ottobre 2012 archive

Il pane

By ungiroincucina2

Finalmente dopo struggenti tentativi  e “malecumpasse” (brutte figure) sono riuscita a perseguire il mio intento…sono riuscita a fare il pane…che impresaccia però!!!
Diversi giri nei blog e nei siti che parlano solo di pani e loro lievitazioni mi hanno portato ad un’unica soluzione..non so fare il pane..non ci riesco non è cosa mia…poi all’improvviso arriva la mia Elifla che come sempre mi risolve i problemi e lì scatta la scintilla e lo rifaccio..basta poco che ce vò!!!
.bhè non è proprio poco..ma insomma ci vogliono circa 6 ore di lievitazione tra prima e seconda lievitazione con il lievito di birra…alla fine devo dire che il risultato c’è ed io sono come dire abbastanza soddisfatta.Mi fermo qui…perchè dovrò rifarlo almeno tutte le settimane..ed eventualmente vi parlerò dei miei progressi…se caso mai ci saranno.
La ricetta è tale e quale a quella di Elifla ho cambiato solo qualcosina…io ho usato il lievito di birra al posto del Lievito Madre.
Ingredienti

400 gr di farina di semola,
100 gr di farina 00!
300 gr di acqua
1 cucchiaino di zucchero
250 gr di Lievito Madre ( se volete utilizzare il lievito di birra mettetene circa 6-7 gr, meno lievito più tempo per fare lievitare l’impasto)
30 gr olio di semi di arichide
1 cucchiaio  di sale

Sciogliete lo zucchero nell’acqua e poi mescolateci il lievito Aggiungete le farine, l’olio e il sale ed impastate molto bene, sbattendo l’impasto sul piano di lavoro. Mettete l’impasto a lievitare in una ciotola coperta e aspettate (ci vorranno un po’ di ore perché dipende anche da quanto è caldo il luogo dove mettete l’impasto a lievitare). Quando è raddoppiato o anche di più, rovesciate l’impasto sul piano di lavoro infarinato, appiatti telo con le mani , io ho dato la forma delle pagnottine e di un filatino, mettiamo il tutto su una teglia rivestita di carta forno, copriamo e mettiamo a lievitare il tutto per altre 3 ore, non appena saranno belli gonfi vuol dire che è arrivato il momento di infornare.
Preriscaldate il forno a 220° , infornate e dopo 10-15 minuti abbassate a 180° e cuocete fin quando non saranno abbastanza dorati.

Gnocchi di Pollo fritti…io li chiamo gnocchi..,ma sentitevi liberi di chiamarli come volete

By ungiroincucina2

Questi gnocchetti di pollo sono molto semplici..ma sono anche un riciclo del pollo al forno avanzato la domenica.
Volete sapere se mia nonna li faceva?
La risposta è si! Li faceva, ma con la variante di un pollo non riciclato..io mi sono persa la licenza..di riciclarlo..visto che non avevo voglia di mangiarlo come lo avevo cucinato domenica…e cioè cosce di pollo al forno con pomodori e cipolla…siccome mi sono stufata.. gli ho dato la fine che si meritava, dunque ieri pomeriggio quello che era rimasto l’ho dissossato, ridotto in brandelli…e poi…
ecco la ricetta:
Ingredienti:
250 gr Pollo ( petti di pollo vanno benone), il mio erano cosce e sovracosce.
150 gr di riso bollito (quasi sfatto);
100 gr di parmigiano grattuggiato;
1 uovo;
2 cucchiai di Mollica di pane per aggiustare il composto se troppo mollo;
100 gr di Mollica di pane, per l’impanatura;
Prezzemolo abbondante;
1/2 cipolla;
Sale  e pepe q.b.
1/2 l di olio di semi di arichide.
In una ciotola mettete il pollo (arrostito), ridotto in brandelli, aggiungiamo il riso scolato, il parmigiano, l’uovo..se il composto risulta troppo mollo aggiungiamo un po’ di mollica di pane, prezzemolo, la cipolla, aggiustiamo di sale e pepe, formiamo dei pseudo barilotti con le mani umide, passiamoli nella mollica e friggiamoli in abbondante olio di semi..meglio se usate una friggitrice…e mangiamoli caldissimi..
State tranquilli che non si aprono..non c’è stato bisogno di passarli nell’uovo..sono perfetti così. ^_^

Sofficini di Carne di vitello agli spinaci…e un solo credo…

By ungiroincucina2

Un solo credo perchè questo piatto era il piatto che mio nonno ne andava matto..ma di brutto e che io ho ereditato come gusto..per lui la carne andava fatta così…perchè dava un sapore in più…ma era semplice e lui adorava le cose semplice..e proprio questo è uno di quei piatti..dei quali personalmente impazzisco, è un piatto ed è semplice ma soprattutto abbastanza veloce.
Ingredienti per 3 persone:
6 fette di lacerto taglio medio;
250 gr di spinaci lessi;
6 fette di formaggio filante;
1 uovo sbattuto;
1/2 cipolla;
1 noce di burro;
150 gr di Mollica di pane;
1 pugno di Parmigiano grattuggiato;
Olio di semi di arichidi.
Olio evo.
Sale e pepe q.b.
In una padella soffriggiamo leggermente la cipolla con l’olio evo, buttiamoci dentro gli spinaci (già lessati), facciamoli rosolare, aggiungiamo la noce di burro, aggiustiamo di sale e pepe e facciamoli raffreddare.
Nel frattempo in un piatto prepariamoci mollica ed il parmigiano grattugiato anche qui aggiustiamo di sale e pepe, in un tagliere invece sistemiamoci le fette di lacerto, poniamo al centro un pochino di spinaci freddi adagiamo una fettina di formaggio, chiudiamo a modo di sofficino, passiamo il tutto nell’uovo e poi nella mollica, avendo cura però di prestare attenzione che le fettine restino ben sigillate con la mollica, eventualmente ripassatele nuovamente sia nell’uovo che nella mollica, friggiamo in abbondante olio di semi di arichidi e serviamo caldissime, non appena si apriranno uscirà un cuore morbido, di spinaci e formaggio. Una bontà che va gustata calda..^_^

Shabbat Shalom…e un dovere di cronaca

By ungiroincucina2

Quest’estate sono stata in Germania a Berlino per la precisione; non ho avuto il minimo dubbio di come i tedeschi abbiano vissuto gli anni del muro, un muro che le DDR chiamavano “antifaschistischer Schutzwall” e cioè barriera di protezione antifascista, un sistema di fortificazioni fatto costruire dal governo della Germania est per impedire la libera circolazione delle persone tra Berlino Ovest e il territorio della Germania est. Ecco morivano solo per abbracciare i loro familiari, morivano perchè lottavano per la loro libertà..28 anni di agonia dei quali si decretarono la loro fine il 09/09/1989.
Notavo come fossero stati difficili per loro quegli anni, ma in realtà da notare non c’è nulla..c’è solo da piangere in silenzio e ascoltare le voci delle testimonianze di gente che ha sofferto moltissimo.
Non appena si esce da Berlino a circa 30 km c’è un campo di concentramento nazista Sachsenhausen a Orianenburg…un borgo piccolissimo ma di un silenzio micidiale.
Eppure dal 1936 fu uno dei campi più attivi di tutta la Germania, tra il 1936 e il 1945 a Sachsenhausen furono rinchiuse più di 200.000 persone di circa 40 nazionalità diverse. I prigionieri furono inizialmente oppositori politici del nazionalsocialismo, poi in numero sempre crescente appartenenti ai gruppi dichiarati razzialmente e biologicamente inferiori dai nazisti e poi dopo campo di concentramento politico russo.
Decine di migliaia di persone morirono di fame, malattie, lavoro forzato, maltrattamenti, oppure diventarono vittime di esecuzioni sistematiche delle SS o di esperimenti medici. Ai prigionieri venivano inoltre praticate ferite e indotte infezioni per testare l’efficacia di farmaci (ai bambini veniva inoculato il virus dell’epatite per verificare la reazione del fegato). Ecco alcune immagini:
All’ingresso c’è una scritta IL LAVORO RENDE LIBERI…si liberi di cosa?
Non voglio continuare più a scrivere nulla, perchè la voce guida raccontava episodi macabri…che le mie orecchie…e le mie sensazione non riuscivano a capire…adesso mi chiedo a cosa sia servito tutto questo strazio…a cosa sia servito tutto questo delirio, e cosa sia servito tutto questo macello!
La sfida dell‘MTC 
mi ha fatto riflettere notevolmente, mi ha fatto pensare che io non avevo mai affrontato una ricetta dal punto di vista Culturale e Sociale, e sopratutto il caso volle che io fossi stata proprio dove la gente  ha perso la vita per la loro religione e dove io oggi mi trovo per loro a scrivere questo post in loro onore…perchè mi sento di ringranziarli, per tutto quello che hanno fatto e per tutto quello che è stato…e di come la loro dignità li abbia ripagati.
Oggi ripropongo per la seconda volta il loro pane dolce , il pane del sabato, il pane della condivisione, il pane che non mischia latte e nè i suoi derivati, perchè è una regola, un precetto del quale bisogna prenderne atto e bisogna che ci sia il massimo e assoluto rispetto.
Ecco dunque gli ingredienti:
500 gr di farina 0;
2 uova  (circa 60-62 gr con il guscio);
100 gr di zucchero;
20 gr di lievito di birra ;
125 ml di acqua tiepida;
125 ml di olio evo;
10 gr di sale;
un tuorlo d’uovo;
un cucchiaio di acqua;
semi di sesamo;

Ingredienti per i ripieni
100 gr di Uva Sultanina (ammollata in acqua 10-15 minuti )
100 gr di pinoli;
130 gr di marmellata di fragole
La ricetta è tale e quale a quella di Eleonora come è giusto che fosse, ma l’esecuzione sarà diversa proprio perchè i passaggi sono fatti a mano.
La cosa importante prima di cominciare è di setacciare la farina e pesarsi tutti gli ingredienti in questo modo non perderemo tempo nell’esecuzione .
Sciogliamo il lievito nell’acqua che deve essere tiepida e non calda insieme ad un cucchiaino di zucchero…. e aspettiamo che faccia un pochino di schiuma per circa 10 minuti.
In una ciotola abbastanza ampia mettiamo la farina, il sale, lo zucchero e versiamoci sopra il lievito, non appena il lievito entrerà in contatto con la farina comincerà a fare schiuma, cominciamo ad impastare, poi versiamo l’olio e per finire le uova ma uno alla volta, con il primo uovo  l’impasto risulterà abbastanza denso, non appena mettiamo il secondo uovo l’impasto si ammolla..ma non abbiate paura recuperiamolo con una grossa spatola, spolveriamo il piano in cui dobbiamo lavorare rovesciamo l’impasto e con le spatole lo recuperiamo e lo sbattiamo con “violenza” sul piano, 
In questo modo uscirà tutto il glutine e l’impasto risulterà molto liscio e compatto.
L’intera operazione dovrà durare circa e non di più 10 minuti.
In una ciotola pulita spolveriamo con un pochino di farina mettiamoci dentro l’impasto ricopriamo con un cannovaccio di cotone (noi cioè sia io che Elifla abbiamo fatto così) e facciamo lievitare nel forno spento e chiuso per circa 2 ore.
Passate due ore sgonfiate l’impasto sul piano di lavoro infarinato leggermente e tagliatelo in due parti uguali. Poi tagliate ognuna delle parti in tre pezzi.
Stendete su di un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Spargete l’uva passa, i pinoli e la marmellata.
Arrotolate ogni striscia di pasta sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lunghi “salsicciotti”.
Uniteli come a formare una treccia, ripetiamo anche per la seconda treccia, foderiamo la teglia del forno con della carta forno ungiamola con olio evo e adagiamo le tue trecce, lasciamo lievitare per altre 2 ore, noi abbiamo fatto questo passaggio sempre nel forno.
Accendete il forno a 200°C statico e sbattete il tuorlo d’uovo con un cucchiaio di acqua e spennellatelo sulle superfici delle due trecce; spargete i semini di sesamo sulla trecce 
Infornate in forno già caldo per circa 20 minuti

Vellutata di Zucca dolce Grokkante

By ungiroincucina2

Ecco un piatto semplice e veloce, accompagnato da un sapore deciso e dal gusto inconfondibile uno Snack croccante con Grana Padano, cotto al forno in tre fantastici gusti: Deciso, Classico e Con Cereali, io ho optato per il gusto ai cereali..
Ingredienti:
500 gr di Zucca dolce;
1 cipolla;
Olio evo;
1 Dado;
Sale e pepe q.b.
e q.b. di dischi di Grok
In un tegame ho riposto la zucca tagliata a tocchetti molto grandi, la cipolla ho aggiustato di sale e pepe, olio evo, ho coperto con un coperchio ed ho lasciato cuocere per circa 20 minuti, fin quando non è diventato il tutto una pappetta, poi con il passaverdure ho passato tutto quanto, ed ho servito con i Grokkantini…ed è venuta fuori una goduria…buon appetito ^_^

Gnocchi alla sorrentina e la sfida del Recipe-Tionist di Ottobre

By ungiroincucina2

Era necessario questo mese che io mi occupassi della sfida della mia EliFla..di cuocicucidici del Recipe-Tionist di Ottobre…leggendo il vincitore di questo mese poi..come potevo farne a meno..visto che la sua cucina..è adorabile e tradizionale…proprio come tradizionale è la mia…spulciando tra le sue ricette…mi sono persa nei primi piatti…non è stato facile decidere per svariati motivi, perchè tutti e dico tutti i primi piatti eseguiti da Cocogianni o Cuocogianni   sono in un certo qual modo…molto e dico molto graditi alla sottoscritta..non so vogliamo parlare della pasta alla carbonara, o alla gricia, o cacio e pepe, alle verdure vuota frigo, al pesto di pistacchi…e via scrivendo…non avendo fatto ancora gli gnocchi..bhè mi è sembrato il caso che me ne occupassi….
Ieri però sono tornata a casa un pochino tardi per poter impastare gli gnocchi..e quindi mi perdonerà Cuocogianni..ma non si tratta di pasta fresca..del resto le regole prevedono che un ingrediente si possa sostituire..ed io l’ho fatto…sarò perdonata?..chissa! 
Pur non di meno ho eseguito il sugo a regola d’arte…proprio come lui lo ha descritto..ed anch’io mi trovo d’accordo sul fatto che la carne in questo caso le salamine e ed il tritato…vanno sfumati prima dell’aggiunta del pomodoro….! 
P.S. Beata la suocera….!
Quindi comincia la sfida…

Ingredienti ( gli ingredienti sono pari pari alla lista di ingredienti di Cuocogianni)
1 Kg di Gnocchi Freschi
750 g di pomodori freschi rossi
300 g carne di manzo magra macinata
200 gr di salamine di suino (che a casa mia non mancano mai)
1 cipolla
1 bicchiere di vino rosso
Olio evo
Mezzo cucchiaino di zucchero
Sale e pepe q.b.
Foglie di basilico
2 Mozzarelle di Bufala
Laviamo i pomodori per bene e li mettiamo in acqua bollente per qualche minuto…e subito sotto l’acqua ghiacciata in questo modo sarà molto semplice spellarli..
Nel frattempo in un ampio tegame profondo, versiamo l’olio facciamo rosolare la cipolla e aggiungiamo la carne e il salame, facciamo rosolare per bene sfumiamo con il vino rosso e lasciamo evaporare.
Aggiungiamo i pomodori tagliati a pezzettoni aggiustiamo di sale e pepe, copriamo con un coperchio, lasciamo cuocere…

(Mia nonna diceva che: “se vuoi ottenere un sugo buono e perfetto di domenica lo devi cuocere almeno 3 ore a fuoco bassissimo)! 

Quindi quando ho visto quello che ha fatto Cuocogianni..bhè come non essere d’accordo…

Non appena il sugo è pronto..cuociamo gli gnocchi in abbondante acqua salata… quando arrivano a galla scoliamoli e versiamo nel tegame con tanto basilico….riversiamo il tutto in una pirofila da forno poniamo sopra la mozzarella per completare la ricetta ed inforniamo a 180° per circa 20 minuti…Mangiateli caldi…caldi…buon appetito..^_^

Torta di compleanno per il mio fratellino giunto a 31 anni..altro che “Stuppagghittu”

By ungiroincucina2

Per lui ho fatto questa torta interamente al cioccolato, quel bambino con il quale sono cresciuta, quel bambino con il quale sono stata sempre la sorella minore e non la maggiore…lui mi protegge..lui piange con me..lui esulta con me…gioisce con me…
Quando ho partorito la mia sofietta..mio marito è dovuto dopo il congedo tornare al lavoro, si raccomandò di starmi vicina.. e così fu..non mi perse di vista..la notte si alzava prima di me e prima di me preparava il latte…ama sua nipote..e lei ama lui…sembrano fidanzati…non vi dico…anzi si ve lo dico….mi tirava il latte..io non avendone a sufficenza..lui era lì pronto a farlo…lui è unico…non posso pensare a vivere lontana da lui…anche se immagino che non può stare sempre con me…e deve anche farsi la sua vita…..e quindi questa torta nasce da un’idea che io ho di lui amante della nutella…amante del cioccolato…e ne ho approfittato..per fargli quello che si merita.
Ingredienti:
150g farina;
150g zucchero;
40g cacao;
3 uova intere
100 ml di latte;
100 ml di olio di semi
1 bustina di lievito

1 bustina di vanillina
Montare le uova con lo zucchero e la vanillina, inserire latte e olio e poi la farina (setacciata) miscelata con il cacao (setacciato)  e il lievito. Cuocere in forno caldo statico per 40 minuti.
E’ una base molto umida e di bagnarla non è necessaria..ma se la volete ancora più umida basta spennellarla con una bagna che a voi piace.
L’interno
 Per la farcia ho preparato la crema rocher..
Ingredienti:
250 gr di Nutella;
250 gr di Wafer alla nocciola;
200 gr di panna montata…
150 gr di Nocciole tritate;
In una ciotola mettete la nutella, i wafer sbriciolati, e la panna montata amalgamate il tutto  poi versatela sulla base..è una crema molto compatta che non perde acqua…
Godetevela…^_^

MTC di Ottobre…Il Pane Dolce

By ungiroincucina2

Inizio con il dirvi che questa sfida l’ho accolta con immenso piacere, sia perchè mi riprendo da quel brutto periodo che voi tutti conoscete sia che l’ho eseguita insieme alla mia amica Flavia di cuocicucidici.
Ero demoralizzata decisamente  giù..e allora lei con immenso entusiasmo mi ha esortata ad andare avanti, e  dunque quale migliore occasione di questa sfida dell‘MTC considerando che questo pane è un pane dolce del Sabato  tipico della cucina ebraica che va condiviso..proprio il sabato!


La cucina ebraica è una cucina tradizionale ma a differenza di quella nostra è ricca di significato, la tolleranza, e soprattutto la cultura di questo popolo ripiega su delle leggi che diventano necessarie per il forte legame che lega  loro a Dio e dunque da qui nasce la condivisione, l’alleanza tra di loro che sottoposti a sacrifici intollerabili per il resto della società, per loro diventano precetti. 
L’idea di condividere blog e ricette con Elifla nasce proprio per la loro forte identità culturale che rende alibiti di fronte alla quotidianità, sono entusiasta di condividere con voi anche questa ulteriore crescita, ho apprezzato moltissimo lo scambio culturale che MTC ha voluto fortemente questo mese, perchè in realtà di scambio si tratta…noi con i nostri ingredienti sempre nel rispetto della loro tradizione, loro con la loro ricetta, ci hanno e mi hanno dato uno sprint in più, che mi ha permesso di curare certe tematiche che ho nel corso degli anni volutamente omesso di conoscere…!!
Dunque passiamo agli ingredienti
per due trecce ripiene:
500 gr di farina 0;

2 uova  (circa 60-62 gr con il guscio);

100 gr di zucchero;

20 gr di lievito di birra ;

125 ml di acqua tiepida;125 ml di olio evo;
10 gr di sale;
un tuorlo d’uovo;
un cucchiaio di acqua;
semi di sesamo;

Ingredienti per il primo ripieno
50 gr di Uva Sultanina (ammollata in acqua 10-15 minuti )
50 gr scorzette di arancia candita


Ingredienti per il secondo ripieno

50 gr di Gocce di cioccolato extra fondente (non contengono tracce di latte)
75 gr  di pistacchi di Bronte finemente tritati.

La ricetta è tale e quale a quella di Eleonora come è giusto che fosse, ma l’esecuzione sarà diversa proprio perchè i passaggi sono fatti a mano.
La cosa importante prima di cominciare è di setacciare la farina e pesarsi tutti gli ingredienti in questo modo non perderemo tempo nell’esecuzione .
Sciogliamo il lievito nell’acqua che deve essere tiepida e non calda insieme ad un cucchiaino di zucchero…. e aspettiamo che faccia un pochino di schiuma per circa 10 minuti.
In una ciotola abbastanza ampia mettiamo la farina, il sale, lo zucchero e versiamoci sopra il lievito, non appena il lievito entrerà in contatto con la farina comincerà a fare schiuma, cominciamo ad impastare, poi versiamo l’olio e per finire le uova ma uno alla volta, con il primo uovo  l’impasto risulterà abbastanza denso, non appena mettiamo il secondo uovo l’impasto si ammolla..ma non abbiate paura recuperiamolo con una grossa spatola, spolveriamo il piano in cui dobbiamo lavorare rovesciamo l’impasto e con le spatole lo recuperiamo e lo sbattiamo con “violenza” sul piano

prima

dopo

In questo modo uscirà tutto il glutine e l’impasto risulterà molto liscio e compatto.
L’intera operazione dovrà durare circa e non di più 10 minuti.
In una ciotola pulita spolveriamo con un pochino di farina mettiamoci dentro l’impasto ricopriamo con un cannovaccio di cotone (noi cioè sia io che Elifla abbiamo fatto così) e facciamo lievitare nel forno spento e chiuso per circa 2 ore.
Passate due ore sgonfiate l’impasto sul piano di lavoro infarinato leggermente e tagliatelo in due parti uguali. Poi tagliate ognuna delle parti in tre pezzi.
Stendete su di un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Spargete le gocce di cioccolato con la granella di pistacchio su tutte e tre le parti.

Arrotolate ogni striscia di pasta sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lunghi “salsicciotti”.

Uniteli come a formare una treccia, ripetiamo anche per la seconda treccia

Foderiamo la teglia del forno con della carta forno ungiamola con olio evo e adagiamo le tue trecce, lasciamo lievitare per altre 2 ore, noi abbiamo fatto questo passaggio sempre nel forno.
Accendete il forno a 200°C statico e sbattete il tuorlo d’uovo con un cucchiaio di acqua e spennellatelo sulle superfici delle due trecce; spargete i semini di sesamo sulla treccia cioccolato e pistacchio e i semini su quella uvetta e scorzette di arance..
Infornate in forno già caldo per circa 20 minuti

Io l’ho mangiato caldo…e Flavia….ovviamente mi ha preso in giro…”sei una mangiona”..ma che ci posso fare è delizioso…..e non sono riuscita a  resistere!

Cous Cous ed un’unica tradizione

By ungiroincucina2

Per cominciare i ricordi: sono quelli che non ti lasciano nemmeno un attimo, quelli che richiedono silenzio e contemplazione e che ti ritornano quando senti certi odori, come l’alloro, l’aglio e  la cipolla….per non parlare dei pesci, quelli che sanno di mare, quelli che ti saltano nel lavello della cucina, o  i gamberi trasparenti che solo mia mamma riesce a mangiare crudi, e insieme danno vita ad un piatto straordinario che vede la combinazione di culture come quella siciliana e quella araba.
Il cous cous nella mia famiglia è una tradizione! Avevo più o meno l’età di mia figlia quando cominciai ad osservare mia nonna Santina che cucinava il Cous Cous, sono passati 31 anni ed oggi più di allora mi viene in mente che tante ma tante cose avrei voluto godermele di più….E così che abbiamo cominciato, e così che ogni estate si passava in campeggio a San Vito Lo Capo, e così che non potendolo cucinare sul camper, mio fratello prendeva la sua mitica BMX e scappava in centro dove c’era un ristorante che lo cucinava proprio come mia nonna, tornava in campeggio velocemente, lo si vedeva sferrare per le strade di San Vito lo conoscevano come “Stuppaghittu” che voleva dire tappetto per via della sua età e della sua altezza ma era un grillo e il Cous Cous era e rimane per lui il suo piatto preferito, così quando tornava appena appoggiava il suo piatto sul tavolo eravamo pronti ad assaggiarglielo e lasciargliene pochissimo e lui piangeva, ma non si abbatteva riprendeva la sua bicicletta e ritornava al ristorante.
In inverno invece c’era lei…mia nonna che si occupava di sfamare un esercito, con cozze, vongole, calamari, pesce fritto detto “sciabbacheddu”, e noi a correre tra la cucina e la sala da pranzo, mio nonno con il cannovaccio sulla spalla e cucchiaio di legno alla mano e aspettava che qualcuno di noi nipoti ci avvicinavamo ai piatti che subito arrivavano le botte sorde sulle mani…ihihiih che ridere….i grandi in tutto questo dov’erano….??? bhè chi si occupava di apparecchiare…chi  fumava..chi stava in un angolo a sparare tantissime cavolate….su politica e affari…chi aiutava mia nonna, e chi correva per tutta la casa….insomma erano momenti di festa…che nessuno mi restituirà…e ora che mi occupo di cucina anch’io..da me ci sono sempre ospiti..a modo mio vorrei che tutto ritornasse come prima.. ma non si può… ma comunque.. procediamo perchè questo post sarà moooooolto lungo.

Ingredienti:
1 Kg semola di grano;

 olio e.v. d’oliva, a piacere
acqua q.b.
 prezzemolo 1 mazzetto;
 2 Cipolle medie;
 6-7 spicchi d’aglio
Sale e pepe q.b.


La semola per il cous-cous la trovate nei panifici di Trapani e della provincia..è una semola molto particolare e se volete provare a cucinare il cous cous non cimentatevi con il semolino che vendono ai supermercati perchè quello è un’altra cosa totalmente..quel semolino si presta per insalata o altro che a voi ovviamente più vi aggrada. La Semola deve avere una granulometria abbastanza grossa e deve essere lavorata in modo da renderla ancora più grossa proprio perchè il cous cous va servito con del brodo di pesce l’effetto sarebbe un pappetta…quindi dopo questa breve e piccola premessa cominciamo con la lavorazione…
1 Passo l’incocciatura
L’incocciatura della semola è una di quelle che a mio parere risulta più difficile perchè la semola deve assorbire tutti i sapori sia dell’olio ma anche dell’acqua che andremo a metter di volta in volta e non bisogna formare tanti grumi perchè potremmo perdere la consistenza…. sarà abbastanza complessa questa fase quindi prestiamo molta attenzione!
Procuriamoci diverse ciotole una con l’acqua, una con la semola non incocciata, un’altra piccola dove andremo ad incocciare la semola piano piano, e soprattutto abbiate vicino la bottiglia dell’olio, versiamo l’acqua e l’olio poco per volta e a filo dovete fare in modo che il movimento dell’incocciatura sia orario e omogeneo dall’interno verso l’esterno…e aggiustiamo di sale e di pepe…

Dopo che avremo finito tutta quanta l’operazione dell’incocciatura uniamo il trito di prezzemolo, cipolla e aglio


Amalgamiamo il tutto e lasciamo a riposare da una parte..

Adesso è il momento di preparare la pentola per cuocere il cous cous  viene riempita circa per tre quarti e di solito aromatizziamo l’acqua con l’alloro…e sopra poggiamo la couscousiera.

CousCousiera

Prepariamo un impasto di semola, acqua e  farina questa si chiama “Coddura” le diamo la forma di salame e ci servirà da collante tra la couscousiera ed il tegame di sotto, questo perchè non deve prendere aria..
Versiamo il cous cous crudo mettiamo qualche fogliolina di alloro, e lasciamo cuocere per circa 1h e 30 minuti….

Il cous cous va servito, quello vero, quello trapanese, con una zuppa di Pesce, il pesce oltre ad essere fresco deve anche essere abbastanza grasso, per poter donare un sapore molto consistente…in genere si mettono:
 2 Scorfani puliti e squamati;
1 fagiano tipo (pesce) pulito e squamato;
Calamari, gamberi freschi;
1 Cipolla;
3 spicchi d’aglio;
1 lt di passata d pomodoro;
1 conf di pomodoro estratto;
Alloro e prezzomolo;
Sale  e pepe q.b.;
Olio evo…

In un ampio tegame soffriggiamo la cipolla con l’aglio e incorporiamo l’estratto uniamo i pesci facciamoli rosolare…uniamo i calamari e i gamberi…poi aggiungiamo la passata e lasciamo cuocere per circa 15 minuti, aggiustiamo di sale e pepe, aggiungiamo acqua…scoliamo i pesci e il brodo lo conserviamo perchè ci servirà per condire il nostro cous cous..

Il pesce lo mettiamo in una pirofila di vetro pulito…lo delischiamo e facciamo tanta attenzione a toglierle davvero tutte le spine…
Appena il couscous è pronto trasferitelo in un’ampia ciotola io ne uso una di terracotta (v.s.) che in gergo si chiama MAFARDA, ma non chiedetemi la traduzione in italiano ^:^, e aggiungiamo poca alla volta un mestolo di brodo di pesce e lo facciamo assorbire, giriamo e rigiriamo e via con un altro mestolo di brodo…dopo di che verrà coperto il tutto con una coperta e lasciato riposare per un’altra ora e mezza…Trascorso questo tempo serviamo il cous cous caldo e versiamo ancora del brodo…

P.S. Non aggiungo altro..resto a disposizione (cit. Mio nonno Paolo)





Frittata di funghi champignon

By ungiroincucina2

Buon Lunedì…carissimi, si ricomincia con un’altra settimana, si procede lentamente, i ritmi si sono improvvisamente e inspiegabilmente fermati, il periodo ahimè è quello che è…e quindi non riesco a fronteggiare come vorrei certi piccoli difetti quotidiani, ma mi reputo abbastanza tenace..e duracell..quindi forse non cederò, in questo caso il forse è d’obbligo, almeno ho i miei fornelli, ed anche in questo fine settimana il giro in cucina non me lo sono fatta mancare, per di più questo sabato ho preparato una cenetta per le mie amichette..le solite..Flaviia, Patrizia, Terry, Laura, Alessandra..ci siamo divertite e rilassate come sempre..ed è stata una serata all’insegna della spensieratezza.
Ingredienti:
3 uova;
500 gr di funghi champignon;
80 gr di parmigiano grattuggiato;
Un po’ di prezzemolo tritato;
1 pugno di Mollica di pane;
Sale e pepe q.b.;
Olio evo;
1 Cipolla piccola dolce.
In una padella mettiamo la cipolla e l’olio, soffriggiamo i funghi e aggiustiamo di sale,   lasciamoli cuocere, nel frattempo in una ciotola sbattiamo le uova, incorporiamo il parmigiano, il prezzemolo, il sale il pepe, un pochino di mollica di pane, e appena cotti mettiamo anche i funghi. Nella stessa padella dove abbiamo rosolato i funghetti, mettiamo un cucchiaio di olio spolverizziamo con la mollica e lasciamo appena appena tostare, versiamo il composto lasciamo cuocere da ambo le parti..e serviamo calda…^_^

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