Crea sito

MUFFINS AL CAPPUCCINO

| Dolci

Ottimi per la colazione del mattino, i muffins al cappuccino sono morbidissimi.

INGREDIENTI PER I MUFFINS AL CAPPUCCINO

Per circa 10-12 muffins

Uno yogurt al caffè da 125 ml.

Tre uova

Due vasetti di zucchero

Un pizzico di sale

Quattro cucchiaiate di preparato solubile per cappuccino

Mezzo vasetto di olio di semi di mais

Due vasetti di farina 00

Un vasetto di maizena o amido di mais

Una bustina di lievito per dolci

Zucchero a velo per decorare

PROCEDIMENTO

Usare il vasetto dello yogurt come misurino. Sbattere bene con le fruste: le uova, lo yogurt al caffè, lo zucchero, il pizzico di sale e le cucchiaiate di preparato solubile per cappuccino. Poi unire il mezzo vasetto di olio di semi e poco per volta la farina 00, la maizena e il lievito setacciati insieme. Suddividere il composto nei pirottini di carta, riempire solo a metà. Infornare a 180° per 20 min. (prova stecchino). Far raffreddare e spolverizzare i muffins al cappuccino con lo zucchero a velo. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL CAFFE’

La pianta del caffè appartiene alla famiglia delle Rubiacee e viene identificata col nome di Coffea; ha piccole bacche rotonde e verdi che una volta giunte a maturazione diventano di color rosso vivo. Le specie di caffè attualmente commercializzate sono due: Coffea Canephora e Coffea arabica.
L’arabica cresce tra i 1.000 e i 2.000 metri di altezza, è molto delicata ma ha maggiori proprietàorganolettiche, mentre la Canephora, conosciuta anche col nome di Robusta, è più resistente e cresce ad altitudini inferiori, tra i 150 e i 600 metri. La qualità di caffè più coltivata al mondo è senza dubbio quella arabica che rappresenta circa il 75% della produzione mondiale. Pare che le prime notizie del caffè provengano dall’ Etiopia e precisamente dall’altopiano del Kaffa, da dove appunto proviene la prima pianta di caffè; per quanto riguarda la bevanda, trae le sue origini in Yemen, intorno all’anno 1.000.

 

Commenti disabilitati su MUFFINS AL CAPPUCCINO

SPAGHETTI AL PESTO DI MANDORLE E NOCI

| Primi

Gli spaghetti al pesto di mandorle e noci, un primo molto saporito e veloce da preparare.

INGREDIENTI PER GLI SPAGHETTI AL PESTO DI MANDORLE E NOCI

Per 4 pers.

400 gr. di spaghetti

Due cucchiai di gherigli di noci

Due cucchiai di mandorle pelate

Un cucchiaio di pinoli

4-5 foglie di basilico

Uno spicchio di aglio

Un pezzettino di peperoncino 

Quattro  grossi pomodori a grappolo maturi

Olio evo q.b.

Sale

Pecorino o parmigiano per accompagnare

PROCEDIMENTO


In un frullatore mettere: i gherigli di noce, le mandorle pelate i pinoli, lo spicchio di aglio, il peperoncino fresco piccante, le foglie di basilico, unire tre pomodori spellati a pezzi e frullare unendo a filo olio fino a ridurre cremoso, regolare di sale. Tritare finemente con un coltello il quarto pomodoro. Cuocere gli spaghetti al dente, scolarli e condirli con il pesto e il pomodoro triturato. Servire  gli spaghetti al pesto di mandorle e noci con pecorino o parmigiano grattugiati. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL NOCE

Il Noce (Juglans regia) ha sempre suscitato sul proprio conto numerose superstizioni: era convinzione comune che l’ombra di questa pianta potesse nuocere addirittura alla salute Le parti utilizzate sono: il frutto, il mallo e le foglie. Le foglie contengono tannini circa al 10%, flavonoidi, acido ascorbico e tracce di olio essenziale. I frutti sono ricchi di vitamina A, PP e soprattutto di quelle del gruppo B. Dai frutti si ricava l’olio di noce che, al pari del mallo fresco, è particolarmente pregiato, ricco di acidi grassi polinsaturi con notevoli proprietà antiarteriosclerotiche e capacità purgativa. Le foglie hanno azione antimicotica (per la presenza di juglone), azione stomachica, ipoglicemizzante, astringente, depurativa, antilinfatica, vermifuga, antiemorroidaria, antiacneica. Il mallo, molto ricco di tannini e vitamina C è astringente e antilinfatico.In cucina, invece, la noce è un frutto molto apprezzato che viene utilizzato in svariate ricette. E’ molto energetica, 100 gr. di esse rende circa 600 calorie e la giusta quantità può integrare anche il pasto principale.

Commenti disabilitati su SPAGHETTI AL PESTO DI MANDORLE E NOCI

CRISPELLE DOLCI DI RISO

| Dolci

Le crispelle dolci di riso, sono frittelle di riso, ricetta tradizionale, presenti sulle tavole festive e non dei siciliani, soprattutto nella Sicilia Orientale.

INGREDIENTI PER LE CRISPELLE  DOLCI DI RISO

Mezzo kg. di riso originario

Mezzo litro di latte

Mezzo litro di acqua

250 gr. di farina 00

Un cubetto di lievito

50 gr. di zucchero

Due arance bio

Olio per friggere

Miele e cannella in polvere

PROCEDIMENTO

Portare ad ebollizione il latte con 1/2 litro di acqua, salare poco e versarvi il riso originario, far cuocere a fuoco lento, senza mescolare. Appena il riso avrà assorbito tutto il liquido, toglierlo dal fuoco e versarlo su un placca forno smaltata o un ripiano di marmo. Fare intiepidire. A questo punto impastare con la farina 00 e il lievito di birra sciolto in un poco di latte tiepido. Aggiungere la scorza grattugiata delle due arance, lo zucchero e una spolverata di cannella. Continuare a impastare, Mettere in una ciotola capiente e infarinata, far lievitare per due ore, coperto e in luogo tiepido. Stendere l’impasto ad altezza di due cm. su una superficie infarinata e con l’aiuto di un coltello, tagliare ad una ad una le crispelle, della grossezza di un dito e una lunghezza di 10 cm. Scaldare abbondante olio in un tegame e farle scivolare poche per volta nell’olio bollente. Farle dorare, metterle a sgocciolare dell’unto su carta cucina e condire con miele caldo diluito con poca acqua e cannella. Le crispelle dolci di riso vanno mangiate calde o tiepide. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA CANNELLA

Ricordiamo che solo la cannella regina (Cinnamomum zeylanicun) ha proprietà curative e non quella cinese di qualità inferiore.
La cannella è un antisettico naturale in grado di combattere ed eliminare funghi, virus e batteri; per questo motivo negli ultimi anni si trovano in commercio dentifrici, colluttori e prodotti del genere a base di questa preziosa spezia.

Commenti disabilitati su CRISPELLE DOLCI DI RISO

PANINI DOLCI ALL’UVETTA

| Dolci

I panini dolci all’uvetta, si possono farcire con nutella, panna, crema o marmellata a piacere o essere consumati così come sono per la prima colazione..

INGREDIENTI PER I PANINI DOLCI ALL’UVETTA

Per circa 12 panini

500 gr. di farina manitoba

1/2 cubetto di lievito di birra

80 gr. di zucchero semolato

250 ml. di acqua

6 gr. di sale

80 gr. di olio di semi

Un limone e un’arancia bio

Due tuorli
50 gr. di uvetta

procedimento

In una ciotola sciogliere il mezzo cubetto di lievito di birra in poca acqua tiepida presa dai  250 ml. e un cucchiaino di zucchero, mescolare bene. A parte nella planetaria o in una ciotola capiente, impastare la farina manitoba, con lo zucchero e il lievito sciolto, sempre impastando unire il sale, l’olio di semi, la buccia grattugiata dell’arancia e del limone, unire uno alla volta i due tuorli e lavorare l’impasto, deve risultare liscio e compatto. Infine unire l’uvetta precedentemente ammollata, scolata e asciugata, fare ben incorporare nell’impasto. Lasciare lievitare due ore in una ciotola infarinata e coperta con pellicola in un luogo tiepido. Poi formare dei panini tondi, grandi come mandarini, sistemarli sulla placca foderata con carta forno, coprirli e far lievitare altri 30 minuti. Spennellarli con gli albumi leggermente sbattuti, ricoprire con pellicola e lievitare ancora un’ora per l’ultima volta. Infornare a 180° per 20 minuti circa, controllare che non si scuriscano troppo. I panini dolci all’uvetta son buoni sia tiepidi che a temperatura ambiente, farciti e non. BUON APPETITO

CURIOSITA’

L’UVA PASSA

Questa particolare uva si ottiene per essiccatura dei chicchi di uva di una varietà originaria delle terre turche, iraniane o greche. Questa varietà di uva ha acini piccoli di forma ellittica, di colore giallo dorato e con un sapore squisitamente dolce. Una volta essiccata prende sfumature ambrate e la polpa rimane soda con una sottile buccia facile da masticare. Il suo nome sultanina è collegato al nome della città di Sultania nella penisola della Crimea dove nel antichità era molto tradizionale la coltivazione e l’utilizzo come ingrediente in cucina. Attualmente la maggior produzione di uva sultanina è in Turchia ma anche in Australia e negli Stati Uniti.

Commenti disabilitati su PANINI DOLCI ALL’UVETTA

MINESTRA DI PASTA E PISELLI SECCHI

| Minestre

Si ottiene una saporita e salutare minestra di pasta e piselli secchi con pochissimi ingredienti.

INGREDIENTI PER LA MINESTRA DI PASTA E PISELLI SECCHI

Per 4 pers.

300 gr. di piselli secchi

200 gr. di pastina a piacere ( io ho usato i risoni )

Una cipolla

Del buon olio evo

Pepe e sale

Procedimento

 

In una pentola antiaderente versare i piselli, la cipolla tritata e due litri e mezzo di acqua fredda, non salare. Portare a bollore e lasciar cuocere a fuoco medio fino a quando i piselli sono disfatti e ridotti quasi a crema. Se occorre aggiungere altra acqua calda e unirvi la pastina, salare, portare a cottura mescolando spesso perche i piselli una volta cotti, tendono ad attaccare. Servire la minestra di pasta e piselli secchi con un giro di buon olio evo a crudo e una macinata di pepe. BUON APPETITO.

CURIOSITA’

I PISELLI SECCHI

Il re Sole era particolarmente ghiotto di piselli secchi, tanto che raccomandava ai cuochi di corte di avere sempre grandi scorte di piselli secchi. Si narra che faceva servire zuppa di piselli ad ogni nuovo collaboratore che veniva a prestare la sua opera alla corte di Francia. Il Re Sole si faceva un’idea del carattere della persona osservando se i piselli erano o no di gradimento.

Fra i saporiti legumi, i piselli sono i più facilmente tollerati anche da chi soffre di meteorismo e colite e ha qualche problema a consumare fagioli o ceci. Debbono essere brillanti e possibilmente provenienti dalla raccolta dell’anno precedente. Punta d’eccellenza del mercato biologico, i piselli secchi si conservano al buio e in un posto fresco, lontano da fonti di calore. Molto spesso sono nella forma di piselli spezzati, molto versatili in cucina. I piselli secchi sono una fonte di proteine vegetali facilmente assorbibili e sono ricchi di fosforo, potassio, sodio, magnesio e ferro. Abbondano anche le fibre, che aiutano le funzioni intestinali e sono una buona arma nel controllo dei lieviti di glucosio e colesterolo nel sangue. Hanno un’eccellente quantità di vitamina B9, per cui sono particolarmente indicati durante la gravidanza.

 

Tratto da cucinanaturale.it

 

Commenti disabilitati su MINESTRA DI PASTA E PISELLI SECCHI

PLUM CAKE ALLE CAROTE

| Dolci

Golosissimo il plum cake alle carote, ottimo per la colazione o la merenda dei più piccini.

INGREDIENTI PER IL PLUM CAKE ALLE CAROTE

200 gr. di carote

125 gr. di mandorle pelate

150 gr. di burro

120 gr. di zucchero a velo

5 uova

150 gr. di farina 00

Un pizzico di sale

Mezza bustina di lievito per dolci

Burro e farina per lo stampo

PROCEDIMENTO

Tritare al mixer le carote dopo averle pelate, lavate e asciugate,  tenere da parte. Poi tritare, sempre al mixer le mandorle pelate e unirle alle carote. In una ciotola montare a crema il burro ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero a velo, unire 4 tuorli e un uovo intero, poi poca alla volta la farina 00 setacciata insieme al lievito. Montare a neve ferma tre albumi con il pizzico di sale, unirli delicatamente all’impasto di farina, infine le carote con le mandorle. Versare nello stampo imburrato e infarinato, infornare per 40 minuti a 180°, fare la prova stecchino. Lasciare raffreddare il plum cake alle carote e spolverizzare con zucchero a velo. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE CAROTE

Oggi le carote sono disponibili tutto l’anno e ciò le rende
ancora di più un ortaggio prezioso.
Per individuare i suoi pregi è sufficiente una riflessione sulla sua composizione: enorme abbondanza di provitamina A, il carotene appunto, e di vitamine B1 B2 e C; zuccheri direttamente assimilabili, sali minerali in grande varietà, asparagina e daucina (proprietà diuretiche), pecrina (proprietà astringenti).
Da questo abbondare di sostanze ed elementi possiamo già intuire le benefiche proprietà delle carote. La carota è indicata per problemi agli occhi come la cataratta e altre malattie dell’occhio, previene inoltre l’invecchiamento e favorisce la
visione crepuscolare. L’assunzione alimentare ideale è rappresentata dal succo di carote fresche, anche mescolato al latte per potenziarne le proprietà depurative. Utilissime nella prevenzione del cancro, grazie alle loro proprietà antiossidanti, svolgono azione protettiva nei confronti delle arterie e fortificano il sistema immunitario.

Commenti disabilitati su PLUM CAKE ALLE CAROTE

RAVIOLI GRATINATI AI FUNGHI E SALSICCIA

| Primi

Un ottimo primo piatto, i ravioli gratinati ai funghi e salsiccia, molto saporiti e saranno molto graditi dai vostri commensali.

INGREDIENTI PER I RAVIOLI GRATINATI AI FUNGHI E SALSICCIA

Per 4 pers.

500 gr. di ravioli di carne

150 gr. di salsiccia fresca

200 gr. di funghi champignon

40 gr. di burro

Due cucchiai di olio evo

Una carota

Una costola di sedano

Una cipolla

200 ml. di besciamella

Tre cucchiai di concentrato di pomodoro

Tre mestoli di brodo vegetale

60 gr. di grana o parmigiano

Sale e pepe

Burro per la pirofila

PROCEDIMENTO

Rosolare a fiamma bassa con il burro e i due cucchiai di olio un trito fine di: carota, la costola di sedano e la cipolla. Poi unire la salsiccia sbriciolata e i champignon tagliati a pezzetti. Fare insaporire dieci minuti, unire il concentrato di pomodoro sciolto nel brodo caldo, pepare, regolare di sale, coprire e cuocere un’ora, mescolare alla besciamella. Lessare al dente i ravioli di carne, scolarli e condirli con un po’ di sugo versare la metà ravioli in una pirofila imburrata, condire con metà ragù e cospargere di grana. Continuare ripetendo un’altro strato uguale e cospargere con fiocchetti di burro.

Infornare a 190° per 20 minuti o fino a gratinatura. Lasciare riposare i ravioli gratinati ai funghi e salsiccia  dieci minuti e servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

FUNGHI CHAMPIGNON

funghi champignon possono essere coltivati in casa o acquistati tutto l’anno. Il gusto delicato li rende estremamente versatili in cucina. Sono tra i funghi più coltivati al mondo e il loro prezzo è contenuto. È importante che, al momento dell’acquisto, siano freschissimi, sodi e ben compatti. Una volta a casa, conservarli in frigorifero e consumarli entro due o tre giorni  perché sono molto delicati. I funghi champignon contengono pochissime calorie, circa 20 calorie per 100 grammi di prodotto. Contengono un buon quantitativo di fibra alimentare e sono tra gli alimenti vegetali più ricchi di proteine.

 

Tratto da: curenaturali.it

Commenti disabilitati su RAVIOLI GRATINATI AI FUNGHI E SALSICCIA

ANGUILLA ALLA PESCATORA

| Pesce

L’an

guilla alla pescatora un piatto saporitissimo per gli amanti e non, di questo pesce………

INGREDIENTI PER L’ANGUILLA ALLA PESCATORA

800 gr. di anguille

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

Una costola di sedano

40 gr. di burro

Mezzo bicchiere di vino bianco

Tre filetti di acciuga sott’olio

Due cucchiai di aceto bianco

Un ciuffo di prezzemolo

Tre cucchiai di olio evo

Farina per infarinare q. b.

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Pulire e tagliare a tronchetti le anguille ( se non siete capaci, fatelo fare al pescivendolo ) lavarle, asciugarle e passarle nella farina. Mettere sul fuoco una padella con il burro e l’olio unire la cipolla tritata e lo spicchio di aglio intero da togliere poi e unire la costola di sedano a pezzetti e lasciare brasare qualche minuto.

aggiungere i pezzi di anguilla infarinati, salare e pepare. Quando saranno colorite

versarvi il mezzo bicchiere di vino bianco e cuocere 25 minuti con coperchio, 10 minuti prima di spegnere aggiungere i filetti d’acciuga tritati, il prezzemolo tritato e l’aceto.

Regolare di sale se ce ne fosse bisogno e servire ben calda l’anguilla alla pescatora.
BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ANGUILLE

L’anguilla è un pesce migratore che nasce come larva nel Mar dei Sargassi, al centro dell’Oceano Atlantico e poi, crescendo, si sposta sulle coste dell’Atlantico dall’Islanda al Senegal e nelle acque dolci, salmastre e marine del mar Mediterraneo. Le anguille vivono anche in laghi o stagni chiusi, in caverne o pozzi. Si pescano ovunque, in Italia sono particolarmente diffuse nel delta del Po, quindi nelle lagune Venete e di Comacchio e negli stagni di Sardegna. l’Italia è il principale produttore europeo di anguilla. L’anguilla che ritroviamo sulle nostre tavole di solito è il capitone, cioè gli esemplari femmina di dimensioni maggiori. Viene commercializzata viva, in apposite vasche riempite d’acqua dolce, ma anche congelata, marinata, salata ed essiccata, affumicata o inscatolata. Viene cucinata al forno, alla brace, in umido o fritta, a seconda della tradizione regionale. A Napoli, per esempio, il giorno della Vigilia di Natale l’anguilla in umido è un piatto immancabile come ultima portata, quella che avanza viene poi mangiata il giorno successivo in scapece (una marinatura in aceto) come antipasto. Al Nord si preferisce la preparazione alla brace che, permettendo la colatura del grasso in eccesso, garantisce una digeribilità più elevata.

 

tratto da: cibo360.it

Commenti disabilitati su ANGUILLA ALLA PESCATORA

BISCOTTINI AL BURRO RIPIENI DI UVETTA

| Dolci

I biscottini al burro ripieni di uvetta: una vera golosità alla quale è difficile resistere.

INGREDIENTI PER I BISCOTTINI AL BURRO RIPIENI DI UVETTA

PER LA FROLLA

275 gr. di farina 00

250 gr. di burro

Due bustine di vanillina

Quattro cucchiaiate di latte freddo

Un pizzico di sale

PER IL RIPIENO

200 gr. di uva passa

Un bicchiere di rum

PER COMPLETARE

Zucchero a velo

200 gr. di cioccolato fondente

PROCEDIMENTO

Il giorno prima mettere a bagno nel rum l’uva passa.

Preparare la frolla impastando la farina con: le due bustine di vanillina, il latte, il burro freddo a pezzetti e il pizzico di sale. Mettere in frigo 1 ora, avvolta in pellicola.

Poi stenderla sottile  mezzo centimetro con il mattarello tra due fogli di carta forno infarinati,

ricavarne dei rettangoli di circa 4×6 cm.,


mettervi al centro una fila di uvetta scolata e asciugata.

Arrotolare a sigaretta,

disporre su placca con carta forno e cuocere in forno a 180° per 15-18 minuti.

devono essere solo leggermente coloriti.

Fondere a bagnomaria il cioccolato fondente e quando i biscotti saranno freddi immergervi le punte, lasciare asciugare.

Fare molta attenzione nel maneggiarli perchè appena fatti sono friabilissimi. Spolverizzare con zucchero a velo. I biscottini al burro ripieni di uvetta si conservano per diversi giorni in scatole di latta.

CURIOSITA’

LA VANILLINA

Come molte altre sostanze di origine vegetale, la vanillina non si trova in natura come tale; piuttosto, è presente come aglicone all’interno di molecole glucosidiche. Questo legame della vanillina con il glucosio, che impedisce tra l’altro la percezione del tipico aroma vanigliato, viene scisso alla morte del frutto per opera di enzimi idrolitici. Tale reazione viene modulata dall’uomo attraverso l’iniziale macerazione dei baccelli in acqua calda, che ha lo scopo di arrestare i processi biochimici che avvengono nei tessuti vegetali viventi; dopodiché, per un paio di settimane, i frutti (baccelli appiattiti, lunghi 15-20 cm e larghi 8-10 mm) vengono fatti essiccare alla luce diurna, ed avvolti in panni di lana durante la notte, dove vengono lasciati trasudare all’interno di scatole ermetiche. In questa fase i legami glucosidici vengono scissi per idrolisi enzimatica, con liberazione di vanillina in forma libera; segue un processo finale di essicazione per arrestare i processi enzimatici, che a sua volta precede un periodo finale di invecchiamento più o meno lungo. Questi processi produttivi tradizionali, piuttosto lenti, giustificano il costo nettamente più elevato (circa 100 volte) della vanillina naturale rispetto a quella sintetica, che attualmente copre la gran parte delle richieste commerciali. I principali Paesi produttori di vanillina naturale sono ovviamente quelli in cui la vaniglia trova il clima ideale per la propria crescita: Messico, Madagascar, Indonesia, Cina, Tahiti e zone tropicali umide in genere.
L’aroma della vanillina viene ampiamente sfruttato dall’industria dolciaria (soprattutto nella produzione di gelati e cioccolato), cosmetica e farmaceutica (sia come eccipiente correttivo del sapore, sia come molecola base per la sintesi di altre sostanze).

Tratto da http://http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/vanillina.html

Commenti disabilitati su BISCOTTINI AL BURRO RIPIENI DI UVETTA

GIRELLE DI PASTA CON RICOTTA E SPINACI

| Primi

Buonissime le girelle di pasta con ricotta e spinaci, perfetta per i giorni di festa, vi farà fare un figurone con i vostri commensali.

INGREDIENTI PER LE GIRELLE DI PASTA CON RICOTTA E SPINACI

Per 4 pers.

200 gr. di farina 00

600 gr. di spinaci freschi

350 gr. di ricotta

Una tazza colma di ragù alla bolognese

250 gr. di besciamella

 Due uova

Quattro cucchiai colmi di parmigiano

50 gr. di burro

Noce moscata

Sale pepe q. b.

PROCEDIMENTO

Iniziare preparando il ripieno, pulire e lavare gli spinaci, in una padella far sciogliere una noce di burro, versarvi gli spinaci, coprire con coperchio e cuocere pochi minuti, salare e lasciare intiepidire. Mescolare con: la ricotta passata al setaccio, un uovo sbattuto, una grattata di noce moscata, sale, pepe e la metà di parmigiano. Preparare la sfoglia di pasta la farina, l’altro uovo sbattuto, un pizzico di sale, 2 mezzi gusci di acqua fredda. Impastare fino a composto liscio e omogeneo, farlo riposare coperto 10 minuti. Stendere la sfoglia in un rettangolo non troppo sottile, farlo riposare altri 10 minuti, poi spalmarvi il ripieno lasciando 2 cm. di bordi liberi. Quindi arrotolare a salame stretto, mettere su un telo pulito, chiudere con spago le estremità e cuocere in tegame ovale in acqua bollente salata per 50 minuti. Slegarlo, tagliarlo a fette e disporle in pirofila imburrata, condire con il ragù, la besciamella, il restante parmigiano e qualche fiocchetto di burro.

Infornare a 190° per 10 minuti. Lasciare riposare le girelle di pasta con ricotta e spinaci 15 minuti e servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA NOCE MOSCATA

Durante tutto il Rinascimento fu considerata altamente stimolante dello spirito e dei sensi, nel ‘700 veniva citata in 24 preparazioni di farmacopea. Effettivamente, a parte le sue innegabili qualità aromatiche, la noce moscata agisce molto positivamente sulla digestione, a patto di usarne con molta parsimonia, presa in quantitativi abbondanti diventa un pericoloso narcotico. La sua polvere viene infatti aggiunta alle tisane che aiutano a dormire.
L’olio di noce moscata viene usato per il trattamento dei reumatismi.

Commenti disabilitati su GIRELLE DI PASTA CON RICOTTA E SPINACI