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OSSOBUCO DI VITELLO IN GREMOLATA

| Carni, Secondi

L’ossobuco di vitello in gremolata, ricetta milanese. Molto saporita e golosa, insaporita dalla gremolata finale.

 

INGREDIENTI PER L’OSSOBUCO DI VITELLO IN GREMOLATA

Per 4 pers.

4 ossobuchi di vitello

Una cipolla

50 gr. di burro

Tre cucchiai di olio evo

Farina 00 per infarinarli

1/2 bicchiere di vino bianco

Brodo leggero anche di dado (un litro)

Sale e pepe

Due spicchi di aglio

Un ciuffo di prezzemolo

Un limone bio

PROCEDIMENTO

In una larga padella antiaderente fare appassire nel burro e olio la cipolla tritata, poi unire gli ossobuchi infarinati e farli colorire da entrambi i lati, salare e pepare, sfumare con il vino bianco e cuocere 1 ora e 30 minuti unendo man mano il brodo caldo, girandoli ogni tanto. Cinque minuti prima di spegnere unire un trito fine, di: gli spicchi di aglio, prezzemolo e la buccia del limone. Servire gli ossobuchi di vitello in gremolata ben caldi. BUON APPETITO

CURIOSITA’
LIMONE
I limoni giungono a maturazione in tre diversi periodi dell’anno, la prima fruttificazione, chiamata invernale o primofiore, giunge a maturazione in Ottobre; la seconda fruttificazione avviene a Marzo (i limoni di questo tipo – conosciuti anche come bianchetti – sono di minor pregio commerciale); nel corso della terza fruttificazione, tra Giugno e Luglio, maturano i limoni verdelli, così chiamati per il colore della buccia, che è particolarmente compatta e aderente alla polpa.
Il limone è ricco di oli essenziali, il principale dei quali è il limonene, concentrato prevalentemente nella scorza. Gli oli essenziali del limone hanno un elevato potere antibiotico e disinfettante. Applicati sulla pelle, svolgono anche un’azione revulsiva (richiama il sangue in superficie) e per tale motivo risultano utili in caso di reumatismi, inoltre, sono cicatrizzanti. Il limone (assieme al pomodoro) è il vegetale con il più alto contenuto di acido citrico, una sostanza essenziale per il ricambio energetico delle cellule. Contiene inoltre citrati di sodio e di potassio, che hanno un notevole potere depurativo.
Dal limone lo scienziato ungherese Albert Szent-Gyorgy riuscì per primo a isolare la vitamina C, di cui il frutto è particolarmente ricco.

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TRIPPA ALLA ROMANA CON LA MENTUCCIA

| Secondi

La trippa alla romana con la mentuccia un’antica ricetta della città eterna, squisita e famosissima.

INGREDIENTI PER LA TRIPPA ALLA ROMANA CON LA MENTUCCIA

Per 4 pers.

Un chilo di trippa

Due carote medie

Una costa di sedano

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

Sei cucchiai di olio evo

Due chiodi di garofano

una scatola da 400 gr. di pomodori pelati

Un bicchiere di vino bianco

100 gr. di pecorino romano grattugiato

Sale e pepe

Un ciuffo di mentuccia

PROCEDIMENTO

Se usate la trippa cruda datele una precottura di un’ora in acqua leggermente salata dopo averla ben lavata. Scolarla e tagliarla a pezzetti. Pelare, lavare le carote e tagliarle a rondelle. Lavare e tagliare a tocchetti il sedano, pelare e affettare la cipolla: In un tegame versare l’olio e farvi rosolare le verdure con l’aglio. Unire la trippa e i chiodi di garofano, lasciare asciugare l’acqua residua della trippa (circa 20 minuti ) e sfumare con il vino. Salare e pepare, unire la mentuccia. Aggiungere i pelati schiacciati con una forchetta e due bicchieri di acqua. Cuocere coperta con un coperchio a fuoco medio basso per un’ora, se occorre aggiungere poca acqua. Aggiustare di sale e pepe. Un paio di minuti prima di spegnere amalgamarvi il pecorino. Servite la vostra trippa alla romana con mentuccia ben calda accompagnata con fette di pane casereccio. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

TRIPPA

Una volta era molto facile trovare posti dove si poteva mangiare la trippa, quando il “foiolo” di manzo, vitello o il “trippino” di maiale erano piatti comuni nella gastronomia popolare.
Ora un po’ meno, se non in qualche ruspante agriturismo, lontano da chi è a dieta. Sicuramente la trippa è una vivanda molto sostanziosa dal punto di vista dell’apporto proteico, molto simile a quello della carne di vitello, ma il suo contenuto in grassi è relativamente basso: solo il 4%. Chi si lamenta della “pesantezza” del prodotto – ovvero della sua scarsa digeribilità – dovrebbe sapere che ciò è solitamente dovuto all’aggiunta di spezie e condimenti: in verità la trippa apporta solo 106 calorie all’etto.
In più, nella trippa, è anche da sottolineare una benefica presenza di sostanze minerali, specialmente calcio e fosforo.

 

Tratto da doz-log

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PICCOLI MOSCARDINI IN INSALATA CON PATATE

| Pesce, Secondi

I piccoli moscardini in insalata con patate: un gustoso piatto di mare da servire come secondo o antipasto.

INGREDIENTI PER I PICCOLI MOSCARDINI IN INSALATA CON PATATE

Per 4 pers.

Un kg. di piccoli moscardini

600 gr. di patate

Mezzo bicchiere di aceto bianco

Sei cucchiai di olio evo

Un cucchiaio di aceto di mele

Uno spicchio di aglio

Un ciuffo di prezzemolo

Sale e pepe q. b.

PROCEDIMENTO

L’idea mi è venuta vedendo dal pescivendolo questi piccoli moscardini, che ho pensato di sostituirli al posto del polipo. Fare bollire abbondante acqua con il mezzo bicchiere di aceto bianco. Versarvi i moscardini ben lavati e lasciati interi, fare lessare per 15 min.. aggiungere il sale solo pochi minuti prima di spegnere. Nel frattempo cuocere a parte con la buccia le patate in acqua salata. Scolarle e pelarle dopo averle fatte intiepidire, tagliarle a pezzi, disporle su un piatto di portata e sopra distribuirvi i moscardini scolati. In una ciotola preparare una salsina con l’olio evo, il cucchiaio di aceto di mele (più delicato), il prezzemolo tritato, lo spicchio di aglio tritatissimo, sale e pepe, emulsionare sbattendo con una forchetta. Poi con questo condimento  irrorare i piccoli moscardini in insalata con patate e servire. BUON APPETITO.

CURIOSITA’

I MOSCARDINI

moscardini (o polpi muschiati) sono prodotti della pesca simili al polpo; non a caso vengono anche chiamati “polpi di sabbia”. I moscardini appartengono al Phylum dei Molluschi, Classe Cefalopodi, Ordine Octopodi, famiglia Octopodidae, Genere Eledone, Specie moschata; pertanto, la nomenclatura binomiale dei moscardini è Eledone moschata. Dal punto di vista morfologico, i moscardini si differenziano dal polpo in merito a: dimensioni più contenute (mediamente intorno ai 20cm, ma non sono rari esemplari che raggiungono i 70cm), testa dalla conformazione peculiare (ovale), occhi più sporgenti, tentacoli provvisti di una sola fila di ventose e più lunghi (il terzo tentacolo destro degli esemplari maschili è più corto e funge da organo riproduttivo). I moscardini sono color grigio-bruno con macchie nere; hanno una minor capacità di mimetismo rispetto al polpo e risultano quindi più facili da avvistare. Gli esemplari più grossi si trovano nei pressi del Mar Egeo mentre la maggior densità di popolazione è localizzata nell’Adriatico settentrionale.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/moscardini.html

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FRITTURA DI RITUNNI (ZERRI)

| Pesce, Secondi

Con la frittura di ritunni (zerri) un buon pesce azzurro. ogni tanto si può fare un peccato di gola

INGREDIENTI PER LA FRITTURA DI RITUNNI (ZERRI)

Per 4 pers

Un chilo di zerri

Farina di semola di grano duro

Olio per friggere

Sale

Due limoni

PROCEDIMENTO

Lavare bene gli zerri, lasciarli interi, non vanno puliti all’interno. Metterli in un colapasta, salarli, poi infarinare con farina di semola di grano duro e non 00. Friggere in olio abbondante e servire la frittura di ritunni (zerri) con spicchi di limone. BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI ZERRI

Gli zerri: in siciliano ritunni. Lo zerro è una specie diffusa nel Mediterraneo. Un piccolo pesce, la cui lunghezza non supera i venti centimetri e che vive in branchi sui fondali ricchi di posidonia. Le femmine hanno strisce nerastre verticali dal dorso ai fianchi, mentre i maschi si distinguono per le linee azzurrine che corrono longitudinalmente sui fianchi e, nel periodo nuziale, dalla livrea coloratissima. Un pesce incluso tra quelli “poveri”, perché da sempre considerato, dal punto di vista commerciale, poco interessante e venduto a basso costo. Molto spesso appena pescato viene ributtato in mare, onde evitare di avere solo costi, se si considera lo scarso guadagno alla vendita. Eppure, questi pesci “poveri” non sono tali dal punto di vista nutrizionale. Non potranno competere con altre specie più meritevoli, ma anch’essi sono validamente in grado di contribuire al piacere della nostra tavola ed al benessere del nostro corpo, oltre che a quello del nostro portafoglio. In alcune regioni, dove lo zerro è pescato intensamente, vengono impiegate particolari reti a strascico. In Sicilia, in comune con la pesca alle boghe e ai sugarelli, per lo zerro viene utilizzata la “filosa”, una particolare lenza da traino. Lo zerro è molto diffuso anche in Liguria, dove prende il nome di zerlo o pignuetto.

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COSCE DI POLLO PANATE AL FORNO

| Carni, Secondi

Le cosce di pollo panate al forno: sono di una bontà unica.

INGREDIENTI PER LE COSCE DI POLLO PANATE AL FORNO

Per 4 pers.

4 cosce con sovracoscia di pollo

150 gr. di pangrattato

Un cucchiaino colmo di origano

1/2 bicchiere di olio evo

Due limoni

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Eliminare tutta la pelle dalle cosce di pollo, lavarle e asciugarle bene. In una ciotola mescolare il pangrattato, un pizzico di sale, pepe e l’origano. In un’altra ciotola sbattere l’olio evo con il succo dei limoni. Salare poco le cosce di pollo, passarle uniformemente nel succo e olio, poi nel pangrattato facendolo aderire bene. Disporre in teglia velata di olio. Infornare a 180° per circa 50 min. Controllare la cottura e servire le cosce di pollo panate al forno calde BUON APPETITO

CURIOSITA’

OLIO DI OLIVA

Le prime piantagioni di ulivi ebbero luogo circa 6.000 anni prima della venuta di Cristo, ed esattamente in Palestina e Siria; solo nel 1000 a.C. l’ulivo venne importato in Italia. L’olio d’oliva, a differenza da tutti gli altri oli che si ottengono da semi, è l’unico che si ottiene dal frutto della pianta. L’olio di oliva è praticamente un grasso allo stato liquido a temperatura ambiente. L’olio di oliva extravergine si ottiene dalla spremitura meccanica delle olive escludendo qualsiasi trattamento industriale. Per meritarsi la denominazione di olio di oliva extravergine, oltre ad essere estratto in modo esclusivamente meccanico, l’olio non deve essere soggetto ad alcun tipo di riscaldamento, il suo grado di acidità non deve essere superiore all’ uno per cento ed il suo punteggio da un punto di vista organolettico non deve essere inferiore a 6,5. Tutti gli oli che non soddisfano queste caratteristiche vengono messi in commercio con altre denominazioni. Alimento fondamentale della dieta mediterranea, l’olio extravergine di oliva è ormai considerato un elemento fondamentale per la cura e la prevenzione di diverse patologie. Secondo diversi studi, condotti a più riprese, sono state dimostrate diverse proprietà benefiche dell’olio extravergine di oliva: il suo uso abituale riduce la presenza di colesterolo LDL o “colesterolo cattivo” ed aumenta la percentuale di quello “buono”.

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SCALOPPINE SQUISITEZZA AL PARMIGIANO

| Carni, Secondi

Le scaloppine squisitezza al parmigiano, gustosissime, veloci e semplici da preparare. Quindi che aspettiamo a prepararle ??

INGREDIENTI PER LE SCALOPPINE SQUISITEZZA AL PARMIGIANO

Per 4 pers.

600 gr. di scaloppine di vitello

Uno scalogno

50 gr. di burro

Tre cucchiai di olio evo

1/2 bicchiere di vino bianco secco

300 gr. di polpa di pomodoro tritata finemente

Un ciuffetto di prezzemolo

60 gr. di parmigiano grattugiato

Sale e pepe

Farina 00 per infarinare

Infarinare le scaloppine di vitello. In una larga padella fare appassire lo scalogno tritato nel burro e olio evo, unire la carne, farla dorare da ambo le parti, salare e pepare. Sfumare con  il vino bianco, togliere la carne e tenerla in caldo, unire al condimento la polpa tritata di pomodoro,  aggiustare di sale e pepe, fare restringere per 5 min., rimettere la carne, cospargere di prezzemolo tritato e fare insaporire qualche min. Poi cospargere con il parmigiano. Coprire con un coperchio e far riposare 2 min. prima di servire le scaloppine squisitezza al parmigiano. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LO SCALOGNO

Lo scalogno (A. ascalonicum L.) è una pianta appartenente al genere Allium, famiglia delle Liliaceae, la stessa di cipolla, aglio, porro ed erba cipollina; non a caso, è abbastanza simile alla cipolla anche se presenta dimensioni notevolmente più contenute. Lo scalogno cresce a piccoli cespi, ha foglie verdi, sottili, lesiniformi e vuote; in luglio fiorisce con piccoli fiori color porpora che poi maturano in semi neri. Dello scalogno se ne commercializzano prevalentemente due varietà, una piccola e precoce (più pregiata) ed una tardiva e più grossa (meno intensa).
Lo scalogno è coltivato da tempi remoti ma ciò che è strano è che NON se ne trovano manifestazioni puramente spontanee; pertanto, risalire all’eventuale zona di origine risulta complicato. Documenti storici lo collocano sia in Asia centrale, sia in Palestina ed Egitto, ma non tutti sono d’accordo sul fatto che costituisca una pianta spontanea autoctona; di conseguenza, è possibile che anche in tali luoghi abbia rappresentato una proliferazione post-colturale. Contrariamente a quanto molti sostengono, lo scalogno NON è un incrocio tra la cipolla gialla e l’aglio, bensì una specie botanica a se stante

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/scalogno.html

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FUSI DI POLLO ALLE ERBE FINI

| Carni, Secondi

I fusi di pollo alle erbe fini vi piaceranno molto.  Un piatto di carne bianca da leccarsi i baffi. 

INGREDIENTI PER I FUSI DI POLLO ALLE ERBE FINI

Per 4 pers.

8 fusi di pollo

1/2 cipolla

Due spicchi di aglio

Una costola di sedano

Una carota

Qualche ago di rosmarino

Qualche foglia di salvia

La buccia di un limone

Qualche fogliolina di maggiorana

Un rametto di timo

Un ciuffetto di prezzemolo

Tre-quattro pomodori pelati

Due noci di burro

Vino bianco secco q. b.

Sale e pepe

Olio evo

Un bicchierino di brandy

PROCEDIMENTO

Tritare al mixer: la cipolla, uno spicchio di aglio, il sedano, la carota, il rosmarino, la salvia, la buccia del limone (solo la parte gialla), la maggiorana, il timo e il prezzemolo. Fare soffriggere in una casseruola con il burro e un cucchiaio di olio.

Aggiungere i pomodori pelati tritati e lasciare insaporire.

Salare, pepare e unire un mestolino di acqua calda e cuocere 20 min. a fuoco lento. Intanto in un’altra casseruola a parte rosolare in due cucchiai di olio e un pezzetto di burro lo spicchio di aglio, unire i fusi di pollo, salare e pepare e fare insaporire poi portare a cottura spruzzando spesso con vino bianco. Alla fine unirvi il sughetto e il bicchierino di brandy. Lasciare evaporare qualche minuto. Servire i fusi di pollo alle erbe fini subito. BUON APPETITO

CURIOSITA’

Il PREZZEMOLO

La pianta del prezzemolo è originaria del sud dell’Europa ed è a carattere biennale nel senso che al secondo anno di vita, dopo la fioritura, muore.
Il prezzemolo contiene il 5,80 % d’acqua, il 50% di carboidrati, il 26% di proteine, fibre, zuccheri ceneri e grassi ( 5,50% ); i minerali presenti sono calcio, potassio, sodio, fosforo, magnesio, ferro, zinco, selenio e manganese.
Tra le vitamine presenti vi sono la vitamina A, B1, B2, B3, B5, B6, la vitamina C, E, K e J; questi invece gli aminoacidi: acido aspartico e glutammico, cistina, arginina, alanina, fenilalanina, glicina, valina, treonina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, serina e tirosina. Sono inoltre presenti buone quantità di flavonoidi.

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POLLO PANATO ALL’ARANCIA COTTO AL FORNO

| Carni, Secondi

Il pollo panato all’arancia cotto al forno, un sapore nuovo per la solita cotoletta.

INGREDIENTI PER IL POLLO PANATO ALL’ARANCIA COTTO AL FORNO

Per 4 pers.

4  fette non troppo sottili di petto di pollo

Due-tre arance

4 cucchiai di olio evo

Sale e pepe

Pangrattato

PROCEDIMENTO

Tagliare dalle arance 4 rondelle per la decorazione e tenere da parte. Dalle rimanenti ricavarne il succo, metterlo in una ciotola, emulsionarlo all’olio, sale e pepe. Lasciarvi marinare per un’ora in frigo le fette di pollo. Poi passarle bene nel pangrattato, Disporle su carta forno, sopra la placca e infornare a 180° per mezz’ora. A metà cottura rivoltarle, infine controllare la cottura e servire il vostro pollo panato all’arancia cotto al forno con una rondella di arancia sopra,  patatine fritte e insalata.

CURIOSITA’

ARANCIA

Il citrus aurantium, ossia l’arancio, è un albero da frutto che appartiene al genere Citrus (famiglia Rutaceae) e il suo frutto è chiamato arancia. Può essere alto fino a 10 metri ed è caratterizzato da foglie allungate e piuttosto corpose e da splendidi fiori bianchi. I suoi germogli sono sempre verdi e i suoi frutti sono costituiti da bacche piuttosto grandi, chiamate anche esperidi. Per trovare l’origine del nome bisogna risalire alla mitologia greca in cui si parla appunto dell’arancio e si narra di come questi alberi crescessero nel giardino delle Esperidi, tre bellissime fanciulle, figlie di Atlante e della Notte. L’origine dell’albero si fa risalire alla Cina e al Giappone, ma è anche molto facile trovarlo in Spagna, Grecia e Italia, dove è stato importato prima dagli arabi ed in seguito dai mercanti genovesi. Si ritiene che sia stato diffuso in Italia nel XIV sec, in particolare in Sicilia, dove da allora gli aranceti rappresentano il caratteristico paesaggio delle campagne e dove se ne coltivano molte varietà.
Il termine “agrumi” con il quale si classificano le arance, si riferisce al suo gusto acidulo o agre, ciò che vale anche per i limoni, i pompelmi, le clementine e il cedro. Sono il frutto che caratterizza l’inverno: infatti la sua maturazione avviene dal mese di novembre fino alla primavera e si possono raccogliere addirittura fino a giugno – luglio e i frutti che possono essere raccolti in un anno sono circa 500.

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MANZO LESSO IN SALSA VERDE

| Carni, Secondi

 

Il manzo lesso in salsa verde. Avete preparato il bollito per il brodo dei tortellini e non sapete come servire la carne? Ecco una salsa per accompagnarlo e rendere gustoso il vostro bollito.

 

INGREDIENTI PER IL MANZO LESSO IN SALSA VERDE

Un mazzetto abbondante di prezzemolo

Un tuorlo di uovo sodo

Un pugno di mollica di pane raffermo

Uno spicchio di aglio

Due-tre filetti di acciuga salata

Un pezzettino di peperoncino (facoltativo)

Sale q.b.

Olio evo q.b.

PROCEDIMENTO

CURIOSITA’

PREZZEMOLO

La pianta del prezzemolo è originaria del sud dell’Europa ed è a carattere biennale nel senso che al secondo anno di vita, dopo la fioritura, muore.
Il prezzemolo contiene il 5,80 % d’acqua, il 50% di carboidrati, il 26% di proteine, fibre, zuccheri ceneri e grassi ( 5,50% ); i minerali presenti sono calcio, potassio, sodio, fosforo, magnesio, ferro, zinco, selenio e manganese.
Tra le vitamine presenti vi sono la vitamina A, B1, B2, B3, B5, B6, la vitamina C, E, K e J; questi invece gli aminoacidi: acido aspartico e glutammico, cistina, arginina, alanina, fenilalanina, glicina, valina, treonina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, serina e tirosina. Sono inoltre presenti buone quantità di flavonoidi.
Sono molte le proprietà terapeutiche ed i benefici attribuiti al prezzemolo, vediamo quali. I flavonoidi presenti nel prezzemolo hanno proprietà antiossidanti, la luteolina in particolare, e sono in grado di ritardare l’invecchiamento cellulare; gli olii essenziali hanno invece dimostrato di essere in possesso di proprietà antitumorali contrastando e neutralizzando alcune sostanze ritenute cancerogene.

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CHAMPIGNON RIPIENI ALLA SALSICCIA E SPINACI

| Secondi, Verdure

Ottimi questi champignon ripieni alla salsiccia e spinaci, molto gustosi. Costituiscono un piatto completo.

INGREDIENTI PER I CHAMPIGNON RIPIENI ALLA SALSICCIA E SPINACI

Per 4 pers.

12 funghi champignon grandi

150 gr. di spinaci già puliti

150 gr. di salsiccia fresca

40 gr. di burro

Uno scalogno

Uno spicchio di aglio

Un ciuffo di prezzemolo

Sale e pepe q. b.

Un mestolo di brodo vegetale (anche di dado)

Olio per la pirofila

PROCEDIMENTO

Pulire i funghi un po con uno straccetto umido, tenere da parte i gambi, e scavare poco l’interno dei cappelli per allargare la cavità, tritare a dadini i gambi e la parte tolta ai cappelli. In padella  far sciogliere il burro e rosolare poco lo scalogno e lo spicchio di aglio tritati, unire il trito di funghi, rosolare per 2 min., aggiungere anche gli spinaci tagliati a striscioline, sale, pepe e prezzemolo tritato, lasciare cuocere un altro paio di min.. Fare raffreddare e mescolare alla salsiccia spellata e sbriciolata. Con questo miscuglio riempire i cappelli dei funghi e disporli in una teglia leggermente oleata  e versarvi il mestolo di brodo vegetale.

Infornare a 180° per 25-30 min. Servire gli champignon ripieni alla salsiccia e spinaci, caldi o tiepidi. BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI SPINACI

Gli spinaci, uno dei prodotti ortofrutticoli più diffusi sul pianeta, sono una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae. Possono raggiungere l’altezza di 70 cm circa con grosse foglie verde scuro.
Le origini delle spinaci paiono risalire al continente asiatico, e precisamente in Nepal, dove pare siano stati coltivati per la prima volta; tuttavia esistono testimonianze che asseriscono che già nel cinquecento, a Firenze, le suore benedettine coltivassero già le spinaci nei loro orti.
Il periodo di raccolta delle spinaci va da novembre fino a marzo.
Gli spinaci sono caratterizzati da un alto contenuto di vitamine A e C e in minore quantità, vitamine B, D, F, PP e K; oltre alle vitamine troviamo una discreta quantità di minerali quali rame, potassio, zinco, calcio e fosforo. Cento grammi di spinaci contengono: 90 gr. di acqua, 2 gr. di fibre, 3,4 di proteine, 0,7 gr, di grassi e 3 grammi di carboidrati.
Molto importante, come andremo a vedere, la presenza nelle spinaci della luteina, un carotenoide con particolari proprietà utili alla vista.

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