Le polpette di ricotta fritte, possono sostituire egregiamente quelle di carne, saporite e più leggere. Ottime come antipasto.

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INGREDIENTI PER LE POLPETTE DI RICOTTA FRITTE

Per 4 pers.

400 gr. di ricotta

Un uovo

4 cucchiaiate di parmigiano grattugiato

Uno spicchio di aglio

Un ciuffo di prezzemolo

Due cucchiai di pangrattato

Sale e pepe

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

 


Mettere in un colino la ricotta e farla scolare (l’ideale sarebbe farlo la sera prima e lasciarvela tutta la notte, coperta e in frigo). Poi versarla in una ciotola, aggiungere l’uovo, il parmigiano, il pangrattato, lo spicchio di aglio  e il prezzemolo tritati finemente,  sale e pepe, amalgamare bene. Con le mani umide di acqua per non farvi appiccicare la ricotta: formare le polpette e man mano friggerle in olio abbondante, farle scolare su carta cucina e servire le polpette di ricotta fritte, calde o tiepide. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

LA RICOTTA

La ricotta è un latticino ottenuto riscaldando, con o senza aggiunta di acidificanti, il siero residuato dalla lavorazione del formaggio (ri-cotta). Dato che non viene prodotta dalla cagliata, ma da un suo sottoprodotto (il siero di latte), la ricotta non può essere considerata un vero e proprio formaggio. Con il termine ricotta si intende, di solito, quella fresca. La ricotta fresca ha la tipica forma tronco-conica dei recipienti forati nei quali viene messa a scolare. Di colore bianco più o meno candido, a seconda del tipo di latte impiegato, ha una consistenza abbastanza soffice e granulosa, non elastica, né tantomeno dura. L’odore della ricotta fresca è di latte caldo e fieno (quest’ultimo è più intenso nei prodotti ricavati dal latte di pecora e ancor più di bufala). Il peso è variabile e può oscillare, a seconda del tipo, da 100 g a diversi chilogrammi. Durante il riscaldamento del siero, che a seconda dell’origine viene portato fino a una temperatura di 75-95°C, le proteine del latte, principalmente le sieroproteine, coagulano. Si formano così dei fiocchi bianchi che affiorano spontaneamente in superficie, inglobando al loro interno una certa quantità di grassolattosio e sali minerali. Questa massa viene quindi estratta con la schiumarola e raccolta in appositi cestelli forati, per consentirne lo sgocciolamento prima di conferirgli la caratteristica forma.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/ricotta.html

 

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