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MIGLIACCIO NAPOLETANO

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Il migliaccio napoletano è un dolce campano che si usa preparare soprattutto per il carnevale. Si usa consumarlo molto spesso accompagnato da una bella e cremosa cioccolata calda (sanguinaccio ).

INGREDIENTI PER IL MIGLIACCIO NAPOLETANO

Mezzo litro di latte

125 ml. di acqua

250 gr. di zucchero

125 gr. di semolino

250 gr. di ricotta

Tre uova

25 gr. di burro

Una arancia bio

Una bustina di vanillina

Mezzo bicchierino di limoncello

Canditi ( facoltativi )

Un pizzico di sale

Zucchero a velo per decorare

PROCEDIMENTO

 

Questa è una ricetta di Benedetta Parodi, ho voluto provarla e mi è piaciuta tantissimo. Iniziamo con il portare a ebollizione il latte con l’acqua, il burro, la vanillina, il pizzico di sale, metà zucchero e la scorza dell’arancia grattugiata. Versarvi a pioggia il semolino, mescolando con una frusta per evitare che faccia grumi. Dovrà addensarsi e cuocere circa 4-5 minuti. Versare in una ciotola a far raffreddare coprendo a filo con pellicola. Nel frattempo in un’altra ciotola sbattere a composto denso e cremoso le uova con il rimanente zucchero, unirvi la ricotta setacciata e il limoncello amalgamando bene, infine aggiungere il composto di semolino ormai freddo e i canditi se li usate, amalgamare. Versare il tutto in una tortiera di 26 cm. imburrata e infornare a 180° per 40 miuti, controllare con uno stuzzicadenti che sia asciutto.Lasciare raffreddare completamente e spolverizzare il migliaccio napoletano con zucchero a velo prima di servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL MIGLIACCIO NAPOLETANO

 Il suo gusto ricorda quello della pastiera napoletana con tutto il profumo dei millefiori che sprigiona quando è caldo. Della pastiera ha anche il colore, chiaro quasi da sembrare un raggio di sole. Un dolce considerato abbastanza calorico, soprattutto se alla versione classica si aggiunge anche la ricotta, il suo ripieno assomiglia molto a quello della famosissima sfogliatella. Questo dolce cotto al forno, può essere servito freddo ma c’è chi lo gusta anche caldo per assaporare al meglio quella semola che la terra ci ha donato.

 

tratto da: ricette delmondo.it

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TORTA DI PANE E MELE

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La torta di pane e mele, una ricetta per trasformare il pane raffermo in un goloso dolce. Ottimo per la colazione o la merenda.

INGREDIENTI PER LA TORTA DI PANE E MELE

300 gr. di pane casereccio raffermo

800 gr. di mele

250 gr. di zucchero

400 ml. di latte

Tre uova

 Burro per lo stampo

Due limoni bio

75 gr. di uvetta

Mezzo cucchiaino di cannella in polvere

Due bicchierini di passito di Pantelleria o altro vino dolce

Zucchero di canna q.b.

PROCEDIMENTO

 

Tagliare il pane raffermo da un paio di giorni a dadini piccoli, fare lo stesso con le mele sbucciate e irrorarle con il succo di un limone per non annerire. Mettere l’uvetta a bagno nel passito. Nel frullatore mettere il latte, lo zucchero, le uova, la cannella e la scorza di un limone grattugiata, frullare fino a ottenere un composto omogeneo. Mescolare il pane con le mele e l’uvetta scolata. Imburrare uno stampo e distribuirvi il miscuglio di pane e mele. Versarvi il composto di latte e uova, coprire con pellicola e lasciare riposare mezz’ora. Passato il tempo, togliere la pellicola, spolverizzare con zucchero di canna e infornare a 180° per circa 50 minuti, fare la prova stecchino se ce ne fosse bisogno lasciare cuocere ancora 5-10 minuti. Lasciare raffreddare la torta di pane e mele, sformarla e servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE MELE

La pianta del melo è originaria dell’Asia, appartiene alla famiglia delle Rosacee ed il suo fusto può raggiungere gli otto metri di altezza. Enorme la varietà di mele esistente; infatti , ad oggi, se ne contano circa 2.000 varietà. Anche se la mela è un frutto che matura a fine estate, grazie all’importazione da paesi esteri, possiamo trovarla disponibile in ogni momento dell’anno.
La mela è uno dei frutti più consumati al mondo, anche grazie alla fama che ha di contribuire a mantenere integra la nostra salute allontanando molti tipi di malanni. In Europa si è stimato che il consumo pro capite di mele corrisponde a circa 18 kg all’anno, mentre negli Stati Uniti il consumo scende a circa 9 Kg pro capite all’anno.
La mela ha proprietà veramente uniche ed i suoi benefici sulla nostra salute sono stati dimostrati da tempi lontanissimi.

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CREMA DESSERT AL LIMONE

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La crema dessert al limone è senza latte e non affatto dolciastra, ottima alla fine di un pranzo.

INGREDIENTI PER LA CREMA DESSERT AL LIMONE
Per 4 pers.

Due limoni bio

250 ml. di acqua

20 gr. di burro

Due uova

80 gr. di zucchero

40 gr. di amido di mais

Limoncello

Un cucchiaio di uva passa

PROCEDIMENTO

Versare l’acqua in un pentolino, aggiungere la buccia grattugiata dei limoni e il burro, lasciare bollire per due minuti o fino a che tutto il burro non si è sciolto. Teniamo da parte poi fino al momento dell’utilizzo. In un’altra casseruolina montare le uova intere con lo zucchero fino ad avere un composto spumoso, unirvi l’amido di mais, poi a filo e senza filtrare unire l’acqua. Rimettere  il pentolino sul fuoco e mescolare finché il tutto non si addensa, togliere dal fuoco, aggiungere il succo dei due limoni filtrato e un cucchiaio di limoncello, mescolare bene finché tutto si è incorporato e distribuire in quattro coppe da mettere in frigo non appena la crema si sia freddata. Completare la crema dessert al limone con l’uvetta messa mezz’ora prima a macerare nel limoncello. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL LIMONE

Il limone fa parte della famiglia delle Rutacee, cui appartengono anche arance, mandarini, bergamotti, cedri, pompelmi.
Le varietà principali di limoni sono: Il Femminello, tipico della Sicilia, dal frutto di forma oblunga, la polpa succosa e molti semi. Esiste però anche il Femminello apireno, molto pregiato, poiché è quasi privo di semi; dai Femminelli Santa Teresa provengono i migliori verdelli;
Il Monachello, resiste poco alla conservazione ed è utilizzato, principalmente, per la produzione di verdelli;
L’Interdonato, dal frutto grosso, ma poco succoso, utilizzato per la produzione del primofiore. I limoni giungono a maturazione in tre diversi periodi dell’anno, la prima fruttificazione, chiamata invernale o primofiore, giunge a maturazione in Ottobre; la seconda fruttificazione avviene a Marzo (i limoni di questo tipo – conosciuti anche come bianchetti – sono di minor pregio commerciale); nel corso della terza fruttificazione, tra Giugno e Luglio, maturano i limoni verdelli, così chiamati per il colore della buccia, che è particolarmente compatta e aderente alla polpa.

 

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ZEPPOLINE ALLA CREMA

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Golosissime le zeppoline alla crema, sarà un trionfo portarle a tavola.

INGREDIENTI PER LE ZEPPOLINE ALLA CREMA

Per una ventina di zeppoline

250 ml. di acqua

80 gr. di burro

150 gr. di farina 00

4 uova

Un pizzico di sale

Olio di semi per friggere

Zucchero semolato

PER LA CREMA AL CIOCCOLATO

250 ml. di latte

25 gr. di burro

20 gr. di farina 00

40 gr. di zucchero

25 gr. di cacao amaro o dolce a piacere

PER LA CREMA PASTICCERA

250 ml. di latte

La scorza di mezzo limone bio

50 gr. di zucchero

Due tuorli

25 gr. di farina 00

Un pizzico di sale

PROCEDIMENTO

 

Prepariamo per prime le due creme. Per quella al cioccolato mettere sul fuoco il latte  e farlo bollire. A parte sciogliere il burro in una casseruolina, unirvi la farina e farla tostare poco, togliere dal fuoco e aggiungere lo zucchero, il cacao e qualche cucchiaio di latte caldo. Mescolare bene e unire poco per volta il restante latte. Fare passare la crema da un setaccino, rimetterla sul fuoco e farla bollire per qualche minuto e farla raffreddare. Poi quella pasticcera, versare il latte in una casseruola e farlo bollire unendo la scorza di limone. Sbattere i tuorli con lo zucchero, quando sono ben montati unire la farina, il pizzico di sale e il latte caldo, fare addensare la crema sul fuoco sempre mescolando, farla bollire qualche minuto e poi spegnere e raffreddare. Ora passiamo alle zeppoline, far bollire l’acqua con il burro e il pizzico di sale, versarvi in un sol colpo la farina e mescolare con un cucchiaio di legno fino a quando si formerà una palla che si stacca dalle pareti della casseruola. lasciare intiepidire e aggiungere uno alla volta le uova, non aggiungere l’altro se il precedente non si è ben amalgamato. Far scaldare l’olio in un tegame alto, aiutandosi con due cucchiaini far cadere poche per volta le zeppoline, far dorare e passarle su carta cucina. Quando saranno tutte pronte, rotolarle nello zucchero semolato e con la siringa per dolci riempirle con le due creme. Disporre le zeppoline alla crema su un piatto di portata e servire. BUON APPETITO

 

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BISCOTTI DELLO SCIATORE

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I biscotti  dello sciatore sono una specialità del paese di Zafferana Etnea. Pare debbano il proprio nome al fatto che ne facessero scorpacciate gli sciatori esausti dalle lunghe sciate sull’Etna. Ricoperti di cioccolata, sono buonissimi.

INGREDIENTI PER I BISCOTTI DELLO SCIATORE

500 gr. di farina 00

180 ml. di latte

10 gr. di lievito di birra fresco

Sei cucchiai di zucchero

Due uova

Un pizzico di sale

Una bustina di vanillina

Un’arancia bio

75 gr. di burro

200 gr. di cioccolato fondente

PROCEDIMENTO

Lavorare a mano o nella planetaria: la farina con il latte tiepido in cui si sarà sciolto il lievito di birra, aggiungere man mano lo zucchero, le uova uno per volta, il pizzico di sale, la vanillina, la scorza grattugiata dell’arancia e infine il burro morbido a pezzetti. Deve risultare un impasto omogeneo. Coprire e far lievitare un’ora in luogo tiepido.  Versare sulla spianatoia e ricavare dei cilindri  grossi come un dito e lunghi dieci cm., disporli su placca forno foderata con carta forno, far lievitare ancora un’ora e poi infornare a 190° per 15 minuti circa fino a doratura. Lasciare raffreddare. Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente con una noce di burro, intingervi i biscotti esclusa la parte inferiore e metterli ad asciugare su una griglia. Ora potete consumare i vostri biscotti dello sciatore. BUON APPETITO

CURIOSITA’

VANILLINA

La vanillina è una sostanza aromatica naturale, ricavata dai frutti della vaniglia (Vanilla planifolia, fam. Orchidaceae). Dal punto di vista chimico, stiamo parlando di un’aldeide fenolica, un composto organico con formula molecolare C8H8O3.
Alla vista, la vanillina si presenta come una polvere fine, bianco giallastra, costituita da cristalli aghiformi dal caratteristico sapore ed aroma di vaniglia.
vanillina Come molte altre sostanze di origine vegetale, la vanillina non si trova in natura come tale; piuttosto, è presente come aglicone all’interno di molecole glucosidiche. 

 

Tratto da http://http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/vanillina.html

 

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TORTA MORBIDOSA AL LIMONE

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La torta morbidosa al limone, un dolce goloso per ogni occasione, dalla colazione al dopo cena.

INGREDIENTI PER LA TORTA MORBIDOSA AL LIMONE

70 gr. di burro

180 gr. di zucchero

Due uova

100 gr. di ricotta

Un limone bio

125 gr. di yogurt bianco

50 ml. di olio di mais

160 gr. farina 00

100 gr. di frumina o amido di mais

Una bustina di lievito per dolci

Un pizzico di sale

Zucchero a velo per guarnire

Burro e farina per lo stampo

PROCEDIMENTO


Montare i due albumi con il pizzico di sale a neve ferma. In una ciotola lavorare a crema lo zucchero con i due tuorli, unire il burro morbido, la ricotta, la buccia grattugiata e il succo del limone, poi lo yogurt bianco e l’olio di mais lentamente, la farina 00, la frumina e la bustina di lievito setacciati insieme. Da ultimi gli albumi a neve molto delicatamente. Versare in uno stampo quadrato o rettangolare imburrato e infarinato. Infornare per 40 minuti a 170° in forno ventilato o a 175° in forno statico (prova stecchino), lasciare raffreddare, cospargere con zucchero a velo e tagliare a quadrotti la torta morbidosa al limone. BUON APPETITO

CURIOSITA’
I LIMONI
Il limone è ricco di oli essenziali, il principale dei quali è il limonene, concentrato prevalentemente nella scorza. Gli oli essenziali del limone hanno un elevato potere antibiotico e disinfettante. Applicati sulla pelle, svolgono anche un’azione revulsiva (richiama il sangue in superficie) e per tale motivo risultano utili in caso di reumatismi, inoltre, sono cicatrizzanti.
Il limone (assieme al pomodoro) è il vegetale con il più alto contenuto di acido citrico, una sostanza essenziale per il ricambio energetico delle cellule. Contiene inoltre citrati di sodio e di potassio, che hanno un notevole potere depurativo.
Dal limone lo scienziato ungherese Albert Szent-Gyorgy riuscì per primo a isolare la vitamina C, di cui il frutto è particolarmente ricco.
Anche in questo caso, come spesso accade, non è tanto la presenza di questo o di quell’elemento a essere efficace, quanto piuttosto l’armonico contributo di diverse sostanze che interagiscono tra loro (è proprio grazie alla relazione con altre sostanze che la vitamina C contenuta nel limone cura lo scorbuto: la stessa vitamina, ottenuta in laboratorio, risulta inefficace).
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FRITTELLE DOLCI DI RICOTTA

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Buonissime queste frittelle dolci di ricotta, van via come niente. Una tira l’altra…

INGREDIENTI PER LE FRITTELLE DOLCI DI RICOTTA

Per una ventina di frittelle

500 gr. di ricotta fresca ( meglio se di pecora )

Due uova

Quattro cucchiai di zucchero semolato

Quattro cucchiai rasi di farina 00

Un limone e una arancia bio

Farina di semola di grano duro per infarinare

Olio di semi per friggere

Zucchero a velo per decorare

PROCEDIMENTO

 In una ciotola mescolare la ricotta molto asciutta ( quando la compro la metto in un colapasta a scolare nel frigo per una notte), aggiungere le uova sbattute, lo zucchero semolato, la farina 00 e la buccia grattugiata dei due agrumi. Amalgamare bene.
Aiutandosi con un cucchiaio formare delle palline un poco più grandi di una noce da passare in farina di semola di grano duro. infarinare uniformemente.

Friggere in abbondante olio di semi, far scolare dell’unto in eccesso su carta cucina. Spolverizzare con zucchero a velo e servite meglio se tiepide o a temperatura ambiente le frittelle dolci di ricotta. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA RICOTTA DI PECORA

La ricotta di pecora è un latticino ottenuto riscaldando il siero residuato dalla lavorazione del formaggio di pecora. Non può essere considerata un vero e proprio formaggio, poiché prodotta non dalla cagliata, ma da un suo sottoprodotto (il siero). Si presenta di colore bianco latte, priva di crosta, con una consistenza soffice e compatta, senza occhiatura.  Ha una forma cilindrica, ed un peso variabile da 100 a 500 grammi. Il sapore e l’odore sono più intensi e gustosi rispetto alla ricotta vaccina, poiché ottenuta da un latte con un sapore più deciso. Il siero residuato della lavorazione del formaggio di pecora viene addizionato con una piccola quantità di latte e poi riscaldato alla temperatura di 80-85°. La ricotta affiora e viene raccolta a mano, con la “spannarola”, per finire nelle classiche fuscelle forate. Infine, viene fatta raffreddare ed è pronta per il consumo.

 

tratto da latavolaitaliana.org

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DESSERT DI FRAGOLE AL PASSITO

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Ottimo il dessert di fragole al passito, per concludere un pranzo o una cena. Semplicissimo e veloce da preparare.

INGREDIENTI PER IL DESSERT DI FRAGOLE AL PASSITO

Per 4 pers.

600 gr. di fragole

Un limone

200 ml. vino passito di Pantelleria

Due-tre cucchiaiate di zucchero

PROCEDIMENTO

 

 

Lavare velocemente le fragole, eliminare il picciuolo, asciugarle su un canovaccio da cucina e tagliarle a pezzi, metterle in una ciotola, bagnare con il succo del limone, aggiungere il vino passito di Pantelleria e zuccherare a proprio gusto. Lasciare riposare almeno un’ora in frigo. Al momento di servire suddividere le fragole al passito in coppe e servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE FRAGOLE

Nell’antica Roma, le fragole comparivano sulle tavole durante le feste in onore di Adone. La leggenda narra, infatti, che alla morte di Adone, Venere pianse molte lacrime che si trasformarono in piccoli cuori rossi: le fragole. Le fragole sono i frutti di Frararia vesca, una pianta della famiglia delle Rosacee. Molto ricche di nutrienti e povere di calorie, sono utili per la salute del cervello, dei reni e per il metabolismo. La pianta delle fragole ha origini europee e cresce spontaneamente nei boschi o per coltura. Predilige i climi temperati; le piantine possono essere coltivate facilmente anche in balcone e sono perfette per chi voglia fare i primi esperimenti di agricoltura domiciliare. Le fragole sono uno dei frutti più golosi della primavera e vantano moltissime proprietà. Sono diuretiche, rinfrescanti, depurative e ricche di nutrienti. Contengono fosforo, ferro, calcio e vitamine A, B1, B2 e C.Sono, inoltre, poco caloriche e ricche di fibre ed hanno un buon potere saziante. Grazie a queste caratteristiche sono un ottimo spuntino nelle diete ipocaloriche. Ma non è tutto: le fragole contengono xilitolo, una sostanza in grado di prevenire la formazione della placca dentale e l’alitosi100 g di fragole contengono 27 kcal / 113 kj

tratto da cure-naturali.it

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MUFFINS AL CAPPUCCINO

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Ottimi per la colazione del mattino, i muffins al cappuccino sono morbidissimi.

INGREDIENTI PER I MUFFINS AL CAPPUCCINO

Per circa 10-12 muffins

Uno yogurt al caffè da 125 ml.

Tre uova

Due vasetti di zucchero

Un pizzico di sale

Quattro cucchiaiate di preparato solubile per cappuccino

Mezzo vasetto di olio di semi di mais

Due vasetti di farina 00

Un vasetto di maizena o amido di mais

Una bustina di lievito per dolci

Zucchero a velo per decorare

PROCEDIMENTO

Usare il vasetto dello yogurt come misurino. Sbattere bene con le fruste: le uova, lo yogurt al caffè, lo zucchero, il pizzico di sale e le cucchiaiate di preparato solubile per cappuccino. Poi unire il mezzo vasetto di olio di semi e poco per volta la farina 00, la maizena e il lievito setacciati insieme. Suddividere il composto nei pirottini di carta, riempire solo a metà. Infornare a 180° per 20 min. (prova stecchino). Far raffreddare e spolverizzare i muffins al cappuccino con lo zucchero a velo. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL CAFFE’

La pianta del caffè appartiene alla famiglia delle Rubiacee e viene identificata col nome di Coffea; ha piccole bacche rotonde e verdi che una volta giunte a maturazione diventano di color rosso vivo. Le specie di caffè attualmente commercializzate sono due: Coffea Canephora e Coffea arabica.
L’arabica cresce tra i 1.000 e i 2.000 metri di altezza, è molto delicata ma ha maggiori proprietàorganolettiche, mentre la Canephora, conosciuta anche col nome di Robusta, è più resistente e cresce ad altitudini inferiori, tra i 150 e i 600 metri. La qualità di caffè più coltivata al mondo è senza dubbio quella arabica che rappresenta circa il 75% della produzione mondiale. Pare che le prime notizie del caffè provengano dall’ Etiopia e precisamente dall’altopiano del Kaffa, da dove appunto proviene la prima pianta di caffè; per quanto riguarda la bevanda, trae le sue origini in Yemen, intorno all’anno 1.000.

 

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CRISPELLE DOLCI DI RISO

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Le crispelle dolci di riso, sono frittelle di riso, ricetta tradizionale, presenti sulle tavole festive e non dei siciliani, soprattutto nella Sicilia Orientale.

INGREDIENTI PER LE CRISPELLE  DOLCI DI RISO

Mezzo kg. di riso originario

Mezzo litro di latte

Mezzo litro di acqua

250 gr. di farina 00

Un cubetto di lievito

50 gr. di zucchero

Due arance bio

Olio per friggere

Miele e cannella in polvere

PROCEDIMENTO

Portare ad ebollizione il latte con 1/2 litro di acqua, salare poco e versarvi il riso originario, far cuocere a fuoco lento, senza mescolare. Appena il riso avrà assorbito tutto il liquido, toglierlo dal fuoco e versarlo su un placca forno smaltata o un ripiano di marmo. Fare intiepidire. A questo punto impastare con la farina 00 e il lievito di birra sciolto in un poco di latte tiepido. Aggiungere la scorza grattugiata delle due arance, lo zucchero e una spolverata di cannella. Continuare a impastare, Mettere in una ciotola capiente e infarinata, far lievitare per due ore, coperto e in luogo tiepido. Stendere l’impasto ad altezza di due cm. su una superficie infarinata e con l’aiuto di un coltello, tagliare ad una ad una le crispelle, della grossezza di un dito e una lunghezza di 10 cm. Scaldare abbondante olio in un tegame e farle scivolare poche per volta nell’olio bollente. Farle dorare, metterle a sgocciolare dell’unto su carta cucina e condire con miele caldo diluito con poca acqua e cannella. Le crispelle dolci di riso vanno mangiate calde o tiepide. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA CANNELLA

Ricordiamo che solo la cannella regina (Cinnamomum zeylanicun) ha proprietà curative e non quella cinese di qualità inferiore.
La cannella è un antisettico naturale in grado di combattere ed eliminare funghi, virus e batteri; per questo motivo negli ultimi anni si trovano in commercio dentifrici, colluttori e prodotti del genere a base di questa preziosa spezia.

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