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Galateo di Donna Letizia: il Fidanzamento

Diamond.

Il Grande libro della casa di Donna Letizia 1967donna-letizia-libri

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Un tempo si trattava di una cerimonia molto importante, cerimonia che vige ancora oggi in molti paesi in cui si mantengono vive le tradizioni. I genitori del fidanzato si recano a casa della futura nuora vengono ricevuti dai genitori di lei, la promessa di fidanzamento viene scambiata tra i due giovani davanti al consesso dei parenti, e poi si procede allo scambio degli anelli. Molti altri usano regalare l’anello alla fidanzata e questa, a sua volta, ricambia con gemelli d’oro, o un regalo altrettanto importante.

Attualmente queste cerimonie sono assai semplificate. I genitori spesso si conoscono già tra loro, oppure ricevono una telefonata di invito, quando ormai è già quasi fissata la data delle nozze tra i due giovani. Secondo la regola tocca ai genitori di lui fare la prima visita, che verrà poi ricambiata. Ma intanto i due giovani si frequentano da tempo, si sono già fatti vedere in casa di lui e di lei, sono già arrivati a farsi dare del “tu” dei futuri suoceri. In genere la festa per il fidanzamento ufficiale si fa solo in caso di matrimoni tra socialmente impegnata a queste cerimonie.

Si sceglie allora un ritrovo di lusso o un circolo privato, o si prepara la propria casa con camerieri e personale di servizio, e si dà un cocktail. Il fidanzamento ufficiale “intimo” si svolge invece con una colazione in casa, alla quale partecipano genitori e futuri suoceri, parenti e amici intimi. L’annuncio viene fatto voce, o per lettera: a volte si annuncia sul giornale, sebbene questa consuetudine anglosassone sia poco diffusa da noi.

REGALI

Come deve essere l’anello?
La pietra classica è il brillante. Apprezzatissimo tuttavia lo splendido smeraldo, simbolo di fedeltà e di speranza, o il ru bino, simbolo di amore eterno. Un anello di famiglia, di valore, può essere più indicato di un anellino modesto nuovo di zecca. Il valore dell’anello varia a seconda delle condizioni economiche del futuro sposo. In genere si procede così: il fidanzato si reca in una buona gioielleria, sceglie alcuni anelli adeguati alle sue possibilità e li fa mettere da parte.

Tornerà nel negozio il giorno dopo con la fidanzata la quale deciderà, tra questi anelli, quello che preferisce. Naturalmente non storcerà il naso se le pietre sono di valore o di dimensioni inferiori alle sue aspettative. Potrà, se in caso, suggerire che preferisce un’acquamarina o una turchese più voluminosa al microscopico brillante. Non si fanno regali ai fidanzati in occasione delle feste di fidanzamento: eventualmente la futura sposa riceve dai suoi genitori un gioilello di famiglia.

E il futuro sposo riceve dei propri parenti un assegno da utilizzare in occasione delle future nozze. I parenti, gli amici, i genitori che vanno in visita, il fidanzato, inviano fiori. Fiori di ogni tinta, a mazzi, a corbeilles, a bouquet, a seconda del gusto e delle disponibilità. I genitori della futura sposa, il giorno successivo alla visita dei genitori del fidanzato, invieranno alla futura consuocera un mazzo di bellissime rose.

Il Grande libro della casa di Donna Letizia 1967


CONFETTI: colore verde

Curiosità:

Perchè l’anello di fidanzamento si porta all’anulare della mano sinistra? Forse perhè, come racconta uno scrittore latino del II sec., Aulo Gellio nelle sue Noctes Acticae:«quando si apre il corpo umano, come fanno gli Egiziani… si trova un nervo molto sottile che parte dall’anulare e arriva al cuore. Si crede opportuno di dare l’onore di portare l’anello a questo dito piuttosto che ad altri, per la stretta connessione e il sicuro legame che lo unisce all’organo più importante del corpo umano»

Confetti e auguri – Il Galateo del Matrimonio dalla A alla Zeta -1986


Il diamante

Grazie alla sua durezza, il diamante può essere graffiato soltanto da altri diamanti ed è in grado di conservare la propria lucidatura per lunghi periodi di tempo: è quindi adatto ad essere indossato quotidianamente resistendo bene all’usura, e di conseguenza ampiamente usato in gioielleria. La forma più comune di taglio del diamante è quella rotonda, denominata brillante. Con questo termine si identifica un taglio rotondo con minimo 57 faccette a cui si aggiunge una tavola inferiore (non sempre esistente). La grande diffusione di questo taglio ha portato ad un equivoco: il pubblico tende ad identificare i termini brillante e diamante come fossero la stessa cosa. In pratica, il termine brillante, se usato da solo, identifica unicamente il diamante a taglio rotondo.

Esistono comunque moltissime altre pietre preziose che possono essere tagliate a brillante quali, ad esempio, rubini, zaffiri, topazi.
Altri tipi di taglio, tra i più conosciuti e diffusi sono: il taglio a cuore, a brillante ovale, a marquise o navette, huit-huit, a goccia, a smeraldo, a carré, a baguette, a trapezio, a rosa olandese, a rosetta (ormai in disuso).
Da ricordare altri 3 tagli più recenti che si stanno piano, piano affermando nel campo della gioielleria: princess, radiant e barion.

Le quattro “C”
I quattro fattori che determinano il valore del diamante sono le quattro “C”, dalle iniziali dei quattro termini in inglese ossia: “colour” colore, “clarity” purezza, “cut” taglio e “carat” peso.

  1. Il colore. Le gemme del tutto incolori e trasparenti, che sono le più pure, vengono definite “Colorless”, seguono le quasi incolori o “Near Colorless” e le colorate o “Slighty Tinted”. I diamanti possono assumere quasi tutte le colorazioni, che sono dovute ad impurezze o difetti strutturali: il giallo e il marrone sono le più comuni. I diamanti “neri” non sono veramente tali, ma piuttosto contengono numerose inclusioni che danno alla gemma il loro aspetto scuro. Quando il colore è abbastanza saturo nei diamanti gialli o marroni, la pietra può essere definita dal gemmologo diamante di colore fancy (in italiano può essere tradotto fantasia), altrimenti vengono classificati per colore con la normale scala di colore dei diamanti bianchi (..). I diamanti di colore più rari sono quelli di colore rosso, che non raggiungono mai dimensioni notevoli, seguiti da quelli color verde intenso e quindi da quelli blu.
  2. La purezza. Le inclusioni vengono generalmente chiamate “carboni”, tuttavia sono considerate inclusioni anche le fessure naturali (o “ghiacciature”), le tracce di incipiente sfaldatura e le “linee di accrescimento” della gemma originaria. Se un gemmologo pignolo trovasse una di queste ultime inclusioni potrà definire la pietra come IF o “Internally Flawless” invece che F o “Flawless” (vedi tabella sotto).
  3. Il taglio. Prima del taglio, il gemmologo dovrà tenere conto della forma di taglio, le proporzioni del taglio, la simmetria ed i difetti di lucidatura. I brillanti inferiori ad un carato sono stati suddivisi in tre categorie: “very good” brillantezza eccezionale o con irrilevanti difetti; “good” di brillantezza leggermente inferiore con alcuni elementi più visibili; “poor” o scadente, con elementi più grandi e/o numerosi.
  4. Il peso. I diamanti si pesano in carati. Un carato equivale 0,2 grammi. Il carato può essere suddiviso in grani che equivalgono ad 1/20 di grammo ed in punti che equivalgono ad 1/100 di carato. Fonte:Wikipedia
Un diamante a taglio brillante rotondo, incastonato in un anello .matrimoniamo.blogspot.it/


 

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