Il liquore speziato al mandarino di Sicilia, vi prenderà già dal suo primo assaggio con il suo gusto raffinato e il suo profumo inequivocabile di mandarino siciliano con un accenno di speziato..

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INGREDIENTI PER IL LIQUORE SPEZIATO AL MANDARINO DI SICILIA

Dodici mandarini non trattati

1/2 litro di alcool a 90° per liquori

Due chiodi di garofano

Un litro di acqua

1/2 kg. di zucchero

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PROCEDIMENTO

Lavare e asciugare bene i mandarini. In un contenitore di vetro con tappo ermetico versare l’alcool, unire i chiodi di garofano e le bucce dei mandarini ( solo la parte arancione, io lo faccio con il pelapatate ).

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Mescolare e lasciare macerare per 72 ore, agitando una volta al giorno. Passato questo tempo far bollire il litro di acqua con lo zucchero, quando lo sciroppo si sarà freddato unire all’alcool, mescolare bene, filtrare due volte e imbottigliare. Il vostro liquore speziato al mandarino di Sicilia è pronto per essere sorseggiato, meglio se freddo di frigorifero.

CURIOSITA’

IL MANDARINO

Per mandarino si intende sia l’albero appartenente alla famiglia delle Rutaceae,  sia il frutto che esso produce (esperidio).
Il mandarino è un vero e proprio agrume, al pari di: cedro, pomelo, mandarancio (clementina, tangerino ecc.), pompelmo, arancio e limone. Al pari di cedro e pomelo, il mandarino è considerato una specie “pura”, mentre tutti gli altri agrumi sono frutto di vari incroci botanici. L’albero di mandarino (così come le foglie ed i frutti) non è di grandi dimensioni. Il frutto maturo è sferico, di color arancione chiaro (o verde se acerbo) e pesa approssimativamente tra i 50 ed i 100g; la polpa (anch’essa arancione) è differenziabile in spicchi, ha un sapore dolce (caratteristica unica tra le Specie originarie) e si separa molto facilmente dalla buccia. La varietà italiana di mandarino “per eccellenza” è il tardivo di Ciaculli, tipico siciliano della zona palermitana. E’ comunque doveroso specificare che la distinzione tra mandarino e mandaranci, a causa dei numerosi incroci effettuati nel corso della storia, non è sempre molto chiara. Il satsuma, ad esempio, che da tempo è considerato il “tipico mandarino americano”, sembra oggi rappresentare la varietà più antica di mandarancio introdotta dal Giappone; non a caso, la classificazione americana non prevede la strutturazione a sé stante di un gruppo di mandaranci, ma li accorpa totalmente a quello dei mandarini. Il mandarino è un frutto ricco di acqua, sali minerali, zuccheri semplici e vitamine. Si presta moltissimo alla dieta dello sportivo e, tra le sue varie proprietà, costituisce un’ottima fonte di acido ascorbico (vit. C).
L’apporto energetico è notevole (se paragonato ad altri prodotti della stessa categoria) ed apportato quasi totalmente da fruttosio; questa caratteristica impone di consumare il mandarino in porzioni minori rispetto ad altri frutti come mele, pere, arance, clementine, kiwi ecc., ma più o meno le stesse riferite ad uva, kaki e fichi. Il carico glicemico di buona entità e l’apporto calorico tutt’altro che trascurabile fanno del mandarino un frutto da consumare con moderazione, soprattutto in caso di diabete e sovrappeso.
Il mandarino contiene buone quantità di fibra alimentare delle quali una frazione più che rilevante di componenti solubili (viscose), utili nella prevenzione e nella moderazione della stipsi.
Per quel che concerne i sali minerali, il mandarino è ricco di potassio, mentre in merito alle vitamine spicca l’idrosolubile C, ovvero l’acido ascorbico.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/mandarini.html

 

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