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FEGATO DI VITELLO IMPANATO AL FORNO

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Il fegato di vitello impanato al forno, un ottimo secondo reso più leggero dalla cottura nel forno.

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INGREDIENTI PER IL FEGATO DI VITELLO IMPANATO AL FORNO

4 grandi fette di fegato di vitello

Latte intero per la marinata q.b.

Farina per infarinare q.b.

Due uova

Pangrattato

Sale e pepe

origano un pizzico

Olio evo

PROCEDIMENTO

Mettere le fette di fegato a bagno nel latte per almeno un’ora, coperte con pellicola e tenute in frigo (serve per addolcire il fegato). Passato il tempo, scolarle e asciugarle con carta cucina. Sbattere le due uova con sale e pepe. Infarinare bene le fette di fegato, passarle nelle uova, impanarle con il pangrattato mescolato a poco sale e origano, pressare  per far aderire bene la panatura. Disporle in teglia ben unta di olio e infornare a 190° per 15 min. rigirandole a metà cottura. Servire subito le fettine di fegato di vitello impanato al forno con un’insalatina mista. BUON APPETITO

CURIOSITA’

FEGATO

Il fegato è un prodotto carneo appartenente al gruppo delle frattaglie e collocabile nel quinto quarto dell’animale. Il fegato dovrebbe far parte delle abitudini alimentari di qualunque soggetto sano; è un prodotto dalle concentrazioni nutrizionali pressoché ineguagliabili e consente di raggiungere facilmente alcune delle razioni raccomandate più ostili (come il ferro per la donna gravida) conservando un certo equilibrio tra i macronutrienti energetici
Dal punto di vista gastronomico, il fegato più consumato è quello di vitello (grazie alle caratteristiche organolettiche e gustative superiori), anche se dal punto di vita della commestibilità non emergono differenze sostanziali con il fegato di bovino adulto, Innanzitutto, essendo di origine animale, il fegato è ricchissimo di tutti gli amminoacidi essenziali (ancor più della carne, vista la funzione metabolica di sintesi proteica); in sintesi, costituisce una fonte eccellente di proteine ad alto valore biologico. Il profilo amminoacidico del fegato è in buona parte costituito da: Ac. Glutammico, Ac. Aspartico, Leucina e Lisina.

 

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/fegato-come-alimento.html

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POLPETTINE DI LESSO

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Le buonissime polpettine di lesso si possono preparare tutte le volte che ci avanza la carne del bollito e non sappiamo come riciclarla.

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INGREDIENTI PER LE POLPETTINE DI LESSO

Per 4 pers.

500 gr. di carne lessata, anche mista

100 gr. di salame cotto o mortadella

Due spicchi di aglio

4 uova

3 cucchiai di parmigiano

Un cucchiaio di prezzemolo

Pangrattato q.b.

Olio per friggere

Sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO

Tritare la carne  lessa insieme al salame cotto o alla mortadella, versare in una ciotola e mescolarla a: gli spicchi di aglio tritati finemente, il prezzemolo tritato, 2 uova, i 3 cucchiai di parmigiano, sale e pepe. Con le mani umide formare delle polpettine grandi come una noce, passarle nelle 2 uova rimanenti sbattute e poi nel pangrattato. Friggerle in abbondante olio, scolarle su carta cucina. Potete servire le polpettine di lesso sia calde che fredde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

AGLIO

Allium Sativum L., appartiene alla famiglia delle Liliaceae. Alcuni studiosi, per la forma dell’infiorescenza, la inseriscono, come la cipolla, nella famiglia delle Amarillidaceae.
L’aglio è una pianta conosciuta fin dai tempi antichi tanto che era già utilizzata dagli Egizi nel III millennio a.C e, successivamente, dai Greci, dai Romani, dai Cinesi e dagli Indiani. I bulbilli oggi vengono usati fin dall’antichità come condimento di cibi. Utilizzati, crudi, in insalate o aggiunti a sughi, stufati, piatti di pesce o verdure. Molto impiegati anche nella preparazione di insaccati (salame all’aglio) e nell’industria conserviera per antipasti sott’olio e sott’aceto. Oggi viene coltivata in tutti i continenti ed è molto nota per l’uso culinario. In Italia viene coltivata maggiormente in Campania, Emilia-Romagna, Veneto e Sicilia. E’ una perenne rustica, coltivata come annuale.
alleato di
Sistema immunitario, apparato cardiovascolare, intestino, apparato respiratorio
L’aglio ha una reputazione medicamentosa di tutto rispetto. Ottimo per la prevenzione di raffreddori, influenza, malattie cutanee e infallibile disinfettante per l’intestino. Uno spicchio d’aglio è serbatoio di principi attivi curativi di notevole efficacia come allicina, zolfo, vitamine del gruppo B. Ha proprietà antielmintiche contro gli ascaridi e gli ossiuri, antimucolitiche, ipotensive, espettoranti, digestive, carminative, antisettiche, ipoglicemizzanti. È stato ormai ampiamente dimostrato il ruolo di questa pianta nella regolarizzazione della colesterolemia e dei trigliceridi e nel miglioramento del rapporto tra colesterolo LDL e colesterolo HDL, cioè tra lipoproteine cattive, che favoriscono la formazione di depositi di colesterolo nelle pareti arteriose, e lipoproteine buone , ossia quelle che funzionano come minuscoli spazza-arterie, allontanando i dannosi accumuli di colesterolo. Può essere utile nelle infezioni croniche dell’apparato respiratorio e in quelle causate dalla Candida albicans.

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SPEZZATINO DI MANZO ALLA BIRRA

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Lo spezzatino di manzo alla birra, una ricetta molto saporita.

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INGREDIENTI PER LO SPEZZATINO DI MANZO ALLA BIRRA

Per 4 pers.

800 gr. di spezzatino di manzo

Due cipolle

4 cucchiai di olio

Due cucchiai di farina

Birra, circa 1/2 litro

Un mazzetto di salvia e rosmarino

Sale e pepe q. b.

PROCEDIMENTO

Fate appassire in un tegame capiente le cipolle affettate e il mazzetto di aromi in olio, Unire lo spezzatino. Farlo rosolare bene, mescolando sempre con un cucchiaio di legno,

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salate, pepate e spolverizzare con  i due cucchiai di farina mescolando in continuazione. Aggiungere poco alla volta 300 ml. di birra. Portate ad ebollizione,

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abbassare la fiamma, coprire con un coperchio e lasciare cuocere per circa 2 ore piano, piano. Controllate di tanto in tanto e aggiungete, se necessario, dell’ altra birra mescolata ad acqua calda. Aggiustate di sale e pepe, se ce ne fosse bisogno. Servire lo spezzatino di manzo alla birra ben caldo. BUON APPETITO

CURIOSITA’

BIRRA

La birra è una delle bevande più antiche, pare affondi le sue radici fin nell’antico Egitto; non era lo stesso tipo di birra che beviamo oggigiorno, soprattutto per quanto riguarda la fermentazione che era naturale e non controllata come accade ora.
Oltre ad essere una delle bevande più antiche è anche la più diffusa.
Gli ingredienti principali della birra sono quattro: acqua, malto, luppolo e lievito. Il cereale più diffuso da sempre per la preparazione della birra è l’orzo, anche se, a tutt’oggi, esistono birre al frumento, di segale, di riso e di mais.
La birra non è semplicemente una bevanda alcolica; ha proprietà nutritive rilevanti e non a caso veniva chiamata “il pane liquido”. Generalmente contiene molto meno etanolo di qualsiasi altra bevanda alcolica e per questo può essere considerata, a buon diritto, un vero e proprio alimento.
Le proprietà della birra si rivelano a partire dalla sua composizione; la presenza di vitamine, sali minerali e potassio rendono questa bevanda adatta ad essere integrata in una dieta alimentare bilanciata.

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ARROSTO AI KUMQUAT

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Arrosto ai kumquat, un superlativo secondo di carne, diverso dal solito e che vi farà fare una bella figura con i vostri commensali ( i miei l’hanno spazzolato tutto.).

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INGREDIENTI PER ARROSTO AI KUMQUAT

Per 4 pers.

800 gr. di fesa di vitello o lonza di maiale in un sol pezzo.

300 gr. di kumquat non trattati

4 cucchiai di olio

Un rametto di rosmarino e uno di salvia

Una foglia di alloro

Un bicchierino di brandy

Un bicchiere di vino bianco secco

Brodo vegetale q. b.

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Io ho usato i miei kumquat (arancini o mandarini cinesi) coltivati in vaso sul balcone e quindi assolutamente biologici.

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Far rosolare la carne nell’olio,  salare, pepare e aggiungere un rametto di rosmarino e qualche foglia di salvia. Bagnare con il brandy e farlo evaporare tutto. Unire il vino bianco e i kumquat lavati, asciugati tagliati a metà e con i semi tolti, la foglia di alloro. Cuocere per un’ora e mezza con coperchio e a fuoco basso, rigirarla ogni tanto bagnandola con il suo sughetto e se si asciuga unire brodo caldo vegetale anche di dado. Togliere le erbe, affettare e servire con gli arancini il vostro arrosto ai kumquat.

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BUON APPETITO

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CURIOSITA’

KUMQUAT

Il kumquat è un frutto commestibile di piante appartenenti alle Rutacee del genere Fortunella, originarie dell’Asia, coltivate anche a scopo ornamentale. È detto anche arancino cinese o mandarino del Giappone. Viste le dimensioni (due cm di diametro), si mangia intero; ha proprietà digestive. Ricco di vitamina C, viene impiegato per la produzione di marmellate e canditi.
Le vitamine aiutano a potenziare il sistema immunitario; buone proprietà antiossidanti, digestive e protettive del sistema cardiovascolare. Il potassio aiuta a riequilibrare la quantità di liquidi nell’organismo.
Potassio, Vitamina A, C.
Calorie per 100g
71
Paesi di provenienza
Cina, Giappone, Corfù, Grecia, Florida, Australia.
Stagionalità
Da metà novembre a febbraio.

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OSSOBUCHI AI PISELLI

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Gli ossobuchi ai piselli: un piatto di carne completo e saporito.

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INGREDIENTI PER GLI OSSOBUCHI AI PISELLI

Per 4 pers.

4 ossobuchi di vitello

300 gr. di piselli

Due carote

Una cipolla

farina per gli ossobuchi

6 cucchiai di olio evo

1 bicchiere di vino bianco secco

Un litro di brodo vegetale

5-6 pomodorini

Sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO

Far rosolare in 4 cucchiai di olio le carote a rondelle e la cipolla tritata, aggiungere gli ossobuchi infarinati, far rosolare e sfumare con il  vino bianco, salare poco, pepare e versarvi il brodo un po’ per volta, man mano che si asciuga aggiungere l’altro  e cuocere x 40 min., a fuoco basso e con coperchio. Nel frattempo in 2 cucchiai di olio far brasare per 20 min a fuoco bassissimo i piselli. Passati i 40 min. aggiungere a gli ossobuchi i pomodorini a pezzetti e i piselli . Finire di cuocere unendo altro brodo a fuoco basso per altri 50 min. circa o comunque fino a che la carne sia tenera.  Servire subito gli ossobuchi ai piselli. BUON APPETITO

CURIOSITA’

OSSOBUCHI

L’ossobuco è un taglio di carne bovina tipicamente utilizzato in diverse ricette del capoluogo lombardo; per la precisione, l’ossobuco è una fetta spessa circa 4cm ricavata dalla segmentazione dello stinco della vitella da latte.
Le caratteristiche nutrizionali dell’ossobuco, inteso come semplice pezzo di carne, sono piuttosto difficili da valutare. Questo aspetto è dovuto al fatto che il rapporto porzione edibile/non edibile varia sensibilmente in base ad alcuni fattori, come il punto in cui viene tranciato lo stinco e l’età dell’animale interessato. Inoltre, la presenza o meno di midollo osseo incide sensibilmente sulla quantità di colesterolo totale della pietanza.
Di certo, il macronutriente energetico più presente è quello proteico (ad alto valore biologico – con prevalenza di ac. glutammico, aspartico e lisina), seguito dalla porzione lipidica (ipoteticamente a prevalenza satura o monoinsatura). Per quel che concerne il profilo salino, l’ossobuco dovrebbe essere ricco di ferro e potassio; in merito alle vitamine, si evidenziano soprattutto ottime quantità di niacina.
La porzione media di ossobuco potrebbe essere di circa 350g (osso compreso). Ipotizzando una dose consistente di midollo osseo ed il rispetto della ricetta sopra menzionata (per quel che concerne olio e burro), l’ossobuco dovrebbe essere consumato con frequenza saltuaria; inoltre, data la ricchezza di grassi saturi e colesterolo, non è il taglio di carne che si presta maggiormente alla terapia nutrizionale contro l’ipercolesterolemia.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/ossobuco.html

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 CIME DI RAPA E SALSICCIA

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Le cime di rapa e salsiccia è una ricetta  saporitissima e tradizionale della cucina del sud Italia.

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INGREDIENTI PER LE CIME DI RAPA E SALSICCIA

Per 4 pers.

Un kg. di cime di rapa

Mezzo kg. di salsiccia fresca

3 cucchiai di olio evo

peperoncino a piacere

Uno spicchio di aglio

sale q.b.

PROCEDIMENTO

Pulire, lavare e lessare in acqua salata le cime di rapa, scolare. A parte in una padella antiaderente con un cucchiaio di olio fare  cuocere mescolando spesso la salsiccia a pezzi,

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mettere in un piatto e tenere da parte al caldo. Aggiungere al condimento rimasto in padella gli altri due cucchiai di olio, lo spicchio di aglio intero che andrà poi eliminato e peperoncino secondo i propri gusti. Far rosolare poco e unirvi le cime.

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Far insaporire 2-3 min., aggiustare di sale se ce ne fosse bisogno e aggiungere la salsiccia, tenere sul fuoco ancora 2 min. e le cime di rapa e salsiccia son pronte da servire..

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BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

CIME DI RAPA

Le cime di rapa NON sono le foglie della rapa! l’alimento comprende anche certe foglie, ma la porzione di maggior pregio è costituita dagli steli e dai fiori ancora ben chiusi (broccoli o friarielli.

Le cime di rapa si possono trovare in diverse forme, leggermente diverse tra le varietà. In genere, vengono commercializzate come germogli interi (ancora uniti dalla base della radice), come fiori (infiorescenza) senza foglie e, haimè, anche come foglie senza fiori. Sono di colore verde e lunghezza variabile tra i 15 ed i 100cm (di media).

Le foglie paiono ellittiche e frastagliate, le infiorescenze raggruppate e più o meno globose ma sempre ben chiuse. I gambi e gli steli sono più o meno spessi, turgidi e, a volte, necessitano d’esser decorticati superficialmente.
E’ sempre consigliabile acquistare le cime di rapa ben fresche; questa caratteristica si manifesta con la turgidezza complessiva della pianta (foglie e gambi non devono essere flosci) e con la totale chiusura dei fiori.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/cime-di-rapa.html

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BRACIOLE AL PROSECCO

| Carni, Secondi

Un gustosissimo piatto di carne queste braciole  al prosecco. Le rollate o rollatine in siciliano vengono chiamate braciole. In questa ricetta regionale  ho voluto apportare qualche variante tipo la finocchiona toscana e la cottura con il prosecco Extra Dry dell’azienda De Giusti. Risultato eccellente che non fa rimpiangere l’originale.

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INGREDIENTI PER LE BRACIOLE  AL PROSECCO

Per 4 pers.

4 fettine di carne  di vitello sottili ma larghe

5 cucchiai di pangrattato

3 cucchiai di olio evo

Uno spicchio di aglio

2 cucchiai di pecorino grattugiato

4 fette di finocchiona

2 uova

100 gr. di caciocavallo fresco

burro q.b.

Salvia e rosmarino q.b.

Due bicchieri di Prosecco Extra Dry De Giusti

Un ciuffetto di prezzemolo

Sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO

Iniziamo con il rassodare le due uova, sgusciarle e tagliarle a metà per il lungo. In una ciotola mescolare: il pangrattato, l’aglio tritatissimo, il pecorino, un pizzico di sale, pepe, un cucchiaio di olio e il prezzemolo tritato.

invopro1Distribuire questo miscuglio sulle 4 fette di carne.

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Coprire con le 4 fette di finocchiona,

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il caciocavallo a fettine sottili, le mezze uova e un paio di fiocchetti di burro su ogni fetta. Arrotolare a involtino, chiudere con stecchini.

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In una padella far riscaldare i due cucchiai di olio e una noce di burro con la salvia e il rosmarino, farvi rosolare bene le braciole da tutti i lati. Bagnare con il prosecco,

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farne evaporare 1/3 a fuoco medio alto, poi abbassare il fuoco, coperchiare e lasciar cuocere 25-30 min. Aggiustare di sale e pepare. Togliere gli stecchini e potete servire le vostre braciole  al prosecco con un’insalatina. BUON APPETITO

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CURIOSITA’

FINOCCHIONA

Se nel Medioevo il pepe non fosse stato così costoso e il finocchio così economico, oggi a tavola mangeremmo probabilmente il pane con la “pepocchiona”.
Invece il pepe era raro e il finocchio comune: perciò i semi di finocchio venivano aggiunti abbondantemente all’insaccato, ma attenzione non per conservarne la carne, quanto piuttosto per nasconderne l’eventuale deterioramento.
Nasceva così la Finocchiona, tipico salume toscano, che non deve essere confusa con la Sbriciolona, salume dall’impasto più magro e di produzione prevalentemente industriale.
Secondo la tradizione la finocchiona si prepara con le rifilature del prosciutto, il guanciale, e il grasso duro del maiale; macinati a grana media e conciati con sale, pepe, semi di finocchio, aglio, vino.
Il composto, una volta insaccato in budello naturale, viene lasciato maturare per circa una settimana in un ambiente riscaldato, che viene areato più volte al giorno.
Solo dopo una stagionatura di almeno cinque mesi, in cantina o in altro luogo adatto, la Finocchiona si può gustare convenientemente.

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SALSICCIA IMPANATA

| Carni, Secondi

La salsiccia impanata è un secondo piatto molto gustoso, basterà accompagnarla con un’insalatina mista ed è pronto un pasto.

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INGREDIENTI PER LA SALSICCIA IMPANATA

Per 4 pers.

600 gr. di salsiccia fresca

150 gr. di mollica di pane casereccio raffermo

2 spicchi di aglio

6 cucchiai di olio evo

il succo di un limone

1/2 cucchiaino di origano

sale e pepe q-b.

PROCEDIMENTO

Tritare al mixer la mollica di pane raffermo fino a renderla abbastanza fine e mescolarla con un pizzico di  sale, pepe a piacere  e l’aglio tritatissimo. A parte sbattere con una forchetta  l’olio, il succo del  limone e l’origano. Tagliare la salsiccia a pezzi e passarli prima nell’emulsione di olio e poi nella mollica di pane.

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Disporre in teglia irrorare con l’emulsione rimasta e  infornare a 180°  x 25-30 min. La salsiccia impanata è pronta per essere servita.BUON APPETITO

CURIOSITA’

SALSICCIA FRESCA

La salsiccia è una carne insaccata e conservata ottenuta principalmente dal maiale. La sua scoperta è imputabile alle popolazioni lucane (prima della nascita di Cristo); non a caso, la nomenclatura arcaica della salsiccia corrisponde al sostantivo di “lucanica”. Quest’affermazione, che per logica e testimonianze parrebbe abbastanza giustificata, non spiega come alcune popolazioni nordiche (longobardi) abbiano prodotto la salsiccia fin da tempi remoti; è possibile che anch’esse, per merito dei legionari romani, siano giunte a conoscenza del metodo lucano trasformandolo in una produzione tradizionale locale.
La salsiccia è un alimento a base di carne sminuzzata, addizionata con sale da cucina (NaCl) e rivestita da un budello naturale o sintetico (intestino di animale o pellicola di cellulosa), che lo protegge sia dall’ossidazione che dalla contaminazione biologica. Attualmente, la salsiccia e tutte le sua varianti regionali sono raggruppate nell’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani. Al fine di prolungarne ulteriormente la conservabilità e, IN ORIGINE, per occultare l’irrancidimento della carne, la concia della salsiccia (comunemente detta “impasto”) viene sempre integrata con spezie, aromi ed altri ingredienti (ad azione antibiotica e vermifuga); tra i più comuni citiamo: vino rosso, pepe, peperoncino, semi di finocchio, coriandolo, noce moscata, aglio, miele ecc.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/salsiccia.html

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OSSOBUCO AL POMODORO

| Secondi

L’ossobuco al pomodoro è buonissimo come il suo omonimo in gremolata. Provare per credere !!

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INGREDIENTI PER L’OSSOBUCO AL POMODORO

Per 4 pers.

4 ossobuchi di vitello

farina 00 q.b.

Una grossa noce di burro

Mezza cipolla

Uno spicchio di aglio

Un mazzetto di erbe aromatiche ( rosmarino, salvia, timo e prezzemolo )

Un dl. di marsala secco

500 ml. di passata di pomodoro

Un litro di brodo vegetale

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

In una larga padella antiaderente far rosolare nel burro il  trito di cipolla e dello spicchio d’aglio, unire gli  ossobuchi infarinati e il mazzetto di erbe,  pepare e farli rosolare.  Bagnarli con il  marsala secco e farlo sfumare, Aggiungere la passata di pomodoro e il brodo vegetale caldo,

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fino  a coprire gli ossobuchi. Coprire e cuocere a fuoco medio-basso 1 ora e ½,, rigirandoli ogni tanto, se occorre aggiungere altro brodo . Aggiustare di sale e servire l’ossobuco al pomodoro.

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BUON APPETITO

CURIOSITA’

L’ossobuco si ottiene dal taglio della carne bovina chiamato muscolo posteriore o anteriore o garretto e sono la parte superiore della gamba in corrispondenza della tibia. Gli ossibuchi migliori sono naturalmente quelli tagliati alla metà del muscolo posteriore o anteriore dove l’osso ha una ricca dotazione di midollo e dove è soprattutto proporzionato il rapporto tra carne e connettivo. Gli ossibuchi sono fette di carne abbastanza spesse (alte circa 3 cm) e di forma circolare forate al centro da un osso circolare, contenente il saporito e gustoso midollo. La loro preparazione richiede attenzione sia per gli ingredienti che per la cottura lenta, ma il risultato è davvero ottimo. Tipici della tradizione culinaria milanese Gli ossibuchi alla milanese sono ottimi in umido. Possono essere di manzo o vitello, anteriori o posteriori. Quelli di vitello sono maggiormente teneri rispetto a quelli di manzo. Quelli posteriori sono particolarmente adatti per la preparazione di ossi buchi in umido e stufati e per i bolliti, in quanto la carne è più tenera e meno nervosa rispetto a quelli anteriori.

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/ossobuco-di-vitello.html
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TRIPPA CON LE PATATE

| Secondi

La saporitissima trippa con le patate è un classico piatto povere della tradizione culinaria italiana. Ed ora che si stanno rivalutando queste gustose pietanze, prepariamole !!

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Per 4 pers.

600 gr. di trippa già bollita

300 gr. di passata di pomodoro

Un litro di brodo vegetale

5-6 patate

100 ml. di vino bianco secco

Una cipolla

prezzemolo

pecorino grattugiato

4 cucchiai di olio evo

Sale

Pepe

PROCEDIMENTO

In un tegame far rosolare nell’olio la cipolla tritata, unire la trippa tagliata a pezzi e far insaporire qualche min. Bagnare con il vino bianco e farlo evaporare tutto. A questo punto aggiungere la passata di pomodoro e il brodo vegetale. Portare a bollore e abbassare la fiamma. Nel frattempo pelare, lavare e tagliare a tocchi non troppo piccoli le patate. Unirle alla trippa e cuocere ancora per 30 min. Alla fine aggiustare di sale, pepare e spegnere. Servire la trippa con le patate con prezzemolo tritato e il pecorino grattugiato a parte per chi lo gradisce.

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La trippa è un alimento di origine animale; fa parte del quinto quarto della bestia macellata ed in particolare rientra nel gruppo delle frattaglie. Contrariamente a quanto molti possano credere, la trippa NON è un alimento grasso; certo, non costituisce mai ricette di semplice e rapida digestione, ma ciò non deriva dalla quota lipidica complessiva, bensì dalla composizione e dalla struttura dei tessuti proteici (oltre che dagli ingredienti supplementari).
La trippa è un alimento magro, ricco di proteine ad alto valore biologico. Non contiene glucidi o fibre, e non si possiedono dati sufficienti per stabilirne l’idoneità al regime alimentare contro certe malattie del metabolismo (mancanza di valori quali colesterolo e acidi grassi saturi). Di certo, la trippa è un taglio di carne (o meglio, di quinto quarto) decisamente ipocalorico.
Inoltre, per quel che concerne i sali minerali, la trippa contiene ottime quantità di ferro (utile a combattere e prevenire l’anemia sideropenica) e non mancano ottime concentrazioni di molte vitamine del gruppo B (tiamina, riboflavina e niacina).
La trippa potrebbe contenere alti livelli di purine, molecole indesiderate per i soggetti affetti da iperuricemia ed attacchi gottosi.
Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/trippa.html

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