che l’impasto si lavora molto bene, finite con una spolverata di mollica e parmigiano, ponete in forno per 30 minuti a 260° e non servite tanto caldo ma abbastanza tiepido da far vedere il formaggio che fila….^_^ Godetevelo

Paella per il Recipe.Tionist di Dicembre

By ungiroincucina2

Eccomi questo mese sono di nuovo pronta a partecipare al contest di  Dicembre Elifla, e devo dire che quando ho curiosato tra le ricette di Giulia non ho avuto dubbi, primo perchè era ora che io la provassi questa ricetta, e secondo perchè ancora la mia cucina non si era occupata di ricette internazionali..quindi era proprio arrivato il momento…e siccome provo, e riprovo e sperimento e risperimento e finalmente ho sperimentato questa Paella.

Ingredienti
4 cosce di pollo
50 di Farina 00
Olio evo (Io Olio Dante)
1.5l di Brodo vegetale
500g Riso per paella
6 Gamberoni
1/2 cipolla
2 Peperoni
120 gr di Piselli
Sale e pepe q.b.
2 bustine di zafferano
2 cucchiaini di Paprika
Scaldiamo l’olio nella wok tagliamo le cosce di polli a bocconcini non troppo grossi , infariniamoli e soffriggiamoli. Appena saranno abbastanza rosolati aggiungiamo i pomodori  e cuociamo per circa 10 minuti, aggiungiamo il riso lasciamo tostare qualche minuto e  non tutto il brodo (un pochino teniamolo da parte qualora ci dovesse servire) e mescoliamo per benino e in ultimo aggiungiamo zafferano e parika, abbassiamo la fiamma e cuociamo a fuoco lento, facendo attenzione che non attacchi nel fondo, anche se con la wok questo non dovrebbe accadere, ma qualora accadesse allora aggiungiamo altro brodo. Come dice Giulia non va mescolato il riso va solo mosso con un cucchiaio di legno per una cottura uniforme. Il riso vuole circa 20 minuti di cottura e dobbiamo accertarci che tutto il brodo sia completamente assorbito. Mi sono presa la licenza di mettere i peperoni…molto graditi a me..^_^
Nel frattempo in una padella ho fatto rosolare i peperoni tagliati a listarelle e gamberi con altro olio evo  fatti cuocere per benino e ho aggiunto i piselli appena furono abbastanza cotti ho buttato tutto nel riso li ho fatti girare per benino ho preso un coppa pasta rotondo e servito la Paella così i miei ospiti hanno gradito moltissimo (Marito e Figlia ).
In Spagna la mangiano direttamente nella padella… ^_^

Arancine per L’MTC…

By ungiroincucina2

Secondo voi…visto il proliferarsi di arancine di questi ultimi tempi nella blogsfera potevo mancare?
Ma no, ovvio che no!
E così mi sono data da fare..ma che dico, ci siamo dati da fare…
Ho chiamato a rapporto marito e figlia e ci siamo messi a lavorare, è stato un momento meraviglioso, la Sofietta aveva tutte le mani sporche di formaggio e litigava con mio marito perchè voleva assolutamente preparare le arancine …insomma poi alla fine,ma molto alla fine, ha messo il formaggio e si è divertita da morire.
Adesso non voglio dileguarmi in discussioni varie ed eventuali, circa la derivazione esatta del nome stesso “Arancina” o “Arancino”.. del resto vanno a finire sempre in “panza”, ma in ogni caso è giusto sapere che nella sicilia occidentale è Arancina, mentre nella sicilia orientale è Arancino. E siccome..io sono molto imbastardita..mia mamma di Trapani, mio padre di Messina, io ho vissuto per anni a Giarre, ed è risaputo che impazzisco per Trapani..la chiamo …lo dico….lo sto per comunicare…mi scappa…ARANCINA!.
E che ci posso fare io?
In più ne ho fatte un paio con l’uovo di tonno, potevo non chiamarle Arancine?
Al solito la ricetta è presa tale e quale al vincitore dell’MTC di Novembre nonche Puppacena
Ingredienti:

1 kg di riso originario (alcuni usano il Roma)
2,5 l circa di brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano)
una bustina di zafferano
50 g di burro
50 g di parmigiano grattugiato
una cipolla medio-piccola
olio evo q.b.
sale q.b.

Per il ripieno all’Uovo di Tonno
30 gr di Uovo di tonno grattugiato;
6 pomodorini ciliegini;
2 spicchi d’aglio;
Niente Sale;
Olio evo
Per il ripieno ai Broccoli e Ricotta
2 cimette di broccoli;
150 gr di ricotta fresca (fatta sgocciolare tutta la notte)
7 pomodorini pachino
1/2 cipollina fresca;
Olio evo;
Sale e pepe q.b.
Per il ripieno ai carciofi e pancetta
3 Carciofi;
60 gr di pancetta dolce a cubetti;
3 spicchi d’aglio;
1 cucchiaino di besciamella per ogni arancino;
80 gr di formaggio filante a cubetti;
Sale e pepe q.b.
Olio evo.
Per la besciamella

125ml   di latte magro
2 cucchiai rasi di farina
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
1 pizzico di sale

Per la lega

600 ml d’acqua
300 gr di farina
Sale q.b.

Per la panatura 
600 gr di pan grattato sono più che sufficenti
Per la frittura
1.5 l di Olio di semi di arichidi.
Ricopio la ricetta della preparazione del riso tale e quale a Pupaccena  (perchè è così che si fa) non cambio una parola, mentre per il ripieno ci penso da me!
Il riso va preparato con qualche ora d’anticipo, perché al momento della preparazione delle arancine dev’essere ben freddo.
Preparare il brodo vegetale con gli aromi. Una volta pronto, rimuovere la carota, il sedano e la cipolla di cottura e sciogliere lo zafferano nel brodo. Regolare di sale.
In un tegame capiente, dare un giro abbondante di olio evo e fare appassire la cipolla tagliata finemente. Versare il riso e fare tostare un pochino. Versare nel tegame buona parte del brodo, non tutto in modo da poterne aggiungere all’occorrenza regolandosi in funzione del tipo di riso e della sua cottura.
Fermare la cottura quando il riso sarà al dente e si presenterà piuttosto compatto (ovvero non dev’essere cremoso come un tipico buon risotto!). Immergere il tegame nel lavello riempito d’acqua fredda (evitando che l’acqua entri all’interno) e mantecare con il burro e il parmigiano grattugiato. Se serve, per abbattere la temperatura ed evitare che il riso continui a cuocere, rinnovare l’acqua fredda dentro il lavello.
Una volta tiepido, versare il riso dentro una teglia e lasciare da parte affinché raffreddi completamente. Poi coprire con carta d’alluminio e conservare in frigorifero per almeno 3-4 ore.

Ecco le mie versioni:

Arancine all’uovo di Tonno
In una padella facciamo rosolare l’aglio rigorosamente in camicia saltiamo appena appena i pomodorini…e facciamo raffreddare..
In una ciotola versiamo dell’acqua fredda e bagniamoci le mani prendiamo un po’ di riso, come se volessimo creare una polpetta, la poniamo sul palmo della mano e con una leggera pressione spingiamo la polpetta e apriamola, poniamo uno o  due pomodorini e 1/2 cucchiaino di uovo di tonno e richiudiamo con un altro po’ di riso, chiudiamo per bene, passiamo la palla nella lega precendentemente fatta e poi nella panatura friggiamo in abbondante olio di semi.
 Arancini ai broccoli e ricotta

Per il ripieno con i broccoli vale la regola quanto sopra, con un’unica variante per me, per quanto mi riguarda questi li ho fatti a piramide, Prepariamo la solita polpetta ma stavolta sopra il condimento ho messo un’altra polpetta e poi lavorata a piramide..(mi sembrava essere tornata ai tempi della plastilina ^-^)
 ecco la ricetta:

Puliamo i broccoletti (tenerissimi), in una padella facciamo rosolare la cipolla aggiungiamo i broccoletti li facciamo saltare una decina di minuti, dopo aggiungiamo i pomodorini, e cuociamo per altri 10 minuti, alla fine aggiungiamo la ricotta e facciamo asciugare il tutto per non più di 5 minuti.

Arancine ai carciofi e pancetta
Per il ripieno ai carciofi vale sempre la regola quanto sopra descritto, ecco la ricetta del ripieno:
Puliamo i carcioci, tagliamoli i cuori e poniamo all’interno di una ciotola con acqua fredda e tanti spicchi di limone per evitare che si anneriscano.
In una padella rosoliamo l’aglio con olio evo, saltiamo i carciofi aggiustiamo di sale e pepe e appena saranno abbastanza cotti versiamo la pancetta facciamola cuocere e togliamo dal fuoco. Nella polpetta mettiamo un pochino di carciofi un cucchiaino di besciamella e alla fine tre pezzettini di formaggio e richiudiamo.
*Utile consiglio: per preparare qualsiasi arancina dovete assolutamente aspettare che sia il ripieno che il riso siano abbastanza freddi da poter essere lavorati.
Servitevi Signori…oggi in ufficio si mangiano ARANCINE ^_^

Cous Cous ed un’unica tradizione

By ungiroincucina2

Per cominciare i ricordi: sono quelli che non ti lasciano nemmeno un attimo, quelli che richiedono silenzio e contemplazione e che ti ritornano quando senti certi odori, come l’alloro, l’aglio e  la cipolla….per non parlare dei pesci, quelli che sanno di mare, quelli che ti saltano nel lavello della cucina, o  i gamberi trasparenti che solo mia mamma riesce a mangiare crudi, e insieme danno vita ad un piatto straordinario che vede la combinazione di culture come quella siciliana e quella araba.
Il cous cous nella mia famiglia è una tradizione! Avevo più o meno l’età di mia figlia quando cominciai ad osservare mia nonna Santina che cucinava il Cous Cous, sono passati 31 anni ed oggi più di allora mi viene in mente che tante ma tante cose avrei voluto godermele di più….E così che abbiamo cominciato, e così che ogni estate si passava in campeggio a San Vito Lo Capo, e così che non potendolo cucinare sul camper, mio fratello prendeva la sua mitica BMX e scappava in centro dove c’era un ristorante che lo cucinava proprio come mia nonna, tornava in campeggio velocemente, lo si vedeva sferrare per le strade di San Vito lo conoscevano come “Stuppaghittu” che voleva dire tappetto per via della sua età e della sua altezza ma era un grillo e il Cous Cous era e rimane per lui il suo piatto preferito, così quando tornava appena appoggiava il suo piatto sul tavolo eravamo pronti ad assaggiarglielo e lasciargliene pochissimo e lui piangeva, ma non si abbatteva riprendeva la sua bicicletta e ritornava al ristorante.
In inverno invece c’era lei…mia nonna che si occupava di sfamare un esercito, con cozze, vongole, calamari, pesce fritto detto “sciabbacheddu”, e noi a correre tra la cucina e la sala da pranzo, mio nonno con il cannovaccio sulla spalla e cucchiaio di legno alla mano e aspettava che qualcuno di noi nipoti ci avvicinavamo ai piatti che subito arrivavano le botte sorde sulle mani…ihihiih che ridere….i grandi in tutto questo dov’erano….??? bhè chi si occupava di apparecchiare…chi  fumava..chi stava in un angolo a sparare tantissime cavolate….su politica e affari…chi aiutava mia nonna, e chi correva per tutta la casa….insomma erano momenti di festa…che nessuno mi restituirà…e ora che mi occupo di cucina anch’io..da me ci sono sempre ospiti..a modo mio vorrei che tutto ritornasse come prima.. ma non si può… ma comunque.. procediamo perchè questo post sarà moooooolto lungo.

Ingredienti:
1 Kg semola di grano;

 olio e.v. d’oliva, a piacere
acqua q.b.
 prezzemolo 1 mazzetto;
 2 Cipolle medie;
 6-7 spicchi d’aglio
Sale e pepe q.b.


La semola per il cous-cous la trovate nei panifici di Trapani e della provincia..è una semola molto particolare e se volete provare a cucinare il cous cous non cimentatevi con il semolino che vendono ai supermercati perchè quello è un’altra cosa totalmente..quel semolino si presta per insalata o altro che a voi ovviamente più vi aggrada. La Semola deve avere una granulometria abbastanza grossa e deve essere lavorata in modo da renderla ancora più grossa proprio perchè il cous cous va servito con del brodo di pesce l’effetto sarebbe un pappetta…quindi dopo questa breve e piccola premessa cominciamo con la lavorazione…
1 Passo l’incocciatura
L’incocciatura della semola è una di quelle che a mio parere risulta più difficile perchè la semola deve assorbire tutti i sapori sia dell’olio ma anche dell’acqua che andremo a metter di volta in volta e non bisogna formare tanti grumi perchè potremmo perdere la consistenza…. sarà abbastanza complessa questa fase quindi prestiamo molta attenzione!
Procuriamoci diverse ciotole una con l’acqua, una con la semola non incocciata, un’altra piccola dove andremo ad incocciare la semola piano piano, e soprattutto abbiate vicino la bottiglia dell’olio, versiamo l’acqua e l’olio poco per volta e a filo dovete fare in modo che il movimento dell’incocciatura sia orario e omogeneo dall’interno verso l’esterno…e aggiustiamo di sale e di pepe…

Dopo che avremo finito tutta quanta l’operazione dell’incocciatura uniamo il trito di prezzemolo, cipolla e aglio


Amalgamiamo il tutto e lasciamo a riposare da una parte..

Adesso è il momento di preparare la pentola per cuocere il cous cous  viene riempita circa per tre quarti e di solito aromatizziamo l’acqua con l’alloro…e sopra poggiamo la couscousiera.

CousCousiera

Prepariamo un impasto di semola, acqua e  farina questa si chiama “Coddura” le diamo la forma di salame e ci servirà da collante tra la couscousiera ed il tegame di sotto, questo perchè non deve prendere aria..
Versiamo il cous cous crudo mettiamo qualche fogliolina di alloro, e lasciamo cuocere per circa 1h e 30 minuti….

Il cous cous va servito, quello vero, quello trapanese, con una zuppa di Pesce, il pesce oltre ad essere fresco deve anche essere abbastanza grasso, per poter donare un sapore molto consistente…in genere si mettono:
 2 Scorfani puliti e squamati;
1 fagiano tipo (pesce) pulito e squamato;
Calamari, gamberi freschi;
1 Cipolla;
3 spicchi d’aglio;
1 lt di passata d pomodoro;
1 conf di pomodoro estratto;
Alloro e prezzomolo;
Sale  e pepe q.b.;
Olio evo…

In un ampio tegame soffriggiamo la cipolla con l’aglio e incorporiamo l’estratto uniamo i pesci facciamoli rosolare…uniamo i calamari e i gamberi…poi aggiungiamo la passata e lasciamo cuocere per circa 15 minuti, aggiustiamo di sale e pepe, aggiungiamo acqua…scoliamo i pesci e il brodo lo conserviamo perchè ci servirà per condire il nostro cous cous..

Il pesce lo mettiamo in una pirofila di vetro pulito…lo delischiamo e facciamo tanta attenzione a toglierle davvero tutte le spine…
Appena il couscous è pronto trasferitelo in un’ampia ciotola io ne uso una di terracotta (v.s.) che in gergo si chiama MAFARDA, ma non chiedetemi la traduzione in italiano ^:^, e aggiungiamo poca alla volta un mestolo di brodo di pesce e lo facciamo assorbire, giriamo e rigiriamo e via con un altro mestolo di brodo…dopo di che verrà coperto il tutto con una coperta e lasciato riposare per un’altra ora e mezza…Trascorso questo tempo serviamo il cous cous caldo e versiamo ancora del brodo…

P.S. Non aggiungo altro..resto a disposizione (cit. Mio nonno Paolo)





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