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PESCE PALOMBO AI POMODORI SECCHI

| Pesce

Molto saporito il pesce palombo ai pomodori secchi, una panatura diversa dal solito, piacerà anche ai più piccoli.

PESCE PALOMBO AI POMODORI SECCHI

Per 4 pers.

4 fette di pesce palombo

100 gr. di pangrattato

Due uova

4 pomodori secchi

Un ciuffo di prezzemolo

Un cucchiaino di origano

Sale e pepe

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Tritare I pomodori secchi con il prezzemolo, mescolarli al pangrattato insieme a l’origano. Sbattere le uova. Lavare e asciugare bene le fette di palombo, passarle nelle uova sbattute e nel miscuglio di pangrattato, fare aderire bene premendo con le mani. Friggere in abbondante olio fino a doratura, salare poco e servire il pesce palombo ai pomodori secchi caldo, accompagnato con insalata. BUON APPETITO

CURIOSITA’

PESCE PALOMBO

Il palombo è un pesce dal corpo slanciato ed appiattito, noto anche come vitello di mare. La sua carne è piuttosto apprezzata per il suo sapore forte e per il ridotto contenuto di lische.E’ estremamente magro (spesso viene servito al posto del pesce spada), ideale per coloro che stanno osservando un regime ipocalorico e grazie alla sua digeribilità estremamente elevata viene spesso proposto ai più piccoli, meglio se fresco od eventualmente surgelato fresco. Le sue carni non contengono colesterolo.  Pur essendo presente anche nel Mediterraneo viene pescato in prevalenza nei mari del Nord e giunge congelato sulle tavole dei consumatori. Ha un buon contenuto proteico, è ricco di acidi grassi polinsaturi e di minerali caratteristici come iodiofosforo e calcio . Apprezzabile anche il contenuto di vitamina A e PP. è uno squalo non pericoloso per l’uomo. È un pesce predatore che si nutre di aringhe e crostacei. Dal punto di vista morfologico è un pesce di dimensioni medio-grandi: l’esemplare adulto può raggiungere una lunghezza di 160-170 centimetri e il peso di 13-15 kg, di colore grigio uniforme sulla parte dorsale e bianco sul ventre.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/tabelle-nutrizionali/palombo.htm

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MELANZANE ALLA PECORARA

| Verdure

Le melanzane alla pecorara, sono buonissime e saporite. Molto comode da preparare non richiedono una seconda cottura come la parmigiana.

INGREDIENTI PER LE MELANZANE ALLA PECORARA

Per 4 pers.

Una grande melanzana violetta o due medie

400 gr. di salsa di pomodoro fresco già cotta

100 gr. di pecorino siciliano grattugiato

 Due- tre spicchi di aglio

Una manciata di foglie di basilico fresco

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO

 Foderare la placca del forno con carta forno e spennellare con olio. Tagliare le melanzane a fette e sistemarle sulla carta, salare e pepare, irrorarle con un filo di olio. Infornare a 190° per una ventina di minuti o fino a leggera doratura e cottura.
Tritare finemente gli spicchi di aglio. Mentre tutti gli ingredienti sono ancora caldi: prendere una pirofila da portare poi a tavola e distribuirvi qualche cucchiaio di salsa, fare uno strato con qualche melanzana, un po’di aglio tritato, qualche foglia di basilico spezzettata, ancora salsa e cospargere con il pecorino, continuare gli strati fino alla fine degli ingredienti, finire con salsa e pecorino. Coprire il tutto con pellicola e lasciare riposare a temperatura ambiente per un paio di ore. Servire a tavola le melanzane alla pecorare. BUON APPETITO.

CURIOSITA’

IL BASILICO

Il basilico viene anche impiegato come sostanza stimolante dell’apparato intestinale, in quanto, le sue proprietà facilitano la digestione e favoriscono l’appetito, non solo; il basilico rafforza il sistema nervoso, allevia gli stati d’ansia e di nervosismo, è utile nei casi di insonnia ed utilizzabile anche in caso di asma, bronchiti e tosse.
In ultimo è in grado di aumentare la produzione di latte materno durante l’allattamento e di lenire il fastidio delle punture di insetti. Il basilico contiene grassi, proteine, fibre, zuccheri e naturalmente acqua; presenti i seguenti minerali: calcio, sodio, manganese rame, potassio, fosforo, ferro, magnesio e zinco. Buona la presenza di vitamine, A, B (niacina, tiamina, riboflavina), vitamina C (acido ascorbico) e vitamina E. In ultimo sottolineiamo l’abbondante presenza di amminoacidi come il Triptofano, la Lisina, la Leucina, l’Acido aspartico, l’Acido glutamminico, l’Alanina, l’Arginina e altri ancora.

 

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DOLCE BUDINO DELL’INFANZIA

| Dolci

Il dolce budino dell’infanzia, una leccornia che spesso costituiva la merenda, ed era festa. Un’abitudine che dura da cinquantanni. Semplice e veloce da preparare con pochi ingredienti.

INGREDIENTI PER IL DOLCE BUDINO DELL’INFANZIA

Per 4 pers.

Una confezione per preparazione di budino al cioccolato gianduia

Mezzo litro di latte fresco intero

Biscotti oro saiwa

Una tazzina di caffè

Mezzo bicchiere di latte.

PROCEDIMENTO

Preparare il budino seguendo i consigli sulla confezione. Mescolare il caffè con il mezzo bicchiere del latte, Prendere uno stampo a piacere e versarvi un po’ di crema, poi immergere velocemente i biscotti nel caffèlatte e sistemarne uno primo strato sopra la crema, poi la crema e continuare gli strati fino alla fine degli ingredienti, finire con la crema. Lasciare intiepidire e mettere in frigo almeno due ore. Ora potete mangiare il vostro dolce budino dell’infanzia. BUON APPETITO

CURIOSITA’

CACAO

La pianta del cacao è un sempreverde che può raggiungere i 10 metri di altezza e produce fiori bianchi con sfumature rosa da cui si sviluppano poi i frutti che all’inizio, prima di scurirsi, richiamano la forma del cedro. Il cacao viene ricavato dai semi che si trovano all’interno dei frutti mediante vari processi che possono essere torrefazione, triturazione e fermentazione.
Il nome scientifico della pianta del cacao è Theobroma cacao, appartiene alla famiglia delle Sterculiacee e si trova prevalentemente in Sud America. Fu Cristoforo Colombo ad importare dall’America la pianta del cacao; egli, più che dalle proprietà alimentari della pianta, fu colpito dal valore che gli indigeni davano al cacao; infatti era
allora utilizzato come una vera e propria moneta.
Le sostanze contenute nel cacao sono rappresentate da lipidi, glucidi e proteine oltre a minerali come il magnesio, potassio, calcio, fosforo, ferro e sodio. 
Molto importante la presenza di sostanze chimiche con proprietà benefiche per l’organismo umano come la caffeina, le serotonina, la tiramina e la feniletilamina. In ultimo è da annoverare la presenza nel cacao di alcune vitamine del gruppo B, in particolare la vitamina B3 che è presente in quantità discreta.

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PEPERONI RIPIENI DI PATATE

| Verdure

Buonissimi e gustosi, questi peperoni ripieni di patate. Adatti per una cena o un buffet.

INGREDIENTI PER I PEPERONI RIPIENI DI PATATE

per 4 pers.

4 patate medie

2 peperoni carnosi

2 uova

50 gr. di grana grattugiato

Noce moscata

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO


Fare lessare le patate in acqua salata, sbucciarle e passarle allo schiacciapatate,  mescolarle alle uova, al grana, salare, pepare e aggiungere una grattata di noce moscata. Lavare e asciugare i peperoni, tagliarli a metà, eliminare i semi e i filamenti, salare poco l’interno e suddividervi le patate. Mettere in teglia oleata, condirli con un filo di olio e infornare a 175° per 1 ora, aggiungendo se necessario poca acqua calda per non farli bruciare. BUON APPETITO

CURIOSITA’
NOCE MOSCATA
Seme del Myristica fragrans: albero sempreverde nativo delle Molucche, è coltivato, oltre che nelle Indie occidentali, in molte zone tropicali.
In una stessa coltivazione, un esiguo numero di alberi maschili, indispensabili per l’impollinazione, trova posto tra quelli femminili, in quantità preponderante, che daranno i frutti e i relativi semi.
Sia i soggetti maschili che quelli femminili recano lunghe, scure foglie aromatiche, piccoli fiori di un giallo pallido e frutti che, a maturazione raggiunta, somigliano nella forma e nel colore a grosse prugne gialle. Quando sono completamente maturi, i frutti si spaccano in due parti, facendo uscire una rete di colore rosso scarlatto (il macis) che riveste un unico seme marrone, lucente: la noce moscata. La polpa del frutto viene mangiata dalle popolazioni locali che ne ricavano anche una particolare marmellata. Per quanto l’albero impieghi sette anni prima di produrre i primi frutti, la produzione continuerà anche fino al novantesimo anno. Nelle Isole Banda, dove la noce moscata è originaria, vi sono tre raccolti all’anno: a marzo-aprile, quello principale a luglio-agosto e l’ultimo a novembre. Dopo la raccolta, le noci moscate (ancora rivestite dal macis), vengono trasferite in un centro di trasformazione dove il macis è tolto, ed essiccato ed assume la tipica colorazione giallo-dorata. Le noci moscate vengono essiccate gradatamente al sole e girate due volte al giorno, per un periodo da sei a otto settimane, anche se spesso il processo avviene su braci di legna.
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FRITTATA SENZA UOVA

| Verdure

La frittata senza uova per chi è intollerante o vegano. Molto buona e appetitosa.

INGREDIENTI PER LA FRITTATA SENZA UOVA

Per 4 pers.

4 cipollotti freschi

Due patate

100 gr. di farina di ceci

200 ml. di acqua

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO

Pelare, lavare e asciugare i cipollotti e le patate. Tagliare a rondelle i cipollotti e a fettine sottili le patate, versarli in una padella antiaderente con tre cucchiai di olio, coprire con un coperchio e lasciarle brasare dolcemente, salare e pepare mescolando spesso. Quando le patate saranno cotte, spegnere. In una ciotola far sciogliere la farina di ceci con l’acqua senza fare grumi, salare e pepare. Aggiungervi le verdure, mescolare bene e rimettere il tutto in padella dove si sarà fatto scaldare un cucchiaio di olio, coprire con coperchio e cuocere la frittata a fuoco medio-basso, a metà cottura rigirarla aiutandosi con il coperchio, farla dorare da tutte e due i lati. L frittata senza uova va servita calda o tiepida, accompagnata da un’insalatina. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA FARINA DI CECI

Utilizzata fin dall’antichità, la farina di ceci è sempre stata considerata un toccasana; più economica del grano che in tempo di guerra era un lusso, viene spesso utilizzata nelle preparazioni dei popoli del Medio Oriente e oggi anche nelle più moderne ricette vegane e vegetariane, vediamo perché. Innanzitutto perché è ricca di proteine, fibre e carboidrati: 100 gr di farina di ceci nascondono infattipiù di un terzo di proteine e fibre. Il 6% della sua composizione è composto da grassi, grassi buoni però, ad elevato apporto nutrizionale, come l’acido linoleico, un perfetto alleato per la salute del cuore. Questa farina – a differenza di quella di grano – è anche ricca di vitamine e sali minerali utili al buon funzionamento del nostro organismo: vitamine del gruppo B, A, E e C; e poi magnesio, calcio, potassio e fosforo, in grado di aiutarci a contrastare pressione alta, stanchezza muscolare e a rinforzare cervello e ossa. I legumi si sa, con le loro fibre aiutano il nostro apparato digerente; ma inoltre, avendo un basso indice glicemico, è indicata per chi soffre di diabete e ipercolesterolemia, per chi è a dieta, e per le persone affette da celiachia, perché non contiene glutine!

 

 

tratto da tuttogreen.it

 

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MELANZANE GRIGLIATE

| Verdure

Le melanzane grigliate, buonissime, leggere e veloci da preparare.

INGREDIENTI PER LE MELANZANE GRIGLIATE

Per 4 pers.

Due melanzane medie

Due spicchi di aglio

Una manciata di foglie di basilico fresco

Del buon olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Mondare, lavare, asciugare e affettare le melanzane ( io uso le violette perchè sono più dolci )

Far scaldare bene la bistecchiera sul fuoco e farvi grigliare le fette di melanzana. Man mano adagiarle in una pirofila di portata, cospargere ogni strato con: aglio tritato, basilico spezzettato, sale e olio. Coprire con pellicola e far riposare un paio di ore prima di servire. Le melanzane grigliate si conservano in frigo anche un paio di giorni. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE MELANZANE

La pianta della melanzana, nome scientifico Solanum Melongena, appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è originaria dell’India dove cresceva spontanea già più di 4.000 anni fa. In Italia la melanzana cominciò a diffondersi intorno al 400 d.C. ad opera degli arabi. Ad oggi l’Italia rappresenta uno dei maggiori paesi europei esportatore di tale ortaggio. Molte sono le varietà esistenti di questo ortaggio, che, oltre al colore si differenziano per la forma, ovale, tonda e bislunga.
La melanzana è composta per il 92% da acqua, per il 3% da fibre alimentari, 1% proteine, carboidrati, ceneri e zuccheri.
Tra i minerali spicca in assoluto il potassio, seguito da fosforo e magnesio; in percentuale minore troviamo lo zinco, il ferro, il rame, il calcio il sodio e, in quantità bassissima, il selenio.
Sul versante delle vitamine annoveriamo: vitamina A, quasi tutte le vitamine del gruppo B ( B1, B2, B3, B5, B6 ), vitamina C, vitamina K, vitamina J e in quantità molto ridotta la vitamina E o Alpha-tocoferolo. Le melanzane contengono inoltre alcune sostanze amare, presenti anche nelle foglie dei carciofi, che contribuiscono a stimolare la produzione di bile ed anche ad abbassare il tasso di colesterolo “cattivo” nel sangue. Essendo un ortaggio molto povero di calorie e ricco di fibre, la melanzana è spesso inserita nelle diete dimagranti.

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PESCE SPADA ALLA GRIGLIA

| Pesce

Una bella fetta di pesce spada alla griglia, vi farà mangiare con gusto e poche calorie. Adatto anche per i più piccini perchè non contiene lische..

INGREDIENTI PER IL PESCE SPADA ALLA GRIGLIA

Per 4 pers.

4 fette di pesce spada

Un limone

Mezzo bicchiere di olio evo

Mezzo cucchiaino di origano

Un ciuffo di prezzemolo

Pepe

Sale

PROCEDIMENTO

Mettere a marinare le fette di pesce spada in un’emulsione fatta con l’olio, il succo del limone, origano e pepe. Lasciarvele per un’ora, poi scolarle, asciugarle e cuocere sulla griglia o la piastra spennellando ogni tanto con la marinata. Salare a fine cottura e cospargere con prezzemolo tritato. Servire il pesce spada alla griglia, ben caldo e accompagnato con un’insalata mista. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL PESCE SPADA

Il pesce spada, il cui nome scientifico è Xiphias gladius, è una specie ittica piuttosto diffusa: vive nelle acque temperate di tutti gli oceani e anche nel Mar Mediterraneo. Vive per lo più in acque poco profonde e non è raro che si avvicini alle coste. Si tratta di un pesce di taglia grande: l’esemplare adulto può raggiungere anche i 5 metri di lunghezza e un peso di 450 kg. Il pesce spada viene pescato soprattutto a scopo alimentare: è comune sui banchi dei mercati e supermercati come prodotto fresco o decongelato e, in Paesi diversi dal nostro, viene utilizzato anche per la preparazione di prodotti in scatola. Come tutti i pesci di mare di taglia grande, subisce l’inquinamento delle acque e nelle sue carni si accumula una certa quantità di metalli pesanti, soprattutto mercurio. Questo è il principale motivo per cui è meglio evitarne il consumo frequente: basterà sceglierlo al massimo una volta ogni due settimane. Il pesce spada è un alimento piuttosto magro: una porzione da 100 g apporta solo 110 kcal. È principalmente una fonte di proteine dall’elevato valore biologico.

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LINGUINE CU’ L’AMMOGGHIO PANTESCO

| Primi

Le linguine cu’ l’ammogghio pantesco (pesto pantesco) un primo piatto con i profumi inebrianti dell’isola di Pantelleria.

INGREDIENTI PER LE LINGUINE CU’ L’AMMOGGHIO PANTESCO 

 Per 4 pers.

400 gr. di pasta linguine

Tre spicchi di aglio

Una manciata abbondante di basilico

Due foglie di menta

Mezzo chilo di pomodori rossi maturi

50 ml. di buon olio evo

Origano

Peperoncino

Sale

PROCEDIMENTO

In un mortaio pestare i tre spicchi di aglio con: il basilico, le foglie di menta e sale, fino a farla diventare una poltiglia. Poi pelare i pomodori rossi belli maturi, eliminare i semini, l’acqua di vegetazione e schiacciarli poco per volta nel mortaio, versandoli man mano in una ciotola insieme al pesto dove si aggiungerà l’olio evo,  un pizzico di origano origano e peperoncino sbriciolato a piacere. Aggiustare di sale. Lessare al dente la pasta, scolarla, condirla con l’ammogghio e servire con una spolverata di origano. Le linguine cu’ l’ammogghio pantesco saranno molto gradite, accompagnare con formaggio grattugiato. BUON APPETITO

CURIOSITA’

ORIGANO

La parola origano trae la sua origine da due parole greche: “oros” il cui significato letterale è montagna e “ganos” che invece significa splendore. Deduciamo quindi che la parola origano può essere tradotta con “splendore della montagna”, pensando anche al decoro che questa pianta porta con i suoi fiori colorati all’aspetto delle zone montagnose. La pianta dell’origano può raggiungere i 70/80 centimetri di altezza, ha foglie ovali leggermente dentellate e i suoi fiori sono raggruppati in pannocchie di un gradevole colore bianco rosa; il suo frutto invece si presenta sottoforma di una capsula di colore scuro. Dell’origano vengono utilizzate le foglie e le sommità raccolte in estate durante la fioritura.
Le principali sostanze che compongono l’origano sono rappresentate da: grassi, carboidrati, fibre zuccheri, proteine, acqua; tra i minerali presenti nell’origano troviamo il potassio, calcio, sodio, fosforo, magnesio, ferro e zinco.

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TORTA SALATA ZUCCHINE E TONNO

| Torte salate

La torta salata zucchine e tonno può costituire un piatto unico per risolvere una cena, oppure da inserire in un buffet.

INGREDIENTI PER LA TORTA SALATA ZUCCHINE E TONNO
Per 4 pers.

Un disco di pasta brisèè

Due zucchine medie

150 gr. di tonno sotto olio

Uno spicchio di aglio

Due uova

Due cucchiaiate abbondanti di parmigiano

200 ml. di panna da cucina

Un ciuffo di prezzemolo

Olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Fare brasare le zucchine a rondelle sottili in tre cucchiai di olio e lo spicchio di aglio tritatissimo, salare e pepare. In una ciotola sbattere le due uova con i due cucchiai di parmigiano e la panna da cucina, poi aggiungere il tonno sotto olio ben sgocciolato, il ciuffetto di prezzemolo tritato e le zucchine, aggiustare di sale e pepare. Stendere ILdisco di pasta brisèe ( ma va bene anche pasta sfoglia) in uno tortiera tonda foderata con carta forno, versarvi il ripieno e infornare a 200° per 25-30 minuti. La torta salata zucchine e tonno va servita tiepida. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ZUCCHINE

 Sono composte per il 92% da acqua, dal 2,7% da proteine dall’1% da ceneri, dall’1% da fibre alimentari e dallo 0,5 % da grassi.
I minerali sono: potassio, fosforo, sodio, magnesio, calcio, ferro, zinco, rame e manganese.
Sul fronte delle vitamine troviamo la vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6 e la vitamina C.
Questi invece gli aminoacidi: acido glutammico, acido aspartico, arginina, alanina, cistina, glicina, fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina, valina, triptofano, prolina, metionina, serina, tirosina e treonina. la presenza in grande quantità di potassio rende le zucchine un alimento anti fatica, consigliato per i suoi benefici anche per chi ha problemi di ipertensione. Inoltre, sempre grazie al potassio, contribuiscono a regolare la quantità di acqua nell’organismo.
Utili per dimagrire: sono un alimento molto povero di calorie ed è per questo motivo che sono spesso alla base delle diete dimagranti. La presenza di fibre poi aumenta la sensazione di sazietà ed impedisce l’assunzione di altro cibo a breve termine.
Abbassano il colesterolo: la presenza di fibra alimentare favorisce l’espulsione del colesterolo cattivo in eccesso e rappresenta una buona prevenzione nei confronti della formazione di pericolose placche nelle arterie.

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BOCCONCINI DI UVA E PISTACCHI

| Antipasti

Questi bocconcini di uva e pistacchi, sono degli stuzzichini sfiziosi da servire con l’aperitivo o per un buffet. Semplicissimi da preparare e senza cottura.

INGREDIENTI PER I BOCCONCINI DI UVA E PISTACCHI

Grandi acini di uva bianca

Robiola fresca

Pistacchi tritati

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Lavare e asciugare gli acini di uva. Condire con un pizzico di sale e pepe la robiola e mescolarla con una forchetta. Ricoprire uniformemente gli acini di uva bianca con la robiola. Poi farli rotolare nei pistacchi tritati e disporli in un piatto di portata. Tenere in frigo e servire i bocconcini di uva e pistacchi con l’aperitivo. BUON APPETITO

CURIOSITA’

UVA

L’uva è il frutto della vite ( Vitis vinifera), è composta da molti acini ( o chicchi ) attaccati ad un graspo che nel loro insieme formano un grappolo; possiamo dividere l’uva in due grandi famiglie, quella bianca con acini dalla colorazione chiara ( sfumature di giallo fino al verde ) e quella rossa ( dal rosa fino al nero ). L’Italia rappresenta il maggiore produttore di uva a livello mondiale; le principali regioni produttrici d’uva sono la Puglia e la Sicilia. Le sue origini sono incerte ma le sue proprietà e benefici sono conosciuti sin dai tempi più antichi in cui l’uva rappresentava il simbolo della vita. Se consumata fresca, come uva da tavola, o secca, come uva passa, non contiene assolutamente alcol, ingrediente tipico del vino, non da assuefazione né altera in nessun modo l’equilibrio psicofisico di una persona. Ovviamente l’elemento principale dell’uva è rappresentato dall’acqua in percentuale che può variare dal 72 all’84 % circa, a seconda della qualità e degli zuccheri presenti, precisamente glucosio e fruttosio. Tra i minerali presenti annoveriamo il ferro, il calcio, il fosforo, il sodio ed il magnesio. Rilevante la presenza di sostanze polifenoliche responsabili di innumerevoli benefici alla salute umana: sostanze flavonoidi come antociani e tannini e non flavonoidi come gli acidi fenolici. Nell’uva troviamo anche alcuni acidi che hanno un ruolo determinante nella trasformazione del vino, l’acido malico, l’acido tartarico e l’acido citrico. 

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