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FARFALLE AI TRE CONDIMENTI

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Veramente deliziose queste farfalle ai tre condimenti, porterete a tavola una vera bontà. sarà molto gradita

INGREDIENTI PER LE FARFALLE AI TRE CONDIMENTI

Per 4 pers.

200 gr. di ragù alla bolognese

400 gr. di pasta farfalle

100 gr. di pancetta coppata a fettine

200 gr. di piselli

200 ml. di panna da cucina

Una noce di burro

4 cucchiaiate di parmigiano o grana grattugiati

Mezza cipolla

Tre cucchiai di olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Preparare il ragù alla bolognese.

Mentre cuoce, in olio rosolare la cipolla tritata, aggiungere la pancetta tagliuzzata, lasciare insaporire un paio di minuti e unire i piselli, bagnare con qualche cucchiaio di acqua calda, aggiustare di sale, pepare e portare a cottura.

Mentre cuoce la pasta fare scaldare in un pentolino la panna, il burro e il parmigiano. scolare le farfalle e condirle mescolandole per primo con la panna, poi con il ragù e per ultimi i piselli. Servire le farfalle ai tre condimenti subito ben calde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I PISELLI

I piselli sono coltivati in tutto il mondo ed in particolar modo nei paesi asiatici; le varietà più conosciute sono: piselli nani (Telefono nano, Meraviglia d’Italia, Gloria di Quimper), piselli mezza rama (Lincoln, Rondo), piselli rampicanti (Telefono, San Cristoforo, Serpetta Verde, Lavagna) e i piselli mangiatutto ( Gigante svizzero).
La raccolta per consumo fresco, a seconda della varietà, avviene da aprile/maggio fino alla fine di giugno.
I piselli sono costituti dal 78% da acqua, 5,50% da zuccheri, 5% da fibre, proteine, carboidrati e, in piccolissima percentuale, da ceneri; i minerali sono invece calcio, sodio, fosforo, potassio, ferro, magnesio, zinco, selenio, rame e manganese.
Buona la presenza di vitamine: vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, E, K e J; questi gli aminoacidi: acido aspartico e glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, serina, tirosina, treonina, triptofano e valina.

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PASTA CON LE SARDE AL FORNO

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La buonissima pasta con le sarde al forno trapanese si differenzia da quella palermitana per la presenza di pomodoro.
INGREDIENTI PER LA PASTA CON LE SARDE AL FORNO
Per 4 pers.
400 gr. di bucatini
Un kg. di sarde freschissime
Due mazzetti di finocchio selvatico
Una cipolla
4 acciughe sotto sale
Un cucchiaio di pinoli
Un cucchiaio colmo di uva passa
5 cucchiai di concentrato di pomodoro
Sale e pepe
Tre cucchiai di pecorino grattugiato
Olio evo
Pangrattato per la teglia
PROCEDIMENTO
Per prima cosa, pulire le sarde sarde, squamarle, spinarle (se non lo sapete fare, fatelo fare al pescivendolo), lavarle e asciugarle. Pulire e lessare i due mazzetti di finocchietto selvatico, scolarlo, ma tenere l’acqua. In un tegame rosolare la cipolla tritata, unire le acciughe dissalate tagliuzzate, il cucchiaio di pinoli, il cucchiaio di uvetta, le sarde fresche, il finocchietto bollito e tagliuzzato, far insaporire il tutto qualche minuto, poi unire i 5 cucchiai di concentrato di pomodoro e 4 mestoli di acqua di cottura del finocchietto. Salare, pepare e cuocere una mezz’oretta. Lessare al dente i bucatini nell’acqua di cottura del finocchietto, condirli con metà del condimento, imburrare e cospargere con pangrattato una pirofila, versarvi metà pasta, cospargere con  metà sugo, poi la rimanente pasta, il restante sugo e finire con una spolverata di pangrattato e formaggio grattugiato.
Irrorare con un filo di olio e infornare a 180° per 25-30 minuti. Far riposare la pasta con le sarde al forno 15 minuti e servire. BUON APPETITO 
CURIOSITA’
PASTA A MILANISA
La milanisa, nel trapanese, non è altro che la famosa pasta con le sarde. Nonostante il nome, che non ha nulla a che fare con i milanesi. Diverse e discordanti le sue origini. Alcune versioni dicono, che son stati i normanni (lombardi) a portare nell’entroterra siciliana il pesce salato, ingrediente principale di questo piatto. (sarde, acciughe) da qui: “milanisa”. La seconda versione, viene attribuita agli emigranti che si trasferirono al nord, dove reperire il pesce fresco, non era così facile e lo sostituirono con le sarde salate. La terza versione è attribuita al melano delle seppie, che sembra una volta, venisse aggiunto al condimento. Io posso solo dire: che è ultra buona, qualunque siano le origini del nome. Vanto della cucina siciliana.
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SPAGHETTI ALLA CARBONARA DI WURSTEL

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Gli spaghetti alla carbonara di wurstel un’alternativa alla classica ricetta. Sarà una golosità anche per i più piccini.

INGREDIENTI PER GLI SPAGHETTI ALLA CARBONARA DI WURSTEL

Per 4 pers.

400 gr. di spaghetti

200 gr. ( 8 )  wurstel

Tre uova

50 gr. di parmigiano o grana grattugiati

Tre cucchiai di olio evo

Una noce di burro

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Immergere per un paio di minuti in acqua bollente i wurstel, scolarli e tagliarli a rondelle. Mentre si lessano gli spaghetti,  in una ciotola sbattere le uova con il grana o il parmigiano, sale e abbondante pepe a piacere. In una capiente padella far rosolare per un paio di minuti i wurstel con il burro e olio, unirvi la pasta scolata, far insaporire alcuni secondi, togliere dal fuoco, amalgamarvi le uova per una carbonara cremosa.. Se piacciono rapprese, rimettere un attimino sul fuoco. Servire subito gli spaghetti alla carbonara di wurstel. BUON APPETITO

CURIOSITA’
I WURSTEL

Il würstel , che è il diminutivo della parola tedesca Wurst, “insaccato”, è chiamato  erroneamente in Italia anche salsiccia, è una specie di insaccato preparato con carni tritate bovine e suine, tipico della Germania e dell’Austriae, in Italia, del Trentino e dell’Alto Adige.

Da alcuni anni sono commercializzati anche würstel prodotti con carne di pollo e di tacchino, pubblicizzati come prodotti più leggeri rispetto a quelli di suino e molto apprezzati dal mercato mediorientale (o dagli immigrati musulmani all’estero).
L’aspetto è molto simile, la sostanza è diversa sotto diversi aspetti: rispetto al salame o al prosciutto crudo i wurstel hanno una percentuale di acqua maggiore (+58%), e la carne che contengono viene prima lavorata e poi affumicata. Inoltre, non vengono fatti stagionare in ambienti freschi e devono essere conservato in frigo. Cento grammi di wurstel  infatti contengono circa 270 calorie e 23,3 grammi di grassi, mentre la stessa quantità di prosciutto crudo apporta 224 calorie e 13 grammi di grassi.

Tratto da staibene.it

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MACCHERONI CON CREMA DI PESTO ALLA TRAPANESE

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Eccellenti i maccheroni con crema di pesto alla trapanese. piatto povero di una volta preparato al mortaio con pochi ingredienti, ora arricchito con la frutta secca.

INGREDIENTI PER I MACCHERONI CON PESTO ALLA TRAPANESE

Per 4 pers.

500 gr. di maccheroni freschi

Tre spicchi di aglio

Una grossa manciata di foglie di basilico

50 gr. di pistacchi sgusciati

50 gr. di mandorle sgusciate e pelate

Due grossi pomodori maturi

Un cucchiaio di pecorino

Un cucchiaio di parmigiano

Sale

Olio evo abbondante

Pecorino e parmigiano per completare

PROCEDIMENTO

Nel frullatore mettere: gli spicchi di aglio, le foglie di basilico, i pistacchi, le mandorle pelate, i pomodori maturi spellati e a pezzi, sale, il cucchiaio di pecorino e il cucchiaio di parmigiano. Azionare il frullatore  aggiungendo a filo olio e.v.o. fino a ottenere una crema densa. Cuocere la pasta fresca e condirla. Servire i maccheroni con crema di pesto alla trapanese accompagnandoli con parmigiano e pecorino, ognuno se ne servirà a proprio piacere. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL PESTO ALLA TRAPANESE

Il “Pesto alla trapanese” ha avuto ed ha una posizione di centralità gastronomica ed economica essenziale. I suoi componenti sono: aglio di Nubia (Paceco), pomodoro pizzutello di Paceco, olio dop delle Valli Trapanesi, sale Igp di Trapani e Paceco, mandorle ericine, basilico e pecorino dop, pasta di grano duro (busiate o iolanda) che insieme al melone e al vino, alimentano il sistema produttivo del territorio rurale elimo. Il pesto alla trapanese, così come il Cuscus, sono piccoli scrigni dove si mescolano tradizione, storia personale e sapienza “materiale” e che spesso è il risultato di un’evoluzione secolare che racchiude cultura, economia, arte e paesaggio che insieme determinano l’identità del territorio trapanese. Piatto di terra e di mare. Piatto storico, buono per contadini e marinai; piatto che ha parenti sparsi in tutto il mondo: si pensi all’agliata, quella salsa medievale, che attraverso la cultura e le virtù dell’aglio, alimento ambivalente, un po’ condimento e un po’ medicamento, ha diffuso la prelibatezza del pesto.

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BAVETTE CON PESTO E VONGOLE

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Buonissime le bavette con pesto e vongole! Mangiate in Liguria, rifatta spesso a casa, si leccano anche i piatti

 

INGREDIENTI PER LE BAVETTE CON PESTO E VONGOLE

Per 4 pers.

Un kg. di vongole

400 gr. di pasta bavette

Due abbondanti manciate di basilico fresco

Due cucchiai di pinoli

Due spicchi di aglio

Due cucchiai di parmigiano e due cucchiai di pecorino grattugiati

Sale e pepe

Olio evo.

PROCEDIMENTO

 Preparare il pesto: pestando nel mortaio il basilico, i due cucchiai di pinoli, uno spicchio di aglio e sale, fino a ridurre in una poltiglia, versare in una ciotola, aggiungere olio evo e i due cucchiai di pecorino e di parmigiano alternandoli fino a raggiungere la giusta cremosità.. In padella con due cucchiai di olio e uno spicchio di aglio intero, lasciare aprire le vongole veraci dopo averle fatte spurgare in acqua salata per un’ora, e sciacquate per bene, filtrare il liquido e aggiungerlo al pesto. Lessare al dente le bavette, scolarle e condirle con il pesto e le vongole. Servire subito le bavette con pesto e vongole. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I PINOLI

I pinoli sono i semi commestibili prodotti da alcuni tipi di pino, primo fra tutti quello comune noto col nome scientifico Pinus pinea; i pinoli sono inseriti tra le scaglie delle pigne prodotte dai pini e sono avvolti da un guscio solido chiamato strobilo che li protegge.
Per ottenere 5 chilogrammi di pinoli sgusciati ne sono necessari circa 100 di pigne.
La raccolta delle pigne per la produzione di pinoli avviene nel periodo compreso da ottobre ad aprile; queste vengono poi ammucchiate e lasciate ad essiccare ai primi raggi del sole primaverile. In seguito i pinoli vengono privati del loro guscio protettivo, puliti, essiccati e messi in vendita dopo un’accurata selezione. In Europa sono principalmente due le specie di pino che producono semi abbastanza grandi da essere coltivati: il pino comune ed il pino
cembro.

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LINGUINE CON UOVA DI PESCE

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Le linguine con uova di pesce: un primo piatto dai sapori marini che allieteranno il vostro palato.

 

INGREDIENTI PER LE LINGUINE CON UOVA DI PESCE

Per 4 pers.

Un chilo di pesce che abbia le uova oppure 200 gr. di sole uova, nei negozi di surgelati.

400 gr. di linguine

300 gr. di pomodorini

Due spicchi di aglio

Peperoncino a piacere

Sei cucchiai di olio evo

Un ciuffo di prezzemolo

Farina di grano duro per il pesce

PROCEDIMENTO

Io ho usato le uova di minnula un pesce azzurro tipico del mediterraneo che si pesca nei mesi di giugno e luglio. È molto apprezzato soprattutto per le uova e di solito è più uova che pesce. Ma si possono usare le uova di altri pesci, tipo il san pietro, le boghe, il merluzzo ecc….
Se usate il pesce fresco, togliere le uova al pesce senza romperle ( se non siete capaci, fatelo fare al pescivendolo ). Oppure scongelate quelle surgelate. In una padella capiente mettere l’olio evo, gli spicchi di aglio tritati e peperoncino a piacere. Non appena l’aglio sarà imbiondito unire i pomodorini tagliati a metà e cuocere 5 minuti. Buttarvi dentro le uova di pesce, mescolare con una paletta di legno per qualche istante fino ad ottenere una crema e spegnere. Lessare le linguine, scolarle al dente e versare nel condimento, far insaporire e servire le linguine con uova di pesce con prezzemolo tritato. Il pesce a cui avete tolto le uova, va infarinato e fritto. BUON APPETITO

CURIOSITA’

UOVA DI PESCE

Ancora una volta si evidenzia un ampio consumo di uova di pesce nella cucina nipponica; esse risultano (come quelle di aringa) unite nella placenta e vengono cotte alla piastra o alla griglia. In Svezia vanno a costituire una pasta salata e affumicata di tipo spalmabile, generalmente accompagnata al pane. Uova di pesce volante: sono sgranate, di colori differenti e dalla consistenza croccante. Meno forti delle altre, vengo impiegate frequentemente nell’accompagnamento e a decorazione del sushi. Le uova di pesce triglia sono un’esclusiva giapponese, della città di Nagasaky, delle quali non si conoscono altre varianti.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/uova-di-pesce.html

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SCIALATIELLI ALLE VONGOLE VERACI

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Ottima questa pasta particolare: gli scialatielli alle vongole veraci. Molto gustosa e apprezzata.

INGREDIENTI PER GLI SCIALATIELLI ALLE VONGOLE VERACI

Per 4 pers.

Un chilo e 200 gr. di vongole veraci

400 gr. di pasta scialatielli

Due spicchi di aglio

Un bicchiere di vino bianco secco

Peperoncino a piacere

Prezzemolo

Olio evo

Sale

PROCEDIMENTO

Tenere le vongole in acqua salata per un paio di ore a spurgare, risciacquarle molto bene. Mettere a rosolare in 6 cucchiai di olio, gli spicchi di aglio tritato e il peperoncino, unirvi le vongole veraci e il bicchiere di vino bianco. Far evaporare, ma non del tutto. Poi togliere le vongole e filtrare il sughetto. Rimetterlo in padella e versarvi la pasta cotta molto al dente, finire di cuocere unendo man mano un po’ di acqua di cottura e insaporire gli scialatielli alle vongole veraci unendo il prezzemolo tritato e le vongole, servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI SCIALATIELLI

Scialatielli è il termine campano usato per indicare un formato di pasta fresca che deriva dall’unione di due parole dialettali: “scialare” (godere) e “tiella” (padella o tegame, a questo proposito si vedano altre ricette di tiella). Nonostante la paternità degli scialatielli sia da ricercarsi nella costiera amalfitana, essi compaiono in molti menù anche al di fuori della Campania, soprattutto al Sud e soprattutto in Sicilia. In Campania, però, sono elencati tra i PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione). Il condimento degli scialatielli può avere infinite varianti, come d’altronde qualsiasi altro formato di pasta, ma generalmente vengono conditi con il pesce locale (ai frutti di mare, alle cozzeallo scoglio con capperi e pesce spada, agli scampi o all’astice e così via). Esistono anche ricette di scialatielli di terra: con salsiccia e cime di rapa (altro ingrediente simbolo della cucina campana), ai funghi, con ragù napoletano, con pesto di pistacchi. Come si può immaginare, l’elenco potrebbe essere infinito.

 

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PORTAFOGLI DI MELANZANE CON SPAGHETTINI

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I portafogli di melanzane con spaghettini sono ultragustosi e di effetto, avrete l’apprezzamento di tutti i commensali.

INGREDIENTI PER I PORTAFOGLI DI MELANZANE CON SPAGHETTINI

Per 4 pers.

Due grandi melanzane violette

Salsa di pomodoro fresco

Basilico

350 gr. di spaghettini numero 2

150 gr. di mozzarella

80 gr. di parmigiano o grana grattugiati

olio evo

sale e pepe

olio di semi per friggere

PROCEDIMENTO

Affettare le melanzane (io uso le violette tonde, più dolci ), le tengo per mezz’ora a bagno in acqua salata, così non c’è bisogno di salarle dopo. Poi le tampono per bene su un canovaccio e le friggo in olio  di semi abbondante, sistemarle su un piano con carta cucina in un unico strato. Preparare del sugo con pomodoro fresco e basilico. (vedere qui)  http://bit.ly/2vRLWOa  Lessare molto al dente gli spaghettini, scolarli e condire con il sugo. Poi su ogni fetta di melanzana mettere una forchettata di spaghettini, dei dadini di mozzarella e chiudere a portafoglio. Disporre in una teglia leggermente oliata e cosparsa con un velo di sugo. Versare del sugo anche sopra i portafogli di melanzane, (fare un solo strato)  cospargere con parmigiano, foglie di basilico e un filino di olio. Infornare a 180° per 20 minuti Lasciare riposare i portafogli di melanzane con spaghettini 5 minuti e servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE MELANZANE

La melanzana è composta per il 92% da acqua, per il 3% da fibre alimentari, 1% proteine, carboidrati, ceneri e zuccheri. Tra i minerali spicca in assoluto il potassio, seguito da fosforo e magnesio; in percentuale minore troviamo lo zinco, il ferro, il rame, il calcio il sodio e, in quantità bassissima, il selenio. Sul versante delle vitamine annoveriamo: vitamina A, quasi tutte le vitamine del gruppo B ( B1, B2, B3, B5, B6 ), vitamina C, vitamina K, vitamina J e in quantità molto ridotta la vitamina E o Alpha-tocoferolo. Molto lunga la lista degli aminoacidi presenti nella melanzana tra cui elenchiamo i principali: acido aspartico, acido glutammico, leucina,  valina, alanina, arginina, lisina e prolina.

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LINGUINE CON GAMBERONI E ZUCCHINE

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Le linguine con gamberoni e zucchine: un classico rivisitato ma con più gusto.

INGREDIENTI PER LE LINGUINE CON GAMBERONI E ZUCCHINE

Per 4 pers.

400 gr. di pasta linguine

600 gr. di gamberoni

Due zucchine medie

6 cucchiai di olio evo

Due spicchi di aglio

Mezzo bicchiere di vino bianco secco

Una bustina di zafferano

Un ciuffo di prezzemolo

Sale e pepe q. b.

PROCEDIMENTO

Lavare i gamberoni, lasciarne quattro interi e con il guscio, sgusciare i rimanenti, eliminare il filo nero con uno stecchino, ma non buttare le teste e i gusci. Mettere gli scarti in un pentolino con un bicchiere d’acqua e un pizzico di sale, farlo ridurre della metà. In una larga padella con l’olio, far rosolare i due spicchi di aglio tritati, unire le zucchine lavate, asciugate e tagliate a dadini, far insaporire 3-4 minuti.  Aggiungere i quattro gamberoni interi e gli altri tagliati a pezzi, far rosolare bene e sfumare con il mezzo bicchiere di vino bianco. Filtrare il liquido dei gusci e sciogliervi la bustina di zafferano, versare in padella, aggiustare di sale e pepe e far restringere della metà. Tenere da parte i gamberoni interi. Lessare al dente le linguine, scolarle e versarle in padella, spadellare due minuti unendo il prezzemolo tritato. Distribuire le linguine con gamberoni e zucchine in quattro piatti, cospargere con altro prezzemolo tritato e decorare con un gamberone intero. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I GAMBERI

I gamberi sono alimenti di origine animale; apportano modeste quantità di energia, la maggior parte della quale proviene da proteine ad alto valore biologico. Sono presenti anche pochi grassi e una porzione CONSISTENTE di colesteroloI glucidi sono presenti ma irrilevanti.
Per quel che concerne le vitamine, i gamberi apportano buone quantità di riboflavina (vit. B2), niacina (vit. PP) e, in alcune specie, anche un retinolo equivalente chiamato astaxantina (potentissimo antiossidante).
I gamberi sono anche ricchi di sodioferropotassiofosforo e calcio.
Il carapace dei gamberi contiene un polisaccaride NON digeribile, la chitina; questa, che trattata con soluzioni basiche origina il chitosano, fa parte della vasta gamma di integratori alimentari finalizzati al dimagrimento. Il suo effetto dovrebbe essere di tipo chelante sui grassi ma i risultati sono poco significativi o nulli.

 

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/gamberi.html

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PASTA ALLA SAN VITO LO CAPO

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La pasta alla San Vito Lo Capo: (una delle più belle località turistiche di mare in provincia di Trapani), preparata con ingredienti locali è di una gustosità unica.

INGREDIENTI PER LA PASTA ALLA SAN VITO LO CAPO

Per 4 pers.

400 gr. di pasta fresca non all’uovo

300 gr. di tonno fresco

300 gr. di pomodorini

Due spicchi di aglio

Un pezzetto di peperoncino

Mezzo bicchiere di vino bianco secco

5 cucchiai di olio evo

Foglioline di menta

Sale

PROCEDIMENTO


In olio far rosolare poco gli spicchi di aglio interi e il peperoncino, unire il tonno fresco a pezzettini e lasciare soffriggere per 3-4 min., sfumare con il mezzo bicchiere di vino bianco, salare, unire qualche fogliolina di menta, eliminare gli spicchi di aglio e poi aggiungere i pomodorini tagliati a spicchietti, cuocere 5 min. Nel frattempo lessare la pasta fresca ( io ho usato i maccheroni cavati ), Scolarla al dente, versarla nel condimento con un mestolino di acqua di cottura e mantecare per un paio di minuti. Servire la pasta alla San Vito Lo Capo subito, guarnita con foglioline di menta. BUON APPETITO

CURIOSITA’
IL TONNO
Ovviamente, il sapore della carne di tonno non è uniforme tra le varie Specie; quello più pregiato è senz’altro il tonno rosso del Mediterraneo, mentre il “famoso” pinne gialle è destinato prevalentemente all’inscatolamento. Il tonno è un predatore che si nutre prevalentemente di altri pesci (soprattutto azzurri) e molluschi cefalopodi (in particolare seppie e calamari); grazie a questo regime alimentare, la carne del tonno è ricchissima di acidi grassi essenziali della famiglia ω‰3 (in particolare EPA e DHA), anche se, per le sue dimensioni (rapportate all’anzianità), è più soggetto ad accumulo di metalli pesanti (come il mercurio) e tossine algali rispetto ai pesci di minori dimensioni.
Col termine generico tonno si identifica un gruppo di grosse specie ittiche, pelagiche e a sangue caldo, che colonizzano quasi tutti i mari del pianeta; il tonno è anche considerato un “pesce azzurro“.
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