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POLLO AGLI ANACARDI E ZENZERO

| Carni, Secondi

Il pollo agli anacardi e zenzero, un buonissimo piatto di carne all’orientale.

INGREDIENTI PER IL POLLO AGLI ANACARDI E ZENZERO

Per 4 pers.

Un petto di pollo intero

150 gr. di anacardi tostati e non salati

5 cucchiai di olio evo

Un cipollotto

Un pezzetto di zenzero

Un cucchiaio di aceto di riso o di mele

4 cucchiai di salsa di soia

Due cucchiaini di amido

farina 00 per infarinare

sale e pepe

PROCEDIMENTO

Tagliare a piccoli bocconcini il petto di pollo. Nel wok rosolare in olio il cipollotto tritato,  lo zenzero e gli anacardi. Unire poi il pollo infarinato e rosolare a fuoco vivo per 4-5  minuti. Abbassare la fiamma e versarvi il cucchiaio di aceto di riso e i cucchiai di salsa di soia e cuocere per un minuto. Infine unire 1 l’amido diluito in due cucchiai di acqua fredda e cuocere ancora 1 istante, aggiustare di sale se ce ne fosse bisogno, pepare. Servire subito il pollo agli anacardi e zenzero. BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI ANACARDI

La forma tipica di un cuore, gli Anacardi sono chiamati appunto con il nome cardi per la loro forma “cardiaca” sono un alimento che cresce su possenti alberi nell’America centrale e meridionale. Oggi viene coltivata la specie “Anacardio” in tutte le regioni tropicali del mondo. Esistono diverse razze di questa pianta. Attenzione non sono immediatamente pronti per essere consumati, perchè in realtà tossici. Gli anacardi sono sempre venduti sgusciati perché all’interno delle conchiglie contengono una resina caustica, nota come “Balsamo anacardi“, che deve essere accuratamente rimossa prima che le noccioline siano idonee al consumo. Questa resina caustica è effettivamente utilizzata dalle industrie per produrre vernici e insetticidi. Non solo gli anacardi hanno un minore contenuto di grassi rispetto alla maggior parte di altri frutti a guscio, circa il 75% del loro grasso è formato da acidi grassi insaturi, e nell’ oltre il 75% di questi è presente l’acido oleico, lo stesso presente nell’olio d’oliva .

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BOCCONCINI DI POLLO AL FORNO

| Carni, Secondi

I bocconcini di pollo al forno, un’idea per far mangiare la carne ai bambini, ottimi perchè non essendo fritti risultano leggeri e gustosissimi.

INGREDIENTI PER I BOCCONCINI DI POLLO AL FORNO

Per 4 pers.

Un petto di pollo

Un cucchiaino di paprika dolce

Un cucchiaino raso di curcuma

Due uova

Olio evo

Pangrattato per impanare

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Tagliare il petto di pollo a pezzetti di 4-5 cm. Mescolare il pangrattato con la paprika dolce, la curcuma, sale, a piacere pepe. Passare la carne nell’olio, poi in uovo sbattuto con un pizzico di sale e infine nel pangrattato, panarli per bene da tutti i lati. Disporli su carta forno e infornare a 190° per 10 minuti per parte, fino a doratura. Servire i bocconcini di pollo al forno ben caldi accompagnati con spicchi di limone. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA CURCUMA

In India è conosciuta ed utilizzata da almeno 5.000 anni, come medicina, spezia e anche colorante; botanicamente parlando, la curcuma appartiene alla famiglia delle Zingiberacee. Si tratta di piante erbacee, perenni, dotate di rizoma e coltivate prevalentemente nelle regioni tropicali. La pianta della curcuma è caratterizzata da foglie lunghe a forma ovale, mentre i fiori sono raccolti in spighe. Il suo nome deriva dalla lingua persiana-indiana e precisamente dalla parola Kour Koum, che significa zafferano; infatti la Curcuma è anche nota col nome di Zafferano delle Indie. I suoi rizomi, che sono la parte della pianta che contiene i principi attivi, o droga, vengono fatti bollire per parecchie ore e fatti seccare in grandi forni, dopodiché vengono schiacciati fino ad ottenere una polvere giallo-arancione che viene comunemente utilizzata come spezia nella cucina del Sud Asia. La spezia che si ricava dalla curcuma, come abbiamo detto di un bel colore giallo dorato, contiene centinaia di componenti; tuttavia l’attenzione degli studiosi si è concentrata su uno in particolare: la curcumina.
Altri componenti della curcuma sono rappresentati da potassio, da vitamina C, e per il 26% da amido. Molto importante anche la presenza di oli eterici che sono in grado di stimolare l’appetito e quelli amari che sono in grado di stimolare la formazione di enzimi digestivi.

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COSTOLETTE DI MAIALE ALLA FIAMMA

| Carni, Secondi

Ottime le costolette di maiale alla fiamma, per non portare a tavola la solita bistecca.

INGREDIENTI PER LE COSTOLETTE DI MAIALE ALLA FIAMMA

Per 4 pers.

4 costolette di maiale

50 gr. di burro

Due bicchierini di vodka

Un bicchiere di brodo

Un ciuffo di prezzemolo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO


In una larga padella dove potranno starci le costolette, far sciogliere il burro, unire le costolette di maiale e far rosolare 4 minuti per parte. Salare, pepare e irrorare con un bicchierino di vodka, non appena sarà bollente spegnere e infiammare. (ATTENZIONE A NON BRUCIARSI) Rimettere sul fuoco con il bicchiere di brodo, cospargere con il prezzemolo tritato e lasciare asciugare il fondo di cottura a fiamma viva. Versarvi l’altro bicchierino di vodka e fare sfumare sempre a fiamma viva. Servire subito le costolette di maiale alla fiamma, accompagnate con u’insalata. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

LA VODKA

La vodka è una bevanda alcolica distillata, ad alta gradazione di etanolo. Si tratta di un superalcolico che contiene anche acqua e, talvolta, piccole percentuali di coloranti e aromatizzanti. La vodka originale è ricavata dalla distillazione di patate o cereali fermentati, anche se alcune varietà più moderne utilizzano substrati differenti, come la frutta o lo zucchero raffinato.
Dal 1890, grazie alle direttive del chimico russo Dmitrij Mendeleev, la vodka standard di origine russa, ucraina, estone, polacca, lettone, lituana e ceca, deve contenere una percentuale di alcol pari al 40% in volume (80 proof). D’altro canto, l’Unione Europea (UE) ha stabilito un minimo di 37,5% vol. per qualsiasi vodka (caratteristica imprescindibile per rientrare in tale categoria). I tipi di vodka venduti negli Stati Uniti d’America, invece, possiedono una gradazione alcolica MINIMA del 40% vol.. La vodka viene bevuta tradizionalmente liscia e spesso refrigerata (soprattutto nei paesi dell’Europa Orientale che si affacciano sul Mar Baltico). E’ anche comunemente usata nella formulazione di diversi cocktail e bevande di vario genere

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/vodka.html

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POLPETTE CON PINOLI E UVETTA AL LIMONE

| Carni, Secondi

Le polpette con pinoli e uvetta al limone, un secondo di carne molto saporito e aromatico.

INGREDIENTI PER LE POLPETTE CON PINOLI E UVETTA AL LIMONE

Per 4 pers.

500 gr. di tritato di vitello

150 gr. di pane casereccio raffermo

Due uova

Due limoni bio

Un ciuffo di prezzemolo

Uno spicchio di aglio

Un cucchiaio di pinoli

Un cucchiaio  colmo di uvetta

Un pizzico di cannella

50 gr. di parmigiano grattugiato

Mezzo bicchiere di vino bianco

Farina

Olio evo

Una noce di burro

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Ammollare l’uvetta nel vino bianco e il pane in acqua. In una ciotola capiente mettere il tritato di vitello, il pane strizzato, le uova, il parmigiano, lo spicchio di aglio e il prezzemolo tritati finemente, la cannella, la buccia grattugiata di un limone, sale e pepe, l’uvetta scolata (ma non buttare il vino), i pinoli e amalgamare bene. Formare le polpette, infarinarle. In una larga padella far scaldare 5 cucchiai di olio evo e il burro, farvi rosolare a fuoco dolce le polpette, sfumare con il vino bianco e unire il succo dei due limoni, lasciare insaporire un paio di minuti. Aggiustare di sale e pepe. Servire le polpette con pinoli e uvetta ben calde, accompagnate da un’insalatina delicata.

 

CURIOSITA’

I PINOLI

I pinoli sono i semi commestibili prodotti da alcuni tipi di pino, primo fra tutti quello comune noto col nome scientifico Pinus pinea; i pinoli sono inseriti tra le scaglie delle pigne prodotte dai pini e sono avvolti da un guscio solido chiamato strobilo che li protegge.
Per ottenere 5 chilogrammi di pinoli sgusciati ne sono necessari circa 100 di pigne.
La raccolta delle pigne per la produzione di pinoli avviene nel periodo compreso da ottobre ad aprile; queste vengono poi ammucchiate e lasciate ad essiccare ai primi raggi del sole primaverile. In seguito i pinoli vengono privati del loro guscio protettivo, puliti, essiccati e messi in vendita dopo un’accurata selezione.
In Europa sono principalmente due le specie di pino che producono semi abbastanza grandi da essere coltivati: il pino comune ed il pino cembro.

 

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INVOLTINI DI VITELLO SAPORITI

| Carni, Secondi

Gli involtini di vitello saporiti, un gustoso piatto di carne che se accompagnato da un’insalata può risolvere una cena o un pranzo.

INGREDIENTI PER GLI INVOLTINI DI VITELLO SAPORITI

Per 4 pers.

8 fettine di vitello di circa 50 gr. ciascuna

150 gr. di spinaci crudi già puliti

4 fettine di mortadella

100 gr. di fontina

un cucchiaio di polpa di pomodoro tritata finemente

40 gr. di burro

Due cucchiai di olio

Un bicchierino di marsala secco

Un bicchiere di brodo (anche vegetale )

Farina 00 per infarinare

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Prendere le fettine di vitello e metterle su un tagliere, su ognuna disporre: mezza fettina di mortadella, gli spinaci tagliuzzati, poco sale, pepe e la fontina tagliata sottile. Arrotolare ad involtino e fissare con due stecchini. Infarinarli, eliminare la farina in eccesso e farli rosolare in una padella con: il burro e l’olio. Farli colorire, peparli e spruzzarli con il marsala secco. Quando sarà evaporato, unirvi un mestolino di brodo caldo e la polpa di pomodoro. Cuocere per 20 minuti circa e se occorre aggiungere altro brodo. Eliminare gli stecchini e servire gli involtini di vitello saporiti con un’insalata di pomodori. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

GLI SPINACI

Le origini delle spinaci paiono risalire al continente asiatico, e precisamente in Nepal, dove pare siano stati coltivati per la prima volta; tuttavia esistono testimonianze che asseriscono che già nel cinquecento, a Firenze, le suore benedettine coltivassero già le spinaci nei loro orti.
Il periodo di raccolta delle spinaci va da novembre fino a marzo.
Gli spinaci sono caratterizzati da un alto contenuto di vitamine A e C e in minore quantità, vitamine B, D, F, PP e K; oltre alle vitamine troviamo una discreta quantità di minerali quali rame, potassio, zinco, calcio e fosforo. Cento grammi di spinaci contengono: 90 gr. di acqua, 2 gr. di fibre, 3,4 di proteine, 0,7 gr, di grassi e 3 grammi di carboidrati.
Molto importante, come andremo a vedere, la presenza nelle spinaci della luteina, un carotenoide con particolari proprietà utili alla vista.

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BISTECCHE DI MAIALE ALLA TOSCANA

| Carni, Secondi

Le bistecche di maiale alla toscana: un secondo di carne molto saporito da accompagnare con della polenta o spinaci saltati in padella.

INGREDIENTI PER LE BISTECCHE DI MAIALE ALLA TOSCANA

Per 4 pers.

4 grandi braciole di maiale con osso

Un cucchiaino colmo di concentrato di pomodoro

4-5 cucchiai di olio evo

Due spicchi di aglio

Due dl. di vino chianti classico

Farina 00 per infarinare

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Infarinare, salare e pepare le braciole. Scaldare l’olio in una larga padella e farvi rosolare la carne a fuoco vivo, abbassare la fiamma e portare a cottura, sgocciolarla, tenere in caldo e unire all’olio gli spicchi di aglio tritati finemente, far imbiondire appena e aggiungere il concentrato diluito nel chianti rosso, fare quasi ridurre quasi del tutto aggiustare di sale e pepe abbondante, rimettervi le bistecche e lasciarle insaporire 3-4 minuti. Servire le bistecche di maiale alla toscana ben calde. BUON APPETITO

  .CURIOSITA’

IL CHIANTI CLASSICO

Il Chianti Classico è uno dei vini più nobili al mondo e si fregia del nome della terra da cui nasce, nel rispetto di norme severe che ne tutelano e garantiscono la qualità.Il vino Chianti Classico ha colore rubino brillante, tendente al granato e odore profondamente vinoso. Il gusto è asciutto, sapido tendente con il tempo al morbido vellutato. La quantità di zucchero massima deve essere di 4 grammi al litro di zuccheri riduttori, l’estratto secco totale minimo 2,3% e l’acidità totale minima 5 per mille. Il Chianti Classico deve essere invecchiato per almeno 11 mesi (può essere ammesso al consumo solo a partire dal 1° ottobre dell’anno successivo alla vendemmia) ed avere una gradazione alcolica minima di 12°. Protagonista indiscusso del Chianti Classico è il Sangiovese di qualità superiore, presente in percentuali che possono andare dall’80 al 100%. Sono ammesse altre uve a bacca rossa per un ammontare complessivo che può arrivare al massimo al 20%: Canaiolo,ColorinoCabernet Sauvignon e Merlot. Il Chianti Classico di medio corpo di bassa tannicità adatto ad accompagnare carni rosse alla griglia. I piatti più elaborati, invece, come ad esempio la selvaggina, richiedono il più strutturato Riserva.

 

Tratto da: chianticlassico.it

 

 

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OSSOBUCO DI VITELLO IN GREMOLATA

| Carni, Secondi

L’ossobuco di vitello in gremolata, ricetta milanese. Molto saporita e golosa, insaporita dalla gremolata finale.

 

INGREDIENTI PER L’OSSOBUCO DI VITELLO IN GREMOLATA

Per 4 pers.

4 ossobuchi di vitello

Una cipolla

50 gr. di burro

Tre cucchiai di olio evo

Farina 00 per infarinarli

1/2 bicchiere di vino bianco

Brodo leggero anche di dado (un litro)

Sale e pepe

Due spicchi di aglio

Un ciuffo di prezzemolo

Un limone bio

PROCEDIMENTO

In una larga padella antiaderente fare appassire nel burro e olio la cipolla tritata, poi unire gli ossobuchi infarinati e farli colorire da entrambi i lati, salare e pepare, sfumare con il vino bianco e cuocere 1 ora e 30 minuti unendo man mano il brodo caldo, girandoli ogni tanto. Cinque minuti prima di spegnere unire un trito fine, di: gli spicchi di aglio, prezzemolo e la buccia del limone. Servire gli ossobuchi di vitello in gremolata ben caldi. BUON APPETITO

CURIOSITA’
LIMONE
I limoni giungono a maturazione in tre diversi periodi dell’anno, la prima fruttificazione, chiamata invernale o primofiore, giunge a maturazione in Ottobre; la seconda fruttificazione avviene a Marzo (i limoni di questo tipo – conosciuti anche come bianchetti – sono di minor pregio commerciale); nel corso della terza fruttificazione, tra Giugno e Luglio, maturano i limoni verdelli, così chiamati per il colore della buccia, che è particolarmente compatta e aderente alla polpa.
Il limone è ricco di oli essenziali, il principale dei quali è il limonene, concentrato prevalentemente nella scorza. Gli oli essenziali del limone hanno un elevato potere antibiotico e disinfettante. Applicati sulla pelle, svolgono anche un’azione revulsiva (richiama il sangue in superficie) e per tale motivo risultano utili in caso di reumatismi, inoltre, sono cicatrizzanti. Il limone (assieme al pomodoro) è il vegetale con il più alto contenuto di acido citrico, una sostanza essenziale per il ricambio energetico delle cellule. Contiene inoltre citrati di sodio e di potassio, che hanno un notevole potere depurativo.
Dal limone lo scienziato ungherese Albert Szent-Gyorgy riuscì per primo a isolare la vitamina C, di cui il frutto è particolarmente ricco.

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TRIPPA ALLA ROMANA CON LA MENTUCCIA

| Secondi

La trippa alla romana con la mentuccia un’antica ricetta della città eterna, squisita e famosissima.

INGREDIENTI PER LA TRIPPA ALLA ROMANA CON LA MENTUCCIA

Per 4 pers.

Un chilo di trippa

Due carote medie

Una costa di sedano

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

Sei cucchiai di olio evo

Due chiodi di garofano

una scatola da 400 gr. di pomodori pelati

Un bicchiere di vino bianco

100 gr. di pecorino romano grattugiato

Sale e pepe

Un ciuffo di mentuccia

PROCEDIMENTO

Se usate la trippa cruda datele una precottura di un’ora in acqua leggermente salata dopo averla ben lavata. Scolarla e tagliarla a pezzetti. Pelare, lavare le carote e tagliarle a rondelle. Lavare e tagliare a tocchetti il sedano, pelare e affettare la cipolla: In un tegame versare l’olio e farvi rosolare le verdure con l’aglio. Unire la trippa e i chiodi di garofano, lasciare asciugare l’acqua residua della trippa (circa 20 minuti ) e sfumare con il vino. Salare e pepare, unire la mentuccia. Aggiungere i pelati schiacciati con una forchetta e due bicchieri di acqua. Cuocere coperta con un coperchio a fuoco medio basso per un’ora, se occorre aggiungere poca acqua. Aggiustare di sale e pepe. Un paio di minuti prima di spegnere amalgamarvi il pecorino. Servite la vostra trippa alla romana con mentuccia ben calda accompagnata con fette di pane casereccio. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

TRIPPA

Una volta era molto facile trovare posti dove si poteva mangiare la trippa, quando il “foiolo” di manzo, vitello o il “trippino” di maiale erano piatti comuni nella gastronomia popolare.
Ora un po’ meno, se non in qualche ruspante agriturismo, lontano da chi è a dieta. Sicuramente la trippa è una vivanda molto sostanziosa dal punto di vista dell’apporto proteico, molto simile a quello della carne di vitello, ma il suo contenuto in grassi è relativamente basso: solo il 4%. Chi si lamenta della “pesantezza” del prodotto – ovvero della sua scarsa digeribilità – dovrebbe sapere che ciò è solitamente dovuto all’aggiunta di spezie e condimenti: in verità la trippa apporta solo 106 calorie all’etto.
In più, nella trippa, è anche da sottolineare una benefica presenza di sostanze minerali, specialmente calcio e fosforo.

 

Tratto da doz-log

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PICCOLI MOSCARDINI IN INSALATA CON PATATE

| Pesce, Secondi

I piccoli moscardini in insalata con patate: un gustoso piatto di mare da servire come secondo o antipasto.

INGREDIENTI PER I PICCOLI MOSCARDINI IN INSALATA CON PATATE

Per 4 pers.

Un kg. di piccoli moscardini

600 gr. di patate

Mezzo bicchiere di aceto bianco

Sei cucchiai di olio evo

Un cucchiaio di aceto di mele

Uno spicchio di aglio

Un ciuffo di prezzemolo

Sale e pepe q. b.

PROCEDIMENTO

L’idea mi è venuta vedendo dal pescivendolo questi piccoli moscardini, che ho pensato di sostituirli al posto del polipo. Fare bollire abbondante acqua con il mezzo bicchiere di aceto bianco. Versarvi i moscardini ben lavati e lasciati interi, fare lessare per 15 min.. aggiungere il sale solo pochi minuti prima di spegnere. Nel frattempo cuocere a parte con la buccia le patate in acqua salata. Scolarle e pelarle dopo averle fatte intiepidire, tagliarle a pezzi, disporle su un piatto di portata e sopra distribuirvi i moscardini scolati. In una ciotola preparare una salsina con l’olio evo, il cucchiaio di aceto di mele (più delicato), il prezzemolo tritato, lo spicchio di aglio tritatissimo, sale e pepe, emulsionare sbattendo con una forchetta. Poi con questo condimento  irrorare i piccoli moscardini in insalata con patate e servire. BUON APPETITO.

CURIOSITA’

I MOSCARDINI

moscardini (o polpi muschiati) sono prodotti della pesca simili al polpo; non a caso vengono anche chiamati “polpi di sabbia”. I moscardini appartengono al Phylum dei Molluschi, Classe Cefalopodi, Ordine Octopodi, famiglia Octopodidae, Genere Eledone, Specie moschata; pertanto, la nomenclatura binomiale dei moscardini è Eledone moschata. Dal punto di vista morfologico, i moscardini si differenziano dal polpo in merito a: dimensioni più contenute (mediamente intorno ai 20cm, ma non sono rari esemplari che raggiungono i 70cm), testa dalla conformazione peculiare (ovale), occhi più sporgenti, tentacoli provvisti di una sola fila di ventose e più lunghi (il terzo tentacolo destro degli esemplari maschili è più corto e funge da organo riproduttivo). I moscardini sono color grigio-bruno con macchie nere; hanno una minor capacità di mimetismo rispetto al polpo e risultano quindi più facili da avvistare. Gli esemplari più grossi si trovano nei pressi del Mar Egeo mentre la maggior densità di popolazione è localizzata nell’Adriatico settentrionale.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/moscardini.html

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FRITTURA DI RITUNNI (ZERRI)

| Pesce, Secondi

Con la frittura di ritunni (zerri) un buon pesce azzurro. ogni tanto si può fare un peccato di gola

INGREDIENTI PER LA FRITTURA DI RITUNNI (ZERRI)

Per 4 pers

Un chilo di zerri

Farina di semola di grano duro

Olio per friggere

Sale

Due limoni

PROCEDIMENTO

Lavare bene gli zerri, lasciarli interi, non vanno puliti all’interno. Metterli in un colapasta, salarli, poi infarinare con farina di semola di grano duro e non 00. Friggere in olio abbondante e servire la frittura di ritunni (zerri) con spicchi di limone. BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI ZERRI

Gli zerri: in siciliano ritunni. Lo zerro è una specie diffusa nel Mediterraneo. Un piccolo pesce, la cui lunghezza non supera i venti centimetri e che vive in branchi sui fondali ricchi di posidonia. Le femmine hanno strisce nerastre verticali dal dorso ai fianchi, mentre i maschi si distinguono per le linee azzurrine che corrono longitudinalmente sui fianchi e, nel periodo nuziale, dalla livrea coloratissima. Un pesce incluso tra quelli “poveri”, perché da sempre considerato, dal punto di vista commerciale, poco interessante e venduto a basso costo. Molto spesso appena pescato viene ributtato in mare, onde evitare di avere solo costi, se si considera lo scarso guadagno alla vendita. Eppure, questi pesci “poveri” non sono tali dal punto di vista nutrizionale. Non potranno competere con altre specie più meritevoli, ma anch’essi sono validamente in grado di contribuire al piacere della nostra tavola ed al benessere del nostro corpo, oltre che a quello del nostro portafoglio. In alcune regioni, dove lo zerro è pescato intensamente, vengono impiegate particolari reti a strascico. In Sicilia, in comune con la pesca alle boghe e ai sugarelli, per lo zerro viene utilizzata la “filosa”, una particolare lenza da traino. Lo zerro è molto diffuso anche in Liguria, dove prende il nome di zerlo o pignuetto.

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