Pennette all’arabbiata

Le pennette all’arabbiata, non è un errore di ortografia, a Roma di dice così, una erre sola e si raddoppia la consonante prima o dopo.

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Le pennette all’arabbiata è la pasta regina incontrastata delle notti romane, immancabile nelle feste popolari o di quartiere.

Quando si sta in gruppo e si fa tardi, “famose dù penne all’arabbiata” non è mai una proposta, si fanno!!!

Servono pochissimi ingredienti, sarà anche per questo, per la semplicità della preparazione, per la velocità, rimane il fatto che sono gettonatissime.

Ho scelto le pennette, formato che preferisco in genere, perchè si possono mangiare con il cucchiaio, e questa è una mia reminiscenza.

Mentre bolle l’acqua, salata, prepariamo il sugo, con questi semplici ingredienti:

quntità per quattro persone:
400 grammi di pennette, quando si prepararo non c’è altro, per cui si abbonda un pochino,

600 grammi di polpa di pomodoro,
peperoncino, regolarsi con quello che si ha a disposizione,
4 cucchiai di olio evo,
due spicchi di aglio,
sale qb,
prezzemolo.

In una padella capiente, dentro la quale salteremo la pasta,facciamo scaldare l’olio con l’aglio tagliato a piccoli pezzi, si deve vedere, versiamo il pomodoro,  lasciamo cuocere una decina di minuti.

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Nel frattempo portiamo a bollore l’acqua salata, cuociamo le pennette, scoliamola piuttosto al dente e saltiamola qualche minuto nel sugo.

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Prepariamo un trito di prezzemolo.

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Serviamo le pennette all’arabbiata caldissime, con una spolverata di prezzemolo per renderle più fresche.

L’arabbiata originale non prevede formaggio ma se proprio si desidera che sia rigorosamente ottimo pecorino romano grattugiato al momento.

Per sapere se avremo realizzato un ottimo prodotto dovremo vedere le facce dei nostri commensali diventare rosse come se fossero mooooolto arabbiati.

Piatto che si può proporre anche a chi è vegetariano.

Un suggerimento, ho letto di recente che vengono importati peperoncini da paese che usano sostanze tossiche, se potete prendete il peperoncino di produzione locale, magari fateli essiccare e conservateli in barattoli arieggiati, oppure tritateli.

Io me li coltivo in vaso e poi procedo per l’essiccazione.

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