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FRITTELLE DOLCI DI RICOTTA

| Dolci

Buonissime queste frittelle dolci di ricotta, van via come niente. Una tira l’altra…

INGREDIENTI PER LE FRITTELLE DOLCI DI RICOTTA

Per una ventina di frittelle

500 gr. di ricotta fresca ( meglio se di pecora )

Due uova

Quattro cucchiai di zucchero semolato

Quattro cucchiai rasi di farina 00

Un limone e una arancia bio

Farina di semola di grano duro per infarinare

Olio di semi per friggere

Zucchero a velo per decorare

PROCEDIMENTO

 In una ciotola mescolare la ricotta molto asciutta ( quando la compro la metto in un colapasta a scolare nel frigo per una notte), aggiungere le uova sbattute, lo zucchero semolato, la farina 00 e la buccia grattugiata dei due agrumi. Amalgamare bene.
Aiutandosi con un cucchiaio formare delle palline un poco più grandi di una noce da passare in farina di semola di grano duro. infarinare uniformemente.

Friggere in abbondante olio di semi, far scolare dell’unto in eccesso su carta cucina. Spolverizzare con zucchero a velo e servite meglio se tiepide o a temperatura ambiente le frittelle dolci di ricotta. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA RICOTTA DI PECORA

La ricotta di pecora è un latticino ottenuto riscaldando il siero residuato dalla lavorazione del formaggio di pecora. Non può essere considerata un vero e proprio formaggio, poiché prodotta non dalla cagliata, ma da un suo sottoprodotto (il siero). Si presenta di colore bianco latte, priva di crosta, con una consistenza soffice e compatta, senza occhiatura.  Ha una forma cilindrica, ed un peso variabile da 100 a 500 grammi. Il sapore e l’odore sono più intensi e gustosi rispetto alla ricotta vaccina, poiché ottenuta da un latte con un sapore più deciso. Il siero residuato della lavorazione del formaggio di pecora viene addizionato con una piccola quantità di latte e poi riscaldato alla temperatura di 80-85°. La ricotta affiora e viene raccolta a mano, con la “spannarola”, per finire nelle classiche fuscelle forate. Infine, viene fatta raffreddare ed è pronta per il consumo.

 

tratto da latavolaitaliana.org

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DESSERT DI FRAGOLE AL PASSITO

| Dolci

Ottimo il dessert di fragole al passito, per concludere un pranzo o una cena. Semplicissimo e veloce da preparare.

INGREDIENTI PER IL DESSERT DI FRAGOLE AL PASSITO

Per 4 pers.

600 gr. di fragole

Un limone

200 ml. vino passito di Pantelleria

Due-tre cucchiaiate di zucchero

PROCEDIMENTO

 

 

Lavare velocemente le fragole, eliminare il picciuolo, asciugarle su un canovaccio da cucina e tagliarle a pezzi, metterle in una ciotola, bagnare con il succo del limone, aggiungere il vino passito di Pantelleria e zuccherare a proprio gusto. Lasciare riposare almeno un’ora in frigo. Al momento di servire suddividere le fragole al passito in coppe e servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE FRAGOLE

Nell’antica Roma, le fragole comparivano sulle tavole durante le feste in onore di Adone. La leggenda narra, infatti, che alla morte di Adone, Venere pianse molte lacrime che si trasformarono in piccoli cuori rossi: le fragole. Le fragole sono i frutti di Frararia vesca, una pianta della famiglia delle Rosacee. Molto ricche di nutrienti e povere di calorie, sono utili per la salute del cervello, dei reni e per il metabolismo. La pianta delle fragole ha origini europee e cresce spontaneamente nei boschi o per coltura. Predilige i climi temperati; le piantine possono essere coltivate facilmente anche in balcone e sono perfette per chi voglia fare i primi esperimenti di agricoltura domiciliare. Le fragole sono uno dei frutti più golosi della primavera e vantano moltissime proprietà. Sono diuretiche, rinfrescanti, depurative e ricche di nutrienti. Contengono fosforo, ferro, calcio e vitamine A, B1, B2 e C.Sono, inoltre, poco caloriche e ricche di fibre ed hanno un buon potere saziante. Grazie a queste caratteristiche sono un ottimo spuntino nelle diete ipocaloriche. Ma non è tutto: le fragole contengono xilitolo, una sostanza in grado di prevenire la formazione della placca dentale e l’alitosi100 g di fragole contengono 27 kcal / 113 kj

tratto da cure-naturali.it

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MUFFINS AL CAPPUCCINO

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Ottimi per la colazione del mattino, i muffins al cappuccino sono morbidissimi.

INGREDIENTI PER I MUFFINS AL CAPPUCCINO

Per circa 10-12 muffins

Uno yogurt al caffè da 125 ml.

Tre uova

Due vasetti di zucchero

Un pizzico di sale

Quattro cucchiaiate di preparato solubile per cappuccino

Mezzo vasetto di olio di semi di mais

Due vasetti di farina 00

Un vasetto di maizena o amido di mais

Una bustina di lievito per dolci

Zucchero a velo per decorare

PROCEDIMENTO

Usare il vasetto dello yogurt come misurino. Sbattere bene con le fruste: le uova, lo yogurt al caffè, lo zucchero, il pizzico di sale e le cucchiaiate di preparato solubile per cappuccino. Poi unire il mezzo vasetto di olio di semi e poco per volta la farina 00, la maizena e il lievito setacciati insieme. Suddividere il composto nei pirottini di carta, riempire solo a metà. Infornare a 180° per 20 min. (prova stecchino). Far raffreddare e spolverizzare i muffins al cappuccino con lo zucchero a velo. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL CAFFE’

La pianta del caffè appartiene alla famiglia delle Rubiacee e viene identificata col nome di Coffea; ha piccole bacche rotonde e verdi che una volta giunte a maturazione diventano di color rosso vivo. Le specie di caffè attualmente commercializzate sono due: Coffea Canephora e Coffea arabica.
L’arabica cresce tra i 1.000 e i 2.000 metri di altezza, è molto delicata ma ha maggiori proprietàorganolettiche, mentre la Canephora, conosciuta anche col nome di Robusta, è più resistente e cresce ad altitudini inferiori, tra i 150 e i 600 metri. La qualità di caffè più coltivata al mondo è senza dubbio quella arabica che rappresenta circa il 75% della produzione mondiale. Pare che le prime notizie del caffè provengano dall’ Etiopia e precisamente dall’altopiano del Kaffa, da dove appunto proviene la prima pianta di caffè; per quanto riguarda la bevanda, trae le sue origini in Yemen, intorno all’anno 1.000.

 

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SPAGHETTI AL PESTO DI MANDORLE E NOCI

| Primi

Gli spaghetti al pesto di mandorle e noci, un primo molto saporito e veloce da preparare.

INGREDIENTI PER GLI SPAGHETTI AL PESTO DI MANDORLE E NOCI

Per 4 pers.

400 gr. di spaghetti

Due cucchiai di gherigli di noci

Due cucchiai di mandorle pelate

Un cucchiaio di pinoli

4-5 foglie di basilico

Uno spicchio di aglio

Un pezzettino di peperoncino 

Quattro  grossi pomodori a grappolo maturi

Olio evo q.b.

Sale

Pecorino o parmigiano per accompagnare

PROCEDIMENTO


In un frullatore mettere: i gherigli di noce, le mandorle pelate i pinoli, lo spicchio di aglio, il peperoncino fresco piccante, le foglie di basilico, unire tre pomodori spellati a pezzi e frullare unendo a filo olio fino a ridurre cremoso, regolare di sale. Tritare finemente con un coltello il quarto pomodoro. Cuocere gli spaghetti al dente, scolarli e condirli con il pesto e il pomodoro triturato. Servire  gli spaghetti al pesto di mandorle e noci con pecorino o parmigiano grattugiati. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL NOCE

Il Noce (Juglans regia) ha sempre suscitato sul proprio conto numerose superstizioni: era convinzione comune che l’ombra di questa pianta potesse nuocere addirittura alla salute Le parti utilizzate sono: il frutto, il mallo e le foglie. Le foglie contengono tannini circa al 10%, flavonoidi, acido ascorbico e tracce di olio essenziale. I frutti sono ricchi di vitamina A, PP e soprattutto di quelle del gruppo B. Dai frutti si ricava l’olio di noce che, al pari del mallo fresco, è particolarmente pregiato, ricco di acidi grassi polinsaturi con notevoli proprietà antiarteriosclerotiche e capacità purgativa. Le foglie hanno azione antimicotica (per la presenza di juglone), azione stomachica, ipoglicemizzante, astringente, depurativa, antilinfatica, vermifuga, antiemorroidaria, antiacneica. Il mallo, molto ricco di tannini e vitamina C è astringente e antilinfatico.In cucina, invece, la noce è un frutto molto apprezzato che viene utilizzato in svariate ricette. E’ molto energetica, 100 gr. di esse rende circa 600 calorie e la giusta quantità può integrare anche il pasto principale.

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CRISPELLE DOLCI DI RISO

| Dolci

Le crispelle dolci di riso, sono frittelle di riso, ricetta tradizionale, presenti sulle tavole festive e non dei siciliani, soprattutto nella Sicilia Orientale.

INGREDIENTI PER LE CRISPELLE  DOLCI DI RISO

Mezzo kg. di riso originario

Mezzo litro di latte

Mezzo litro di acqua

250 gr. di farina 00

Un cubetto di lievito

50 gr. di zucchero

Due arance bio

Olio per friggere

Miele e cannella in polvere

PROCEDIMENTO

Portare ad ebollizione il latte con 1/2 litro di acqua, salare poco e versarvi il riso originario, far cuocere a fuoco lento, senza mescolare. Appena il riso avrà assorbito tutto il liquido, toglierlo dal fuoco e versarlo su un placca forno smaltata o un ripiano di marmo. Fare intiepidire. A questo punto impastare con la farina 00 e il lievito di birra sciolto in un poco di latte tiepido. Aggiungere la scorza grattugiata delle due arance, lo zucchero e una spolverata di cannella. Continuare a impastare, Mettere in una ciotola capiente e infarinata, far lievitare per due ore, coperto e in luogo tiepido. Stendere l’impasto ad altezza di due cm. su una superficie infarinata e con l’aiuto di un coltello, tagliare ad una ad una le crispelle, della grossezza di un dito e una lunghezza di 10 cm. Scaldare abbondante olio in un tegame e farle scivolare poche per volta nell’olio bollente. Farle dorare, metterle a sgocciolare dell’unto su carta cucina e condire con miele caldo diluito con poca acqua e cannella. Le crispelle dolci di riso vanno mangiate calde o tiepide. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA CANNELLA

Ricordiamo che solo la cannella regina (Cinnamomum zeylanicun) ha proprietà curative e non quella cinese di qualità inferiore.
La cannella è un antisettico naturale in grado di combattere ed eliminare funghi, virus e batteri; per questo motivo negli ultimi anni si trovano in commercio dentifrici, colluttori e prodotti del genere a base di questa preziosa spezia.

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PANINI DOLCI ALL’UVETTA

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I panini dolci all’uvetta, si possono farcire con nutella, panna, crema o marmellata a piacere o essere consumati così come sono per la prima colazione..

INGREDIENTI PER I PANINI DOLCI ALL’UVETTA

Per circa 12 panini

500 gr. di farina manitoba

1/2 cubetto di lievito di birra

80 gr. di zucchero semolato

250 ml. di acqua

6 gr. di sale

80 gr. di olio di semi

Un limone e un’arancia bio

Due tuorli
50 gr. di uvetta

procedimento

In una ciotola sciogliere il mezzo cubetto di lievito di birra in poca acqua tiepida presa dai  250 ml. e un cucchiaino di zucchero, mescolare bene. A parte nella planetaria o in una ciotola capiente, impastare la farina manitoba, con lo zucchero e il lievito sciolto, sempre impastando unire il sale, l’olio di semi, la buccia grattugiata dell’arancia e del limone, unire uno alla volta i due tuorli e lavorare l’impasto, deve risultare liscio e compatto. Infine unire l’uvetta precedentemente ammollata, scolata e asciugata, fare ben incorporare nell’impasto. Lasciare lievitare due ore in una ciotola infarinata e coperta con pellicola in un luogo tiepido. Poi formare dei panini tondi, grandi come mandarini, sistemarli sulla placca foderata con carta forno, coprirli e far lievitare altri 30 minuti. Spennellarli con gli albumi leggermente sbattuti, ricoprire con pellicola e lievitare ancora un’ora per l’ultima volta. Infornare a 180° per 20 minuti circa, controllare che non si scuriscano troppo. I panini dolci all’uvetta son buoni sia tiepidi che a temperatura ambiente, farciti e non. BUON APPETITO

CURIOSITA’

L’UVA PASSA

Questa particolare uva si ottiene per essiccatura dei chicchi di uva di una varietà originaria delle terre turche, iraniane o greche. Questa varietà di uva ha acini piccoli di forma ellittica, di colore giallo dorato e con un sapore squisitamente dolce. Una volta essiccata prende sfumature ambrate e la polpa rimane soda con una sottile buccia facile da masticare. Il suo nome sultanina è collegato al nome della città di Sultania nella penisola della Crimea dove nel antichità era molto tradizionale la coltivazione e l’utilizzo come ingrediente in cucina. Attualmente la maggior produzione di uva sultanina è in Turchia ma anche in Australia e negli Stati Uniti.

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MINESTRA DI PASTA E PISELLI SECCHI

| Minestre

Si ottiene una saporita e salutare minestra di pasta e piselli secchi con pochissimi ingredienti.

INGREDIENTI PER LA MINESTRA DI PASTA E PISELLI SECCHI

Per 4 pers.

300 gr. di piselli secchi

200 gr. di pastina a piacere ( io ho usato i risoni )

Una cipolla

Del buon olio evo

Pepe e sale

Procedimento

 

In una pentola antiaderente versare i piselli, la cipolla tritata e due litri e mezzo di acqua fredda, non salare. Portare a bollore e lasciar cuocere a fuoco medio fino a quando i piselli sono disfatti e ridotti quasi a crema. Se occorre aggiungere altra acqua calda e unirvi la pastina, salare, portare a cottura mescolando spesso perche i piselli una volta cotti, tendono ad attaccare. Servire la minestra di pasta e piselli secchi con un giro di buon olio evo a crudo e una macinata di pepe. BUON APPETITO.

CURIOSITA’

I PISELLI SECCHI

Il re Sole era particolarmente ghiotto di piselli secchi, tanto che raccomandava ai cuochi di corte di avere sempre grandi scorte di piselli secchi. Si narra che faceva servire zuppa di piselli ad ogni nuovo collaboratore che veniva a prestare la sua opera alla corte di Francia. Il Re Sole si faceva un’idea del carattere della persona osservando se i piselli erano o no di gradimento.

Fra i saporiti legumi, i piselli sono i più facilmente tollerati anche da chi soffre di meteorismo e colite e ha qualche problema a consumare fagioli o ceci. Debbono essere brillanti e possibilmente provenienti dalla raccolta dell’anno precedente. Punta d’eccellenza del mercato biologico, i piselli secchi si conservano al buio e in un posto fresco, lontano da fonti di calore. Molto spesso sono nella forma di piselli spezzati, molto versatili in cucina. I piselli secchi sono una fonte di proteine vegetali facilmente assorbibili e sono ricchi di fosforo, potassio, sodio, magnesio e ferro. Abbondano anche le fibre, che aiutano le funzioni intestinali e sono una buona arma nel controllo dei lieviti di glucosio e colesterolo nel sangue. Hanno un’eccellente quantità di vitamina B9, per cui sono particolarmente indicati durante la gravidanza.

 

Tratto da cucinanaturale.it

 

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PLUM CAKE ALLE CAROTE

| Dolci

Golosissimo il plum cake alle carote, ottimo per la colazione o la merenda dei più piccini.

INGREDIENTI PER IL PLUM CAKE ALLE CAROTE

200 gr. di carote

125 gr. di mandorle pelate

150 gr. di burro

120 gr. di zucchero a velo

5 uova

150 gr. di farina 00

Un pizzico di sale

Mezza bustina di lievito per dolci

Burro e farina per lo stampo

PROCEDIMENTO

Tritare al mixer le carote dopo averle pelate, lavate e asciugate,  tenere da parte. Poi tritare, sempre al mixer le mandorle pelate e unirle alle carote. In una ciotola montare a crema il burro ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero a velo, unire 4 tuorli e un uovo intero, poi poca alla volta la farina 00 setacciata insieme al lievito. Montare a neve ferma tre albumi con il pizzico di sale, unirli delicatamente all’impasto di farina, infine le carote con le mandorle. Versare nello stampo imburrato e infarinato, infornare per 40 minuti a 180°, fare la prova stecchino. Lasciare raffreddare il plum cake alle carote e spolverizzare con zucchero a velo. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE CAROTE

Oggi le carote sono disponibili tutto l’anno e ciò le rende
ancora di più un ortaggio prezioso.
Per individuare i suoi pregi è sufficiente una riflessione sulla sua composizione: enorme abbondanza di provitamina A, il carotene appunto, e di vitamine B1 B2 e C; zuccheri direttamente assimilabili, sali minerali in grande varietà, asparagina e daucina (proprietà diuretiche), pecrina (proprietà astringenti).
Da questo abbondare di sostanze ed elementi possiamo già intuire le benefiche proprietà delle carote. La carota è indicata per problemi agli occhi come la cataratta e altre malattie dell’occhio, previene inoltre l’invecchiamento e favorisce la
visione crepuscolare. L’assunzione alimentare ideale è rappresentata dal succo di carote fresche, anche mescolato al latte per potenziarne le proprietà depurative. Utilissime nella prevenzione del cancro, grazie alle loro proprietà antiossidanti, svolgono azione protettiva nei confronti delle arterie e fortificano il sistema immunitario.

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RAVIOLI GRATINATI AI FUNGHI E SALSICCIA

| Primi

Un ottimo primo piatto, i ravioli gratinati ai funghi e salsiccia, molto saporiti e saranno molto graditi dai vostri commensali.

INGREDIENTI PER I RAVIOLI GRATINATI AI FUNGHI E SALSICCIA

Per 4 pers.

500 gr. di ravioli di carne

150 gr. di salsiccia fresca

200 gr. di funghi champignon

40 gr. di burro

Due cucchiai di olio evo

Una carota

Una costola di sedano

Una cipolla

200 ml. di besciamella

Tre cucchiai di concentrato di pomodoro

Tre mestoli di brodo vegetale

60 gr. di grana o parmigiano

Sale e pepe

Burro per la pirofila

PROCEDIMENTO

Rosolare a fiamma bassa con il burro e i due cucchiai di olio un trito fine di: carota, la costola di sedano e la cipolla. Poi unire la salsiccia sbriciolata e i champignon tagliati a pezzetti. Fare insaporire dieci minuti, unire il concentrato di pomodoro sciolto nel brodo caldo, pepare, regolare di sale, coprire e cuocere un’ora, mescolare alla besciamella. Lessare al dente i ravioli di carne, scolarli e condirli con un po’ di sugo versare la metà ravioli in una pirofila imburrata, condire con metà ragù e cospargere di grana. Continuare ripetendo un’altro strato uguale e cospargere con fiocchetti di burro.

Infornare a 190° per 20 minuti o fino a gratinatura. Lasciare riposare i ravioli gratinati ai funghi e salsiccia  dieci minuti e servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

FUNGHI CHAMPIGNON

funghi champignon possono essere coltivati in casa o acquistati tutto l’anno. Il gusto delicato li rende estremamente versatili in cucina. Sono tra i funghi più coltivati al mondo e il loro prezzo è contenuto. È importante che, al momento dell’acquisto, siano freschissimi, sodi e ben compatti. Una volta a casa, conservarli in frigorifero e consumarli entro due o tre giorni  perché sono molto delicati. I funghi champignon contengono pochissime calorie, circa 20 calorie per 100 grammi di prodotto. Contengono un buon quantitativo di fibra alimentare e sono tra gli alimenti vegetali più ricchi di proteine.

 

Tratto da: curenaturali.it

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ANGUILLA ALLA PESCATORA

| Pesce

L’an

guilla alla pescatora un piatto saporitissimo per gli amanti e non, di questo pesce………

INGREDIENTI PER L’ANGUILLA ALLA PESCATORA

800 gr. di anguille

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

Una costola di sedano

40 gr. di burro

Mezzo bicchiere di vino bianco

Tre filetti di acciuga sott’olio

Due cucchiai di aceto bianco

Un ciuffo di prezzemolo

Tre cucchiai di olio evo

Farina per infarinare q. b.

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Pulire e tagliare a tronchetti le anguille ( se non siete capaci, fatelo fare al pescivendolo ) lavarle, asciugarle e passarle nella farina. Mettere sul fuoco una padella con il burro e l’olio unire la cipolla tritata e lo spicchio di aglio intero da togliere poi e unire la costola di sedano a pezzetti e lasciare brasare qualche minuto.

aggiungere i pezzi di anguilla infarinati, salare e pepare. Quando saranno colorite

versarvi il mezzo bicchiere di vino bianco e cuocere 25 minuti con coperchio, 10 minuti prima di spegnere aggiungere i filetti d’acciuga tritati, il prezzemolo tritato e l’aceto.

Regolare di sale se ce ne fosse bisogno e servire ben calda l’anguilla alla pescatora.
BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ANGUILLE

L’anguilla è un pesce migratore che nasce come larva nel Mar dei Sargassi, al centro dell’Oceano Atlantico e poi, crescendo, si sposta sulle coste dell’Atlantico dall’Islanda al Senegal e nelle acque dolci, salmastre e marine del mar Mediterraneo. Le anguille vivono anche in laghi o stagni chiusi, in caverne o pozzi. Si pescano ovunque, in Italia sono particolarmente diffuse nel delta del Po, quindi nelle lagune Venete e di Comacchio e negli stagni di Sardegna. l’Italia è il principale produttore europeo di anguilla. L’anguilla che ritroviamo sulle nostre tavole di solito è il capitone, cioè gli esemplari femmina di dimensioni maggiori. Viene commercializzata viva, in apposite vasche riempite d’acqua dolce, ma anche congelata, marinata, salata ed essiccata, affumicata o inscatolata. Viene cucinata al forno, alla brace, in umido o fritta, a seconda della tradizione regionale. A Napoli, per esempio, il giorno della Vigilia di Natale l’anguilla in umido è un piatto immancabile come ultima portata, quella che avanza viene poi mangiata il giorno successivo in scapece (una marinatura in aceto) come antipasto. Al Nord si preferisce la preparazione alla brace che, permettendo la colatura del grasso in eccesso, garantisce una digeribilità più elevata.

 

tratto da: cibo360.it

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