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PESCE SPADA PANATO AL FORNO

| Pesce

Facile da preparare e molto gustoso, il pesce spada panato al forno piacerà anche ai bambini.

INGREDIENTI PER IL PESCE SPADA PANATO AL FORNO

Per 4 pers.

4 fette di pesce spada

Due spicchi di aglio

Pangrattato per impanare

Origano

Olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

La sera prima mettere le fette di pesce in una pirofila, irrorare per bene da ambo i lati con olio evo, cospargere con gli spicchi di aglio tagliati a metà, sale e pepe. Coprire con pellicola e tenere in frigo tutta la notte. Un’ora prima di cucinarli eliminare l’aglio e mettere le fette di pesce in un scolapasta. Mescolare il pangrattato con mezzo cucchiaino di origano, passarvi premendo bene le fette di pesce e disporle su placca foderata con carta forno. Infornare a 180° per 20 min., a metà cottura rigirare il pesce. Servire  il pesce spada panato al forno ben caldo e con spicchi di limone. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL PESCE SPADA

Si tratta di un prodotto della pesca tra i più noti e diffusi, ma anche tra i più pregiati e costosi, grazie alle carni magre e particolarmente gradevoli. Il pesce spada contiene buone percentuali di acidi grassi essenziali, ragione per la quale viene spesso inserito nei regimi alimentari di nutrizione clinica. Si presta a molti tipi di preparazioni, dal “crudo” alla bistecca sulla brace. Per quel che concerne l’aspetto igienico, non si differenzia dal resto dei pesci azzurri, gruppo del quale è un degno esponente. Il pesce spada è un alimento estremamente proteico, caratterizzato da un alto valore biologico dei peptidi che lo compongono. Essendo particolarmente magro, non apporta grosse quantità di energia ed i pochi acidi grassi in esso contenuti sono prevalentemente di tipo polinsaturo essenziale del gruppo omega 3il colesterolo risulta piuttosto moderato.
I glucidi e le fibre sono assenti.

Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/pesce-spada.html

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GAMBERI MARINATI IN PADELLA

| Pesce

I gamberi marinati in padella, un secondo di pesce semplicemente delizioso e saporito.

INGREDIENTI PER I GAMBERI MARINATI IN PADELLA

Per 4 pers.

Una ventina di gamberi rossi di media grandezza

Due limoni

Sale e pepe

 Olio evo

PROCEDIMENTO

Lavare e asciugare i gamberi, metterli in una ciotola e irrorarli con il succo dei due limoni e la loro buccia a pezzi, pepare. Lasciare in infusione una ventina di minuti, sgocciolarli bene e cuocerli in padella tre minuti per parte con un filo di olio, salare solo alla fine. Servire i gamberi marinati in padella accompagnati con maionese.

CURIOSITA’

I GAMBERI

I gamberi sono tra gli alimenti più ricchi di proprietà nutritive e a ridotto contenuto calorico, per cui sono indicati per chi segue un’alimentazione sana ed equilibrata. Il gusto, decisamente raffinato, è inconfondibile; inoltre sono facili da cucinare, anche se non molto economici. Sceglierli sempre freschi, controllando che siano ben lucenti e con le carni trasparenti, fare attenzione al prodotto decongelato, che spesso viene “spacciato” come fresco, verificare l’assenza totale dell’odore di ammoniaca, che può essere usata per posticipare il processo di decomposizione. Crudi oppure cotti, i crostacei piacciono (quasi) a tutti. Chi non li ama potrebbe motivare la sua scelta con l’alto contenuto di colesterolo cattivo presente. È vero che i crostacei contengono colesterolo, ma è presente in una quantità importante soltanto nella testa, ovvero in quella parte che di solito non viene mangiata. Stiamo parlando, dunque, di un mito da sfatare. Hanno, inoltre, un’azione fortemente depurativa in quanto la polpa dei crostacei è composta per l’80% di acqua, mentre il restante 20% è costituito da proteine, sali minerali e grasso polinsaturo, l’Omega 3. Non solo depurativi, ma anche lassativimagri e antiossidanti: i crostacei mantengono una serie di proprietà benefiche importanti e allo stesso tempo non fanno ingrassare (senza esagerare nel consumo, certo), apportando all’organismo prevalentemente proteine.

 

tratto da: paginemediche.it

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ANGUILLA ALLA PESCATORA

| Pesce

L’an

guilla alla pescatora un piatto saporitissimo per gli amanti e non, di questo pesce………

INGREDIENTI PER L’ANGUILLA ALLA PESCATORA

800 gr. di anguille

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

Una costola di sedano

40 gr. di burro

Mezzo bicchiere di vino bianco

Tre filetti di acciuga sott’olio

Due cucchiai di aceto bianco

Un ciuffo di prezzemolo

Tre cucchiai di olio evo

Farina per infarinare q. b.

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Pulire e tagliare a tronchetti le anguille ( se non siete capaci, fatelo fare al pescivendolo ) lavarle, asciugarle e passarle nella farina. Mettere sul fuoco una padella con il burro e l’olio unire la cipolla tritata e lo spicchio di aglio intero da togliere poi e unire la costola di sedano a pezzetti e lasciare brasare qualche minuto.

aggiungere i pezzi di anguilla infarinati, salare e pepare. Quando saranno colorite

versarvi il mezzo bicchiere di vino bianco e cuocere 25 minuti con coperchio, 10 minuti prima di spegnere aggiungere i filetti d’acciuga tritati, il prezzemolo tritato e l’aceto.

Regolare di sale se ce ne fosse bisogno e servire ben calda l’anguilla alla pescatora.
BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ANGUILLE

L’anguilla è un pesce migratore che nasce come larva nel Mar dei Sargassi, al centro dell’Oceano Atlantico e poi, crescendo, si sposta sulle coste dell’Atlantico dall’Islanda al Senegal e nelle acque dolci, salmastre e marine del mar Mediterraneo. Le anguille vivono anche in laghi o stagni chiusi, in caverne o pozzi. Si pescano ovunque, in Italia sono particolarmente diffuse nel delta del Po, quindi nelle lagune Venete e di Comacchio e negli stagni di Sardegna. l’Italia è il principale produttore europeo di anguilla. L’anguilla che ritroviamo sulle nostre tavole di solito è il capitone, cioè gli esemplari femmina di dimensioni maggiori. Viene commercializzata viva, in apposite vasche riempite d’acqua dolce, ma anche congelata, marinata, salata ed essiccata, affumicata o inscatolata. Viene cucinata al forno, alla brace, in umido o fritta, a seconda della tradizione regionale. A Napoli, per esempio, il giorno della Vigilia di Natale l’anguilla in umido è un piatto immancabile come ultima portata, quella che avanza viene poi mangiata il giorno successivo in scapece (una marinatura in aceto) come antipasto. Al Nord si preferisce la preparazione alla brace che, permettendo la colatura del grasso in eccesso, garantisce una digeribilità più elevata.

 

tratto da: cibo360.it

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PESCE PALOMBO AI POMODORI SECCHI

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Molto saporito il pesce palombo ai pomodori secchi, una panatura diversa dal solito, piacerà anche ai più piccoli.

PESCE PALOMBO AI POMODORI SECCHI

Per 4 pers.

4 fette di pesce palombo

100 gr. di pangrattato

Due uova

4 pomodori secchi

Un ciuffo di prezzemolo

Un cucchiaino di origano

Sale e pepe

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Tritare I pomodori secchi con il prezzemolo, mescolarli al pangrattato insieme a l’origano. Sbattere le uova. Lavare e asciugare bene le fette di palombo, passarle nelle uova sbattute e nel miscuglio di pangrattato, fare aderire bene premendo con le mani. Friggere in abbondante olio fino a doratura, salare poco e servire il pesce palombo ai pomodori secchi caldo, accompagnato con insalata. BUON APPETITO

CURIOSITA’

PESCE PALOMBO

Il palombo è un pesce dal corpo slanciato ed appiattito, noto anche come vitello di mare. La sua carne è piuttosto apprezzata per il suo sapore forte e per il ridotto contenuto di lische.E’ estremamente magro (spesso viene servito al posto del pesce spada), ideale per coloro che stanno osservando un regime ipocalorico e grazie alla sua digeribilità estremamente elevata viene spesso proposto ai più piccoli, meglio se fresco od eventualmente surgelato fresco. Le sue carni non contengono colesterolo.  Pur essendo presente anche nel Mediterraneo viene pescato in prevalenza nei mari del Nord e giunge congelato sulle tavole dei consumatori. Ha un buon contenuto proteico, è ricco di acidi grassi polinsaturi e di minerali caratteristici come iodiofosforo e calcio . Apprezzabile anche il contenuto di vitamina A e PP. è uno squalo non pericoloso per l’uomo. È un pesce predatore che si nutre di aringhe e crostacei. Dal punto di vista morfologico è un pesce di dimensioni medio-grandi: l’esemplare adulto può raggiungere una lunghezza di 160-170 centimetri e il peso di 13-15 kg, di colore grigio uniforme sulla parte dorsale e bianco sul ventre.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/tabelle-nutrizionali/palombo.htm

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PESCE SPADA ALLA GRIGLIA

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Una bella fetta di pesce spada alla griglia, vi farà mangiare con gusto e poche calorie. Adatto anche per i più piccini perchè non contiene lische..

INGREDIENTI PER IL PESCE SPADA ALLA GRIGLIA

Per 4 pers.

4 fette di pesce spada

Un limone

Mezzo bicchiere di olio evo

Mezzo cucchiaino di origano

Un ciuffo di prezzemolo

Pepe

Sale

PROCEDIMENTO

Mettere a marinare le fette di pesce spada in un’emulsione fatta con l’olio, il succo del limone, origano e pepe. Lasciarvele per un’ora, poi scolarle, asciugarle e cuocere sulla griglia o la piastra spennellando ogni tanto con la marinata. Salare a fine cottura e cospargere con prezzemolo tritato. Servire il pesce spada alla griglia, ben caldo e accompagnato con un’insalata mista. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL PESCE SPADA

Il pesce spada, il cui nome scientifico è Xiphias gladius, è una specie ittica piuttosto diffusa: vive nelle acque temperate di tutti gli oceani e anche nel Mar Mediterraneo. Vive per lo più in acque poco profonde e non è raro che si avvicini alle coste. Si tratta di un pesce di taglia grande: l’esemplare adulto può raggiungere anche i 5 metri di lunghezza e un peso di 450 kg. Il pesce spada viene pescato soprattutto a scopo alimentare: è comune sui banchi dei mercati e supermercati come prodotto fresco o decongelato e, in Paesi diversi dal nostro, viene utilizzato anche per la preparazione di prodotti in scatola. Come tutti i pesci di mare di taglia grande, subisce l’inquinamento delle acque e nelle sue carni si accumula una certa quantità di metalli pesanti, soprattutto mercurio. Questo è il principale motivo per cui è meglio evitarne il consumo frequente: basterà sceglierlo al massimo una volta ogni due settimane. Il pesce spada è un alimento piuttosto magro: una porzione da 100 g apporta solo 110 kcal. È principalmente una fonte di proteine dall’elevato valore biologico.

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FRITTELLE DI NUNNATA ( BIANCHETTI DI SARDE )

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Le frittelle di nunnata ( bianchetti di sarde ). A Trapani i bianchetti si chiamano nunnata e sono buonissime queste frittelle di pesce, le mangeranno volentieri anche i bambini.

INGREDIENTI PER LE FRITTELLE DI NUNNATA ( BIANCHETTI DI SARDE )

Per 4 pers.

300 gr. di nunnata

Tre uova

Uno spicchio di aglio

Un ciuffetto di prezzemolo

Un cucchiaio di parmigiano grattugiato

Due cucchiai di farina 00

Sale e pepe

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Lavare in un colino a maglie fitte ( altrimenti si disperdono ) la nunnata, scolarli bene. Sbattere le uova con: sale, pepe, lo spicchio di aglio tritatissimo, prezzemolo, la nunnata, il cucchiaio di parmigiano e i cucchiai di farina 00, amalgamare bene e friggere a cucchiaiate in abbondante olio caldo. Servire calde le frittelle di nunnata ( bianchetti di sarde ). BUON APPETITO

CURIOSITA’

I BIANCHETTI

I bianchetti (dialettalmente noti come gianchetti, neonata, cento bocconi, nuccu ecc) sono minuscoli pesciolini trasparenti o color latte. Pescati e utilizzati a scopo alimentare, i bianchetti sono biologicamente considerati novellame di pesce (avannotti); NON si tratta quindi di pesci che rimangono di piccole dimensioni. Bianchetto” NON è nemmeno sinonimo di “lattarino” (acquadella); questa creatura, che rimane molto piccola anche in forma adulta, diventa comunque 5-6 volte più grande dei bianchetti.
Le specie ittiche che compongono i bianchetti hanno la caratteristica di trascorrere tutta la fase neonatale sul litorale costiero, dove rimangono organizzate in fittissimi branchi fino al termine dello sviluppo necessario a intraprendere il viaggio per il mare aperto. La composizione dei bianchetti è, di solito, prevalentemente a base di pesce azzurro, come alici e sardine; meno frequentemente, anche se ciò dipende molto dalla zona in oggetto, sono comprese specie diverse, come lattarini, paganelli e cicerelli (più abbondanti nell’alto Mar Adriatico, soprattutto in corrispondenza delle valli e delle lagune).
“Bianchetto” è spesso utilizzato come sinonimo di “rossetto”; in verità, quest’ultimo è propriamente costituito dalla specie Aphia minuta e assume una colorazione tendente al rosa.

Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/bianchetti.html

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ACCIUGHE MARINATE AL LIMONE

| Pesce

Buonissime le acciughe marinate al limone, importante che siano freschissime. Si possono preparare in anticipo e portare in tavola quando serve.

INGREDIENTI PER LE ACCIUGHE MARINATE AL LIMONE

Per 4 pers.

600 gr. di acciughe

5 limoni

Un ciuffo di prezzemolo

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO

Pulire le acciughe freschissime, eliminare testa e aprirle a libro eliminando le lische ( se non siete capaci fatelo fare al pescivendolo ), lavarle molto bene, tamponarle con carta cucina e disporle in un contenitore largo, salare, pepare e irrorarle con il succo dei 5 limoni, coprire con pellicola e fare macerare 6-7 ore in frigo. Disporle su un piatto di portata irrorare di olio e cospargere con il prezzemolo tritato, tenere le acciughe marinate al limone in frigo fino al momento di servirle.. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ACCIUGHE

Non c’è da sottovalutare questo alimento, dotato di ottime proprietà nutritive, il cui processo di lavorazione tradizionale si è evoluto nel tempo, facendolo diventando protagonista del mercato ittico italiano. Le acciughe infatti sono un prodotto che ritroviamo ormai dappertutto, specialmente nei grandi supermercati. È un pesciolino dalle grandi proprietà: dal punto di vista nutrizionale contiene un’elevata quantità di proteine nobili, oltre che minerali come selenio e calcio, importanti sia per la giusta funzionalità della tiroide che per altre attività metaboliche. Questi minerali agiscono anche nella protezione dai radicali liberi e da eventuali malattie cardiovascolari. Il calcio, ad esempio, è essenziale per la salute delle ossa e numerosi studi sembrano indicare un ruolo importante nella prevenzione dell’osteoporosi e dell’ipertensione. È un pesce molto ricco di amminoacidi e acidi grassi come gli omega 3, che se assunti con frequenza nelle giuste dosi svolgono un ruolo positivo per la salute.

I suoi impieghi in cucina sono molteplici, ci si può sbizzarrire nella creazione di tantissime pietanze, una su tutte la più semplice, intramontabile e low cost: basta pane, burro e acciughe della nonna. Fidatevi, non passa mai di moda.
Ritornando all’aspetto nutrizionale, in realtà la cottura ideale sarebbe al vapore o addirittura assente proprio, a crudo, per mantenere meglio le proprietà organolettiche e preservare l’integrità degli omega 3.

tratto da innaturale.com

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PARMIGIANA DI MELANZANE E PESCE SPADA

| Pesce

La parmigiana di melanzane e pesce spada, un piatto unico completo di pesce e verdure, che può risolvere un pranzo o una cena. Molto gustoso e saporito e non la solita parmigiana.

INGREDIENTI PER LA PARMIGIANA DI MELANZANE E PESCE SPADA

Per 4 pers.

400 gr. di pesce spada tagliato in fettine sottili

Due melanzane grandi ( io uso le violette più dolci )

500 gr. di salsa fresca di pomodoro

80 gr. di parmigiano grattugiato

Qualche foglia di basilico

Un uovo

Sale e pepe

Olio evo

Olio per friggere

PROCEDIMENTO


Affettare le melanzane in fette alte un cm. circa, friggerle in olio abbondante, salarle e metterle a scolare l’unto in eccesso su carta cucina. In una pirofila unta di olio evo fare uno strato di melanzane, distribuirvi sopra una parte delle fettine di spada, poi coprire con la salsa fresca al basilico già pronta, parmigiano, basilico e pepe, proseguire gli strati fino alla fine degli ingredienti. Finire con le melanzane. Sbattere  l’uovo con un pizzico di sale e due cucchiai di parmigiano e versare sulle melanzane. Infornare a 180° x 30-35 minuti. Lasciare riposare la parmigiana di melanzane e pesce spada per 15 minuti, servire calda o tiepida. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL PESCE SPADA

Il pesce spada, il cui nome scientifico è Xiphias gladius, è una specie ittica piuttosto diffusa: vive nelle acque temperate di tutti gli oceani e anche nel Mar Mediterraneo. Vive per lo più in acque poco profonde e non è raro che si avvicini alle coste. Si tratta di un pesce di taglia grande: l’esemplare adulto può raggiungere anche i 5 metri di lunghezza e un peso di 450 kg. Il pesce spada viene pescato soprattutto a scopo alimentare: è comune sui banchi dei mercati e supermercati come prodotto fresco o decongelato e, in Paesi diversi dal nostro, viene utilizzato anche per la preparazione di prodotti in scatola. Come tutti i pesci di mare di taglia grande, subisce l’inquinamento delle acque e nelle sue carni si accumula una certa quantità di metalli pesanti, soprattutto mercurio. Questo è il principale motivo per cui è meglio evitarne il consumo frequente: basterà sceglierlo al massimo una volta ogni due settimane.

 

tratto da greenstyle.it

 

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RITUNNI ARRUSTUTI ( ZERRI GRIGLIATI )

| Pesce

I ritunni arrustuti ( zerri grigliati ), un ottimo secondo piatto di pesce azzurro, di basso costo ma di molto gusto.

INGREDIENTI PER I RITUNNI ARRUSTUTI ( ZERRI GRIGLIATI )

Per 4 pers.

Un chilo di zerri

Sale

PROCEDIMENTO


Lavare i pesci, questo tipo di pesce va solo lavato e basta, mettere in un colapasta e salarli, lasciarli insaporire di sale per una mezz’ora. Farli grigliare su carbonella o su una piastra sul fornello come ho fatto io. Servire subito i ritunni arrustuti ( zerri grigliati ) accompagnati con:
salmoriglio  http://blog.cookaround.com/lacucinadipeppina/salmoriglio-pesci-grigliati/ o semplicemente con spicchi di limone. 
BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI ZERRI

Spigarellu, gerrettu, giarrettu mannu, giarrete, giuccarra, zarrettu, nomi stranissimi per definire in sardo e in sassarese il pesce dello zerro o zerlo. Lo zerro è una specie diffusa nel Mediterraneo. Un piccolo pesce, la cui lunghezza non supera i venti centimetri e che vive in branchi sui fondali ricchi di posidonia. Le femmine hanno strisce nerastre verticali dal dorso ai fianchi, mentre i maschi si distinguono per le linee azzurrine che corrono longitudinalmente sui fianchi e, nel periodo nuziale, dalla livrea coloratissima. Un pesce incluso tra quelli “poveri”, perché da sempre considerato, dal punto di vista commerciale, poco interessante e venduto a basso costo. Molto spesso appena pescato viene ributtato in mare, onde evitare di avere solo costi, se si considera lo scarso guadagno alla vendita. Eppure, questi pesci “poveri” non sono tali dal punto di vista nutrizionale. Non potranno competere con altre specie più meritevoli, ma anch’essi sono validamente in grado di contribuire al piacere della nostra tavola ed al benessere del nostro corpo, oltre che a quello del nostro portafoglio. In alcune regioni, dove lo zerro è pescato intensamente, vengono impiegate particolari reti a strascico. In Sicilia, in comune con la pesca alle boghe e ai sugarelli, per lo zerro viene utilizzata la “filosa”, una particolare lenza da traino. Lo zerro è molto diffuso anche in Liguria, dove prende il nome di zerlo o pignuetto.

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INVOLTINI DI SARDE A BECCAFICO

| Pesce

Gli involtini di sarde a beccafico, una famosa ricetta siciliana con tutti i profumi e sapori di questa terra.

INGREDIENTI PER GLI INVOLTINI DI SARDE A BECCAFICO

Per 4 pers.

Un chilo di sarde freschissime

100 gr. di pangrattato

4 filetti di acciughe sotto olio

Due- tre limoni

Due- tre arance

Due cucchiaini di zucchero

Un ciuffo di prezzemolo

Un cucchiaio di uva passa

Un cucchiaio di pinoli

Un cucchiaio di mandorle tostate

Foglie di alloro

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO

Pulire, lavare e aprire a libro le sarde  ( se non siete capaci, fatelo fare al pescivendolo ). In un tegamino  sciogliere in tre cucchiai di olio i filetti d’acciuga tritate, aggiungere il pangrattato e mescolare, far tostare leggermente. A freddo unire la buccia di un limone e quella di un’arancia grattugiate, il succo di 1/2 limone e 1/2 arancia con lo zucchero, il prezzemolo tritato, il cucchiaio di uvetta, il cucchiaio di pinoli, le mandorle tritate, sale e pepe.

Farcire le sarde,

arrotolarle a involtino e fermarle con uno stuzzicadente,

su ogni involtino alternare mezze fette di arance e limoni e foglie di alloro. Disporle in una teglia unta di olio in un sol strato. Spruzzare con il succo di 1/2  limone, 1/2 arancia e un filo di olio.

Cuocere 15 minuti a 180° in forno.

Servire gli involtini di sarde a beccafico tiepidi. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE SARDE

In nutrizione umana, le sarde rientrano nell’insieme dei prodotti della pesca e, facendo parte del primo gruppo fondamentale degli alimenti, contengono soprattutto: proteine ad alto valore biologico, alcune vitamine e sali minerali tipici di questa categoria. Nonostante la loro ricchezza nutrizionale, le sarde vengono considerate “pesci poveri” e le ricette più famose sono: Sarde Fritte, Sarde Scotta Dito ai Ferri, Sarde in Saor, Sarde Ripiene alla Ligure e Sarde Beccafico. Le sarde vengono definite pesci ossei (osteitti) poiché, differentemente dai condroitti (pesci cartilaginei come gli squali), possiedono uno scheletro composto da idrossiapatite (calcio, fosforo e collagene).

 

tratto da mypersonaltrainer.it

 

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