Baccalà all’agghiotta

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Tre giorni in ammollo e finalmente diventa commestibile,
a quest’ora del mattino, quando l’unico odore che riesco a sentire è quello del caffè, devo tapparmi il naso solo per scrivere il termine…. baccalà.

Però, cavolo, se è buono!!!.

Questa ricetta l’ho rubata dalla cucina siciliana, apportando qualche modifica; chiedo scusa se non sarò all’altezza e andrò incontro a qualche critica feroce da parte di qualche collega siciliana ma adoro la Sicilia, la sua cucina e …. il popolo Siciliano.

L’ho preparato in questo modo e con questi ingredienti:
4 o 5 persone

1,200 kg di baccalà secco salato da tenere in ammollo per tre giorni, cambiando l’acqua giornalmente, anche 2 volte,
1 piccola cipolla,
300 tra olive verdi e olive nere possibilmente denocciolate,
capperi sotto sale, a piacere, dissalati lasciandoli in acqua
uvetta una manciata fatta rinvenire in acqua tiepida,
olio, peperoncino, passata di pomodoro 300 gr,
4 o 5 patate grandi che ho prelessato, prezzemolo.

in 5 cucchiai di olio ho fatto imbiondire la cipolla tagliuzzata, aggiunto subito le olive, i capperi, l’uvetta e un pizzico di peperoncino, opzionabile.

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ho fatto andare una decina di minuti a fuoco vivace e ho versato la passata; ancora dieci minuti e il baccalà privato della pelle e tagliato a tranci.
Per finire le patate tagliate a pezzi grandi.
A me il sale non è servito da aggiungere però controllate…

Una mezz’ora di cottura lenta ed è pronto, si può aggiungere qualche foglia di prezzemolo….

Può essere servito con crostoni di pane, ma va benissimo anche il pane fresco.

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2 commenti su “Baccalà all’agghiotta

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