Le frappe

 

 

 

 

Le frappe, cenci, chiacchiere, nastri o come le si vuole chiamare, insieme alle castagnole, fanno bella mostra di se sulle tavole addobbate per il carnevale, con tutta la loro allegria.

Come tutto quello che riguarda questo periodo, le frappe sono dolci grassi e fritti, è il carnevale che lo chiede perché poi, lascerà il posto alla Quaresima e  seguirà il periodo di penitenza, allora via gli eccessi.

Sui vari blog se ne vedono di tutti i tipi con i nomi che abbiamo sopra elencato, ognuno propone la versione personale proveniente dalla famiglia o dal luogo di origine, tutte buonissime e tutte con una peculiarità in più.

Di seguito le frappe della mia tradizione, una ricetta collaudata e che realizzo sempre con grande piacere:

500 grammi di farina,
100 grammi di zucchero,
La buccia di un limone grattugiata,
3 uova,
Un pizzico di sale,
60 grammi di strutto oppure burro,
una bustina di vanillina,
un bicchierino di cointreau o altro liquore aromatico,
Olio di semi di arachidi per friggere,
Zucchero a velo per decorare.

Versare tutti gli ingredienti nella planetaria, oppure per impastare a mano versare gli ingredienti nella fontana formata dalla farina.Azionare e lasciar lavorare fino ad ottenere un impasto lavorabile a mano, perché finiremo di lisciarlo proprio così.

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Formare una palla e avvolgerla nella pellicola, farla riposare in frigo per almeno un’ora, Ho preparato l’impasto la sera e il mattino successivo ho fritto le frappe.

Riprendere la pasta e sulla spianatoia infarinata tirarla con il matterello.
Lo spessore deve essere di 3/4 mm, tagliare con una rondella pezzi di pasta dando la forma che si vuole, fare dei fiocchi, piegarle, avvolgerle su se stesse… quello che la fantasia suggerisce.

 

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Fare scaldare l’olio e poche per volta friggere le frappe, girandole con una certa velocità e facendo attenzione a non farle diventare troppo scure.

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Posarle su carta da cucina e spolverizzare con lo zucchero a velo.

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