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MELANZANE RIPIENE DI CARNE

| Dolci, Piatti unici

Le melanzane ripiene di carne sono un classico della cucina italiana che io ho riadattato alla mia maniera.

INGREDIENTI PER LE MELANZANE RIPIENE DI CARNE

Per 3 pers.

Tre piccole melanzane

200 gr. di tritato di vitello

50 gr. di salsiccia fresca

Un uovo

4 fette di pan carrè

Uno spicchio di aglio

Un ciuffo di prezzemolo

Due cucchiaiate abbondanti i parmigiano grattugiato

Un cucchiaio di pinoli

Due cucchiai di uva passa

100 gr. di scamorza fresca

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO

Lavare e asciugare le melanzane, tagliarle a metà, incidere la polpa tutta intorno, sbollentarle in acqua salata per 4 minuti e scolarle. Lasciarle intiepidire e scavarne la polpa con un cucchiaio e tritarla. In una ciotola mescolare il tritato di vitello con: la salsiccia spellata e sbriciolata, l’uovo, le fette di pan carrè sbriciolate finemente, lo spicchio di aglio tritato piccolo, il prezzemolo tritato, il parmigiano, i pinoli, l’uvetta ammorbidita prima in acqua tiepida, scolata e asciugata, la polpa delle melanzane, sale, pepe e infine la scamorza a dadini. Con questo miscuglio riempire i gusci delle  melanzane, disporle in una teglia leggermente oliata.

Cospargere con un filo di olio e infornare a 180° per mezz’ora circa. Lasciare riposare 15 minuti e servire. Le melanzane ripiene di carne sono buone  anche tiepide. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE MELANZANE

La pianta della melanzana, nome scientifico Solanum Melongena, appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è originaria dell’India dove cresceva spontanea già più di 4.000 anni fa. In Italia la melanzana cominciò a diffondersi intorno al 400 d.C. ad opera degli arabi. Ad oggi l’Italia rappresenta uno dei maggiori paesi europei esportatore di tale ortaggio. Grazie al suo alto contenuto di acqua, la melanzana è considerata innanzitutto depurativa dell’organismo, ed è quindi consigliata nei casi di gotta, arteriosclerosi e problemi di infiammazione alle vie urinarie; la buona presenza di potassio e di altri minerali le conferisce poi proprietà rimineralizzanti e ricostituenti.

 

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SOFFICI FRITTELLE DI ZUCCHINE

| Dolci, Verdure

Le soffici frittelle di zucchine, troppo buone per non provare a farle, piaceranno anche ai bambini. 

INGREDIENTI PER LE SOFFICI FRITTELLE DI ZUCCHINE

Per 4 pers.

600 gr. di zucchine

Tre uova

Tre cucchiaiate di farina 00

Tre cucchiai di grana grattugiato

Un ciuffo di prezzemolo

Olio per friggere

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Lavare le zucchine, poi tagliare le due estremità. Asciugarle e ridurle a julienne sottili se avete il robot da cucina oppure con una grattugia a fori grandi. Metterle in un canovaccio e strizzarle per eliminarne l’acqua di vegetazione. Quindi versarle in una ciotola, salare e pepare, mescolare bene con le mani. In un’altra ciotola sbattere le uova, incorporarvi la farina, stemperare i grumi, poi unire il grana grattugiato, poco sale, il pepe e il ciuffo di prezzemolo tritato. Versare sulle zucchine e amalgamare. Friggere le soffici frittelle di zucchine a cucchiaiate in abbondante olio caldo. Servire calde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ZUCCHINE

Ipertensione: la presenza in grande quantità di potassio rende le zucchine un alimento anti fatica, consigliato per i suoi benefici anche per chi ha problemi di ipertensione. Inoltre, sempre grazie al potassio, contribuiscono a regolare la quantità di acqua nell’organismo.
Utili per dimagrire: sono un alimento molto povero di calorie ed è per questo motivo che sono spesso alla base delle diete dimagranti. La presenza di fibre poi aumenta la sensazione di sazietà ed impedisce l’assunzione di altro cibo a breve termine.
Abbassano il colesterolo: la presenza di fibra alimentare favorisce l’espulsione del colesterolo cattivo in eccesso e rappresenta una buona prevenzione nei confronti della formazione di pericolose placche nelle arterie.
Favoriscono il sonno: il loro consumo, oltre che apportare benefici per il corpo, ha proprietà benefiche anche nei confronti della mente sulla quale hanno effetti rilassanti e favoriscono il sonno.
Antinfiammatorio: vitamina C e vitamina A presenti nelle zucchine hanno proprietà antinfiammatorie che sono risultate utili nel trattamento di alcune patologie come l’asma, l’artrosi e l’artrite reumatoide.
Altre proprietà: le zucchine hanno diverse proprietà salutari nei confronti dell’organismo tra le quali spiccano l’azione diuretica, lassativa e antinfiammatoria, non solo, sono anche un ottimo alleato nel contrastare le infiammazioni delle vie urinarie ed i problemi a livello intestinale quali diarrea e stitichezza.

 

 

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REGINETTE AL POMODORO CON ZUCCHINE E MOZZARELLA

| Primi

Le reginette al pomodoro con zucchine e mozzarella, un primo piatto semplicemente gustoso con i suoi freschi sapori.

INGREDIENTI PER LE REGINETTE AL POMODORO CON ZUCCHINE E MOZZARELLA

Per 4 pers.

400 gr. di pasta reginette

600 gr. di pomodori rossi e maturi

Due zucchine medie

150 gr. di mozzarella di bufala

Due spicchi di aglio

Qualche foglia di basilico

Olio evo

Sale e pepe

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

 

Preparare un sugo semplice con i pomodori lavati, pelati e tagliuzzati finemente, metterli in un tegame con gli spicchi di aglio interi che poi andranno eliminati dopo la cottura del sugo, basilico, 4 cucchiai di olio evo, sale e pepe il tutto a crudo, cuocere 10 minuti. Nel frattempo lavare e asciugare le zucchine, tagliarle a rondelle alte un cm. e ogni rondella in 4 spicchietti, friggerle in olio abbondante e metterle su carta cucina a perdere l’unto in eccesso. Tagliare la mozzarella a dadini. Lessare la pasta, scolarla e condirla con il sugo, suddividere nei piatti e cospargere con i dadini di mozzarella di bufala e le zucchine fritte. Servire a piacere le reginette al pomodoro con zucchine e mozzarella, accompagnate con pecorino o parmigiano. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL BASILICO

Non solo il basilico è un’ottima pianta aromatica in grado di dare più gusto ad una grande varietà di piatti della cucina mediterranea ma, grazie alle sue proprietà, rappresenta un valido aiuto naturale per la cura di diverse patologie. Secondo uno studio condotto in India il basilico si è rivelato un’arma efficace nell’alleviare i dolori derivanti dall’artrite, che come sappiamo è una fastidiosissima patologia che colpisce le articolazioni; è stato dimostrato che l’assunzione di succo di basilico concentrato in pastiglie, può ridurre notevolmente le dimensioni delle articolazioni ingrossate e doloranti a causa dell’artrite. Sempre da questo studio è emerso che l’assunzione di basilico crudo serve a contrastare e combattere diversi tipi di infiammazione come raffreddori e malattie della pelle. 

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PARMIGIANA DI MELANZANE E PESCE SPADA

| Pesce

La parmigiana di melanzane e pesce spada, un piatto unico completo di pesce e verdure, che può risolvere un pranzo o una cena. Molto gustoso e saporito e non la solita parmigiana.

INGREDIENTI PER LA PARMIGIANA DI MELANZANE E PESCE SPADA

Per 4 pers.

400 gr. di pesce spada tagliato in fettine sottili

Due melanzane grandi ( io uso le violette più dolci )

500 gr. di salsa fresca di pomodoro

80 gr. di parmigiano grattugiato

Qualche foglia di basilico

Un uovo

Sale e pepe

Olio evo

Olio per friggere

PROCEDIMENTO


Affettare le melanzane in fette alte un cm. circa, friggerle in olio abbondante, salarle e metterle a scolare l’unto in eccesso su carta cucina. In una pirofila unta di olio evo fare uno strato di melanzane, distribuirvi sopra una parte delle fettine di spada, poi coprire con la salsa fresca al basilico già pronta, parmigiano, basilico e pepe, proseguire gli strati fino alla fine degli ingredienti. Finire con le melanzane. Sbattere  l’uovo con un pizzico di sale e due cucchiai di parmigiano e versare sulle melanzane. Infornare a 180° x 30-35 minuti. Lasciare riposare la parmigiana di melanzane e pesce spada per 15 minuti, servire calda o tiepida. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL PESCE SPADA

Il pesce spada, il cui nome scientifico è Xiphias gladius, è una specie ittica piuttosto diffusa: vive nelle acque temperate di tutti gli oceani e anche nel Mar Mediterraneo. Vive per lo più in acque poco profonde e non è raro che si avvicini alle coste. Si tratta di un pesce di taglia grande: l’esemplare adulto può raggiungere anche i 5 metri di lunghezza e un peso di 450 kg. Il pesce spada viene pescato soprattutto a scopo alimentare: è comune sui banchi dei mercati e supermercati come prodotto fresco o decongelato e, in Paesi diversi dal nostro, viene utilizzato anche per la preparazione di prodotti in scatola. Come tutti i pesci di mare di taglia grande, subisce l’inquinamento delle acque e nelle sue carni si accumula una certa quantità di metalli pesanti, soprattutto mercurio. Questo è il principale motivo per cui è meglio evitarne il consumo frequente: basterà sceglierlo al massimo una volta ogni due settimane.

 

tratto da greenstyle.it

 

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FRITTELLE DI CIME DI RAPA

| Verdure

Morbidissime le frittelle di cime di rapa, ottime per un buffet o un secondo piatto di verdure.

INGREDIENTI PER LE FRITTELLE DI CIME DI RAPA

Per 4 pers.

Un chilo e 200 gr. di cime di rapa

6 cucchiai di parmigiano o grana grattugiati

Tre cucchiai  colmi di farina 00

Tre uova

Mezzo spicchio di aglio

Sale e pepe

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Pulire e lavare le cime di rapa, lessarle in acqua salata, scolarle e lasciarle intiepidire, tagliuzzarle grossolanamente. In una ciotola sbattere le uova con un pizzico di sale, pepe e parmigiano, aggiungere a poco a poco la farina, poi l’aglio tritatissimo e infine le cime di rapa, mescolare bene. Far scaldare olio in una padella e friggere a cucchiaiate. Mettere su carta cucina a perdere l’unto in eccesso, poi trasferire su piatto di portata e servire le frittelle di cime di rapa calde, accompagnate con un’insalata di pomodori. BUON APPETITO.

CURIOSITA’

LE CIME DI RAPA

Le cime di rapa, Brassica campestris è il loro nome scientifico, ma in termini dialettali nel sud Italia sono detti broccoli, broccoletti o friarielli, sono degli ortaggi che fanno parte della famiglia delle Brassicaceae, sono italiani, ma vengono prevalentemente coltivati in USA (vi giunsero durante l’emigrazione del XX sec.) ed Australia. Si tratta di piante che possono raggiungere anche il metro di altezza, sono a ciclo autunnale e si coltivano in questa stagione ed in inverno. Le foglie sono lunghe e di un verde intenso, le infiorescenze sono gialle ma si raccolgono e si consumano prima che sboccino, si cucinano insieme alle foglie più tenere. Le cime di rapa si possono coltivare: si seminano in autunno in file distanti 30 cm l’una dall’altra e con 30 cm di spazio anche fra una pianta e l’altra. Si raccolgono foglie giovani ed infiorescenze in primavera perché sono più saporite, leggermente amarognole e piccanti, una volta che i fiori sono aperti perdono sapore e valore commerciale. 

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PAELLA RISOTTATA A MODO MIO

| Riso

La paella risottata a modo mio è un’idea che mi è venuta l’altro giorno per riinventare in cucina, e visto il successo mi è ben riuscito.

INGREDIENTI PER LA PAELLA RISOTTATA A MODO MIO

Per 4 pers.

500 gr. di cozze

300 gr. di gamberi

350 gr. di riso per risotti

150 gr. di piselli

Un peperone rosso

Due pomodori rossi maturi

Una bustina di zafferano

Mezzo bicchiere di vino bianco secco

Due spicchi di aglio

Brodo vegetale

Uno scalogno

Olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Pulire e lavare le cozze e farle aprire in un tegame con coperchio, unendo due cucchiai di olio e uno spicchio di aglio. Sgusciarle e filtrare il liquido. Lavare e sgusciare i gamberi. Con i gusci, le teste e 1 bicchiere d’acqua fare un fumetto, filtrarlo. In padella con altri due cucchiai di olio e l’altro spicchio di aglio far rosolare un paio di minuti i gamberi, salare e pepare. In un tegame con tre cucchiai di olio far rosolare lo scalogno tritato, versarvi il riso, far tostare e sfumare con il vino bianco, aggiungere i piselli sbollentati e scolati, il peperone a pezzetti, far insaporire e unire i  pomodori maturi, spellati e triturati finemente. Poi iniziare a bagnare con il brodo vegetale bollente, cospargere con la bustina di zafferano e portare a cottura. 5 min. prima di spegnere unire i gamberi e il loro fumetto, le cozze con il loro liquido, aggiustare di sale, pepare. Lasciare riposare riposare un paio di minuti prima di servire la paella risottata a modo mio. BUON APPETITO.

CURIOSITA’

ZAFFERANO

Quella dello zafferano ( Crocus sativus ) è una piccola pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Iridacee; la parte che viene utilizzata dello zafferano sono gli stimmi, dai quali si ricava la costosissima polverina utilizzata in cucina.
La pianta dello zafferano fiorisce nel periodo invernale ed i suoi stimmi dopo essere stati raccolti vengono essiccati e ridotti nella classica polvere giallognola scura che darà poi il classico colore giallo al famoso risotto allo zafferano.

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RITUNNI ARRUSTUTI ( ZERRI GRIGLIATI )

| Pesce

I ritunni arrustuti ( zerri grigliati ), un ottimo secondo piatto di pesce azzurro, di basso costo ma di molto gusto.

INGREDIENTI PER I RITUNNI ARRUSTUTI ( ZERRI GRIGLIATI )

Per 4 pers.

Un chilo di zerri

Sale

PROCEDIMENTO


Lavare i pesci, questo tipo di pesce va solo lavato e basta, mettere in un colapasta e salarli, lasciarli insaporire di sale per una mezz’ora. Farli grigliare su carbonella o su una piastra sul fornello come ho fatto io. Servire subito i ritunni arrustuti ( zerri grigliati ) accompagnati con:
salmoriglio  http://blog.cookaround.com/lacucinadipeppina/salmoriglio-pesci-grigliati/ o semplicemente con spicchi di limone. 
BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI ZERRI

Spigarellu, gerrettu, giarrettu mannu, giarrete, giuccarra, zarrettu, nomi stranissimi per definire in sardo e in sassarese il pesce dello zerro o zerlo. Lo zerro è una specie diffusa nel Mediterraneo. Un piccolo pesce, la cui lunghezza non supera i venti centimetri e che vive in branchi sui fondali ricchi di posidonia. Le femmine hanno strisce nerastre verticali dal dorso ai fianchi, mentre i maschi si distinguono per le linee azzurrine che corrono longitudinalmente sui fianchi e, nel periodo nuziale, dalla livrea coloratissima. Un pesce incluso tra quelli “poveri”, perché da sempre considerato, dal punto di vista commerciale, poco interessante e venduto a basso costo. Molto spesso appena pescato viene ributtato in mare, onde evitare di avere solo costi, se si considera lo scarso guadagno alla vendita. Eppure, questi pesci “poveri” non sono tali dal punto di vista nutrizionale. Non potranno competere con altre specie più meritevoli, ma anch’essi sono validamente in grado di contribuire al piacere della nostra tavola ed al benessere del nostro corpo, oltre che a quello del nostro portafoglio. In alcune regioni, dove lo zerro è pescato intensamente, vengono impiegate particolari reti a strascico. In Sicilia, in comune con la pesca alle boghe e ai sugarelli, per lo zerro viene utilizzata la “filosa”, una particolare lenza da traino. Lo zerro è molto diffuso anche in Liguria, dove prende il nome di zerlo o pignuetto.

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GULASCH DI MANZO ALLA TIROLESE

| Carni

Il gulasch di manzo alla tirolese, un piatto di carne molto gustoso di origini ungheresi.

INGREDIENTI PER IL GULASCH DI MANZO ALLA TIROLESE

Per 4 pers.

800 gr. di polpa di manzo

Due grosse cipolle

Due spicchi di aglio

80 gr. di pancetta in un sol pezzo

Un cucchiaino di paprika

Un cucchiaino di semi di cumino

Un litro di brodo, anche di dado

Sale e pepe

5 cucchiai di olio evo

PROCEDIMENTO


Tagliare a pezzetti la polpa di manzo. In un tegame far stufare in olio le cipolle tritate, unire la carne e far rosolare per 5 minuti, bagnare con un mestolo di brodo bollente e far cuocere per un’ora coperto e a fuoco basso, salare e pepare, unendo poco brodo man mano che si asciuga. Poi unire gli spicchi di aglio interi, il cucchiaino di semi di cumino pestati, il cucchiaino di paprika e la pancetta a dadini. Cuocere altri 30 minuti sempre coperto e a fuoco basso unendo man mano brodo. Regolare di sale e pepe, servire il gulasch di manzo alla tirolese subito accompagnandolo con purè di patate e fette di pane casereccio. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL GULASCH

Il Gulasch è un piatto d’origine medievale che veniva preparato dai mandriani ungheresi durante le loro lunghe permanenze nei pascoli assieme al bestiame.
Questi, infatti, prima di partire cuocevano a lungo la carne con la cipolla e la facevano essiccare al sole in modo da poterla portare con loro durante i viaggi.
Al momento della necessità, poi, facevano rinvenire la carne secca in una zuppa di verdure dando così vita all’odierno gulasch.
Nonostante questo sia quindi un piatto dalle origini estremamente povere, nel tempo quella del gulasch è divenuta una delle ricette ungheresi più famose tanto da diffondersi, durante la dominazione austriaco in tutto l’impero.
Con il passare del tempo, quindi, questa preparazione è divenuta tipica di tutto l’arco alpino orientale e, di conseguenza è diventato un piatto tipico del Nord-est dell’Italia.

 

tratto da accademiabarilla.it

 

 

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FEGATO DI VITELLO MARINATO ALLA VENEZIANA

| Carni

Il fegato di vitello marinato alla veneziana, un piatto di carne molto saporito della cucina veneta, è molto conosciuto in tutta Italia.

INGREDIENTI PER IL FEGATO DI VITELLO MARINATO ALLA VENEZIANA

Per 4 pers. 

500 gr. di fegato di vitello a fette

400 gr. di cipolle rosse di Tropea

6 filetti di acciuga sotto olio

Un ciuffo di prezzemolo

Mezzo bicchiere di aceto bianco

Mezzo bicchiere di vino bianco

Un cucchiaino di zucchero (facoltativo)

Olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO


Fare scaldare cinque cucchiai di olio in una padella, unire le cipolle affettate non troppo sottili e cuocere per dieci minuti a fuoco medio-basso. Lavare, asciugare e tagliare il fegato a pezzettoni, unirlo alle cipolle insieme alle acciughe tritate e a metà prezzemolo tritate, fare insaporire per 5 minuti e bagnare con il vino e l’aceto, aggiungere lo zucchero se lo usate e finire di cuocere ( altri 5 minuti ) salando e pepando. Servire il fegato di vitello marinato alla veneziana caldo o tiepido accompagnato con fette di pane casereccio. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL FEGATO DI VITELLO

Il fegato, inteso come alimento, è una delle frattaglie più note e diffuse sulle tavole degli italiani. I tipi di fegato maggiormente presenti sul mercato sono: fegato di bovinofegato di suinofegato di equinofegato di ovino, fegato d’oca e fegato di pollo – o fegatini. Tecnicamente parlando, il fegato, pur essendo considerato un prodotto di carne, appartiene all’insieme del quinto quarto dell’animale – parti commestibili diverse dal tessuto muscolare scheletrico, come gli organi, le ghiandole, la cotenna, le ossa e tagli particolari come il diaframma. Dal punto di vista nutrizionale, il fegato rientra nel I° gruppo fondamentale degli alimenti. Contiene proteine ad alto valore biologicominerali e vitamine specifici di questo insieme di alimenti; inoltre, sembra caratterizzarsi per l’apporto rilevante di:

 

 

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/fegato-come-alimento.html

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TROCCOLI CON I PEPERONI AMMOLLICATI

| Primi

I troccoli con peperoni ammollicati, un bel primo molto saporito. I troccoli sono una specialità di pasta fatta in casa tipica della Puglia.

INGREDIENTI PER I TROCCOLI CON PEPERONI AMMOLLICATI

Per 4 pers.

400 gr. di troccoli o bucatini

Due grandi peperoni

100 gr. di mollica di pane casereccio raffermo sbriciolata finemente

Una cipolla

4 filetti di acciuga sotto olio

Un cucchiaio di pinoli

Un cucchiaio di uva passa

Mezzo bicchiere di vino bianco secco

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO

 

In una larga padella, mettere 5 cucchiai di olio e farvi rosolare la cipolla tritata, aggiungere i filetti di acciuga tritati, i pinoli e l’uvetta. lasciare insaporire un paio di minuti e unirvi i peperoni, lavati, puliti dai semi e tagliati a quadrotti. Far stufare 10 minuti, poi sfumare con il vino. Salare poco e pepare. portare a cottura i peperoni.. In un padellino far tostare la mollica di pane con due cucchiai di olio, mescolando spesso per non farla bruciare. Lessare la pasta al dente, scolarla e versare nel condimento con qualche cucchiaiata dell’acqua di cottura, spadellare due-tre minuti, disporre nei piatti cospargendo con la mollica tostata. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I PEPERONI

I peperoni si possono distinguere fra dolci e piccanti, grandi e
piccoli, forma allungata, forma tronca e di forma quadrangolare.
I peperoni sono composti per il 92% circa da acqua, il 4,2% da zuccheri, il 2% da fibre, lo 0,50% da fibre, proteine e grassi. Questi i minerali presenti: potassio ( in buona quantità ), fosforo, sodio, calcio, magnesio. Manganese, zinco, rame e ferro sono presenti in minime quantità. I peperoni contengono vitamina A, alcune del gruppo B in piccole quantità, vitamina C in grande quantità, vitamina E, J e K.
Tra gli amminoacidi citiamo: acido aspartico e glutammico, arginina, alanina, valina, leucina, lisina, fenilananina e triptofano.
Come abbiamo visto i peperoni contengono un’alta percentuale di vitamina C che sappiamo essere un ottimo antiossidante; per questo motivo l’assunzione di peperoni è indicata per contrastare l’attività dei radicali liberi.

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