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PENNE GRATINATE CON MELANZANA E PROSCIUTTO

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Le penne gratinate con melanzana e prosciutto, un piatto di pasta saporitissimo che piacerà moltissimo, semplice da preparare.

 

INGREDIENTI PER LE PENNE GRATINATE CON MELANZANA E PROSCIUTTO

Per 4 pers.

400 gr. di penne rigate

Una melanzana

100 gr. di prosciutto cotto in una sola fetta

200 ml. di panna da cucina

Tre cucchiai di pesto genovese

Uno spicchio di aglio

4 cucchiai di parmigiano grattugiato

5 cucchiai di olio evo

Sale e pepe

Burro per la pirofila

PROCEDIMENTO

 

Lavare la melanzana, pelarla e tagliarla a cubetti. In una padella con 4 cucchiai di olio far rosolare appena lo spicchio di aglio intero, unire la melanzana e cuocere fino a quando sarà tenera, salare e pepare.  Eliminare lo spicchio di aglio. In un pentolino versare un cucchiaio di olio e farvi rosolare il prosciutto a dadini. Mescolare la panna con il pesto e versarla sulle melanzane insieme al prosciutto. Nel frattempo lessare la pasta al dente, scolarla e mescolarla al condimento unendo il parmigiano. Imburrare la pirofila e versarvi la pasta. Infornare a 190° per 15-20 minuti a gratinare. Servire ben calde le penne gratinate con melanzana e prosciutto. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

LE MELANZANE

Molte sono le varietà esistenti di questo ortaggio, che, oltre al colore si differenziano per la forma, ovale, tonda e bislunga.
La melanzana è composta per il 92% da acqua, per il 3% da fibre alimentari, 1% proteine, carboidrati, ceneri e zuccheri.
Tra i minerali spicca in assoluto il potassio, seguito da fosforo e magnesio; in percentuale minore troviamo lo zinco, il ferro, il rame, il calcio il sodio e, in quantità bassissima, il selenio.
Sul versante delle vitamine annoveriamo: vitamina A, quasi tutte le vitamine del gruppo B ( B1, B2, B3, B5, B6 ), vitamina C, vitamina K, vitamina J e in quantità molto ridotta la vitamina E o Alpha-tocoferolo.
Molto lunga la lista degli aminoacidi presenti nella melanzana tra cui elenchiamo i principali: acido aspartico, acido glutammico, leucina,
valina, alanina, arginina, lisina e prolina.

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PIPE AL SUGO DI TONNO E PISELLI

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Le pipe al sugo di tonno e piselli: un primo piatto di pasta da preparare con molta facilità e dal gusto eccellente, sarà ben gradito.

INGREDIENTI PER LE PIPE AL SUGO DI TONNO E PISELLI

Per 4 pers.

400 gr. di pasta formato pipe rigate

200 gr. di tonno sotto olio, peso già sgocciolato

250 gr. di piselli

Una cipolla

400 gr. di polpa di pomodoro tritata fine

due cucchiaiate di panna

olio evo q. b.

sale e pepe

parmigiano per accompagnare

PROCEDIMENTO

 

Rosolare la cipolla tritata in 5 cucchiai di olio, unire il tonno sotto olio ben sgocciolato, lasciare insaporire per un paio di minuti e aggiungere i piselli ( sbollentati 3-4 minuti se surgelati ), far insaporire anche questi per un paio di minuti e versarvi la polpa di pomodoro, salare, pepare e cuocere 15 minuti. Lessare la pasta, scolarla al dente,  versarla nel condimento insieme alla panna e a due-tre cucchiai di acqua di cottura e spadellarla per un paio di minuti. Servire subito le pipe al sugo di tonno e piselli con parmigiano grattugiato. BUON APPETITO

 

 CURIOSITA’
I PISELLI
I piselli sono coltivati in tutto il mondo ed in particolar modo nei paesi asiatici; le varietà più conosciute sono: piselli nani (Telefono nano, Meraviglia d’Italia, Gloria di Quimper), piselli mezza rama (Lincoln, Rondo), piselli rampicanti (Telefono, San Cristoforo, Serpetta Verde, Lavagna) e i piselli mangiatutto ( Gigante svizzero).
La raccolta per consumo fresco, a seconda della varietà, avviene da aprile/maggio fino alla fine di giugno.
I piselli sono costituti dal 78% da acqua, 5,50% da zuccheri, 5% da fibre, proteine, carboidrati e, in piccolissima percentuale, da ceneri; i minerali sono invece calcio, sodio, fosforo, potassio, ferro, magnesio, zinco, selenio, rame e manganese.
Buona la presenza di vitamine: vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, E, K e J; questi gli aminoacidi: acido aspartico e glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, serina, tirosina, treonina, triptofano e valina.
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CANNELLONI DI RICOTTA E SPINACI

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Buonissimi i cannelloni ricotta e spinaci, piatto di magro molto saporito. A differenza di ciò che si può pensare sono di facile esecuzione e alla portata anche dei meno esperti in cucina.

INGREDIENTI PER I CANNELLONI DI RICOTTA E SPINACI

Per 4 pers.

Una ventina di cannelloni

500 gr. di spinaci

300 gr. di ricotta di pecora, più saporita

100 gr. di prosciutto cotto in una sola fetta

Un tuorlo

Noce moscata

Sale e pepe

Burro per la pirofila

500 gr. di besciamella

Una tazza di salsa di pomodoro già cotta

80 gr. di parmigiano grattugiato

PROCEDIMENTO

Pulire, lavare e lessare gli spinaci, scolarli bene, strizzarli e tritarli. Versarli in una ciotola e mescolarli alla ricotta, metà parmigiano, il prosciutto cotto a dadini piccoli, il tuorlo, una grattata di noce moscata, sale e pepe. Riempire i cannelloni e disporli in una teglia imburrata e cosparsa con qualche cucchiaio di besciamella. Coprirli con poca salsa di pomodoro, la besciamella e il restante parmigiano. Infornare i cannelloni ricotta e spinaci per una trentina di minuti a 180°. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

GLI SPINACI

Per poter trarre i massimi benefici dal consumo di spinaci è bene sottolineare che gli stessi vanno rigorosamente mangiati crudi, magari in insalata con olio e sale; è infatti dimostrato che, una volta lessati, perdono il 50% circa delle loro proprietà utili all’organismo umano.
Chi non associa l’immagine degli spinaci all’immagine del cartone animato di Braccio di ferro? Molto probabilmente questo cartoon ha contribuito alla diffusione del consumo di questo ortaggio, soprattutto tra i bambini che associano gli spinaci ed il ferro in esse contenuto, ad una incredibile forza.
Ma quanto c’è di vero in questa “leggenda”?
In 100 grammi di spinaci troviamo circa 3,5mg. di ferro vegetale, che però non è facilmente assimilabile e viene quindi trattenuto dall’organismo in minima quantità; per ovviare a questo “inconveniente”, gli esperti in materia consigliano di consumare in abbinamento agli spinaci anche alimenti che contengano acido ascorbico, come ad esempio il limone. Infatti l’acido ascorbico è in grado di favorire l’assimilazione di ferro vegetale.
Per quanto riguarda le calorie gli spinaci forniscono 23 calorie ogni 100 grammi di parte edibile.
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PENNE AL FORNO CON PESTO E RICOTTA

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Buonissime le penne al forno con pesto e ricotta, semplici da preparare, si possono preparare in anticipo e tenute in frigo fino al momento di inserirle al forno.

INGREDIENTI PER LE PENNE AL FORNO CON PESTO E RICOTTA

Per 4 pers.

380 gr. di pasta penne

250 gr. di ricotta

Un bel mazzetto di basilico

Un cucchiaio di pinoli

Uno spicchio di aglio

80 gr. di parmigiano grattugiato

Olio evo

 Qualche fiocchetto di burro

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Nel bicchiere del mixer mettere le foglie di basilico, lo spicchio di aglio, i pinoli, 40 gr. di parmigiano, poco sale e iniziare a frullare con il minipimer versando a filo l’olio fino a ottenere una crema.

Lessare al dente la pasta, mentre cuoce: prendere due-tre cucchiai acqua di cottura e con questa lavorare la ricotta con una forchetta unendo pepe a piacere.

Scolare le penne e condirle con il pesto, la ricotta e metà parmigiano rimasto. Versare in una teglia imburrata. Cospargere con il parmigiano rimasto e fiocchetti di burro.

Infornare a 180° fare gratinare le penne al forno con pesto e ricotta. Lasciare riposare 5 minuti e servire. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

IL BASILICO

Non solo il basilico è un’ottima pianta aromatica in grado di dare più gusto ad una grande varietà di piatti della cucina mediterranea ma, grazie alle sue proprietà, rappresenta un valido aiuto naturale per la cura di diverse patologie. Secondo uno studio condotto in India il basilico si è rivelato un’arma efficace nell’alleviare i dolori derivanti dall’artrite, che come sappiamo è una fastidiosissima patologia che colpisce le articolazioni; è stato dimostrato che l’assunzione di succo di basilico concentrato in pastiglie, può ridurre notevolmente le dimensioni delle articolazioni ingrossate e doloranti a causa dell’artrite. Sempre da questo studio è emerso che l’assunzione di basilico crudo serve a contrastare e combattere diversi tipi di infiammazione come raffreddori e malattie della pelle. 

 

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LINGUINE AL RAGU’ DI TOTANI

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Le linguine al ragu’ di totani, un primo di mare che vi stupirà, semplice da preparare.

INGREDIENTI PER LE LINGUINE AL RAGU’ DI TOTANI

Per 4 pers.

800 gr. di totani non troppo grandi

400 gr. di linguine

400 gr. di passata di pomodoro

Una cipolla

Due spicchi di aglio

5 cucchiai di olio evo

Sale e pepe o peperoncino

PROCEDIMENTO


Pulire, lavare e tagliare a listarelle i totani. Fare appassire in olio la cipolla tritata, i due spicchi di aglio schiacciati e il peperoncino se lo usate, unire i totani puliti e tagliati, farli rosolare per 5 minuti. Salare, pepare e versare la passata di pomodoro e mezzo bicchiere d’acqua, cuocere 20 minuti, aggiustare di sale e pepe. Lessare al dente le linguine, scolarle e versarle nel condimento con un mestolino di acqua di cottura, far saltare per un paio di minuti e servire subito le linguine al ragu’ di totani.  BUON APPETITO

CURIOSITA’

I TOTANI

Totano è il nome di creature subacquee marine appartenenti al Phylum dei Molluschi, alla Classe dei Cefalopodi e alla Famiglia degli Ommastrephidae.
Nel linguaggio inglese comune, sia i totani che i calamari vengono chiamati “squids”; tuttavia, quella dei totani è una vera e propria famiglia biologica a sé stante, che comprende tre sottofamiglie, undici generi e oltre venti specie.
In Italia, la specie commercialmente più importante è il totano comune o Todarodes sagittatus; a livello globale invece, quello più pescato è il totano del pacifico o Todarodes pacificusAlcune specie di totano hanno la capacità di emergere e planare sopra il pelo dell’acqua; per questo sono anche noti come “flying squid” (totani volanti). Il totano è un prodotto della pesca che fa parte della cultura gastronomica di quasi tutto il mondo. In Italia viene consumato soprattutto arrosto, lessato, stufato, saltato e fritto; viene considerato un valido, spesso meno costoso, sostituto del più pregiato calamaro (anche se si tratta di creature biologicamente molto diverse tra loro). Dal punto di vista nutrizionale, il totano fa parte del I gruppo fondamentale degli alimenti, in quanto ricco di proteine ad alto valore biologicovitamine e sali minerali specifici. Il totano non può essere allevato e viene pescato in maniera abbastanza intensiva; fortunatamente, pare che la popolazione delle varie specie di totano sia ancora abbastanza numerosa.

 

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/totano.html

 

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MACCU DI FAVE CON I MALTAGLIATI

| Minestre, Primi

Il maccu di fave con i maltagliati è un antico piatto della cucina povera siciliana che veniva sfruttato così com’è oppure, come nel nostro caso, accompagnato con la pasta.

INGREDIENTI PER I MALTAGLIATI

Per 4 pers.

250 gr. di farina di semola di grano duro

Mezzo cucchiaino di sale

125 ml. di acqua tiepida

INGREDIENTI PER IL MACCU DI FAVE

Per 4 pers.

300 gr. di fave secche sgusciate

Un mazzetto di finocchietto selvatico o un mazzetto di biete

Una cipolla

5 cucchiai di olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Per prima cosa preparare i maltagliati alla maniera del sud, impastare la farina di semola di grano duro con il mezzo cucchiaino di sale e l’acqua tiepida. Lasciare riposare mezz’ora. Fare la sfoglia con il matterello o con la macchina per la pasta,tagliare a strisce e poi a pezzi irregolari, lasciare asciugare sulla spianatoia.

In un tegame far rosolare in olio la cipolla tritata, unire il mazzetto di finocchietto selvatico, pulito, lavato e tagliuzzato, le fave secche sgusciate e 2 litri d’acqua. Cuocere a fuoco lento fino a quando diventa quasi una crema, toglierne la metà e unire 1 litro di acqua, salare.

Non appena riprende il bollore versarvi la pasta, mescolando spesso perchè tende ad attaccarsi al fondo. Quando sarà cotta, unire il resto delle fave, aggiustare di sale, spolverizzare con una bella macinata di pepe fresco e servire con un filo di olio crudo e formaggio grattugiato a piacere, ( caciocavallo, pecorino, parmigiano). BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL MACCU

Anticamente la pasta veniva posta in vendita in cassetti che contenevano i vari formati. Allorché i cassetti si svuotavano, restavano rimasugli di pasta spezzettata che il negoziante metteva in vendita a minor prezzo; ed è questo il tipo di pasta che veniva impiegato per realizzare la pasta cu’ lu maccu.
L’origine della ricetta è del ragusano, tuttavia è tipica anche delle Madonie ed di tutti i luoghi della Sicilia. La differenza sostanziale sta nell’aggiunta di ingredienti che, di volta in volta, vengono uniti al maccu per arricchire il gusto di questa minestra asciutta, come il finocchietto selvatico, il pomodoro e la zucca gialla.
Lu maccu, che veniva e viene realizzato previa lunga cottura, si riduce in una densa purea che una volta raffreddato, poteva essere tagliato a fette, così da costituire la colazione per i contadini, come al nord si usavano le fette di polenta.
La coltivazione delle fave (che fin dai tempi di Pitagora, avveniva alternandola ciclicamente con quella del frumento, per mantenere fertile la terra), assieme a lenticchie, ceci, fagioli e piselli secchi, costituivano un cibo molto nutriente e pertanto importante nell’alimentazione contadina. E così, come avveniva per i rimasugli di pasta, anche nelle case contadine ad inizio di primavera, nasceva l’esigenza di eliminare i residui dei legumi. A questo punto non possiamo fare a meno di accennare al “maccu di San Giuseppi” (piatto tradizionale per l’omonima festa a Paternò e nel siracusano) perché è proprio in questo piatto che vengono sfruttati i residui dei legumi di cui abbiamo parlato.
Per quanto riguarda l’etimologia, maccu deriva dal tardo latino maccare (schiacciare, ridurre in poltiglia) ed è inoltre legato al personaggio delle favole romane Maccus, progenitore di Pulcinella.
In conclusione, per confermare il valore nutrizionale del maccu, esiste un aforisma siciliano che lo lega a questo piatto
che recita: “panza cuntenti cori clementi, panza dijuna nenti pirduna” (letteralmente: pancia contenta cuore clemente, pancia digiuna niente perdona).

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GNOCCHETTI SARDI CON CALAMARI E BOTTARGA DI TONNO

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Un primo piatto di mare: gli gnocchetti sardi con calamari e bottarga di tonno, molto gustoso e dai sapori estivi.

INGREDIENTI PER GLI GNOCCHETTI SARDI CON CALAMARI E BOTTARGA DI TONNO

per 4 pers

500 gr. di calamari

Uno spicchio di aglio

300 gr. di polpa di pomodoro

mezzo bicchiere di vino bianco

400 gr. di gnocchetti sardi

bottarga di tonno

5 cucchiai di olio evo

sale e pepe

PROCEDIMENTO

In padella con l’olio far rosolare: lo spicchio di aglio schiacciato. Aggiungere i calamari a rondelle sottili e farli saltare per 3-4 minuti a fuoco vivo,

eliminare l’aglio e sfumare con il bicchiere di vino bianco, unire la polpa di pomodoro, cuocere 5 minuti, salare poco, pepare abbondantemente (cmq. a piacere). Lessare la pasta al dente, scolarla, versare nel sugo e far insaporire 2 minuti. Disporre nei piatti e aggiungere bottarga di tonno a lamelle sottili o grattugiata. Servire gli gnocchetti sardi con calamari e bottarga di tonno ben caldi. BUON APPETITO

CURIOSITA’

BOTTARGA DI TONNO

Ricavata dalle uova del tonno rosso mediterraneo o pinna blu. In alcune località della Sicilia, la bottarga viene ancora prodotta esclusivamente con tonno locale. Lampedusa è una di queste e la fama della sua bottarga rende ragione della continuità del suo ciclo produttivo. Dopo la pesca le uova vengono estratte, adagiate su tavole di legno, pressate e salate, lasciate quindi essicare al sole. Il peso utilizzato per schiacciare la sacca ovarica e facilitare la fuoriuscita dell’acqua è tradizionalmente una grande pietra, ma oggi si usano lastre in PVC. La pesca deve essere effettuata in mare aperto, in quanto il fondale basso potrebbe compromettere l’aroma delle uova. Una sacca ovarica può arrivare a pesare fino a 6 kg. e contenere diversi milioni di uova. Per una bottarga di 1 kg. si dovrà considerare un periodo di essicazione di 30-40 giorni. Di forma ovale e allungata ha una consistenza semidura, si taglia a fette o si grattugia. Ha un bel colore nocciola, ocra. Ha un odore penetrante, caratteristico di mare e un sapore salso-aromatico.

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FUSILLI CON TRIFOLA DI ZUCCHINE

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I fusilli con trifola di zucchine sono un primo piatto veloce e facile da preparare. Nonostante i pochi ingredienti risulterà molto saporito. 

INGREDIENTI PER I FUSILLI CON TRIFOLA DI ZUCCHINE

Per 4 pers.

Tre zucchine medie e sode

400 gr. di fusilli corti

Due spicchi di aglio

4 cucchiai di buon olio evo

Qualche foglia di basilico

Sale e pepe

PROCEDIMENTO


Lavare, asciugare e tagliare a metà per il lungo le zucchine e poi a rondelle sottili, farle brasare in olio in padella con gli spicchi di aglio tritato, salare, pepare abbondantemente. Nel frattempo lessare la pasta al dente e versarla nel condimento con qualche cucchiaiata di acqua di cottura e far saltare due minuti con le foglie di basilico spezzettate a mano. Servire subito e accompagnare a tavola i fusilli con trifola di zucchine con parmigiano o pecorino gratugiati.  BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ZUCCHINE

Le zucchine traggono le loro origini dal continente americano ed attualmente vengono coltivate un po’ in tutto il mondo.
Le varietà di zucchine sono molto numerose e, in molto casi, prendono il nome dal luogo in cui vengono coltivate, le più conosciute sono la nana verde di Milano, la zucchina bolognese, la tonda di Firenze e la grigia genovese.
Come altri ortaggi provenienti da paesi particolarmente caldi, le zucchine prediligono climi temperati e soffrono particolarmente gli sbalzi di temperatura tendenti al freddo.
Il loro periodo di raccolta coincide con la primavera anche se attualmente, grazie alle serre e all’importazione, sono presenti sul mercato tutto l’anno. Sono composte per il 92% da acqua, dal 2,7% da proteine dall’1% da ceneri, dall’1% da fibre alimentari e dallo 0,5 % da grassi.
I minerali sono: potassio, fosforo, sodio, magnesio, calcio, ferro, zinco, rame e manganese.
Sul fronte delle vitamine troviamo la vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6 e la vitamina C.
Questi invece gli aminoacidi: acido glutammico, acido aspartico, arginina, alanina, cistina, glicina, fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina, valina, triptofano, prolina, metionina, serina, tirosina e treonina. 

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PENNE MANTECATE AL MASCARPONE

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Volete un primo piatto veloce e gustoso? Le penne mantecate al mascarpone, fanno al caso vostro.

INGREDIENTI PER LE PENNE MANTECATE AL MASCARPONE

Per 4 pers.

400 gr. di penne

120 gr. di pancetta affumicata

Due cucchiai di olio evo

Uno spicchio di aglio

150 gr. di mascarpone

60 gr. di parmigiano grattugiato

Sale e pepe

Un ciuffo di prezzemolo

PROCEDIMENTO

In una larga padella antiaderente far rosolare in olio: lo spicchio di aglio intero e la pancetta tagliata a dadini, poi eliminare lo spicchio di aglio. Nel frattempo lessare al dente la pasta. Scolarla non completamente e versarla in padella con la pancetta, aggiungere il mascarpone, il parmigiano, pepe abbondante e servire cosparsa di prezzemolo tritato.  Le penne mantecate al mascarpone van servite calde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL MASCARPONE

Il mascarpone è un formaggio molle tipico di alcuni territori lombardi, in particolare della zona di Lodi e Abbiategrasso.

Il termine mascarpone deriva probabilmente da “mascherpa“, che nel dialetto locale significa crema di latte. Tradizionalmente, nei territori d’origine, veniva preparato in occasione delle festività invernali, mentre oggi, grazie all’impiego delle moderne tecnologie, viene prodotto tutto l’anno ed è presente su tavole di diverse nazionalità.In alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, il mascarpone è sostituito dal Cream Cheese, prodotto simile ma preparato con una diversa tecnologia alimentare. Conosciutissimo in Italia come “Philadelphia“, il Cream Cheese è il classico Formaggio Cremoso Spalmabile e, a dir il vero, la sua assimilazione con il mascarpone risulta piuttosto impropria, non solo per le differenze dal punto di vista merceologico e tecnologico, ma anche per il diverso profilo nutrizionale.

A differenza degli altri formaggi, il mascarpone non si ottiene dal latte, bensì dalla sua crema (anche conosciuta come panna). Questa viene scaldata a 80-90°C e addizionata ad acido citricotartarico o succo di limone sotto agitazione del composto (la coagulazione del formaggio è dovuta proprio alla combinazione di acidità e calore). Terminata questa fase, il prodotto viene fatto raffreddare per 24 ore, al termine delle quali, non richiedendo stagionatura, è già pronto per il consumo.
Sebbene, a causa di questo suo particolare metodo di lavorazione, sia da molti escluso dalla categoria dei formaggi, per la legge italiana il mascarpone dev’essere considerato tale. Si presenta come una delicatissima crema, con un colore che varia dal bianco neve al giallo paglierino; il sapore è delicato, tende al gusto dolce e ricorda vagamente quello acidulo della panna.

Il tempo di conservazione è limitato, per questo motivo andrebbe conservato in frigorifero e consumato il prima possibile, soprattutto se fresco. Quando viene confezionato in condizioni di sterilità e/o sottovuoto, il mascarpone prolunga la sua data di scadenza fino a due settimane dal confezionamento. Una volta aperto va comunque consumato entro un paio di giorni, poiché tende ad irrancidire piuttosto rapidamente.

Tratto da personaltrainer.it

 

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CONCHIGLIONI RIPIENI AI FUNGHI PORCINI E PROSCIUTTO CRUDO

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Una golosa pasta ripiena da preparare per la domenica o i giorni di festa, i conchiglioni ripieni ai funghi porcini e prosciutto crudo sono: molto semplici da preparare ma buonissimi da mangiare.

INGREDIENTI PER I CONCHIGLIONI RIPIENI AI FUNGHI PORCINI E PROSCIUTTO CRUDO

Con queste dosi ho preparato 16 conchiglioni

Due funghi porcini

Una ventina di conchiglioni

 50 gr. di prosciutto crudo

4 cucchiai di olio evo

250 ml. di besciamella

Uno spicchio di aglio

50 gr. di fontina

4 cucchiai di parmigiano grattugiato

Un ciuffo di prezzemolo

Sale e pepe

30 gr. di burro

PROCEDIMENTO

Pulire con uno straccio umido i funghi,

tagliarli a fette e poi a dadini. In una padella con tre cucchiai di olio far rosolare appena lo spicchio di aglio tagliato a metà, unire i funghi e far saltare, salare, pepare ed eliminare l’aglio. Tenere da parte. Nella stessa padella con un cucchiaio di olio far rosolare poco il prosciutto crudo a dadini (deve rimanere morbido). In una ciotola mescolare i funghi, il prosciutto, la fontina a dadini, due cucchiai di parmigiano, 200 ml. di besciamella e il prezzemolo tritato.

Lessare molto al dente una ventina di conchiglioni, ( ne lesso qualcuno in più per sicurezza). Scolarli senza sciacquarli sotto l’acqua fredda, li farebbe spaccare. Metterli a scolare su un telo da cucina. Poi riempirli con i funghi e disporli in teglia imburrata e cosparsa con la besciamella rimasta.

Cospargere i conchiglioni  con i due cucchiai di parmigiano e fiocchetti di burro.

Infornare a 180 fino a leggera gratinatura, circa 20 minuti. Servire i conchiglioni ripieni ai funghi porcini e prosciutto crudo ben caldi. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I FUNGHI PORCINI

Sono un’ottima fonte di minerali, in particolare fosforo, potassio, selenio e magnesio. I funghi contengono, inoltre, lisina e triptofano, vitamine del gruppo B e alcune sostanze antiossidanti. Grazie alle loro caratteristiche aiutano il sistema cardiovascolare a mantenersi in forma. 100 g di funghi porcini contengono 26 kcal / 107 kj.

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