Scaloppine alla pizzaiola

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Come per tutte le ricette della tradizione le origini di questa pietanza sono incerte, anche se la più attendibile è quella napoletana. E, come tutte le preparazioni popolari, ha infinite varianti.

Il grande successo ottenuto dalla pizzaiola è dovuto alla facilità di esecuzione unito ad un gusto incredibile. Inoltre, rientra perfettamente nelle preparazioni per il riciclo, infatti il saporitissimo sugo si presta per essere usato come condimento per la pasta.

La preparazione “alla pizzaiola” consiste in fettine di carne (vitello, manzo, petto di pollo), odori vari e sugo di pomodoro.

Ricetta della carne alla pizzaiola

Ingredienti e dosi per 4 persone

500 g di Pomodori, 3-4 foglie di Basilico, 500 g di fettine di manzo, 1 spicchio d’Aglio, Origano q.b, Olio extravergine d’oliva q.b, Sale q.b.
Preparazione
Lavate i pomodorini, tagliateli a spicchi e fateli cuocere a fuoco lento in padella insieme a un po’ d’olio e allo spicchio d’aglio privato dell’anima.
Quando i pomodorini cominciano a soffriggere aggiungete le fettine di manzo, condendo con origano, basilico e sale. Dopo un paio di minuti girate le fettine e fatele cuocere per altri 2 minuti. Spegnete la fiamma e servite. La carne alla pizzaiola è pronta.
Accorgimenti
Il segreto per far rimanere la carne morbida è farla cuocere poco: se le fettine non sono troppo spesse sono sufficienti 2 minuti per ogni lato.
Idee e varianti
Insieme ai pomodorini potete aggiungere anche capperi e olive in salamoia¹. Per rendere il piatto più piccante potete inoltre aggiungere una spolverata di peperoncino.
Ricicliamo gli avanzi

Questa ricetta è un ottimo modo per riproporre la carne avanzata. Nel caso avanzasse del sugo potete riutilizzarlo per condire una pasta. 

Vino

Aglianico rosato o rosso (Campania), Barbera (Piemonte)

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¹ Olive in salamoia

Olive verdi:
sono olive ancora immature e hanno bisogno di un trattamento preliminare avente lo scopo di levar loro l’amaro. Dopo averle punzecchiate con uno spillo per facilitare l’uscita del liquido interno, si mettono in acqua per un periodo che può andare da 24 ore a 7 giorni, a seconda della grandezza delle olive stesse (maggiori dimensioni, maggior tempo in acqua). L’acqua va cambiata ogni giorno, meglio più volte al giorno.
Per capire quando sono pronte si prova ad assaggiare l’acqua: quando cessa di avere un sapore amaro è il momento di passare alla seconda fase.

Olive nere:
essendo già mature e avendo perso in maniera naturale gran parte dell’amaro, la prima fase si può ridurre parecchio o eliminare del tutto.

Preparare la salamoia (salmoria)
Mettere circa 4 cucchiai di sale in 1 litro di acqua fredda (per determinare la quantità esatta di sale si puó immergere una patata o un uovo: quando sale a galla smettere di aggiungere il sale). Portare ad ebollizione e spegnere subito il fuoco.
Lasciare riposare per 12 ore, quindi mettere le olive nei barattoli ed aggiunge la salamoia fino a coprire le olive stesse. Aggiungere spicchi d’aglio e fette di limone o anche alloro e peperoncino. In ultimo unire rametti di finocchio selvatico e/o olivo, avvolti a corona: col finocchio selvatico si ha formazione di tracce di muffa, mentre con l’olivo no.

olive salamoia tizerFrenchappetizer

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