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ORECCHIETTE CON CAVOLFIORE VERDE

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Le orecchiette con cavolfiore verde: uno dei piatti più gustosi della cucina mediterranea.

 

INGREDIENTI PER LE ORECCHIETTE CON CAVOLFIORE VERDE

Per 4 pers.

400 gr. di pasta orecchiette

Un kg. di cavolfiore verde già mondato

Due spicchi di aglio

Peperoncino a piacere o pepe

Una quindicina di pomodorini

Ricotta salata grattugiata

5 cucchiai di olio evo q. b.

Sale

PROCEDIMENTO

Suddividere il cavolfiore in cimette, lavarle e lessarle in acqua salata.. In una larga padella che possa poi contenere anche la pasta, Soffriggere in 5 cucchiai di olio evo:  l’aglio tritato finemente e il peperoncino, unirvi i pomodorini lavati e tagliati in 4 e farli rosolare, salare. Unirvi il cavolfiore lessato e scolato, (non buttare via l’acqua di cottura). Cuocere per  una decina di minuti. Lessare le orecchiette nell’acqua di cottura del cavolfiore, Scolarle  e spadellare un paio di min. nel condimento. Servire le orecchiette con cavolfiore verde subito, spolverizzando con ricotta salata grattugiata.  BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

PEPERONCINO TRINIDAD MORUGA SCORPION

Il Trinidad Moruga Scorpion è stato decretato come il peperoncino più piccante al mondo, secondo gli esperti del New Mexico State University’s Chile Pepper Institu Grande come una palla da golf, il re dei peperoncini è originario dell’isola di Trinidad e si è aggiudicato il primato facendo registrare il punteggio record di 1.4 milioni sulla scala di Scoville .
Questa scala misura la piccantezza dei peperoncini in base alla quantità di capsacinoidi — l’elemento che dà la sensazione di piccante – presenti in un’unità di prodotto.
Per avere un’idea della forza devastante di un Trinidad Moruga Scorpion basti pensare che il peperoncino medio, quello normalmente utilizzato in cucina, ha una forza di 5000 Scoville. Un singolo peperoncino di questa specie è sufficiente per rendere molto piccanti tutti piatti di una famiglia per una settimana. Eppure, assicurano gli esperti, se utilizzato a piccole dosi, ha un sapore particolarmente gradevole. Provare per credere. 

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TAGLIATELLE AL SUGO DI PORCINI SECCHI

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Le tagliatelle al sugo di porcini secchi, un primo facile da fare ma molto saporito.

INGREDIENTI PER LE TAGLIATELLE AL SUGO DI PORCINI SECCHI

Per 4 pers.

400 gr. di tagliatelle fresche

50 gr. di porcini secchi

Uno scalogno

4 cucchiai di olio evo

Un bicchiere di passata di pomodoro

Mezzo cucchiaio di concentrato di pomodoro

Sale e pepe

Parmigiano per accompagnare

PROCEDIMENTO

Mettere i funghi ad ammorbidire in acqua calda per mezz’ora, scolarli ma non buttare l’acqua. Tagliarli a pezzi grossolani. In padella con l’olio fare rosolare lo scalogno tritato, unire i funghi un po’ strizzati,

e lasciare insaporire cinque minuti a fuoco medio-basso. Versarvi la passata di pomodoro e il concentrato sciolto in un bicchiere di acqua dell’ammollo dei funghi, filtrata in un passino fine. Salare e pepare, cuocere circa mezz’ora, regolare di sale e pepe. Lessare la pasta al dente e condirla con il sugo. Versare in una zuppiera e servire le tagliatelle al sugo di porcini secchi ben caldi e accompagnati da parmigiano. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I FUNGHI SECCHI

I funghi secchi sono alimenti conservati a base di funghi macromiceti epigei – i classici dei boschi, tanto per intenderci. Hanno la caratteristica di poter essere disidratati senza l’utilizzo di sale (cloruro di sodio) o additivi alimentari – come i solfiti – ragion per cui, anche essendo conservati, non perdono salubrità e una volta rigenerati sono da considerare quasi identici ai funghi freschi. I funghi secchi non appartengono a nessuno dei VII gruppi fondamentali degli alimenti. Questo perché non vengono considerati cibi essenziali, fondamentali o comunque necessari a mantenere con facilità l’equilibrio nutrizionale dell’essere umano; d’altro canto, ciò non toglie che possano comunque risultare utili. Tra le varie caratteristiche chimiche auspicabili dei funghi ricordiamo: basso valore energetico, apportato soprattutto da carboidrati e proteine a medio valore biologico, presenza di lipidi insaturi – alcuni dei quali polinsaturi essenziali.

 

Tratto da https://www.my-personaltrainer.it

 

 

 

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LINGUINE ALLA COLATURA DI ALICI

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Una ricetta gustosa, veloce e tradizionale: le linguine alla colatura di alici.

INGREDIENTI PER LE LINGUINE ALLA COLATURA DI ALICI

Per 4 pers.

400 gr. di linguine o spaghetti

Uno spicchio di aglio

5 cucchiai di colatura di alici

8-9 cucchiai di olio evo

Peperoncino a piacere

Un ciuffo di prezzemolo

PROCEDIMENTO

In una zuppiera che possa poi contenere anche la pasta mettere: l’olio, lo spicchio di aglio tritato, il peperoncino, la colatura di alici e il prezzemolo tritato, mescolare e lasciare riposare mezz’ora.

Nel frattempo lessare la pasta al dente in acqua senza sale. Scolarla tenendo da parte due-tre cucchiai di acqua di cottura, versare il tutto nella zuppiera e mescolare. Servire subito le linguine alla colatura di alici. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

LA COLATURA DI ALICI

La colatura di alici  è un prodotto agroalimentare tradizionale campano, prodotto nel piccolo borgo marinaro di Cetara, in Costiera Amalfitana. La colatura di alici viene usata principalmente per condire la pasta ma va bene anche  per pesci e verdure. La colatura di alici è una salsa liquida trasparente dal colore ambrato che viene prodotta da un tradizionale procedimento di maturazione delle alici in una soluzione satura di acqua e sale. Le alici impiegate sono pescate nei pressi della costiera amalfitana nel periodo che va dal 25 marzo, che corrisponde alla festa dell’Annunciazione, fino al 22 luglio, giorno di Santa Maria Maddalena.

Colatura di alici  –  ( Wikipedia )

La colatura cetarese fu sottoposta alcuni anni fa ad analisi chimiche e fu in tale occasione definita il più nobile dei discendenti del Garum.
Recenti lavori hanno messo in evidenza la notevole presenza di acidi grassi insaturi e di una evidente proteolisi delle proteine del muscolo. La composizione acidica della colatura di alici ha mostrato un rapporto insaturi/saturi di 1,5 nel caso degli acidi grassi totali, mentre il rapporto è circa 4 nel caso degli grassi liberi. Questo risultato è estremamente interessante in quanto la particolare composizione in acidi grassi liberi poliinsaturi, determinata dalla diversa solubilità degli acidi grassi nel mezzo acquoso saturo di sale, rivela un fattore funzionale alla salute dell’uomo che è quello di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

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SPAGHETTI AL PESTO DI MANDORLE E NOCI

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Gli spaghetti al pesto di mandorle e noci, un primo molto saporito e veloce da preparare.

INGREDIENTI PER GLI SPAGHETTI AL PESTO DI MANDORLE E NOCI

Per 4 pers.

400 gr. di spaghetti

Due cucchiai di gherigli di noci

Due cucchiai di mandorle pelate

Un cucchiaio di pinoli

4-5 foglie di basilico

Uno spicchio di aglio

Un pezzettino di peperoncino 

Quattro  grossi pomodori a grappolo maturi

Olio evo q.b.

Sale

Pecorino o parmigiano per accompagnare

PROCEDIMENTO


In un frullatore mettere: i gherigli di noce, le mandorle pelate i pinoli, lo spicchio di aglio, il peperoncino fresco piccante, le foglie di basilico, unire tre pomodori spellati a pezzi e frullare unendo a filo olio fino a ridurre cremoso, regolare di sale. Tritare finemente con un coltello il quarto pomodoro. Cuocere gli spaghetti al dente, scolarli e condirli con il pesto e il pomodoro triturato. Servire  gli spaghetti al pesto di mandorle e noci con pecorino o parmigiano grattugiati. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL NOCE

Il Noce (Juglans regia) ha sempre suscitato sul proprio conto numerose superstizioni: era convinzione comune che l’ombra di questa pianta potesse nuocere addirittura alla salute Le parti utilizzate sono: il frutto, il mallo e le foglie. Le foglie contengono tannini circa al 10%, flavonoidi, acido ascorbico e tracce di olio essenziale. I frutti sono ricchi di vitamina A, PP e soprattutto di quelle del gruppo B. Dai frutti si ricava l’olio di noce che, al pari del mallo fresco, è particolarmente pregiato, ricco di acidi grassi polinsaturi con notevoli proprietà antiarteriosclerotiche e capacità purgativa. Le foglie hanno azione antimicotica (per la presenza di juglone), azione stomachica, ipoglicemizzante, astringente, depurativa, antilinfatica, vermifuga, antiemorroidaria, antiacneica. Il mallo, molto ricco di tannini e vitamina C è astringente e antilinfatico.In cucina, invece, la noce è un frutto molto apprezzato che viene utilizzato in svariate ricette. E’ molto energetica, 100 gr. di esse rende circa 600 calorie e la giusta quantità può integrare anche il pasto principale.

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RAVIOLI GRATINATI AI FUNGHI E SALSICCIA

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Un ottimo primo piatto, i ravioli gratinati ai funghi e salsiccia, molto saporiti e saranno molto graditi dai vostri commensali.

INGREDIENTI PER I RAVIOLI GRATINATI AI FUNGHI E SALSICCIA

Per 4 pers.

500 gr. di ravioli di carne

150 gr. di salsiccia fresca

200 gr. di funghi champignon

40 gr. di burro

Due cucchiai di olio evo

Una carota

Una costola di sedano

Una cipolla

200 ml. di besciamella

Tre cucchiai di concentrato di pomodoro

Tre mestoli di brodo vegetale

60 gr. di grana o parmigiano

Sale e pepe

Burro per la pirofila

PROCEDIMENTO

Rosolare a fiamma bassa con il burro e i due cucchiai di olio un trito fine di: carota, la costola di sedano e la cipolla. Poi unire la salsiccia sbriciolata e i champignon tagliati a pezzetti. Fare insaporire dieci minuti, unire il concentrato di pomodoro sciolto nel brodo caldo, pepare, regolare di sale, coprire e cuocere un’ora, mescolare alla besciamella. Lessare al dente i ravioli di carne, scolarli e condirli con un po’ di sugo versare la metà ravioli in una pirofila imburrata, condire con metà ragù e cospargere di grana. Continuare ripetendo un’altro strato uguale e cospargere con fiocchetti di burro.

Infornare a 190° per 20 minuti o fino a gratinatura. Lasciare riposare i ravioli gratinati ai funghi e salsiccia  dieci minuti e servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

FUNGHI CHAMPIGNON

funghi champignon possono essere coltivati in casa o acquistati tutto l’anno. Il gusto delicato li rende estremamente versatili in cucina. Sono tra i funghi più coltivati al mondo e il loro prezzo è contenuto. È importante che, al momento dell’acquisto, siano freschissimi, sodi e ben compatti. Una volta a casa, conservarli in frigorifero e consumarli entro due o tre giorni  perché sono molto delicati. I funghi champignon contengono pochissime calorie, circa 20 calorie per 100 grammi di prodotto. Contengono un buon quantitativo di fibra alimentare e sono tra gli alimenti vegetali più ricchi di proteine.

 

Tratto da: curenaturali.it

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GIRELLE DI PASTA CON RICOTTA E SPINACI

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Buonissime le girelle di pasta con ricotta e spinaci, perfetta per i giorni di festa, vi farà fare un figurone con i vostri commensali.

INGREDIENTI PER LE GIRELLE DI PASTA CON RICOTTA E SPINACI

Per 4 pers.

200 gr. di farina 00

600 gr. di spinaci freschi

350 gr. di ricotta

Una tazza colma di ragù alla bolognese

250 gr. di besciamella

 Due uova

Quattro cucchiai colmi di parmigiano

50 gr. di burro

Noce moscata

Sale pepe q. b.

PROCEDIMENTO

Iniziare preparando il ripieno, pulire e lavare gli spinaci, in una padella far sciogliere una noce di burro, versarvi gli spinaci, coprire con coperchio e cuocere pochi minuti, salare e lasciare intiepidire. Mescolare con: la ricotta passata al setaccio, un uovo sbattuto, una grattata di noce moscata, sale, pepe e la metà di parmigiano. Preparare la sfoglia di pasta la farina, l’altro uovo sbattuto, un pizzico di sale, 2 mezzi gusci di acqua fredda. Impastare fino a composto liscio e omogeneo, farlo riposare coperto 10 minuti. Stendere la sfoglia in un rettangolo non troppo sottile, farlo riposare altri 10 minuti, poi spalmarvi il ripieno lasciando 2 cm. di bordi liberi. Quindi arrotolare a salame stretto, mettere su un telo pulito, chiudere con spago le estremità e cuocere in tegame ovale in acqua bollente salata per 50 minuti. Slegarlo, tagliarlo a fette e disporle in pirofila imburrata, condire con il ragù, la besciamella, il restante parmigiano e qualche fiocchetto di burro.

Infornare a 190° per 10 minuti. Lasciare riposare le girelle di pasta con ricotta e spinaci 15 minuti e servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA NOCE MOSCATA

Durante tutto il Rinascimento fu considerata altamente stimolante dello spirito e dei sensi, nel ‘700 veniva citata in 24 preparazioni di farmacopea. Effettivamente, a parte le sue innegabili qualità aromatiche, la noce moscata agisce molto positivamente sulla digestione, a patto di usarne con molta parsimonia, presa in quantitativi abbondanti diventa un pericoloso narcotico. La sua polvere viene infatti aggiunta alle tisane che aiutano a dormire.
L’olio di noce moscata viene usato per il trattamento dei reumatismi.

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PENNE AI BROCCOLETTI

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Ottimo primo piatto le penne ai broccoletti, saporiti e gustosi.

INGREDIENTI PER LE PENNE AI BROCCOLETTI

Un chilo di broccoletti

400 gr. di penne

Due spicchi di aglio

Due filetti di acciuga  sotto olio

Peperoncino a piacere

5 cucchiai di olio evo

Sale q.b.

PROCEDIMENTO

Mondare e dividere in cime i broccoletti, lavarli. Lessarli in acqua salata, quando sono ancora al dente unire le penne. Cuocere al dente. Nel frattempo in una padella far rosolare in olio gli spicchi di aglio tritatissimi, unire i due filetti di acciuga a pezzettini e  il peperoncino, quando le acciughe si saranno sciolte versarvi la pasta scolata con i broccoli, far saltare un paio di minuti e servire le penne ai broccoletti ben calde.

CURIOSITA’

I BROCCOLETTI

broccoletti sono un ortaggio simile al broccolo, dal quale in effetti vengono ottenuti per incrocio con il kai-lan, una qualità cinese. Quest’ultimo è un ortaggio simile, dal punto di vista morfologico, a un lattuga con foglie carnose, nonché gambi e steli allungati e sottili: il kai-lan è una varietà di cavolo cinese probabilmente originaria dell’Est dell’Asia. Dal punto di vista morfologico i broccoletti sono del tutto simili al più classico broccolo verde, tuttavia hanno cime più piccole e anche gli steli che si diramano dal gambo sono più sottili e flessibili, rispetto a quelli del vero e proprio broccolo. I broccoletti sono un ortaggio che si può mangiare in tutte le sue parti, perché la porzione coriacea è davvero ridotta: questa caratteristica li rende tra gli alimenti che producono meno scarto in cucina. Si consumano inoltre sia crudi che cotti: sono ottimi ingredienti per una insalata, ma anche per una minestra o un arrosto. Freschi, inoltre, sono gustosi anche come ingrediente di un fresco pinzimonio. Sono ortaggi poco calorici, una porzione da 100 g apporta circa 30 kcal e, per tale motivo, sono adatti a coloro che stanno seguendo un regime dietetico ipocalorico a scopo dimagrante. L’elevato contenuto di fibra alimentare, inoltre, favorisce il raggiungimento del senso di sazietà.

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PENNE AL RAGU’ CREMOSO

| Dolci, Primi

Le penne al ragu’ cremoso, un primo piatto da leccarsi i baffi.

INGREDIENTI PER LE PENNE AL RAGU’ CREMOSO

Per 4 pers.

400 gr. di penne

150 gr. di tritato di vitello

Una cipolla

Una carota

Una costa di sedano

Uno spicchio di aglio

Mezzo bicchiere di vino bianco secco

Un cucchiaio colmo di concentrato di pomodoro

Un bicchiere di brodo

100 ml. di panna da cucina

Due cucchiai di olio evo

Una noce di burro

Parmigiano grattugiato q. b.

PROCEDIMENTO

Rosolare un trito di: cipolla, carota, costa di sedano e lo spicchio di aglio con i due cucchiai di olio e il burro. Unire il tritato di vitello e far rosolare anche questo. Spegnere lasciare intiepidire e fare tritare il tutto nel robot da cucina. Rimettere nel tegame, sfumare con il mezzo bicchiere di vino bianco, aggiungervi un mestolo di brodo bollente dove prima si è fatto sciogliere il cucchiaio di concentrato di pomodoro. Cuocere 20 minuti, aggiungere  la panna da cucina, aggiustare di sale e pepe. Lessare la pasta, scolarla e condirla con il sugo. Servire le penne al ragu’ cremoso, accompagnandole con parmigiano grattugiato. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE CAROTE

Pianta appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, la carota viene coltivata soprattutto per le proprietà della sua radice che ha un alto potere nutritivo e curativo. Dalla carota selvatica, pianta originaria del nostro continente, e comunissima nei prati e nei luoghi incolti, ne sono state ricavate numerose varietà, al fine di modificarne le dimensioni, forma e colore della radice, chiamata anche fittone, che è la parte utilizzata a scopi alimentari. Altro carattere su cui si è intervenuti è il tempo della maturazione, in base al quale si distinguono oggi varietà di carote precoci, medie e tardive. Oggi le carote sono disponibili tutto l’anno e ciò le rende
ancora di più un ortaggio prezioso. Per individuare i suoi pregi è sufficiente una riflessione sulla sua composizione: enorme abbondanza di provitamina A, il carotene appunto, e di vitamine B1 B2 e C; zuccheri direttamente assimilabili, sali minerali in grande varietà, 

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RAVIOLONI PANTESCHI, AMARI

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A pantelleria, per ravioloni panteschi, amari, intendono salati, per distinguerli da quelli dolci. Piatto tradizionale per i giorni di festa.

INGREDIENTI PER I RAVIOLONI PANTESCHI, AMARI

Per 4 pers.

Per il ripieno:

Mezzo kg. di ricotta di mucca

Un ciuffo d foglie di menta

Sale e pepe

Per la sfoglia:

500 gr. di farina di semola

250 ml. di acqua tiepida

1/2 cucchiaino di sale

Salsa di pomodoro fresco

Parmigiano o pecorino

PROCEDIMENTO

Ho fatto la pasta fresca con 500 gr. di farina di semola di grano duro, 1/2 cucchiaino di sale e 250 ml. di acqua tiepida., Lasciata a riposare mezz’ora, avvolta nella pellicola. Preparare il ripieno con la ricotta di mucca, condita con sale, pepe e foglie di menta tagliuzzata.  Fatto le strisce di pasta con la macchinetta, riempito con dei belli mucchietti di ricotta, chiuse e ricavato con un bicchiere grande i ravioli a mezzaluna. Le ho bucherellate con uno stecchino (per evitare l’apertura mentre cuociono). Se vi rimane impasto, potete ricavarne delle tagliatelle.

Lessate in acqua bollente salata, scolate bene ( una volta le massaie dopo scolate le mettevano su uno strofinaccio per fare assorbire l’acqua residua ). Condite con salsa di pomodoro fresco e parmigiano o pecorino a piacere. Servire caldi i ravioloni panteschi, amari. BUON APPETITO

CURIOSITA’

RICOTTA VACCINA

Ricotta vaccina bianca, dolce e cremosa. Una vera bontà per tutti i gusti senza rinunciare alla dieta. quando parliamo di ricotta di mucca e ricotta vaccina stiamo parlando della stessa cosa. Infatti, il latte utilizzato è sempre lo stesso. E perché si chiama ricotta? Perché durante la lavorazione il siero di latte viene cotto più volte. la ricotta vaccina è un latticino fatto con latte di vacca. È bene non confonderlo con il formaggio, poiché le modalità di preparazione e le proprietà nutritive dei due alimenti sono molto differenti. Cominciamo con il dire che la ricotta si prepara con il siero del latte riscaldato. Con l’aumentare della temperatura le proteine affiorano in superficie. Queste proteine non sono altro che le sieroproteine e le caseine presenti nel siero di latte di mucca. Se sottoposte a calore cominciano a coagulare. Quindi, si aggregano inglobando aria e grassi e producendo quei fiocchetti bianchi che emergono sulla superficie del siero che andranno quindi a formare la tipica consistenza della ricotta vaccina.

TRATTO DA COLLEBIANCO.IT

 

 

 

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PENNE ALLA TARTARA

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Le penne alla tartara, un primo piatto veloce da preparare, squisito e piacevole da mangiare.

INGREDIENTI PER LE PENNE ALLA TARTARA

Per 4 pers.

400 gr. di pasta penne

100 gr. di pancetta coppata a fettine

200 ml. di panna da cucina

4 cucchiaiate di salsa di pomodoro già cotta

Un ciuffo di prezzemolo

Due cucchiai di olio evo

Parmigiano grattugiato

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Tagliuzzare con il coltello le fettine di pancetta, metterle in un tegamino con i due cucchiai di olio, lasciare rosolare a fuoco dolce. Aggiungere la salsa e lasciare insaporire un paio di minuti, aggiustare di sale e pepe ma ricordarsi che la pancetta già è saporita. Nel frattempo lessare al dente la pasta, scolarla, condire prima con la panna e poi con il sugo. Servire le penne alla tartara subito ben calde e cospargere con prezzemolo tritato, accompagnare con parmigiano grattugiato. BUON APPETITO.

 

CURIOSITA’

LA PANCETTA COPPATA

La pancetta coppata è un insaccato crudo stagionato ottenuto dalla coppa(capocollo) avvolta nella pancetta, poi arrotolate insieme fino a creare un salume di forma cilindrica simile alla pancetta arrotolata. La pancetta coppata si presenta a più strati alternati di parte magra (muscolo) di colore rossiccio-rosaceo e parte grassa di colore bianco avorio; anche se il suo aspetto varia da produttore e produttore, in genere è facilmente riconoscibile (anche se può essere confusa con la pancetta arrotolata) poichè somiglia ad un capocollo, con segmenti di carne ben visibili, squadrati e irregolari. La pancetta coppata è diffusa principalmente in tre regioni (Emilia Romagna, Lombardia e Veneto) e non è molto conosciuta al di fuori di queste zone ma ormai viene venduta in tutto il territorio italiano. Viene consumata come un normale salume, affettata sottilmente e abbinata al pane (magari tostato e caldo per dar modo al grasso di sciogliersi) o ad altri prodotti da forno come le tigelle.

 

tratto da: cibo360.it

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