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Riso

RISOTTO ALLE ZUCCHINE-RICETTA FACILE

| Riso

Il risotto alle zucchine-ricetta facile è una di quelle realizzate con pochi ingredienti ma non a discapito del sapore.

INGREDIENTI PER IL RISOTTO ALLE ZUCCHINE-RICETTA FACILE

Per 4 pers.

350 gr. di riso per risotti

Tre zucchine medie

Un litro e mezzo di brodo vegetale

60 gr. di burro

Una cipolla

1/2 bicchiere di vino bianco secco

Due cucchiai di olio evo

60 gr. di parmigiano grattugiato

Sale pepe q. b.

Prezzemolo

PROCEDIMENTO

In una padella  con i due cucchiai di olio far rosolare piano mezza cipolla tritata, versarvi le zucchine lavate, asciugate e tagliate a rondelle alte un centimetro, salare, pepare e brasare dieci minuti con coperchio. In un tegame lasciare rosolare in metà del burro l’altra mezza cipolla tritata, aggiungere il riso e farlo ben rosolare.  sfumare con il vino. A questo punto iniziare a versare poco per volta il brodo bollente , a metà cottura unirvi le zucchine e portate a cottura, prima di spegnere regolare di sale e pepe. Toglierlo dal fuoco e mantecare il risotto con il burro rimasto e il parmigiano grattugiato, cospargere con prezzemolo tritato e servite il vostro risotto alle zucchine-ricetta facile. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ZUCCHINE

 Il loro periodo di raccolta coincide con la primavera anche se attualmente, grazie alle serre e all’importazione, sono presenti sul mercato tutto l’anno. Sono composte per il 92% da acqua, dal 2,7% da proteine dall’1% da ceneri, dall’1% da fibre alimentari e dallo 0,5 % da grassi.
I minerali sono: potassio, fosforo, sodio, magnesio, calcio, ferro, zinco, rame e manganese.
Sul fronte delle vitamine troviamo la vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6 e la vitamina C.
Questi invece gli aminoacidi: acido glutammico, acido aspartico, arginina, alanina, cistina, glicina, fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina, valina, triptofano, prolina, metionina, serina, tirosina e treonina. Le zucchine sono un alimento con pochissime calorie, ogni 100 grammi di zucchine si ha una resa calorica pari a 21 calorie.

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ZUPPA DI RISO E CASTAGNE AL LATTE

| Minestre, Riso

La zuppa di riso e castagne al latte è una vecchia ricetta valdostana montanara da assaporare nelle giornate fredde.

INGREDIENTI PER LA ZUPPA DI RISO E CASTAGNE AL LATTE

Per 4 pers.

250 gr. di castagne secche

Un litro di latte

150 gr. di riso per minestre

Due foglie di alloro

50 gr. di burro

Sale

PROCEDIMENTO

La sera prima mettere a bagno in acqua le castagne secche. Il giorno dopo risciacquarle e mettere in acqua fredda salata in un tegame e portare a ebollizione. Far cuocere per 15 minuti e scolarle.


In un tegame portare a bollore il litro di latte con tre dl. di acqua e le foglie di alloro.


Versarvi le castagne, salare e cuocere 20 minuti. Aggiungere il riso e quando sarà cotto unire il burro, mescolare e servire subito la zuppa di riso e castagne al latte. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE CASTAGNE

L’albero delle castagne appartiene alla famiglia delle Fagacee, è una pianta molto longeva e può tranquillamente raggiungere i 30-35 metri di altezza; le castagne vengono comunemente chiamate frutto ma in realtà il vero frutto è costituito dal riccio che le contiene, le castagne ne sono il seme. Non più tardi di qualche decennio fa le castagne rappresentavano la base dell’alimentazione quotidiana delle popolazioni di montagna, in seguito, con l’arrivo del “benessere” il loro utilizzo è stato ridotto di molto a favore di prodotti più raffinati.
Le castagne sono un alimento molto versatile e possono essere consumate in svariati modi: arrostite sul fuoco, bollite, cotte al forno e secche. La castagna è composta per circa il 50% da acqua, da carboidrati 45%, proteine, grassi, fibre e ceneri; discreta la presenza di minerali tra cui annoveriamo sodio, calcio, fosforo, magnesio, ferro, potassio, zinco, rame e manganese. Per quanto riguarda le vitamine troviamo: vitamina A, B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), B5, B6, B9 (acido folico), b12, C e D. Tra gli aminoacidi presenti nelle castagne citiamo l’acido aspartico, l’ acido glutammico, arginina, alanina, glicina, leucina, prolina, serina e treonina.

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RISOTTO CREMOSO AL SALMONE

| Riso

Il risotto cremoso al salmone sostituisce egregiamente la famosa pasta al salmone.

INGREDIENTI PER IL RISOTTO CREMOSO AL SALMONE

Per 4 pers.

350 gr. di riso

100 gr. di salmone affumicato

Una piccola cipolla

70 gr. di burro

1/2 bicchiere di vino bianco

Brodo vegetale anche di dado

Un bicchierino di vodka

100 ml. di panna fresca non zuccherata

Sale e pepe q. b.

PROCEDIMENTO

Fare appassire a fuoco basso la cipolla tritata in 30 gr. di burro, unire il riso e fare tostare, sfumare con il ½ bicchiere di vino bianco, portare a cottura unendo man mano brodo  bollente. Nel frattempo a parte rosolare appena con una noce di burro il salmone affumicato a pezzetti, unire mezzo bicchierino di vodka e la panna, aggiungere al risotto cinque minuti prima di spegnere, aggiustare di sale e pepare, mantecare con il burro rimasto  e l’altro ½ bicchierino di vodka, lasciare riposare qualche minuto e potete servire il vostro risotto cremoso al salmone. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

SALMONE AFFUMICATO.

Il salmone affumicato è ottenuto grazie all’omonimo metodo di cottura con l’impiego di legni aromatici come ginepro, rosmarino e lauro. Vivendo in acque fredde il salmone è ricco di acidi grassi polinsaturi, utili per isolare il corpo e mantenere costanti le temperature interne. E’ considerato un pesce grasso ma molto salutare in quanto i grassi in esso contenuti riducono il colesterolo cattivo ed aumentano il colesterolo buono. Dal punto di vista nutrizionale è inoltre ricco di proteine e fosforo, oltre ad avere un discreto contenuto in calcio e ferro. Quando ci si chiede se il salmone affumicato conservi, o meno, le caratteristiche dell’alimento fresco, la risposta deve essere approfondita, a scanso di equivoci di ogni tipo. C’è, infatti, chi pensa che tutte queste caratteristiche positive del salmone fresco vengano perse nel momento in cui l’alimento si affumica. Ma si tratta di una supposizione corretta o no? La risposta, in questo caso, è assolutamente negativa, dato che il salmone affumicato ha così tanti benefici per il nostro organismo che può essere assimilato quasi del tutto all’alimento fresco, che non ha subito il processo di affumicatura.

 

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RISOTTO ALLA BORRAGINE SELVATICA

| Riso

Il risotto alla borragine selvatica, un piatto dal sapore unico. Si può raccogliere nei campi oppure trovarla dai contadini nei mercatini.

INGREDIENTI PER IL RISOTTO ALLA BORRAGINE SELVATICA

Per 4 pers

300 gr. di riso

600 gr di borragine selvatica

Mezzo bicchiere di vino bianco secco

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

4 cucchiai di olio evo

Una noce di burro

Sale e pepe

Burro e parmigiano per completare

PROCEDIMENTO

 

Pulire la borragine e lavarla diverse volte. Lessarla al dente in acqua leggermente salata,  scolarla, ma tenere l’acqua di cottura. In una padella far rosolare lo spicchio di aglio tritato in due cucchiai di olio, aggiungere la verdura tagliuzzata e fare insaporire 3-4 minuti. Salare poco e pepare. In un tegame rosolare la cipolla tritata con due cucchiai di olio e la nove di burro, versarvi il riso e farlo tostare. Bagnare con il vino e lasciare sfumare, a questo punto iniziare a bagnare un po’ per volta con l’acqua di cottura ben calda della borragine.
A metà cottura del riso unire la verdura tagliuzzata e portare a cottura. Aggiustare di sale e pepe. Alla fine amalgamare con abbondante parmigiano e un bel pezzetto di burro. Servire il risotto alla borragine selvatica dopo averlo fatto riposare 5 minuti. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA BORRAGINE

La borragine contiene una buona quantità di vitamine, in particolare vitamina C, e minerali, soprattutto potassio. Le proprietà terapeutiche che vengono riconosciute ai fiori di borragine, li rendono un noto e antico rimedio contro la tosse,specie quando è presente espettorato; gli vengono, inoltre, attribuite proprietà rilassanti e un leggero effetto depurativo e diuretico. Le foglie, oltre a essere considerate anch’esse un buon rimedio naturale contro i disturbi delle vie respiratorie, si utilizzano per combattere alcune patologie cutanee, tra cui eczema e brufoli. La borragine ha, infine, proprietà antipiretiche e sudorifiche. Dai semi della borragine viene ricavato un olio, che è un vero e proprio elisir di bellezza, oltre a un potente alleato contro i disturbi connessi al sistema ormonale femminile. All’olio di semi di borragine non vengono riconosciuti effetti tossici.

 

 

Tratto da: curenaturali.it

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ARANCINE SICILIANE DI RISO AL RAGÙ

| Dolci, Riso

Le arancine siciliane di riso al ragù una leccornia siciliana, molto apprezzata nel mondo e per la quale val la pena spendere un po’ di tempo in più in cucina. Il risultato ripagherà la fatica.

INGREDIENTI PER LE ARANCINE SICILIANE DI RISO AL RAGÙ

Per circa 20 arancine

Un kg. di riso originario

Brodo di dado

Una bustina di zafferano

60 gr. di burro

80 gr. di parmigiano o grana grattugiati

400 gr. di ragù alla bolognese

200 gr. di piselli

150 gr. di mozzarella

4-5 uova

Farina 00 per infarinare

500 gr. di pangrattato

Sale

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Fare lessare in brodo di dado il riso originario al dente, ( assolutamente no, il riso che non scuoce ) aggiungere nel brodo la bustina di zafferano, aggiustare di sale. Scolarlo bene e condirlo subito con il burro e il parmigiano o grana, fare raffreddare completamente, ( l’ideale è cuocerlo la sera prima) e tenerlo in frigo.

 

Preparare un ragù alla bolognese molto asciutto con l’aggiunta dei piselli. Far raffreddare per tutta la notte anche il ragù in frigo

Al momento della preparazione sbattere le uova con un pizzico di sale, ungersi le mani con olio faciliterà l’operazione per non fare attaccare il riso alle mani. Prendere una quantità di riso, quanto una piccola arancia (circa 50 gr.), allargarla al centro e mettervi un poco di ragù e un dadino di mozzarella.

Chiudere a palla, passarle nella farina, nelle uova sbattute e infine nel pangrattato. Quando saranno tutte pronte,

friggerle in un tegame alto con abbondante olio, le arancine devono rimanere sommerse nell’olio, quando saranno ben dorate, farle scolare su carta cucina. Servire le arancine siciliane di riso al ragù,  calde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

ARANCINE

L’arancina sembra essere stato importata dagli arabi che erano soliti mangiare riso e zafferano condito con erbe e carne, durante i pasti. L’invenzione della panatura nella tradizione viene spesso fatto risalire alla corte di Federico II, quando si cercava un modo per recare con sé la pietanza in viaggi e battute di caccia. La panatura croccante, infatti, assicurava un’ottima conservazione del riso e del condimento, oltre ad una migliore trasportabilità. Può darsi quindi che, inizialmente, l’arancina si sia caratterizzata come cibo da asporto, possibilmente anche per il lavoro in campagna.

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LA PAELLA ALLA MIA MANIERA

| Riso

La paella alla mia maniera: il tipico piatto spagnolo preparato a modo mio. Buonissima da leccarsi i baffi.

INGREDIENTI PER LA PAELLA ALLA MIA MANIERA

Per 4 pers.

350 gr. di riso parboleid

Una cipolla rossa

Mezzo peperone

100 gr. di piselli

Un pomodoro rosso

Due calamari

Otto gamberi

Due bustine di zafferano

Un litro di brodo vegetale

Mezzo chilo di cozze

Cinque cucchiai di olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Pulire e lavare i calamari, tagliarli ad anelli. Lavare anche i gamberi eliminando solo la testa senza sgusciarli. In una larga padella antiaderente (paella):  mettere l’olio, la cipolla rossa tritata, il mezzo peperone a dadini, i piselli, il pomodoro a piccoli dadini, i calamari, i gamberi e far insaporire insaporire per cinque minuti, aggiungere il riso,  e le due bustine di zafferano sciolte nel  brodo vegetale bollente, salare e pepare. Mescolare, coprire con un coperchio e cuocere senza più mescolare per 20 minuti, a metà cottura aggiungervi sopra le cozze pulite e lavate. Servire la paella alla mia maniera dopo averla lasciata riposare cinque minuti. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA PAELLA

L’origine del nome del piatto più famoso della cucina spagnola proviene dal nome della pentola nella quale si cucina, cioè “paella o paellera”. Infatti la “paella” è una padella alla quale è stato tolto il manico per sostiutirlo con due maniglie in grado di sostenere il peso della pietanza, possiede un diametro minimo di 20 cm e a seconda di questo varia l’altezza dei bordi e di consegunza anche il numero delle razioni da cucinare. Una paellera di 20 cm è indicata per una razione, di 28 cm per due razioni, di 30 per 3, di 40 per 8 e di 55 per 15 e così via fino ad arrivare a quelle gigantesche utilizzate nel corso di sagre paesane o avvenimenti particolari, come ad esempio partecipare al concorso dei  “guiness dei primati”. Il materiale principale con il quale viene fabbricata una padella di qualità è il ferro lavorato a mano o in acciaio. Logicamente al giorno d’oggi i materiali in commercio sono molti e svariati.

 

tratto da Guida valencia

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FRESCA INSALATA DI RISO BASMATI

| Riso

Una bella e fresca insalata di riso basmati fa sempre piacere. Si prepara in anticipo e non impegna molto.

INGREDIENTI PER LA FRESCA INSALATA DI RISO BASMATI

Per 4 pers.

300 gr. di riso basmati

Un limone

Due uova

Una scatola di mais

Una scatola di piselli

Una manciata di olive verdi

Una manciata di pomodorini secchi sotto olio

150 gr. di tonno sotto olio

150 gr. di scamorza

Olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Lessare il riso in acqua salata, Scolarlo e passarlo sotto il getto di acqua fredda (per fermare la cottura). Nel frattempo rassodare le uova. Non appena il riso si sarà freddato, irrorarlo con il succo del limone e mescolarlo. Condirlo con il tonno sgocciolato, le olive tagliuzzate, la scamorza a dadini, il mais ben scolato dal liquido, i pomodorini sgocciolati, i piselli scolati per bene, 4 cucchiai di olio evo, sale e pepe. Mescolare bene. Sgusciare le uova, tagliarle a spicchi e con questi guarnire la fresca insalata di riso. Tenere in frigo coperta con pellicola e tirarla fuori 10 minuti prima di servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

RISO BASMATI

Il riso basmati è caratterizzato da un chicco sottile ed allungato, che in cottura raddoppia le dimensioni. È particolarmente apprezzato per il profumo intensissimo. Prelibato se accompagnato a piatti speziati e saporiti di verdure o carni, può essere consumato caldo o freddo. Basmati è una varietà di riso a grano lungo. La traduzione indiana del nome significa “regina di fragranza” e sta proprio ad indicare la particolare fragranza ed il sapore delicato che possiede questo riso; l’aroma è speziato, ed il piacevole profumo naturale ricorda il legno di sandalo. Il riso Basmati viene coltivato in India e Pakistan da centinaia di anni e, alcune varietà, vengono oggi coltivate anche negli Stati Uniti. Il riso basmati ha un Indice Gilcemico di 58 contro i 90 del riso bianco, in quanto più ricco di amilopectina; è quindi adatto a chi segue una dieta, in quanto non fa innalzare repentinamente i livelli di glucosio nel sangue. Esistono oggi 86 varietà di basmati, ma solamente 18 hanno le caratteristiche inconfondibili del riso originale. Il prezzo cambia considerevolmente da una qualità all’altra.

 

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RISO ALL’INDIANA CON MANDORLE

| Riso

 

Riso all’indiana con mandorle: un primo piatto speziato e gustosissimo.

INGREDIENTI PER IL RISO ALL’INDIANA CON MANDORLE

Per 4 pers.

400 gr. di riso basmati

60 gr. di burro chiarificato

Uno spicchio di aglio

Una cipolla rossa

Un cucchiaio abbondante di uva passa

Un cucchiaino di zenzero in polvere

Due cucchiai di mandorle

Due chiodi di garofano

Peperoncino in polvere

Un pezzetto di cannella

Una bustina di zafferano

Sale

PROCEDIMENTO

Ridurre in polvere i chiodi di garofano e la cannella. Lavare il riso basmati, finchè l’acqua non esce pulita. In un tegame far sciogliere il burro chiarificato ( si trova al supermercato ) e farvi rosolare: lo spicchio di aglio e la cipolla rossa tritati, unire  l’uva passa, precedentemente ammollata per 20 min. in acqua tiepida ed asciugata e le mandorle tritate grossolanamente, fare  insaporire un minuto insieme allo zenzero, i chiodi di garofano, il peperoncino in polvere (a piacere)  e la cannella il tutto macinato. Aggiungere il riso ben scolato e far tostare 5 min. mescolando, aggiungere acqua; il doppio del volume del riso e far cuocere fino a completo assorbimento dell’acqua, a metà cottura unire lo zafferano e  poco sale. Portare a cottura il riso all’indiana con mandorle aggiustandolo di sale prima di spegnere. Lasciare riposare 5 min. e servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

CHIODI DI GAROFANO

I Chiodi di garofano sono ricavati dal bocciolo essiccato della pianta Eugenia caryophyllata. Dall’azione digestiva, tonificante e antisettica, sono utili contro mal di testa, mal di denti e spossatezza. I chiodi di garofano hanno proprietà anestetiche locali e analgesiche, per questo venivano usati in passato come rimedio naturale contro il mal di denti e ancora oggi sono presenti nella composizione di molti disinfettanti orali. Stimolano la circolazione sanguigna, aiutano a vincere la spossatezza, il mal di testa e la perdita di memoria, sono digestivi e tonificanti. Inoltre, sembrerebbe che i chiodi di garofano rientrino tra i cibi dalle proprietà afrodisiache. Medici senesi del 500 scrissero che i chiodi di garofano, cotti in una tazza di latte, stimolano le “forze di Venere” e che “giovano ai difetti dello stomaco, del fegato, del cuore e del capo” e “corroborano al coito”. Altra virtù di questa preziosa spezia è quella di essere un potente antiossidante naturale: combatte l’azione dei radicali liberi mantenendo giovane l’organismo.

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RISOTTO AI FUNGHI PLEUROTUS

| Riso

Il risotto ai funghi pleurotus, gustosissimo, semplice da preparare.

 INGREDIENTI PER IL RISOTTO AI FUNGHI PLEUROTUS

Per 4 pers.

350 gr. di riso ( io ho usato il basmati )

500 gr. di funghi pleurotus

Uno spicchio di aglio

Una piccola cipolla

1/2 bicchiere di vino bianco secco

Un ciuffo di prezzemolo

Sale e pepe q.b.

5 cucchiai di olio evo

Un litro e mezzo di brodo vegetale

Parmigiano grattugiato

Una noce di burro

PROCEDIMENTO

Pulire i funghi con uno spazzolino e uno straccetto umido (non vanno lavati )

tagliarli a pezzi e metterli in tegame con 3 cucchiai di olio, lo spicchio di aglio intero e metà prezzemolo.

Coprire con un coperchio e lasciare cuocere 10 minuti, salare e pepare. Nel frattempo nel tegame dove cuocerà il risotto, far rosolare la cipolla tritata nel rimanente olio, unire il riso e far tostare, sfumare con il vino e quando questo si sarà asciugato iniziare a bagnare man mano con il brodo bollente. A metà cottura unire i funghi e portare a cottura. alla fine aggiustare di sale pepe, mantecare con il burro e prezzemolare. Servire il risotto ai funghi pleurotus accompagnato con il parmigiano.

CURIOSITA’

FUNGHI PLEUROTUS

Si trova anche al supermercato ed è dotato di azioni biologiche sorprendenti. In primis, abbatte la colesterolemia e potenzia il sistema immunitario. Lo chiamano anche “gelone”, “orecchione” o “fungo ostrica”: nella nomenclatura micologica è “Pleurotus ostreatus”. L’avrete visto sicuramente sui banchi ortofrutticoli: è un fungo facile da coltivare. L’effetto contro il colesterolo alto è l’azione terapeutica più importante di questo fungo: si nota una riduzione del colesterolo ‘cattivo’ LDL e VLDL. I dati sperimentali dicono che una dieta contenente il 5-10% di Pleurotus contrasta l’aterosclerosi anche a livello coronarico contribuendo alla prevenzione dell’infarto. Questa importante azione è dovuta anche alla presenza di elevate quantità di lovastatina, una sostanza in commercio come farmaco contro le ipercolesterolemie. Tra gli alimenti, la lovastatina è presente anche nel riso rosso fermentato. Pleurotus agisce riducendo l’assorbimento e la biosintesi epatica di colesterolo. Tratto da l’altra medicina.it

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RISOTTO AL CACIOCAVALLO RAGUSANO

| Riso

Il risotto al caciocavallo ragusano: un primo piatto molto saporito, semplice da preparare e con ottimo risultato.

INGREDIENTI PER IL RISOTTO AL CACIOCAVALLO RAGUSANO

Per 4 pers.

350 gr. di riso per risotti

100 gr. di caciocavallo ragusano di media stagionatura tagliato a dadini

100 gr. di caciocavallo ragusano fresco grattugiato

Una piccola cipolla

50 gr. di burro

1/2 bicchiere di vino bianco secco

Sale e pepe

Due cucchiai di olio evo

PER IL BRODO VEGETALE

Un ciuffo di prezzemolo

Una carota

Una cipolla

Una costola di sedano con le foglie

PROCEDIMENTO

Per primo, preparare il brodo vegetale cuocendo le verdure a pezzi in due litri di acqua poco salata per un’ora. Filtrarlo e mantenere al caldo su fuoco basso. In un tegame far rosolare in metà burro e i due cucchiai di olio: la cipolla tritata, aggiungere il riso e farlo ben tastare. Bagnare con il vino e lasciarlo asciugare. Iniziare a versare il brodo a poco a poco fino a cottura del riso, mescolando. 5 minuti prima di spegnere, unire il ragusano grattugiato, il rimanente burro e pepe. Aggiustare di sale se ce ne fosse bisogno. Servire il risotto al caciocavallo ragusano cosparso con il caciocavallo a dadini. BUON APPETITO

CURIOSITA’

CACIOCAVALLO RAGUSANO

Quando si parla di caciovallo, a chi non abita in Sicilia viene subito in mente un formaggio dalla forma a fiaschetto, lunga e arrotondata. Per chi, invece è siciliano viene in mente tutto altro formaggio. Sì, perché in Sicilia, per antica abitudine, questo formaggio viene preparato in grosse forme squadrate e prende il nome di Caciocavallo Ragusano per delimitarne l’area geografica di produzione. i pascoli sono ricchi di essenze ed erbe aromatiche che danno al latte e, quindi, al formaggio un gusto unico. Le mucche infatti, trovano nei pascoli una ricca varietà di erbe, tra cui trifoglio, cicoria e camomilla selvatiche. A queste si aggiungono quelle contenute nel fieno, che gli allevatori preparano con cura ed attenzione miscelando insieme erba medica, avena e orzo. Questo fieno, anche se viene essiccato, conserva intatti i principi attivi dell’erba fresca grazie a un particolare trattamento che trova radici antichissime e che prevedono tempi e ritmi ben precisi: la mietitura in un giorno preciso, un breve periodo di essiccamento al sole e poi la realizzazione delle balle da trasferire nei fienili.

Tratto da: il giornale del cibo

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