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Verdure

CARCIOFI IN TEGAME ALLA TRAPANESE

| Verdure

Ottimi i carciofi in tegame alla trapanese, saporiti e leggeri per chi è a dieta.

INGREDIENTI PER I CARCIOFI IN TEGAME ALLA TRAPANESE

Per 4 pers.

8 carciofi

Un grosso ciuffo di prezzemolo

6 spicchi di aglio

Olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Lavare i carciofi, tagliare i gambi e pelarli, aprire leggermente con le mani i carciofi, salarli e peparli. Tritare gli spicchi di aglio con il prezzemolo e suddividere il trito in tutti i carciofi in più aggiungervi il gambo del carciofo pelato e a pezzi.

 

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In un tegame che li contenga tutti all’impiedi, mettere un dito di acqua, poco sale e un filo di olio, disporvi i carciofi.

 

Poi aggiungere acqua fino a metà altezza dei carciofi, coperchiare e cuocere a fuoco medio basso, l’acqua dovrà consumarsi tutta. Controllare che siano cotti, altrimenti aggiungere acqua calda fino a cottura. Condire con olio e.v.o., fare soffriggere due minuti e servire caldi i carciofi in tegame alla trapanese. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I CARCIOFI

Il carciofo è una pianta di origine mediterranea, con un fusto robusto e ramificato; la sua altezza può raggiungere un metro e venti centimetri. Il carciofo è un ortaggio ben conosciuto e consumato fin dai tempi antichi. Era utilizzato come alimento fin dal popolo egiziano ed in seguito dai greci e dai romani. Il segreto delle sue virtù risiede nella cinarina, la sostanza aromatica che gli conferisce il caratteristico sapore amaro e molte delle sue proprietà benefiche e terapeutiche. Il carciofo è ricco di potassio e sali di ferro, mentre ha una scarso contenuto a livello di vitamine. Troviamo poi alcuni zuccheri consentiti ai diabetici, come mannite e inulina e altri minerali come rame, zinco, sodio, fosforo e manganese. L’organo che trae maggior beneficio dalle proprietà del carciofo è il fegato; la cinarina, i cui benefici vengono disattivati dalla cottura (per questo motivo è meglio consumare il carciofo crudo), favorisce la diuresi e la secrezione biliare. Secondo recenti ricerche scientifiche è stato dimostrato che mangiare carciofi contribuisce al benessere del nostro organismo e soprattutto a prevenire diverse malattie. Il carciofo ha proprietà digestive e diuretiche e, grazie alla presenza di inulina permette di abbassare i livelli di colesterolo; inoltre, nel cuore del carciofo è presente un acido clorogenico, antiossidante, che è in grado di prevenire malattie arteriosclerotiche e cardiovascolari. Le sostanze con proprietà antiossidanti contenute nel carciofo hanno una potenziale attività antitumorale che è tutt’ ora oggetto di ricerche onde poterne confermare la veridicità. Infine, una raccomandazione alle mamme che allattano o che sono in procinto di farlo: meglio astenersi dal consumare carciofi in tale periodo, in quanto riducono la produzione di latte. 

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COSTE GRATINATE AL FORNO

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Le coste gratinate al forno, un bel piatto di verdura, caratterizzato dalla inusuale presenza dell’amaretto che le rende di un sapore particolare ma buono.

INGREDIENTI PER LE COSTE GRATINATE AL FORNO

Per 4 pers.

Un kg. di coste

4 cucchiai di pangrattato

Tre biscotti amaretti

Uno spicchio di aglio

Olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Pulire e lavare bene le coste, lessarle al dente in acqua salata, scolare per bene. Disporle in una teglia oliata. In una ciotola mescolare: il pangrattato, gli amaretti sbriciolati finemente, lo spicchio di aglio tritato, un pizzico di sale, pepe e un cucchiaio di olio. Distribuire sulle coste, irrorare ancora con un filo di olio e infornare a 180° per 15-20 minuti o fino a gratinatura. Servire le coste gratinate al forno, calde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE COSTE

Le bietole, nome scientifico Beta vulgaris, sono piante erbacee conosciute anche come erbette o coste ed appartengono alla famiglia delle Chenopodiaceae. Sono caratterizzate da grandi foglie verdi che a seconda della varietà, possono avere il gambo rosso, bianco o giallo. Le bietole sono un ortaggio molto apprezzato grazie alle valide proprietà nutritive, contengono infatti una buona dose di vitamine e fibre. Come vedremo in seguito hanno anche sorprendenti benefici per la salute. 100 grammi di bietole forniscono 19 calorie.

Le bietole, dal punto di vista botanico, sono strettamente legate alle barbabietole ma, mentre quest’ultime sono coltivate per le loro radici, le coste sono invece coltivate per le loro foglie. Se consumate crude sono leggermente amarognole mentre se vengono cotte perdono l’amaro ed acquistano un sapore delizioso e delicato che ricorda vagamente quello delle spinaci. Uno dei modi più utilizzati per consumarle è quello di saltarle in padella.
Contengono il 92,5 % di acqua, l’1,6 % di fibre, l’1,1 % di zuccheri, l’1,5 % di ceneri, l’1,8 % di proteine e lo 0,2 % di grassi. I minerali: calcio, fosforo, potassio, sodio, ferro, magnesio, zinco, rame, manganese e selenio. Le vitamine: vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, E, K e J. Le bietole contengono inoltre acido ossalico, folati alimentari, alfa e beta-carotene, luteina e zeaxantina. Aminoacidi: fenilalanina, arginina, isoleucina, leucina, istidina, metionina, treonina, valina e triptofano. Bietole Proprietà e Benefici
Diabete: una delle proprietà più significative delle bietole è la loro capacità di regolare i livelli di zucchero nel sangue. Questa proprietà è da ricondursi ad un flavonoide che prende il nome di acido siringico che, inibendo l’attività dell’enzima alfa-glicosidasi, è in grado di evitare picchi glicemici.

 

Tratto da. MisterLoto.IT

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MELANZANE ALLA PECORARA

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Le melanzane alla pecorara, sono buonissime e saporite. Molto comode da preparare non richiedono una seconda cottura come la parmigiana.

INGREDIENTI PER LE MELANZANE ALLA PECORARA

Per 4 pers.

Una grande melanzana violetta o due medie

400 gr. di salsa di pomodoro fresco già cotta

100 gr. di pecorino siciliano grattugiato

 Due- tre spicchi di aglio

Una manciata di foglie di basilico fresco

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO

 Foderare la placca del forno con carta forno e spennellare con olio. Tagliare le melanzane a fette e sistemarle sulla carta, salare e pepare, irrorarle con un filo di olio. Infornare a 190° per una ventina di minuti o fino a leggera doratura e cottura.
Tritare finemente gli spicchi di aglio. Mentre tutti gli ingredienti sono ancora caldi: prendere una pirofila da portare poi a tavola e distribuirvi qualche cucchiaio di salsa, fare uno strato con qualche melanzana, un po’di aglio tritato, qualche foglia di basilico spezzettata, ancora salsa e cospargere con il pecorino, continuare gli strati fino alla fine degli ingredienti, finire con salsa e pecorino. Coprire il tutto con pellicola e lasciare riposare a temperatura ambiente per un paio di ore. Servire a tavola le melanzane alla pecorare. BUON APPETITO.

CURIOSITA’

IL BASILICO

Il basilico viene anche impiegato come sostanza stimolante dell’apparato intestinale, in quanto, le sue proprietà facilitano la digestione e favoriscono l’appetito, non solo; il basilico rafforza il sistema nervoso, allevia gli stati d’ansia e di nervosismo, è utile nei casi di insonnia ed utilizzabile anche in caso di asma, bronchiti e tosse.
In ultimo è in grado di aumentare la produzione di latte materno durante l’allattamento e di lenire il fastidio delle punture di insetti. Il basilico contiene grassi, proteine, fibre, zuccheri e naturalmente acqua; presenti i seguenti minerali: calcio, sodio, manganese rame, potassio, fosforo, ferro, magnesio e zinco. Buona la presenza di vitamine, A, B (niacina, tiamina, riboflavina), vitamina C (acido ascorbico) e vitamina E. In ultimo sottolineiamo l’abbondante presenza di amminoacidi come il Triptofano, la Lisina, la Leucina, l’Acido aspartico, l’Acido glutamminico, l’Alanina, l’Arginina e altri ancora.

 

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PEPERONI RIPIENI DI PATATE

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Buonissimi e gustosi, questi peperoni ripieni di patate. Adatti per una cena o un buffet.

INGREDIENTI PER I PEPERONI RIPIENI DI PATATE

per 4 pers.

4 patate medie

2 peperoni carnosi

2 uova

50 gr. di grana grattugiato

Noce moscata

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO


Fare lessare le patate in acqua salata, sbucciarle e passarle allo schiacciapatate,  mescolarle alle uova, al grana, salare, pepare e aggiungere una grattata di noce moscata. Lavare e asciugare i peperoni, tagliarli a metà, eliminare i semi e i filamenti, salare poco l’interno e suddividervi le patate. Mettere in teglia oleata, condirli con un filo di olio e infornare a 175° per 1 ora, aggiungendo se necessario poca acqua calda per non farli bruciare. BUON APPETITO

CURIOSITA’
NOCE MOSCATA
Seme del Myristica fragrans: albero sempreverde nativo delle Molucche, è coltivato, oltre che nelle Indie occidentali, in molte zone tropicali.
In una stessa coltivazione, un esiguo numero di alberi maschili, indispensabili per l’impollinazione, trova posto tra quelli femminili, in quantità preponderante, che daranno i frutti e i relativi semi.
Sia i soggetti maschili che quelli femminili recano lunghe, scure foglie aromatiche, piccoli fiori di un giallo pallido e frutti che, a maturazione raggiunta, somigliano nella forma e nel colore a grosse prugne gialle. Quando sono completamente maturi, i frutti si spaccano in due parti, facendo uscire una rete di colore rosso scarlatto (il macis) che riveste un unico seme marrone, lucente: la noce moscata. La polpa del frutto viene mangiata dalle popolazioni locali che ne ricavano anche una particolare marmellata. Per quanto l’albero impieghi sette anni prima di produrre i primi frutti, la produzione continuerà anche fino al novantesimo anno. Nelle Isole Banda, dove la noce moscata è originaria, vi sono tre raccolti all’anno: a marzo-aprile, quello principale a luglio-agosto e l’ultimo a novembre. Dopo la raccolta, le noci moscate (ancora rivestite dal macis), vengono trasferite in un centro di trasformazione dove il macis è tolto, ed essiccato ed assume la tipica colorazione giallo-dorata. Le noci moscate vengono essiccate gradatamente al sole e girate due volte al giorno, per un periodo da sei a otto settimane, anche se spesso il processo avviene su braci di legna.
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FRITTATA SENZA UOVA

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La frittata senza uova per chi è intollerante o vegano. Molto buona e appetitosa.

INGREDIENTI PER LA FRITTATA SENZA UOVA

Per 4 pers.

4 cipollotti freschi

Due patate

100 gr. di farina di ceci

200 ml. di acqua

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO

Pelare, lavare e asciugare i cipollotti e le patate. Tagliare a rondelle i cipollotti e a fettine sottili le patate, versarli in una padella antiaderente con tre cucchiai di olio, coprire con un coperchio e lasciarle brasare dolcemente, salare e pepare mescolando spesso. Quando le patate saranno cotte, spegnere. In una ciotola far sciogliere la farina di ceci con l’acqua senza fare grumi, salare e pepare. Aggiungervi le verdure, mescolare bene e rimettere il tutto in padella dove si sarà fatto scaldare un cucchiaio di olio, coprire con coperchio e cuocere la frittata a fuoco medio-basso, a metà cottura rigirarla aiutandosi con il coperchio, farla dorare da tutte e due i lati. L frittata senza uova va servita calda o tiepida, accompagnata da un’insalatina. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA FARINA DI CECI

Utilizzata fin dall’antichità, la farina di ceci è sempre stata considerata un toccasana; più economica del grano che in tempo di guerra era un lusso, viene spesso utilizzata nelle preparazioni dei popoli del Medio Oriente e oggi anche nelle più moderne ricette vegane e vegetariane, vediamo perché. Innanzitutto perché è ricca di proteine, fibre e carboidrati: 100 gr di farina di ceci nascondono infattipiù di un terzo di proteine e fibre. Il 6% della sua composizione è composto da grassi, grassi buoni però, ad elevato apporto nutrizionale, come l’acido linoleico, un perfetto alleato per la salute del cuore. Questa farina – a differenza di quella di grano – è anche ricca di vitamine e sali minerali utili al buon funzionamento del nostro organismo: vitamine del gruppo B, A, E e C; e poi magnesio, calcio, potassio e fosforo, in grado di aiutarci a contrastare pressione alta, stanchezza muscolare e a rinforzare cervello e ossa. I legumi si sa, con le loro fibre aiutano il nostro apparato digerente; ma inoltre, avendo un basso indice glicemico, è indicata per chi soffre di diabete e ipercolesterolemia, per chi è a dieta, e per le persone affette da celiachia, perché non contiene glutine!

 

 

tratto da tuttogreen.it

 

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MELANZANE GRIGLIATE

| Verdure

Le melanzane grigliate, buonissime, leggere e veloci da preparare.

INGREDIENTI PER LE MELANZANE GRIGLIATE

Per 4 pers.

Due melanzane medie

Due spicchi di aglio

Una manciata di foglie di basilico fresco

Del buon olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Mondare, lavare, asciugare e affettare le melanzane ( io uso le violette perchè sono più dolci )

Far scaldare bene la bistecchiera sul fuoco e farvi grigliare le fette di melanzana. Man mano adagiarle in una pirofila di portata, cospargere ogni strato con: aglio tritato, basilico spezzettato, sale e olio. Coprire con pellicola e far riposare un paio di ore prima di servire. Le melanzane grigliate si conservano in frigo anche un paio di giorni. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE MELANZANE

La pianta della melanzana, nome scientifico Solanum Melongena, appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è originaria dell’India dove cresceva spontanea già più di 4.000 anni fa. In Italia la melanzana cominciò a diffondersi intorno al 400 d.C. ad opera degli arabi. Ad oggi l’Italia rappresenta uno dei maggiori paesi europei esportatore di tale ortaggio. Molte sono le varietà esistenti di questo ortaggio, che, oltre al colore si differenziano per la forma, ovale, tonda e bislunga.
La melanzana è composta per il 92% da acqua, per il 3% da fibre alimentari, 1% proteine, carboidrati, ceneri e zuccheri.
Tra i minerali spicca in assoluto il potassio, seguito da fosforo e magnesio; in percentuale minore troviamo lo zinco, il ferro, il rame, il calcio il sodio e, in quantità bassissima, il selenio.
Sul versante delle vitamine annoveriamo: vitamina A, quasi tutte le vitamine del gruppo B ( B1, B2, B3, B5, B6 ), vitamina C, vitamina K, vitamina J e in quantità molto ridotta la vitamina E o Alpha-tocoferolo. Le melanzane contengono inoltre alcune sostanze amare, presenti anche nelle foglie dei carciofi, che contribuiscono a stimolare la produzione di bile ed anche ad abbassare il tasso di colesterolo “cattivo” nel sangue. Essendo un ortaggio molto povero di calorie e ricco di fibre, la melanzana è spesso inserita nelle diete dimagranti.

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PARMIGIANA BIANCA DI MELANZANE SENZA FRITTURA

| Verdure

La parmigiana bianca di melanzane senza frittura, un piatto completo e gustosissimo  a cui basta aggiungere un panino e un frutto per risolvere un pranzo o una cena.
INGREDIENTI PER LA PARMIGIANA BIANCA DI MELANZANE SENZA FRITTURA
Per 4 pers.
Due grosse melanzane violette ( più dolci )
4 uova
Sei fettine di prosciutto cotto
400 ml. di besciamella
150 gr. di mozzarella
80 gr. di parmigiano grattugiato
Sale e pepe
Olio evo
PROCEDIMENTO
Eliminare il picciuolo ale melanzane, lavarle e tagliarle a fette alte un cm. Foderare con carta forno la placca del forno, spennellarla con olio e sistemarvi le fette di melanzana ( sicuramente dovrete fare due infornate ), irrorarle con un filo di olio, salarle, peparle e infornare a 190° per 20 minuti, controllare che non si seccano. Nel frattempo rassodare le uova.  Prendere una pirofila e aggiungete un filo di olio distribuendolo uniformemente, aggiungere un terzo delle fette di melanzane, un terzo di prosciutto cotto, un terzo delle uova tagliate a rondelle, un terzo di mozzarella tagliata a dadini, un terzo di besciamella e infine un terzo di parmigiano. Ripetere il tutto per altri due strati.
Infornare a 180° per 15-20 minuti. Lasciare riposare 10 minuti fuori dal forno e servire la vostra parmigiana bianca di melanzane senza frittura. BUON APPETITO
CURIOSITA’
LE MELANZANE
Una cosa di cui dobbiamo tener conto, se vogliamo “approfittare” delle proprietà e dei benefici della melanzana, è quella di non eccedere con i condimenti, in particola modo l’olio, in quanto la melanzana ha tra le sue caratteristiche quella di assorbire in modo particolare i grassi.
La melanzana non contiene glutine e può quindi essere consumata
dalle persone interessate dal morbo celiaco.
Fra le varietà di melanzane più conosciute e consumate in Italia citiamo:
la violetta di Firenze, una melanzana con forma rotondeggiante, la violetta di Napoli, con una forma più allungata e dal sapore più “deciso”, la Larga Morada, dal colore più chiaro con strisce violacee e con un gusto molto delicato, la gigante di New York, viola ed enorme ed infine la violetta lunga palermitana dal colore viola scuro e dalla forma allungata.
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SOFFICI FRITTELLE DI ZUCCHINE

| Dolci, Verdure

Le soffici frittelle di zucchine, troppo buone per non provare a farle, piaceranno anche ai bambini. 

INGREDIENTI PER LE SOFFICI FRITTELLE DI ZUCCHINE

Per 4 pers.

600 gr. di zucchine

Tre uova

Tre cucchiaiate di farina 00

Tre cucchiai di grana grattugiato

Un ciuffo di prezzemolo

Olio per friggere

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Lavare le zucchine, poi tagliare le due estremità. Asciugarle e ridurle a julienne sottili se avete il robot da cucina oppure con una grattugia a fori grandi. Metterle in un canovaccio e strizzarle per eliminarne l’acqua di vegetazione. Quindi versarle in una ciotola, salare e pepare, mescolare bene con le mani. In un’altra ciotola sbattere le uova, incorporarvi la farina, stemperare i grumi, poi unire il grana grattugiato, poco sale, il pepe e il ciuffo di prezzemolo tritato. Versare sulle zucchine e amalgamare. Friggere le soffici frittelle di zucchine a cucchiaiate in abbondante olio caldo. Servire calde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ZUCCHINE

Ipertensione: la presenza in grande quantità di potassio rende le zucchine un alimento anti fatica, consigliato per i suoi benefici anche per chi ha problemi di ipertensione. Inoltre, sempre grazie al potassio, contribuiscono a regolare la quantità di acqua nell’organismo.
Utili per dimagrire: sono un alimento molto povero di calorie ed è per questo motivo che sono spesso alla base delle diete dimagranti. La presenza di fibre poi aumenta la sensazione di sazietà ed impedisce l’assunzione di altro cibo a breve termine.
Abbassano il colesterolo: la presenza di fibra alimentare favorisce l’espulsione del colesterolo cattivo in eccesso e rappresenta una buona prevenzione nei confronti della formazione di pericolose placche nelle arterie.
Favoriscono il sonno: il loro consumo, oltre che apportare benefici per il corpo, ha proprietà benefiche anche nei confronti della mente sulla quale hanno effetti rilassanti e favoriscono il sonno.
Antinfiammatorio: vitamina C e vitamina A presenti nelle zucchine hanno proprietà antinfiammatorie che sono risultate utili nel trattamento di alcune patologie come l’asma, l’artrosi e l’artrite reumatoide.
Altre proprietà: le zucchine hanno diverse proprietà salutari nei confronti dell’organismo tra le quali spiccano l’azione diuretica, lassativa e antinfiammatoria, non solo, sono anche un ottimo alleato nel contrastare le infiammazioni delle vie urinarie ed i problemi a livello intestinale quali diarrea e stitichezza.

 

 

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FRITTELLE DI CIME DI RAPA

| Verdure

Morbidissime le frittelle di cime di rapa, ottime per un buffet o un secondo piatto di verdure.

INGREDIENTI PER LE FRITTELLE DI CIME DI RAPA

Per 4 pers.

Un chilo e 200 gr. di cime di rapa

6 cucchiai di parmigiano o grana grattugiati

Tre cucchiai  colmi di farina 00

Tre uova

Mezzo spicchio di aglio

Sale e pepe

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Pulire e lavare le cime di rapa, lessarle in acqua salata, scolarle e lasciarle intiepidire, tagliuzzarle grossolanamente. In una ciotola sbattere le uova con un pizzico di sale, pepe e parmigiano, aggiungere a poco a poco la farina, poi l’aglio tritatissimo e infine le cime di rapa, mescolare bene. Far scaldare olio in una padella e friggere a cucchiaiate. Mettere su carta cucina a perdere l’unto in eccesso, poi trasferire su piatto di portata e servire le frittelle di cime di rapa calde, accompagnate con un’insalata di pomodori. BUON APPETITO.

CURIOSITA’

LE CIME DI RAPA

Le cime di rapa, Brassica campestris è il loro nome scientifico, ma in termini dialettali nel sud Italia sono detti broccoli, broccoletti o friarielli, sono degli ortaggi che fanno parte della famiglia delle Brassicaceae, sono italiani, ma vengono prevalentemente coltivati in USA (vi giunsero durante l’emigrazione del XX sec.) ed Australia. Si tratta di piante che possono raggiungere anche il metro di altezza, sono a ciclo autunnale e si coltivano in questa stagione ed in inverno. Le foglie sono lunghe e di un verde intenso, le infiorescenze sono gialle ma si raccolgono e si consumano prima che sboccino, si cucinano insieme alle foglie più tenere. Le cime di rapa si possono coltivare: si seminano in autunno in file distanti 30 cm l’una dall’altra e con 30 cm di spazio anche fra una pianta e l’altra. Si raccolgono foglie giovani ed infiorescenze in primavera perché sono più saporite, leggermente amarognole e piccanti, una volta che i fiori sono aperti perdono sapore e valore commerciale. 

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FAVE A CUNIGGHIO ( A CONIGLIO )

| Verdure

Le fave a cunigghio ( a coniglio ), cosi’ dette: perchè si mangiano con le mani, con una leggera pressione del pollice e dell’indice e incidendo la buccia con i denti, da qui il nome “a coniglio” perchè appunto ricorda il modo di mangiare del coniglio. Piatto povero della tradizione siciliana, con pochi ingredienti, risultano molto saporite.  Si possono preparare sia con le fave fresche che con quelle secche con la buccia, naturalmente cambiano i tempi di cottura.

INGREDIENTI PER LE FAVE A CUNIGGHIO ( A CONIGLIO )

Per 4 pers.

800 gr. di fave fresche grosse, le favette non sono adatte, già sgusciate

5-6 spicchi di aglio

Olio evo

Origano

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Mettere le fave in acqua fredda con gli spicchi di aglio in camicia, portare a bollore, aggiungere il sale e finire di cuocere. Scolarle e condirle con abbondante olio, pepe e origano. Le fave a cunigghio ( a coniglio) son pronte da portare a tavola. BUON APPETITO

E’ tradizione mangiarle per la festa dei morti. Sono cucinate secondo il rito romano della Lemuria, in cui, a parte che mangiate, le fave nere, nel cui seme, secondo leggenda, si trovavano le lacrime dei trapassati, venivano lanciate a terra dal padre di famiglia per allontanare le anime dei defunti; De Gubernatis narra di questo rito funebre in Storia Popolare.

LE FAVE

Le fave sono composte per l’80% da acqua, 12% da carboidrati, 5,5% da proteine e la restante percentuale è divisa tra fibre e ceneri; tra i minerali troviamo invece il calcio, il fosforo, il sodio, potassio, ferro, magnesio, zinco e selenio.
Per quanto riguarda le vitamine sono presenti la B1, B2, B3, B5 e B6 e la vitamina C; questi invece gli aminoacidi presenti nelle fave in maggior percentuale: acido aspartico, acido glutammico, alanina, arginina, leucina, tirosina, treonina, triptofano e valina.
Le fave sono tra tutti i legumi il meno calorico ma comunque con un alto potere nutritivo; sono particolarmente indicate per contrastare l’anemia.

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