La pasta di mandorla a freddo è la preparazione base per preparare la famosa frutta martorana siciliana che si prepara per il periodo del 2 novembre e per la gioia di tutti i golosi. Ed ora diamo il via alla fantasia nella creazione dei famosi frutti.

 

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INGREDIENTI PER LA PASTA DI MANDORLA A FREDDO

 1 kg di farina di mandorle

1 kg. di zucchero a velo

Un cucchiaio di glucosio

10 gocce di olio di cannella

5 gocce di essenza di mandorle amare

250 ml. di acqua a temperatura ambiente

PROCEDIMENTO

Io l’ho preparata nella planetaria ma lo si può fare benissimo anche a mano. Versare la farina di mandorla mescolata allo zucchero a velo, aggiungere man mano gli altri ingredienti e per ultimo: l’acqua a poco a poco. Lavorare per una decina di minuti fino ad ottenere una pasta ben omogenea e compatta. La pasta di mandorla a freddo è pronta. Farne un panetto, avvolgerlo in pellicola e lasciare riposare tutta la notte ( non in frigo ). Potete ora creare la vostra frutta martorana e sbizzarrirvi con la fantasia, lasciare asciugare altre 24 ore e poi dipingerle con i coloranti alimentari. Come vedete la pasta di mandorla-metodo a freddo è molto semplice da preparare.

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CURIOSITA’

LA FRUTTA MARTORANA

La frutta martorana è il tipico dolce siciliano per la ricorrenza dei “Morti”, un dolce di zucchero e farina di mandorla. Durante il mese di novembre le pasticcerie siciliane si riempiono di colori. Colori su colori e forme bellissime di frutta e ortaggi, creati con minuzia e di forma identica all’originale.  La mattina del 2 Novembre i bambini siciliani ricevono un bel vassoio con frutta martorana e altri dolciumi.

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Sulla creazione di questi dolci esistono diverse teorie e leggende, di certo c’è soltanto che sono molto buoni e sono stati creati dalle Monache del convento di Santa Maria dell’Ammiraglio, a Palermo. Si narra che all’interno del monastero le suore avessero creato uno dei giardini più belli della città e un’orto con buonissimi ortaggi. Il Vescovo, incuriosito, decise di andarlo a visitare approfittando del suo status. La visita, però, fu in pieno inverno, quando gli alberi erano spogli e l’orto non dava molti ortaggi. Le monache allora decisero di crare dei frutti colorati con la pasta di mandorla per addobbare gli alberi spogli, e creare degli ortaggi per abbellire l’orto. In questo modo è nata la frutta martorana con coloratissimi mandarini, arance, melograni, limoni, zucche, carciofi e chi più ne ha più ne metta. Le monachelle a quel punto iniziarono a fare business con l’idea. Visto il successo iniziarono a preparare la frutta martorana per le famiglie ricche. Un servo, mandato a ritirare il pacco di dolciumi, metteva una moneta nella ruota e in cambio riceveva un bel vassoio di frutta…dolce!

Autore: Alessandra Cancarè

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