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COSCE DI POLLO PANATE AL FORNO

| Carni, Secondi

Le cosce di pollo panate al forno: sono di una bontà unica.

INGREDIENTI PER LE COSCE DI POLLO PANATE AL FORNO

Per 4 pers.

4 cosce con sovracoscia di pollo

150 gr. di pangrattato

Un cucchiaino colmo di origano

1/2 bicchiere di olio evo

Due limoni

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Eliminare tutta la pelle dalle cosce di pollo, lavarle e asciugarle bene. In una ciotola mescolare il pangrattato, un pizzico di sale, pepe e l’origano. In un’altra ciotola sbattere l’olio evo con il succo dei limoni. Salare poco le cosce di pollo, passarle uniformemente nel succo e olio, poi nel pangrattato facendolo aderire bene. Disporre in teglia velata di olio. Infornare a 180° per circa 50 min. Controllare la cottura e servire le cosce di pollo panate al forno calde BUON APPETITO

CURIOSITA’

OLIO DI OLIVA

Le prime piantagioni di ulivi ebbero luogo circa 6.000 anni prima della venuta di Cristo, ed esattamente in Palestina e Siria; solo nel 1000 a.C. l’ulivo venne importato in Italia. L’olio d’oliva, a differenza da tutti gli altri oli che si ottengono da semi, è l’unico che si ottiene dal frutto della pianta. L’olio di oliva è praticamente un grasso allo stato liquido a temperatura ambiente. L’olio di oliva extravergine si ottiene dalla spremitura meccanica delle olive escludendo qualsiasi trattamento industriale. Per meritarsi la denominazione di olio di oliva extravergine, oltre ad essere estratto in modo esclusivamente meccanico, l’olio non deve essere soggetto ad alcun tipo di riscaldamento, il suo grado di acidità non deve essere superiore all’ uno per cento ed il suo punteggio da un punto di vista organolettico non deve essere inferiore a 6,5. Tutti gli oli che non soddisfano queste caratteristiche vengono messi in commercio con altre denominazioni. Alimento fondamentale della dieta mediterranea, l’olio extravergine di oliva è ormai considerato un elemento fondamentale per la cura e la prevenzione di diverse patologie. Secondo diversi studi, condotti a più riprese, sono state dimostrate diverse proprietà benefiche dell’olio extravergine di oliva: il suo uso abituale riduce la presenza di colesterolo LDL o “colesterolo cattivo” ed aumenta la percentuale di quello “buono”.

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SCALOPPINE SQUISITEZZA AL PARMIGIANO

| Carni, Secondi

Le scaloppine squisitezza al parmigiano, gustosissime, veloci e semplici da preparare. Quindi che aspettiamo a prepararle ??

INGREDIENTI PER LE SCALOPPINE SQUISITEZZA AL PARMIGIANO

Per 4 pers.

600 gr. di scaloppine di vitello

Uno scalogno

50 gr. di burro

Tre cucchiai di olio evo

1/2 bicchiere di vino bianco secco

300 gr. di polpa di pomodoro tritata finemente

Un ciuffetto di prezzemolo

60 gr. di parmigiano grattugiato

Sale e pepe

Farina 00 per infarinare

Infarinare le scaloppine di vitello. In una larga padella fare appassire lo scalogno tritato nel burro e olio evo, unire la carne, farla dorare da ambo le parti, salare e pepare. Sfumare con  il vino bianco, togliere la carne e tenerla in caldo, unire al condimento la polpa tritata di pomodoro,  aggiustare di sale e pepe, fare restringere per 5 min., rimettere la carne, cospargere di prezzemolo tritato e fare insaporire qualche min. Poi cospargere con il parmigiano. Coprire con un coperchio e far riposare 2 min. prima di servire le scaloppine squisitezza al parmigiano. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LO SCALOGNO

Lo scalogno (A. ascalonicum L.) è una pianta appartenente al genere Allium, famiglia delle Liliaceae, la stessa di cipolla, aglio, porro ed erba cipollina; non a caso, è abbastanza simile alla cipolla anche se presenta dimensioni notevolmente più contenute. Lo scalogno cresce a piccoli cespi, ha foglie verdi, sottili, lesiniformi e vuote; in luglio fiorisce con piccoli fiori color porpora che poi maturano in semi neri. Dello scalogno se ne commercializzano prevalentemente due varietà, una piccola e precoce (più pregiata) ed una tardiva e più grossa (meno intensa).
Lo scalogno è coltivato da tempi remoti ma ciò che è strano è che NON se ne trovano manifestazioni puramente spontanee; pertanto, risalire all’eventuale zona di origine risulta complicato. Documenti storici lo collocano sia in Asia centrale, sia in Palestina ed Egitto, ma non tutti sono d’accordo sul fatto che costituisca una pianta spontanea autoctona; di conseguenza, è possibile che anche in tali luoghi abbia rappresentato una proliferazione post-colturale. Contrariamente a quanto molti sostengono, lo scalogno NON è un incrocio tra la cipolla gialla e l’aglio, bensì una specie botanica a se stante

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/scalogno.html

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FUSI DI POLLO ALLE ERBE FINI

| Carni, Secondi

I fusi di pollo alle erbe fini vi piaceranno molto.  Un piatto di carne bianca da leccarsi i baffi. 

INGREDIENTI PER I FUSI DI POLLO ALLE ERBE FINI

Per 4 pers.

8 fusi di pollo

1/2 cipolla

Due spicchi di aglio

Una costola di sedano

Una carota

Qualche ago di rosmarino

Qualche foglia di salvia

La buccia di un limone

Qualche fogliolina di maggiorana

Un rametto di timo

Un ciuffetto di prezzemolo

Tre-quattro pomodori pelati

Due noci di burro

Vino bianco secco q. b.

Sale e pepe

Olio evo

Un bicchierino di brandy

PROCEDIMENTO

Tritare al mixer: la cipolla, uno spicchio di aglio, il sedano, la carota, il rosmarino, la salvia, la buccia del limone (solo la parte gialla), la maggiorana, il timo e il prezzemolo. Fare soffriggere in una casseruola con il burro e un cucchiaio di olio.

Aggiungere i pomodori pelati tritati e lasciare insaporire.

Salare, pepare e unire un mestolino di acqua calda e cuocere 20 min. a fuoco lento. Intanto in un’altra casseruola a parte rosolare in due cucchiai di olio e un pezzetto di burro lo spicchio di aglio, unire i fusi di pollo, salare e pepare e fare insaporire poi portare a cottura spruzzando spesso con vino bianco. Alla fine unirvi il sughetto e il bicchierino di brandy. Lasciare evaporare qualche minuto. Servire i fusi di pollo alle erbe fini subito. BUON APPETITO

CURIOSITA’

Il PREZZEMOLO

La pianta del prezzemolo è originaria del sud dell’Europa ed è a carattere biennale nel senso che al secondo anno di vita, dopo la fioritura, muore.
Il prezzemolo contiene il 5,80 % d’acqua, il 50% di carboidrati, il 26% di proteine, fibre, zuccheri ceneri e grassi ( 5,50% ); i minerali presenti sono calcio, potassio, sodio, fosforo, magnesio, ferro, zinco, selenio e manganese.
Tra le vitamine presenti vi sono la vitamina A, B1, B2, B3, B5, B6, la vitamina C, E, K e J; questi invece gli aminoacidi: acido aspartico e glutammico, cistina, arginina, alanina, fenilalanina, glicina, valina, treonina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, serina e tirosina. Sono inoltre presenti buone quantità di flavonoidi.

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POLLO PANATO ALL’ARANCIA COTTO AL FORNO

| Carni, Secondi

Il pollo panato all’arancia cotto al forno, un sapore nuovo per la solita cotoletta.

INGREDIENTI PER IL POLLO PANATO ALL’ARANCIA COTTO AL FORNO

Per 4 pers.

4  fette non troppo sottili di petto di pollo

Due-tre arance

4 cucchiai di olio evo

Sale e pepe

Pangrattato

PROCEDIMENTO

Tagliare dalle arance 4 rondelle per la decorazione e tenere da parte. Dalle rimanenti ricavarne il succo, metterlo in una ciotola, emulsionarlo all’olio, sale e pepe. Lasciarvi marinare per un’ora in frigo le fette di pollo. Poi passarle bene nel pangrattato, Disporle su carta forno, sopra la placca e infornare a 180° per mezz’ora. A metà cottura rivoltarle, infine controllare la cottura e servire il vostro pollo panato all’arancia cotto al forno con una rondella di arancia sopra,  patatine fritte e insalata.

CURIOSITA’

ARANCIA

Il citrus aurantium, ossia l’arancio, è un albero da frutto che appartiene al genere Citrus (famiglia Rutaceae) e il suo frutto è chiamato arancia. Può essere alto fino a 10 metri ed è caratterizzato da foglie allungate e piuttosto corpose e da splendidi fiori bianchi. I suoi germogli sono sempre verdi e i suoi frutti sono costituiti da bacche piuttosto grandi, chiamate anche esperidi. Per trovare l’origine del nome bisogna risalire alla mitologia greca in cui si parla appunto dell’arancio e si narra di come questi alberi crescessero nel giardino delle Esperidi, tre bellissime fanciulle, figlie di Atlante e della Notte. L’origine dell’albero si fa risalire alla Cina e al Giappone, ma è anche molto facile trovarlo in Spagna, Grecia e Italia, dove è stato importato prima dagli arabi ed in seguito dai mercanti genovesi. Si ritiene che sia stato diffuso in Italia nel XIV sec, in particolare in Sicilia, dove da allora gli aranceti rappresentano il caratteristico paesaggio delle campagne e dove se ne coltivano molte varietà.
Il termine “agrumi” con il quale si classificano le arance, si riferisce al suo gusto acidulo o agre, ciò che vale anche per i limoni, i pompelmi, le clementine e il cedro. Sono il frutto che caratterizza l’inverno: infatti la sua maturazione avviene dal mese di novembre fino alla primavera e si possono raccogliere addirittura fino a giugno – luglio e i frutti che possono essere raccolti in un anno sono circa 500.

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MANZO LESSO IN SALSA VERDE

| Carni, Secondi

 

Il manzo lesso in salsa verde. Avete preparato il bollito per il brodo dei tortellini e non sapete come servire la carne? Ecco una salsa per accompagnarlo e rendere gustoso il vostro bollito.

 

INGREDIENTI PER IL MANZO LESSO IN SALSA VERDE

Un mazzetto abbondante di prezzemolo

Un tuorlo di uovo sodo

Un pugno di mollica di pane raffermo

Uno spicchio di aglio

Due-tre filetti di acciuga salata

Un pezzettino di peperoncino (facoltativo)

Sale q.b.

Olio evo q.b.

PROCEDIMENTO

CURIOSITA’

PREZZEMOLO

La pianta del prezzemolo è originaria del sud dell’Europa ed è a carattere biennale nel senso che al secondo anno di vita, dopo la fioritura, muore.
Il prezzemolo contiene il 5,80 % d’acqua, il 50% di carboidrati, il 26% di proteine, fibre, zuccheri ceneri e grassi ( 5,50% ); i minerali presenti sono calcio, potassio, sodio, fosforo, magnesio, ferro, zinco, selenio e manganese.
Tra le vitamine presenti vi sono la vitamina A, B1, B2, B3, B5, B6, la vitamina C, E, K e J; questi invece gli aminoacidi: acido aspartico e glutammico, cistina, arginina, alanina, fenilalanina, glicina, valina, treonina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, serina e tirosina. Sono inoltre presenti buone quantità di flavonoidi.
Sono molte le proprietà terapeutiche ed i benefici attribuiti al prezzemolo, vediamo quali. I flavonoidi presenti nel prezzemolo hanno proprietà antiossidanti, la luteolina in particolare, e sono in grado di ritardare l’invecchiamento cellulare; gli olii essenziali hanno invece dimostrato di essere in possesso di proprietà antitumorali contrastando e neutralizzando alcune sostanze ritenute cancerogene.

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CHAMPIGNON RIPIENI ALLA SALSICCIA E SPINACI

| Secondi, Verdure

Ottimi questi champignon ripieni alla salsiccia e spinaci, molto gustosi. Costituiscono un piatto completo.

INGREDIENTI PER I CHAMPIGNON RIPIENI ALLA SALSICCIA E SPINACI

Per 4 pers.

12 funghi champignon grandi

150 gr. di spinaci già puliti

150 gr. di salsiccia fresca

40 gr. di burro

Uno scalogno

Uno spicchio di aglio

Un ciuffo di prezzemolo

Sale e pepe q. b.

Un mestolo di brodo vegetale (anche di dado)

Olio per la pirofila

PROCEDIMENTO

Pulire i funghi un po con uno straccetto umido, tenere da parte i gambi, e scavare poco l’interno dei cappelli per allargare la cavità, tritare a dadini i gambi e la parte tolta ai cappelli. In padella  far sciogliere il burro e rosolare poco lo scalogno e lo spicchio di aglio tritati, unire il trito di funghi, rosolare per 2 min., aggiungere anche gli spinaci tagliati a striscioline, sale, pepe e prezzemolo tritato, lasciare cuocere un altro paio di min.. Fare raffreddare e mescolare alla salsiccia spellata e sbriciolata. Con questo miscuglio riempire i cappelli dei funghi e disporli in una teglia leggermente oleata  e versarvi il mestolo di brodo vegetale.

Infornare a 180° per 25-30 min. Servire gli champignon ripieni alla salsiccia e spinaci, caldi o tiepidi. BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI SPINACI

Gli spinaci, uno dei prodotti ortofrutticoli più diffusi sul pianeta, sono una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae. Possono raggiungere l’altezza di 70 cm circa con grosse foglie verde scuro.
Le origini delle spinaci paiono risalire al continente asiatico, e precisamente in Nepal, dove pare siano stati coltivati per la prima volta; tuttavia esistono testimonianze che asseriscono che già nel cinquecento, a Firenze, le suore benedettine coltivassero già le spinaci nei loro orti.
Il periodo di raccolta delle spinaci va da novembre fino a marzo.
Gli spinaci sono caratterizzati da un alto contenuto di vitamine A e C e in minore quantità, vitamine B, D, F, PP e K; oltre alle vitamine troviamo una discreta quantità di minerali quali rame, potassio, zinco, calcio e fosforo. Cento grammi di spinaci contengono: 90 gr. di acqua, 2 gr. di fibre, 3,4 di proteine, 0,7 gr, di grassi e 3 grammi di carboidrati.
Molto importante, come andremo a vedere, la presenza nelle spinaci della luteina, un carotenoide con particolari proprietà utili alla vista.

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SPEZZATINO DI VITELLO AL VINO ROSSO

| Carni, Secondi

Lo spezzatino di vitello al vino rosso: uno dei buoni piatti della nonna. Inevitabile la scarpetta.

INGREDIENTI PER LO SPEZZATINO DI VITELLO AL VINO ROSSO

Per 4 pers.

600-700 gr. di muscolo di vitello

Due carote

Una costola di sedano

Una cipolla

5 cucchiai di olio evo

200 ml. di buon vino rosso

Un cucchiaio di concentrato di pomodoro

Un litro di brodo di carne anche di dado

400 gr. di cipolline

Sale e pepe

PROCEDIMENTO


Pelare, lavare e tagliare a rondelle le carote, lavare e tagliare a tocchetti il sedano, sbucciare e affettare la cipolla. In un tegame con l’olio farli rosolare, poi unire lo spezzatino di vitello. Fare insaporire una decina di minuti, unire il vino rosso e cuocere altri 20 min., sciogliere il concentrato di pomodoro nel brodo caldo, versare sulla carne, coprire e cuocere per un’ora, aggiustare di sale e pepare. 15 min. prima di spegnere aggiungere le cipolline pelate. Servire lo spezzatino di vitello al vino rosso subito.. BUON APPETITO

 
 CURIOSITA’
LE CAROTE
Pianta appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, la carota viene coltivata soprattutto per le proprietà della sua radice che ha un alto potere nutritivo e curativo. Dalla carota selvatica, pianta originaria del nostro continente, e comunissima nei prati e nei luoghi incolti, ne sono state ricavate numerose varietà, al fine di modificarne le dimensioni, forma e colore della radice, chiamata anche fittone, che è la parte utilizzata a scopi alimentari.
Altro carattere su cui si è intervenuti è il tempo della maturazione, in base al quale si distinguono oggi varietà di carote precoci, medie e tardive. Oggi le carote sono disponibili tutto l’anno e ciò le rende ancora di più un ortaggio prezioso. L’assunzione alimentare ideale è rappresentata dal succo di carote fresche, anche mescolato al latte per potenziarne le proprietà depurative.
Vanno anche bene le carote crude come spuntino o aggiunto ad un piatto di altri alimenti crudi; le carote lessate in pochissima acqua e condite con olio d’oliva extravergine ed erbe aromatiche.
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POLLO AL FORNO CON VERDURE FANTASIA

| Carni, Secondi

Il pollo al forno con verdure fantasia: un saporito piatto di carne bianca che può costituire un piatto unico se accompagnato con fette di pane. Semplice da preparare.

INGREDIENTI PER IL POLLO AL FORNO CON VERDURE FANTASIA

Per 4 pers.

4 cosce di pollo con le sovracosce

6 patate medie

Un peperone rosso

Una grande cipolla rossa di Tropea

50 gr. di olive verdi snocciolate

Una costola di sedano

Un cucchiaio di pinoli

Due cucchiai di uva passa

4 cucchiai di olio evo

Due cucchiai di aceto di mele

Sale e pepe q. b.

PROCEDIMENTO

Far tagliare dal macellaio le cosce e le sovracosce in pezzi. Lavarle, asciugarle e metterle in una capiente teglia da forno con: le patate pelate e tagliate a tocchi, il peperone a pezzi, il sedano a pezzetti, le olive, i pinoli, l’uva passa, l’aceto, l’olio, sale, pepe e la cipolla affettata non troppo finemente. Mescolare bene con le mani e infornare a 180° per circa un’ora finchè pollo e patate saranno cotte. Servire il pollo al forno con verdure fantasia ben caldo. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I PINOLI

I pinoli sono i semi commestibili prodotti da alcuni tipi di pino, primo fra tutti quello comune noto col nome scientifico Pinus pinea; i pinoli sono inseriti tra le scaglie delle pigne prodotte dai pini e sono avvolti da un guscio solido chiamato strobilo che li protegge.
Per ottenere 5 chilogrammi di pinoli sgusciati ne sono necessari circa 100 di pigne.
La raccolta delle pigne per la produzione di pinoli avviene nel periodo compreso da ottobre ad aprile; queste vengono poi ammucchiate e lasciate ad essiccare ai primi raggi del sole primaverile. In seguito i pinoli vengono privati del loro guscio protettivo, puliti, essiccati e messi in vendita dopo un’accurata selezione.
In Europa sono principalmente due le specie di pino che producono semi abbastanza grandi da essere coltivati: il pino comune ed il pino cembro.

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TRANCI DI PESCATRICE IN UMIDO

| Pesce, Secondi

Un buonissimo piatto di mare. Portando in tavola i tranci di pescatrice in umido, avrete i complimenti dai vostri commensali. Ottimo per i più piccini.

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INGREDIENTI PER I TRANCI DI PESCATRICE IN UMIDO

Per 4 pers.

Un kg. di pescatrice in tranci

600 gr. di patatine novelle

4 pomodori rossi maturi

uno spicchio di aglio

Un pezzetto di peperoncino (facoltativo)

4 cucchiai di olio evo più quello per le patatine

Un dl. di vino bianco secco

Brodo vegetale leggero q. b.

Sale e pepe

Prezzemolo

PROCEDIMENTO

Lavare e asciugare i tranci di pescatrice. Lessare in acqua salata le patatine novelle. In una larga padella scaldare  i 4 cucchiai di olio e farvi rosolare i pezzi di pesce con un trito di: spicchio di aglio, un poco di prezzemolo e il peperoncino. Bagnare con il vino bianco e fare evaporare. Unire i pomodori maturi, spellati e tritati. Cuocere una decina di minuti, unendo se occorre un po’ di brodo vegetale. Salare e pepare. Spolverizzare con prezzemolo tritato. Scolare le patatine, condirle con un filo di olio evo e prezzemolo tritato. Servire subito i tranci di pescatrice in umido accompagnate dalle patatine. BUON APPETITO

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CURIOSITA’

PESCATRICE

La rana pescatrice è un pesce di mare abbastanza pregiato e ad ampio consumo, nonostante la stragrande maggioranza della popolazione ne ignori il vero aspetto in quanto
è reperibile soprattutto in forma già decapitata ed eviscerata, spesso privata anche della pelle e delle pinne. La rana pescatrice o coda di rospo è un pesce molto magro ed assolutamente poco calorico; inoltre, tra i pochi lipidi, si distingue una netta prevalenza diacidi grassi polinsaturi della famiglia omega-3. E’ quindi deducibile che la rana pescatrice o coda di rospo si presti egregiamente ai regimi alimentari ipocalorici e contro ledislipidemie; inoltre, l’abbondanza di proteine ad alto valore biologico fa della coda di rospo un pesce particolarmente utilizzato nella dieta dello sportivo e del culturista. Lefibre sono assenti ed i carboidrati presenti poco oltre che in traccia; la quantità dicolesterolo è irrisoria e di norma non costituisce un limite al suo consumo.

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POLPETTE SAPORITE IN AGRODOLCE

| Secondi

Queste polpette saporite in agrodolce sono davvero super buone. Inevitabile la scarpetta.

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INGREDIENTI PER LE POLPETTE SAPORITE IN AGRODOLCE

Per 4 pers.

400 gr. di tritato di vitello

100 gr. di mollica di pane casereccio raffermo

Latte per ammollare il pane

Due uova

Un ciuffo di prezzemolo

Due cucchiaiate abbondanti di parmigiano o grana grattugiati

Pangrattato per impanare q. b.

Olio evo q. b.

500 gr. di polpa di pomodoro tritata fine

Uno spicchio di aglio

Due cucchiai di aceto di mele

Un cucchiaio di zucchero

Un cucchiaio di pinoli

Un cucchiaio di uva passa

1/2 bicchiere di brodo vegetale

Sale e pepe q. b.

PROCEDIMENTO

Ammollare nel latte la mollica, strizzarla e aggiungerla al tritato con metà prezzemolo, le due uova, il parmigiano il grana, sale e pepe. Lavorare con le mani, se l’impasto dovesse risultare troppo molle aggiungere una cucchiaiata di pangrattato. Formare delle polpette grandi come una pallina da ping pong e passarle nel pangrattato. Rosolarle in olio evo e tenerle al caldo. In una larga padella antiaderente mettere la polpa di pomodoro, lo spicchio di aglio tritato finemente, due cucchiai di olio evo, i pinoli, l’uva passa, sale, pepe e lasciare cuocere 20 min. a fuoco basso. Poi unire le polpette, lo zucchero, l’aceto e il brodo. Coperchiare e cuocere x 25 min. Alla fine aggiungere il prezzemolo tritato e servire le polpette saporite in agrodolce: calde o tiepide. BUON APPETITO

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CURIOSITA’

I PINOLI

I pinoli sono i semi commestibili prodotti da alcuni tipi di pino, primo fra tutti quello comune noto col nome scientifico Pinus pinea; i pinoli sono inseriti tra le scaglie delle pigne prodotte dai pini e sono avvolti da un guscio solido chiamato strobilo che li protegge.
Per ottenere 5 chilogrammi di pinoli sgusciati ne sono necessari circa 100 di pigne.
La raccolta delle pigne per la produzione di pinoli avviene nel periodo compreso da ottobre ad aprile; queste vengono poi ammucchiate e lasciate ad essiccare ai primi raggi del sole primaverile. In seguito i pinoli vengono privati del loro guscio protettivo, puliti, essiccati e messi in vendita dopo un’accurata selezione.

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