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Pesce

OSTRICHE GRATINATE

| Pesce

Buonissime le ostriche gratinate, per accompagnare l’aperitivo o da servire in un buffet oppure come semplice piatto di mare. Semplicissime e veloci da preparare.

INGREDIENTI PER LE OSTRICHE GRATINATE

Per una dozzina di ostriche

12 ostriche freschissime

12 cucchiai di pangrattato

Un bel ciuffo di prezzemolo

Due spicchi di aglio

Un limone bio

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO

 Lavare e spazzolare sotto l’acqua corrente le ostriche, aprirle ed eliminare la mezza valva piatta. Tritare finemente il prezzemolo e gli spicchi di aglio, mescolarli al pangrattato con: tre cucchiai di olio, la scorza del limone grattugiata, sale, pepe abbondante, distribuire questo miscuglio sulle ostriche, irrorate con un filino di olio e fare gratinare in forno per quasi 10 min. a 180° o fino a doratura. Servire le ostriche gratinate calde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

OSTRICHE

Le ostriche sono prodotti della pesca di origine animale, appartenenti al Phylum dei Molluschi, alla Classe dei Bivalvi e alla famiglia Ostreidae. Esistono pertanto diversi tipi di ostriche, appartenenti a generi e specie differenti; tra tutte, quelle più utilizzate e conosciute appartengono senz’altro ai Generi Ostrea (ostrica comune – Ostrea edulis) e Crassostrea (ostrica del Pacifico o ostrica giapponese – Crassostrea gigas). Le ostriche sono alimenti di grande pregio commerciale e possono essere consumate crude o cotte. I molluschi, oltre ad essere diffusi allo stato selvatico, sono oggetto di ittiocoltura (ostricoltura) in molte parti del pianeta; il prezzo cambia sensibilmente sia in base alla provenienza, sia in base alla varietà. Nella cucina centro e sud Europea, oltre che in molti paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo, le ostriche rappresentano uno dei prodotti della pesca più diffusi e rinomati. Le ostriche sono alimenti di grande pregio commerciale e possono essere consumate crude o cotte. I molluschi, oltre ad essere diffusi allo stato selvatico, sono oggetto di ittiocoltura (ostricoltura) in molte parti del pianeta; il prezzo cambia sensibilmente sia in base alla provenienza, sia in base alla varietà. Nella cucina centro e sud Europea, oltre che in molti paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo, le ostriche rappresentano uno dei prodotti della pesca più diffusi e rinomati.

Tratto da my-personaltrainer.it

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OSTRICHE AL LIMONE

| Dolci, Pesce

Ogni tanto una bella mangiata di ostriche al limone gratifica il palato.

INGREDIENTI PER LE OSTRICHE AL LIMONE

Per 4 pers

Una ventina di ostriche freschissime

4 limoni

pepe da macinare

PROCEDIMENTO

Lavare e spazzolare accuratamente le ostriche sotto l’acqua corrente. Aprirle facendo attenzione a non fare uscire il liquido interno. Eliminare la metà guscio, quello con la parte piatta. Disporle su piatto di portata con ghiaccio tritato, servirle con spicchi di limone e pepe da macinare fresco. Semplicemente goduriose le ostriche al limone. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE OSTRICHE

Le ostriche sono prodotti della pesca di origine animale, appartenenti al Phylum dei Molluschi, alla Classe dei Bivalvi e alla famiglia Ostreidae. Esistono pertanto diversi tipi di ostriche, appartenenti a generi e specie differenti; tra tutte, quelle più utilizzate e conosciute appartengono senz’altro ai Generi Ostrea (ostrica comune – Ostrea edulis) e Crassostrea (ostrica del Pacifico o ostrica giapponese – Crassostrea gigas). Le ostriche sono alimenti di grande pregio commerciale e possono essere consumate crude o cotte. I molluschi, oltre ad essere diffusi allo stato selvatico, sono oggetto di ittiocoltura (ostricoltura) in molte parti del pianeta; il prezzo cambia sensibilmente sia in base alla provenienza, sia in base alla varietà. Nella cucina centro e sud Europea, oltre che in molti paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo, le ostriche rappresentano uno dei prodotti della pesca più diffusi e rinomati. Le ostriche sono alimenti di grande pregio commerciale e possono essere consumate crude o cotte. I molluschi, oltre ad essere diffusi allo stato selvatico, sono oggetto di ittiocoltura (ostricoltura) in molte parti del pianeta; il prezzo cambia sensibilmente sia in base alla provenienza, sia in base alla varietà. Nella cucina centro e sud Europea, oltre che in molti paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo, le ostriche rappresentano uno dei prodotti della pesca più diffusi e rinomati.

Tratto da my-personaltrainer.it

 

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ZUPPA DI VONGOLE VERACI E PATATE

| Pesce

Ottima e saporitissima la zuppa di vongole veraci e patate, piatto che va bene in tutte le stagioni e da leccarsi i baffi.

INGREDIENTI PER LA ZUPPA DI VONGOLE VERACI E PATATE

Per 4 pers.

Un chilo e 200 gr. di vongole veraci

Mezza cipolla

Due spicchi di aglio

Due patate grandi

5 cucchiai di olio evo

Mezzo bicchiere di vino bianco secco

Due pomodori rossi maturi

Un ciuffo di prezzemolo

Una bustina di zafferano

Sale

Pepe o peperoncino a piacere

PROCEDIMENTO

Fare aprire in padella con un cucchiaio di olio e coperchio 1 kg. le vongole veraci, filtrare il liquido emesso e tenerlo da parte.

In un altro tegame con 4 cucchiai di olio evo far rosolare: i due spicchi di aglio affettati, la cipolla a fettine (peperoncino, se si usa) e prezzemolo tritato,

Aggiungere le patate a tocchetti e rosolare 2 minuti

Sfumare con il vino bianco, unire i due pomodori  spellati e a pezzetti, poi bagnare con il liquido delle vongole e un bicchiere di acqua calda dove si sarà sciolto lo zafferano.

Salare, pepare e cuocere coperti a fuoco medio, (se occorre unire altra acqua calda) Quando le patate saranno cotte unire le vongole e fare insaporire un paio di minuti, spolverizzare con prezzemolo e servire la zuppa di vongole veraci e patate calda accompagnata con fette di pane tostato. BUON APPETITO

CURIOSITA’

VONGOLE VERACI

Il termine vongola è di origine napoletana, dal nome dialetto della conchiglia. Si riferisce infatti ai molluschi bivalve, cioè contenuti tra due valve (o conchiglie) identiche a forma di ventaglio, solitamente di colore chiaro, talora tendente al marroncino.
La vongola è un mollusco marino che vive in prevalenza sotto uno strato sabbioso, o a ridosso degli scogli. E’ un animale filtratore, cioè filtra l’acqua marina intercettando le eventuali impurità e nutrendosi di tutto ciò che è presente nell’acqua dove vive, come piccoli organismi animali e vegetali. Si conoscono numerosissime specie di vongole, più di 200, diffuse in tutto il mondo. Le più conosciute sono le vongole comuni, i lupini, che sono un po’ più piccoli e le vongole veraci, le più pregiate, che hanno anche un bel colore nero della conchiglia.

 

tratto da: Almeglio.it

 

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PICCOLI MOSCARDINI IN INSALATA CON PATATE

| Pesce, Secondi

I piccoli moscardini in insalata con patate: un gustoso piatto di mare da servire come secondo o antipasto.

INGREDIENTI PER I PICCOLI MOSCARDINI IN INSALATA CON PATATE

Per 4 pers.

Un kg. di piccoli moscardini

600 gr. di patate

Mezzo bicchiere di aceto bianco

Sei cucchiai di olio evo

Un cucchiaio di aceto di mele

Uno spicchio di aglio

Un ciuffo di prezzemolo

Sale e pepe q. b.

PROCEDIMENTO

L’idea mi è venuta vedendo dal pescivendolo questi piccoli moscardini, che ho pensato di sostituirli al posto del polipo. Fare bollire abbondante acqua con il mezzo bicchiere di aceto bianco. Versarvi i moscardini ben lavati e lasciati interi, fare lessare per 15 min.. aggiungere il sale solo pochi minuti prima di spegnere. Nel frattempo cuocere a parte con la buccia le patate in acqua salata. Scolarle e pelarle dopo averle fatte intiepidire, tagliarle a pezzi, disporle su un piatto di portata e sopra distribuirvi i moscardini scolati. In una ciotola preparare una salsina con l’olio evo, il cucchiaio di aceto di mele (più delicato), il prezzemolo tritato, lo spicchio di aglio tritatissimo, sale e pepe, emulsionare sbattendo con una forchetta. Poi con questo condimento  irrorare i piccoli moscardini in insalata con patate e servire. BUON APPETITO.

CURIOSITA’

I MOSCARDINI

moscardini (o polpi muschiati) sono prodotti della pesca simili al polpo; non a caso vengono anche chiamati “polpi di sabbia”. I moscardini appartengono al Phylum dei Molluschi, Classe Cefalopodi, Ordine Octopodi, famiglia Octopodidae, Genere Eledone, Specie moschata; pertanto, la nomenclatura binomiale dei moscardini è Eledone moschata. Dal punto di vista morfologico, i moscardini si differenziano dal polpo in merito a: dimensioni più contenute (mediamente intorno ai 20cm, ma non sono rari esemplari che raggiungono i 70cm), testa dalla conformazione peculiare (ovale), occhi più sporgenti, tentacoli provvisti di una sola fila di ventose e più lunghi (il terzo tentacolo destro degli esemplari maschili è più corto e funge da organo riproduttivo). I moscardini sono color grigio-bruno con macchie nere; hanno una minor capacità di mimetismo rispetto al polpo e risultano quindi più facili da avvistare. Gli esemplari più grossi si trovano nei pressi del Mar Egeo mentre la maggior densità di popolazione è localizzata nell’Adriatico settentrionale.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/moscardini.html

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CALAMARI RIPIENI ALLA SICILIANA

| Pesce

I calamari ripieni alla siciliana: un secondo di pesce molto goloso.

INGREDIENTI PER I CALAMARI RIPIENI ALLA SICILIANA

Per 4 pers.

4 calamari di medie dimensioni

5 fette di pan carrè

Un cucchiaio di pinoli

Un cucchiaio di uva passa

Un cucchiaio di pistacchi tritati grossolanamente

Un limone non trattato

Un cucchiaio di pecorino grattugiato

Due spicchi di aglio

Un ciuffetto di prezzemolo

Sale e pepe

Tre pomodori a grappolo maturi

1/2 bicchiere di vino bianco secco

Olio evo

PROCEDIMENTO

Pulire i calamari e lasciarli interi ( se non siete capaci, fatelo fare al pescivendolo ), lavarli e asciugarli. Sbriciolare finemente in una ciotola le fette di pan carrè, unire i pinoli, l’uvetta precedentemente ammollata per 10 minuti in acqua tiepida, i pistacchi tritati, il pecorino, sale, pepe, il succo e la scorza grattugiata del limone, uno spicchio di aglio e prezzemolo tritati. Mescolare bene e con questo composto riempire i calamari per 2/3. Chiudere con i tentacoli  fissando con due stecchini. Disporli in pirofila con 4 cucchiai di olio, cospargere con i pomodori maturi a pezzettini, lo spicchio di aglio a fettine, sale, pepe, il mezzo bicchiere di vino bianco e 1 filo d’olio.
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Infornare a 180° per mezz’ora, a metà cottura rigirati. Lasciare riposare 10 min. I calamari ripieni alla siciliana si possono servire sia caldi che tiepidi. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I CALAMARI

Di calamari ne esistono molti generi e specie, ma quello cosiddetto “europeo” (pur essendo presente anche nell’Oceano atlantico nord-orientale) è inquadrato nel Phylum dei Molluschi, Classe Cefalopodi, Ordine Teuthida, famiglia Loliginidae, Genere Loligo, Specie vulgaris. La nomenclatura binomiale dei calamari europei è quindi Loligo vulgaris. I calamari possiedono tutte le caratteristiche dei molluschi cefalopodi. Hanno una testa provvista di cervello, occhi, bocca a “becco” e tentacoli; questa è vincolata ad un corpo a sacca che contiene una conchiglia e protegge gli organi deputati alla digestione ed alla riproduzione.
Il corpo dei calamari è conico, provvisto di una penna o gladio di chitina trasparente, sottile e lunga; esternamente si evidenziano due pinne laterali di forma triangolare. Il pigmento cutaneo superiore oscilla dal rosa al rossastro violaceo (che sbiadisce in seguito alla morte) con puntini scuri, mentre quello inferiore è chiaro. La testa è provvista di 10 tentacoli (di cui 2 lunghi indispensabili alla caccia) muniti di ventose.
Il calamaro europeo non supera il mezzo metro di lunghezza per un peso di circa mezzo chilo.

 

 

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/calamari.html

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FRITTURA DI RITUNNI (ZERRI)

| Pesce, Secondi

Con la frittura di ritunni (zerri) un buon pesce azzurro. ogni tanto si può fare un peccato di gola

INGREDIENTI PER LA FRITTURA DI RITUNNI (ZERRI)

Per 4 pers

Un chilo di zerri

Farina di semola di grano duro

Olio per friggere

Sale

Due limoni

PROCEDIMENTO

Lavare bene gli zerri, lasciarli interi, non vanno puliti all’interno. Metterli in un colapasta, salarli, poi infarinare con farina di semola di grano duro e non 00. Friggere in olio abbondante e servire la frittura di ritunni (zerri) con spicchi di limone. BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI ZERRI

Gli zerri: in siciliano ritunni. Lo zerro è una specie diffusa nel Mediterraneo. Un piccolo pesce, la cui lunghezza non supera i venti centimetri e che vive in branchi sui fondali ricchi di posidonia. Le femmine hanno strisce nerastre verticali dal dorso ai fianchi, mentre i maschi si distinguono per le linee azzurrine che corrono longitudinalmente sui fianchi e, nel periodo nuziale, dalla livrea coloratissima. Un pesce incluso tra quelli “poveri”, perché da sempre considerato, dal punto di vista commerciale, poco interessante e venduto a basso costo. Molto spesso appena pescato viene ributtato in mare, onde evitare di avere solo costi, se si considera lo scarso guadagno alla vendita. Eppure, questi pesci “poveri” non sono tali dal punto di vista nutrizionale. Non potranno competere con altre specie più meritevoli, ma anch’essi sono validamente in grado di contribuire al piacere della nostra tavola ed al benessere del nostro corpo, oltre che a quello del nostro portafoglio. In alcune regioni, dove lo zerro è pescato intensamente, vengono impiegate particolari reti a strascico. In Sicilia, in comune con la pesca alle boghe e ai sugarelli, per lo zerro viene utilizzata la “filosa”, una particolare lenza da traino. Lo zerro è molto diffuso anche in Liguria, dove prende il nome di zerlo o pignuetto.

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ZERRI MARINATI CON CIPOLLATA

| Antipasti, Pesce

Gli zerri marinati con cipollata: sono una ricetta tipica siciliana. Gli zerri si possono sostituire con altri pesci, tipo: le boghe, o le minnule, o le sarde o altri tipi di pesciolini.
INGREDIENTI PER GLI ZERRI MARINATI CON CIPOLLATA
Per 4 pers:
Un chilo di zerri o altro pesce azzurro di piccole dimensioni.
400 gr. di cipolle
Due bicchieri di aceto di vino bianco
Due cucchiai di zucchero
Farina di semola di grano duro per infarinare
Sale e pepe
Quattro cucchiai di olio evo
Olio di semi per friggere
PROCEDIMENTO
 
Squamare gli zerri, pulirli dalle interiora, poi  lavarli e metterli in un scolapasta, salarli e lasciar riposare mezz’ora in frigo. Infarinarli e friggerli  in olio di semi. Metterli poi a scolare dell’olio in eccesso su carta cucina. Tenere da parte a raffreddare.
Nel frattempo In una padella, lasciare brasare dolcemente, le cipolle affettate con l’olio evo e un paio di cucchiai di acqua,
sciogliere lo zucchero nell’aceto e versare sulle cipolle. Lasciare insaporire per 3-4 min. a fiamma media, salare e pepare. Fare raffreddare. Disporre gli zerri in una pirofila di vetro e coprire con la cipollata. Coprire con pellicola lasciar insaporire mezza giornata. Conservare in frigo e se consumati il giorno dopo saranno ancora più buoni. Servire gli zerri in marinata con cipollata tirandoli fuori dal frigo mezz’ora prima. BUON APPETITO
CURIOSITA’
GLI ZERRI
Gli zerri hanno un  corpo fusiforme, molto allungato ricoperto di squame. Occhio molto grande, muso appuntito con assenza di squame. Mascelle dotate entrambi di piccoli denti.Ha un’unica pinna dorsale ed anale, pinna codale forcuta. Colorazione rosa-argentea più chiara ventralmente. Lunghezza massima 20 cm. Carni poco apprezzate. Commercializzato prevalentemente fresco. Il pesce è fresco quando si presenta con colore vivo, con carne compatta e soda; le squame devono essere ben attaccate al corpo. Specie diffusa nella parte sud-occidentale del Mediterraneo e nell’Atlantico orientale.
 
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SGOMBRO LESSO AL PEPE ROSA

| Pesce

Ottimo secondo piatto di pesce, lo sgombro lesso al pepe rosa può essere considerato un piatto leggero e dietetico ma saporito reso aromatico dal delicato sapore del pepe rosa.

INGREDIENTI PER LO SGOMBRO LESSO AL PEPE ROSA

Per 4 pers:

4 sgombri grandi.

Un limone bio

Due foglie di alloro

5-6 grani di pepe nero o bianco

Pepe rosa

Sale

Olio evo

PROCEDIMENTO

Pulire e lavare gli sgombri, se non siete capaci, fatelo fare al pescivendolo.

In una pentola capiente che li possa poi contenere tutti e 4: mettere dell’acqua, 3-4 rondelle di limone con la buccia ben lavato, le foglie di alloro, sale e i grani di pepe nero o bianco. Portare a ebollizione e immergervi i pesci. Lessare per 30 min. e lasciare riposare nell’acqua di cottura altri 20 min. Scolarli, dividere i filetti, eliminare le lische e sistemarli in un piatto di portate, irrorare con olio, cospargere con pepe rosa leggermente schiacciato. Servire i filetti di sgombro lesso al pepe rosa a temperatura ambiente. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL PEPE ROSA

Il pepe rosa in realtà non è davvero pepe.
A differenza infatti di pepe nero, bianco e verde, che sono i frutti (differentemente lavorati) del Piper nigrum, il pepe rosa è il frutto di una albero sempreverde chiamato Shinus molle, originario dell’America Latina.
Il frutto che nasce dallo Shinus molle ha il caratteristico colore rosa e somiglia molto nella forma ad una bacca di pepe, per questo è chiamato comunemente pepe rosa o falso pepe pur avendo un sapore completamente diverso e molto più delicato e dolce.
Pepe rosa: proprietà e benefici
Il pepe rosa favorisce la digestione poiché è stomachico, tonico e stimolante.
Per il suo potere antisettico è stato usato dalla medicina popolare per curare ferite e infezioni.
Ha inoltre proprietà diuretiche e sembra efficace nel trattamento di disturbi come mal di denti, reumatismi e dolori mestruali.
Pepe rosa: uso in cucina
Il pepe rosa è piuttosto delicato e il suo aroma è dolce e speziato con delle note di limone e fragola.
Perfetto per insaporire piatti a base di pesce, ma soprattutto carpacci di pesce spada, tonno o salmone.

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BACCALA’ IN INSALATA CON PATATE

| Pesce

Il baccala’ in insalata con patate è buono, leggero e squisito.

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INGREDIENTI PER IL BACCALA’ IN INSALATA CON PATATE

Per 4 pers.

Un kg di baccala’

4 grosse patate

Un mazzetto di prezzemolo

Uno spicchio di aglio

Olio evo

Sale

Pepe macinato fresco

Una foglia di alloro

Due limoni

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PROCEDIMENTO

Ammollare il baccala’ per almeno due giorni cambiando spesso l’acqua, oppure compratelo già ammollato. Lessare le patate in acqua salata. Mettere a bollire abbondante acqua non salata, poi lessarvi il baccalà tagliato a pezzi e la foglia di alloro. Cuocere 10-15 min. a secondo della grandezza dei pezzi. Scolare e lasciare raffreddare- Spellare e spinare i pezzi di baccalà, e sminuzzarli in pezzettini. Pelare, tagliare a fette le patate.  In una ciotola emulsionare abbondante olio evo, il prezzemolo tritato, lo spicchio di aglio tritatissimo e sbattere con una forchetta. In un piatto di portata disporre al centro i pezzetti di baccalà, contornare con le patate, distribuirvi sopra il condimento al prezzemolo e pepe macinato al momento. Servire il baccala’ in insalata con patate accompagnato con fette di limone. BUON APPETITO

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CURIOSITA’

IL BACCALA’

Proprio grazie al suo basso contenuto di grassi (notevolmente minore rispetto alla carne rossa), il Baccalà, si è meritato il titolo di “Pesce Magro” per eccellenza; questa peculiarità lo ha portato ad essere presente nei piatti di chi deve seguire delle diete, come soggetti obesi o sovrappeso e in particolare in soggetti con patologie come l’ipertigliceridermia e l’ipercolesterolemia. Il baccalà essendo prima di tutto un pesce eredita le caratteristiche di questa categoria, dai valori nutritivi alla facile digestione, alla presenza di particolari proteine e alla ricchezza di acidi grassi Omega 3 che riducono il cosiddetto colesterolo “cattivo” ed aumentano quello “buono”. Si tratta, quindi, di un alimento sano e che è in grado di sposarsi con diversi cibi grazie anche alla sua versatilità in cucina. Nei pesci la componente principale è proprio l’acqua che corrisponde alla metà o più del peso, escludendola e considerando solo la parte edibile possiamo affermare che il baccalà è composto da proteine e lipidi, per la maggior parte, e da minerali, glucidi e vitamine.

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Tratto da: B come baccalà

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COZZE RIPIENE ALLA TRAPANESE

| Pesce

Le cozze ripiene alla trapanese, un gustoso piatto di mare da poter servire  come antipasto, in un buffet, a una cena tra amici o in un menù di pesce. 

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INGREDIENTI PER LE COZZE RIPIENE ALLA TRAPANESE

Per 1 kg. di cozze

300 gr. di pomodori rossi maturi ma sodi

200 gr. mollica di pane casereccio raffermo

100 gr. di mandorle pelate e tostate

Due spicchi di aglio

Un ciuffo di prezzemolo

30 gr. di pecorino siciliano grattugiato

Sale e pepe

Olio evo q. b.

PROCEDIMENTO


Lavare, asciugare, pelare e tagliare a piccoli cubetti la polpa dei pomodori, farli scolare in un passino, Nel frattempo tagliare a cubetti piccoli la mollica di pane raffermo. In una padella fare scaldare un filo di olio e farvi tostare i cubetti di pane. Tritare nel mixer il pane, le mandorle e gli spicchi di aglio. Versare in una ciotola e mescolare ai pomodori con: il prezzemolo tritato, il pecorino, due cucchiai di olio, sale e pepe, amalgamare bene. Fare aprire a fuoco vivace le cozze coperte. Eliminare  la mezza valva vuota e farcire con il composto. Allinearle in una teglia foderata con carta forno.,

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oleare e mettere in forno a 190° a gratinare per una quindicina di min. o cmq. fino a doratura. Servire  le cozze ripiene alla trapanese tiepide. BUON APPETITO

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CURIOSITA’

COZZE

Le cozze sono prodotti della pesca di origine animale e, in quanto tali, possiedono un buon contenuto di proteine ad alto valore biologico. La leggenda secondo la quale le cozze sono “pesanti” è frutto della distorsione concettuale che interessa due aspetti ben distinti dell’alimento: il primo riguarda la presenza di forti componenti aromatiche dell’aglio fresco crudo (percepibili nelle eruttazioni digestive) quale ingrediente ESSENZIALE nella preparazione delle classiche “cozze alla tarantina”; il secondo è imputabile alla pessima abitudine di consumare le cozze CRUDE in elevate quantità, come fossero uno snack.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/cozze.html

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