Il risotto al caciocavallo ragusano: un primo piatto molto saporito, semplice da preparare e con ottimo risultato.

INGREDIENTI PER IL RISOTTO AL CACIOCAVALLO RAGUSANO

Per 4 pers.

350 gr. di riso per risotti

100 gr. di caciocavallo ragusano di media stagionatura tagliato a dadini

100 gr. di caciocavallo ragusano fresco grattugiato

Una piccola cipolla

50 gr. di burro

1/2 bicchiere di vino bianco secco

Sale e pepe

Due cucchiai di olio evo

PER IL BRODO VEGETALE

Un ciuffo di prezzemolo

Una carota

Una cipolla

Una costola di sedano con le foglie

PROCEDIMENTO

Per primo, preparare il brodo vegetale cuocendo le verdure a pezzi in due litri di acqua poco salata per un’ora. Filtrarlo e mantenere al caldo su fuoco basso. In un tegame far rosolare in metà burro e i due cucchiai di olio: la cipolla tritata, aggiungere il riso e farlo ben tastare. Bagnare con il vino e lasciarlo asciugare. Iniziare a versare il brodo a poco a poco fino a cottura del riso, mescolando. 5 minuti prima di spegnere, unire il ragusano grattugiato, il rimanente burro e pepe. Aggiustare di sale se ce ne fosse bisogno. Servire il risotto al caciocavallo ragusano cosparso con il caciocavallo a dadini. BUON APPETITO

CURIOSITA’

CACIOCAVALLO RAGUSANO

Quando si parla di caciovallo, a chi non abita in Sicilia viene subito in mente un formaggio dalla forma a fiaschetto, lunga e arrotondata. Per chi, invece è siciliano viene in mente tutto altro formaggio. Sì, perché in Sicilia, per antica abitudine, questo formaggio viene preparato in grosse forme squadrate e prende il nome di Caciocavallo Ragusano per delimitarne l’area geografica di produzione. i pascoli sono ricchi di essenze ed erbe aromatiche che danno al latte e, quindi, al formaggio un gusto unico. Le mucche infatti, trovano nei pascoli una ricca varietà di erbe, tra cui trifoglio, cicoria e camomilla selvatiche. A queste si aggiungono quelle contenute nel fieno, che gli allevatori preparano con cura ed attenzione miscelando insieme erba medica, avena e orzo. Questo fieno, anche se viene essiccato, conserva intatti i principi attivi dell’erba fresca grazie a un particolare trattamento che trova radici antichissime e che prevedono tempi e ritmi ben precisi: la mietitura in un giorno preciso, un breve periodo di essiccamento al sole e poi la realizzazione delle balle da trasferire nei fienili.

Tratto da: il giornale del cibo

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