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Carni

SPEZZATINO CON PISELLI E PATATE

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Lo spezzatino con piselli e patate, un secondo di carne e verdure completo. Molto gustoso e saporito.

INGREDIENTI PER LO SPEZZATINO CON PISELLI E PATATE

Per 4 pers.

800 gr. di spezzatino di vitello

500 gr. di patate

300 gr. di piselli

una cipolla

uno spicchio di aglio

una costola di sedano

mezzo bicchiere di vino bianco secco

100 gr. di passata di pomodoro

un dado vegetale

olio evo

sale e pepe

farina 00 per infarinare

PROCEDIMENTO


In 4 cucchiai di olio far rosolare il trito non fine di cipolla, lo spicchio di aglio, la costa di sedano.

Unire lo spezzatino di vitello tagliato a dadi e infarinato, rosolare 5 minuti, sfumare con il vino, salare poco e pepare. Unire la passata di pomodoro e 1,5 litri di acqua bollente con il dado. Coprire e cuocere per un’ora e mezza. A metà cottura unire le patate a pezzi e i piselli. Portare a cottura lo spezzatino con piselli e patate aggiustando di sale pepe se ce ne fosse bisogno. Servire caldo. BUON APPETITO

 CURIOSITA’
IL SEDANO
Il sedano, come tutta la verdura, è composto per la maggior parte di acqua ( circa 90% ); le altre sostanze che lo compongono sono le fibre, le proteine, glucidi e lipidi, minerali vari come sodio, potassio, fosforo, calcio e ferro e, per quanto riguarda le vitamine, sono presenti la C e la K, mentre, in percentuale minore, troviamo alcune vitamine del gruppo B ed E. Le più recenti ricerche in ambito scientifico hanno evidenziato la presenza nel sedano di una sostanza della famiglia dei flavonoidi con proprietà antiossidanti, chiamata luteolina, che pare sia in grado di proteggere il cervello dagli stati infiammatori.
Sono diverse le proprietà del sedano che lo rendono interessante dal punto di vista terapeutico: in generale possiamo affermare che il sedano ha proprietà depurative e rimineralizzanti nei confronti di tutto l’organismo e, allo stesso tempo, svolge un’ attività calmante e antidepressiva sul sistema nervoso. Sono stati da poco dimostrati i benefici che questo ortaggio ha sulla pressione arteriosa; infatti la sua assunzione regolare è in grado di ridurne i valori.
La presenza di vitamina K è in grado di apportare benefici alla coagulazione del sangue e alle ossa, mentre il suo succo è un ottimo tonificante per la pelle e, se bevuto regolarmente per una ventina di giorni, può essere molto utile in caso di reumatismi; se diluito con l’acqua, può essere utilizzato come collirio per gli occhi
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TRIPPA ALLA PARMIGIANA

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La trippa alla parmigiana, un piatto povero della tradizione italiana, molto gustoso.

INGREDIENTI PER LA TRIPPA ALLA PARMIGIANA

Per 4 pers.

600 gr. di trippa già bollita

Una carota

Una costola di sedano

Un ciuffo di prezzemolo

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

1/2 bicchiere di vino bianco secco

300 gr. di passata di pomodoro

Una noce di burro

Due cucchiai di olio evo

Un litro di brodo anche di dado

60 gr. di parmigiano grattugiato

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Fare un trito con la carota, la costola di sedano, il ciuffo di prezzemolo, la cipolla e lo spicchio di aglio. Far rosolare piano con il burro e l’olio evo.

Asciugare e tagliare a listarelle la trippa.

Far rosolare nel soffritto. Bagnare e far evaporare il vino bianco.

Aggiungere la passata di pomodoro e bagnare con il brodo caldo. Cuocere per 1 ora e ½, aggiustare di sale e pepe. Spolverizzare con il parmigiano, amalgamare, spegnere e servire la trippa alla parmigiana ben calda. BUON APPETITO

CURIOSITA’

TRIPPA

La trippa è un alimento di origine animale; fa parte del quinto quarto della bestia macellata ed in particolare rientra nel gruppo delle frattaglie. La trippa è costituita dallo stomaco (o da uno degli stomaci) dei bovini o dei suini, anche se la materia prima più utilizzata è il rumine di manzo, ovvero il primo dei quattro stomaci dell’animale. A dire il vero, la porzione commestibile dell’apparato digerente bovino è costituita anche dalle altre tre sacche gastriche (reticolo, omaso, abomaso) ma, come spesso accade, ogni preparazione assume un nome differente; ad esempio, l’abomaso cotto è definito lampredotto e non trippa (che, come anticipato, indica il rumine). Contrariamente a quanto molti possano credere, la trippa NON è un alimento grasso; certo, non costituisce mai ricette di semplice e rapida digestione, ma ciò non deriva dalla quota lipidica complessiva, bensì dalla composizione e dalla struttura dei tessuti proteici (oltre che dagli ingredienti supplementari).

 

 

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/trippa.html

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SALSICCE CON PATATE AL VINO ROSSO

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Le salsicce con patate al vino rosso: un secondo di carne molto appetitoso, semplice da preparare e si cuoce in forno.

INGREDIENTI PER LE SALSICCE CON PATATE AL VINO ROSSO

Per 4 pers.

Otto salsicce da sugo

Un kg. di patate

Una grossa cipolla rossa

Un bicchiere di buon vino rosso

Un cucchiaio di concentrato di pomodoro

Salvia e rosmarino tritati

4 cucchiai di olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

In una pirofila da forno, mettere le salsicce fresche, le patate sbucciate, lavate e tagliate a tocchetti non troppo grandi, la cipolla tagliata a fettine, l’olio evo, poco sale, pepe, il rosmarino e la salvia tritati, il concentrato di pomodoro sciolto nel vino rosso. Mescolare bene e infornare a 180° per circa 40 minuti, se asciugasse troppo aggiungere ancora un poco di vino. Controllare la cottura e servire le salsicce con patate al vino rosso ben calde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA SALVIA

Il nome stesso di questa pianta è testimone delle virtù che gli antichi Romani le riconoscevano: infatti salvia ha la stessa radice del verbo salvare e della parola salus (salvezza, ma anche salute).
Presso i Romani la salvia doveva essere raccolta con un rituale particolare, senza l’intervento di oggetti di ferro, in tunica bianca e con i piedi scalzi e ben lavati. Prima e dopo i Romani, dagli Egizi alla farmacopea medioevale, la salvia fu sempre apprezzatissima in erboristeria e non a caso Linneo le attribuì il nome di officinalis. La salvia è un arbusto cespuglioso sempreverde che può raggiungere l’altezza massima di circa 80 cm; allo stato selvatico la si può trovare nella zona centromeridionale del nostro paese in cui, viste le sue ottime proprietà, è ormai coltivata in tutti gli orti. La salvia è originaria dell’Europa.La salvia contiene olio essenziale che è composto principalmente dal thujone, la restante parte è costituita da componenti minori quali: acetato di bornile, canfora, cineolo, bomeolo, salviolo, salvane. E’ nei periodi particolarmente caldi, quindi estivi, che la pianta di salvia produce la maggior quantità di olio essenziale. Oltre all’olio troviamo le vitamine B1 e C, flavonoidi ( noti per le loro proprietà antiossidanti), tannini, acido ossalico, mucillagini, saponine, resine ed enzimi. E’ considerata una panacea per una vasta tipologia di malanni e un antico proverbio recita più o meno così: ” chi ha la salvia nell’orto possiede salute nel corpo”. 

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SCALOPPINE AL LIMONE CON SPINACI

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Le scaloppine al limone con spinaci, un secondo piatto con contorno. Una ricetta semplice e veloce che fa sempre piacere.

INGREDIENTI PER LE SCALOPPINE AL LIMONE CON SPINACI

Per 4 pers.

16 fettine di girello di vitello

mezzo bicchiere di vino bianco secco

Due limoni bio

Un kg. di spinaci

50 gr. di burro

Uno spicchio di aglio

Farina per infarinare la carne

Olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Pulire, lavare e lessare gli spinaci in un dito di acqua salata e lasciarli a scolare. Infarinare le fettine sottili di girello e rosolarle in padella con il burro, salare e pepare, man mano metterle al caldo in un piatto, quando saranno tutte pronte, versare nel condimento  rimasto in padella il mezzo bicchiere di vino bianco, il succo dei due limoni e la buccia grattugiata di uno. Quando inizierà a sobbollire aggiungere la carne e qualche fettina di limone.

Lasciare insaporire due minuti e aggiustare di sale. In un’altra padella far rosolare in 4 cucchiai di olio evo lo spicchio di aglio tagliato a metà, versavi gli spinaci, pepare e controllare di sale, cuocere due minuti. Servire le scaloppine al limone con spinaci. BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI SPINACI

Gli spinaci, uno dei prodotti ortofrutticoli più diffusi sul pianeta, sono una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae. Possono raggiungere l’altezza di 70 cm circa con grosse foglie verde scuro.
Le origini delle spinaci paiono risalire al continente asiatico, e precisamente in Nepal, dove pare siano stati coltivati per la prima volta; tuttavia esistono testimonianze che asseriscono che già nel cinquecento, a Firenze, le suore benedettine coltivassero già le spinaci nei loro orti.
Il periodo di raccolta delle spinaci va da novembre fino a marzo. Gli spinaci sono caratterizzati da un alto contenuto di vitamine A e C e in minore quantità, vitamine B, D, F, PP e K; oltre alle vitamine troviamo una discreta quantità di minerali quali rame, potassio, zinco, calcio e fosforo. Cento grammi di spinaci contengono: 90 gr. di acqua, 2 gr. di fibre, 3,4 di proteine, 0,7 gr, di grassi e 3 grammi di carboidrati.
Molto importante, come andremo a vedere, la presenza nelle spinaci della luteina, un carotenoide con particolari proprietà utili alla vista.

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COSTOLETTE AL FORNO CON PATATE

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Le costolette al forno con patate: un secondo piatto di carne prelibato.

INGREDIENTI PER LE COSTOLETTE AL FORNO CON PATATE

Per 4 pers.

Un chilo di costolette di agnello

600 gr. di patate

Un bicchiere di vino bianco secco

Un rametto tra salvia e rosmarino

Due spicchi di aglio

50 ml. di olio evo

Aceto bianco per la carne

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

In una pirofila disporre le costolette di agnello, dopo averle lavate in  due litri di acqua e un bicchiere di aceto e asciugate. Aggiungere le patate pelate e tagliate a pezzi, Irrorare con l’olio, il bicchiere di vino bianco, il rametto di rosmarino e di salvia, sale, pepe e gli spicchi di aglio schiacciati, mescolare con le mani il tutto benissimo e infornare a 180° per un’ora, a metà cottura dare una mescolata. Eliminare la salvia e il rosmarino e portare in tavola. Servire le costolette al forno con patate. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE PATATE

Le patate contengono circa il 79% di acqua, il 15% di amido e la restante percentuale si divide tra ceneri, zuccheri, grassi, proteine e fibre alimentari; molto buona la percentuale di potassio presente nelle patate a cui si aggiungono il fosforo, il calcio, il sodio, il magnesio, il ferro, lo zinco, il rame ed il manganese.
Queste le vitamine presenti nella patata: B3, B5, B6, vitamina C, K e J. Gli zuccheri invece si dividono tra saccarosio, destrosio e fruttosio. Tra gli aminoacidi, quelli presenti in maggior percentuale sono: acido aspartico e glutammico, leucina, lisina, valina, arginina
e serina.
La patata è un alimento molto ricco di sostanze con proprietà in grado di apportare benefici al nostro organismo; l’abbondanza di potassio in essa contenuto si rivela molto utile in caso di ipertensione. Nella medicina naturale la patata è molto apprezzata oltre che per i suoi benefici effetti sulla salute umana anche per la sua versatilità di impiego.

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FUSI DI POLLO E PATATINE NOVELLE AL FORNO

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I fusi di pollo e patatine novelle al forno: il piatto di carne che piace a grandi e piccini.

INGREDIENTI PER I FUSI DI POLLO E PATATINE NOVELLE AL FORNO

Per 3 pers.

Sei fusi di pollo

500 gr. di patatine novelle

Una cipolla rossa

Due grandi pomodori maturi

Un rametto misto di rosmarino, salvia e timo.

Olio evo

30 gr. di burro

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

In teglia mettere: il burro a pezzetti e un filo d’olio, unire i fusi di pollo ben lavati e asciugati, le patatine novelle con la buccia ben lavate e asciugate, la cipolla affettata non troppo sottile, i pomodori a spicchi, il rametto di erbe miste, sale e pepe. Mescolare il tutto e infornare a 175° per un’ora. Servire i fusi di pollo e patatine novelle al forno dopo averli lasciati riposare dieci minuti. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL TIMO

 I Crociati lo portavano addosso come simbolo di forza e di coraggio. I Romani bruciavano la pianta credendo che i fumi avrebbero tenuto lontano gli scorpioni. Plinio lo raccomandava come un antidoto per le morsicature e il mal di testa. A questo proposito scrisse: “Per il mal di testa un decotto preparato in aceto viene applicato sulle tempie“. Il timo assieme a lavanda, rosmarino e salvia faceva parte del famoso “Aceto dei quattro ladroni”, panacea universale usata soprattutto durante le pestilenze. Il timo è spasmolitico delle vie respiratorie, espettorante antisettico, fluidificante delle secrezioni bronchiali, antibatterico, coleretico, carminativo, e tonico. L’olio essenziale ha una potente azione antibatterica e antifungina ed è un ottimo stimolante del sistema immunitario. Ma attenzione, il timolo (principio attivo dell’olio) è controindicato nelle enterocoloiti, insufficienza cardiaca ed in gravidanza. Le sue proprietà producono effetti benefici su affezioni dell’apparato respiratorio come bronchiti, laringiti, faringiti, catarri bronchiali acuti e cronici e sinusiti; infezioni intestinali e urinarie; astenia fisica e psichica; difficoltà digestive dovute a meteorismo ed aerofagia; parassiti intestinali (ascaridi, ossiuri, tenia).

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COSCE DI POLLO PANATE AL FORNO

| Carni, Secondi

Le cosce di pollo panate al forno: sono di una bontà unica.

INGREDIENTI PER LE COSCE DI POLLO PANATE AL FORNO

Per 4 pers.

4 cosce con sovracoscia di pollo

150 gr. di pangrattato

Un cucchiaino colmo di origano

1/2 bicchiere di olio evo

Due limoni

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Eliminare tutta la pelle dalle cosce di pollo, lavarle e asciugarle bene. In una ciotola mescolare il pangrattato, un pizzico di sale, pepe e l’origano. In un’altra ciotola sbattere l’olio evo con il succo dei limoni. Salare poco le cosce di pollo, passarle uniformemente nel succo e olio, poi nel pangrattato facendolo aderire bene. Disporre in teglia velata di olio. Infornare a 180° per circa 50 min. Controllare la cottura e servire le cosce di pollo panate al forno calde BUON APPETITO

CURIOSITA’

OLIO DI OLIVA

Le prime piantagioni di ulivi ebbero luogo circa 6.000 anni prima della venuta di Cristo, ed esattamente in Palestina e Siria; solo nel 1000 a.C. l’ulivo venne importato in Italia. L’olio d’oliva, a differenza da tutti gli altri oli che si ottengono da semi, è l’unico che si ottiene dal frutto della pianta. L’olio di oliva è praticamente un grasso allo stato liquido a temperatura ambiente. L’olio di oliva extravergine si ottiene dalla spremitura meccanica delle olive escludendo qualsiasi trattamento industriale. Per meritarsi la denominazione di olio di oliva extravergine, oltre ad essere estratto in modo esclusivamente meccanico, l’olio non deve essere soggetto ad alcun tipo di riscaldamento, il suo grado di acidità non deve essere superiore all’ uno per cento ed il suo punteggio da un punto di vista organolettico non deve essere inferiore a 6,5. Tutti gli oli che non soddisfano queste caratteristiche vengono messi in commercio con altre denominazioni. Alimento fondamentale della dieta mediterranea, l’olio extravergine di oliva è ormai considerato un elemento fondamentale per la cura e la prevenzione di diverse patologie. Secondo diversi studi, condotti a più riprese, sono state dimostrate diverse proprietà benefiche dell’olio extravergine di oliva: il suo uso abituale riduce la presenza di colesterolo LDL o “colesterolo cattivo” ed aumenta la percentuale di quello “buono”.

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SCALOPPINE SQUISITEZZA AL PARMIGIANO

| Carni, Secondi

Le scaloppine squisitezza al parmigiano, gustosissime, veloci e semplici da preparare. Quindi che aspettiamo a prepararle ??

INGREDIENTI PER LE SCALOPPINE SQUISITEZZA AL PARMIGIANO

Per 4 pers.

600 gr. di scaloppine di vitello

Uno scalogno

50 gr. di burro

Tre cucchiai di olio evo

1/2 bicchiere di vino bianco secco

300 gr. di polpa di pomodoro tritata finemente

Un ciuffetto di prezzemolo

60 gr. di parmigiano grattugiato

Sale e pepe

Farina 00 per infarinare

Infarinare le scaloppine di vitello. In una larga padella fare appassire lo scalogno tritato nel burro e olio evo, unire la carne, farla dorare da ambo le parti, salare e pepare. Sfumare con  il vino bianco, togliere la carne e tenerla in caldo, unire al condimento la polpa tritata di pomodoro,  aggiustare di sale e pepe, fare restringere per 5 min., rimettere la carne, cospargere di prezzemolo tritato e fare insaporire qualche min. Poi cospargere con il parmigiano. Coprire con un coperchio e far riposare 2 min. prima di servire le scaloppine squisitezza al parmigiano. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LO SCALOGNO

Lo scalogno (A. ascalonicum L.) è una pianta appartenente al genere Allium, famiglia delle Liliaceae, la stessa di cipolla, aglio, porro ed erba cipollina; non a caso, è abbastanza simile alla cipolla anche se presenta dimensioni notevolmente più contenute. Lo scalogno cresce a piccoli cespi, ha foglie verdi, sottili, lesiniformi e vuote; in luglio fiorisce con piccoli fiori color porpora che poi maturano in semi neri. Dello scalogno se ne commercializzano prevalentemente due varietà, una piccola e precoce (più pregiata) ed una tardiva e più grossa (meno intensa).
Lo scalogno è coltivato da tempi remoti ma ciò che è strano è che NON se ne trovano manifestazioni puramente spontanee; pertanto, risalire all’eventuale zona di origine risulta complicato. Documenti storici lo collocano sia in Asia centrale, sia in Palestina ed Egitto, ma non tutti sono d’accordo sul fatto che costituisca una pianta spontanea autoctona; di conseguenza, è possibile che anche in tali luoghi abbia rappresentato una proliferazione post-colturale. Contrariamente a quanto molti sostengono, lo scalogno NON è un incrocio tra la cipolla gialla e l’aglio, bensì una specie botanica a se stante

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/scalogno.html

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FUSI DI POLLO ALLE ERBE FINI

| Carni, Secondi

I fusi di pollo alle erbe fini vi piaceranno molto.  Un piatto di carne bianca da leccarsi i baffi. 

INGREDIENTI PER I FUSI DI POLLO ALLE ERBE FINI

Per 4 pers.

8 fusi di pollo

1/2 cipolla

Due spicchi di aglio

Una costola di sedano

Una carota

Qualche ago di rosmarino

Qualche foglia di salvia

La buccia di un limone

Qualche fogliolina di maggiorana

Un rametto di timo

Un ciuffetto di prezzemolo

Tre-quattro pomodori pelati

Due noci di burro

Vino bianco secco q. b.

Sale e pepe

Olio evo

Un bicchierino di brandy

PROCEDIMENTO

Tritare al mixer: la cipolla, uno spicchio di aglio, il sedano, la carota, il rosmarino, la salvia, la buccia del limone (solo la parte gialla), la maggiorana, il timo e il prezzemolo. Fare soffriggere in una casseruola con il burro e un cucchiaio di olio.

Aggiungere i pomodori pelati tritati e lasciare insaporire.

Salare, pepare e unire un mestolino di acqua calda e cuocere 20 min. a fuoco lento. Intanto in un’altra casseruola a parte rosolare in due cucchiai di olio e un pezzetto di burro lo spicchio di aglio, unire i fusi di pollo, salare e pepare e fare insaporire poi portare a cottura spruzzando spesso con vino bianco. Alla fine unirvi il sughetto e il bicchierino di brandy. Lasciare evaporare qualche minuto. Servire i fusi di pollo alle erbe fini subito. BUON APPETITO

CURIOSITA’

Il PREZZEMOLO

La pianta del prezzemolo è originaria del sud dell’Europa ed è a carattere biennale nel senso che al secondo anno di vita, dopo la fioritura, muore.
Il prezzemolo contiene il 5,80 % d’acqua, il 50% di carboidrati, il 26% di proteine, fibre, zuccheri ceneri e grassi ( 5,50% ); i minerali presenti sono calcio, potassio, sodio, fosforo, magnesio, ferro, zinco, selenio e manganese.
Tra le vitamine presenti vi sono la vitamina A, B1, B2, B3, B5, B6, la vitamina C, E, K e J; questi invece gli aminoacidi: acido aspartico e glutammico, cistina, arginina, alanina, fenilalanina, glicina, valina, treonina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, serina e tirosina. Sono inoltre presenti buone quantità di flavonoidi.

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POLLO PANATO ALL’ARANCIA COTTO AL FORNO

| Carni, Secondi

Il pollo panato all’arancia cotto al forno, un sapore nuovo per la solita cotoletta.

INGREDIENTI PER IL POLLO PANATO ALL’ARANCIA COTTO AL FORNO

Per 4 pers.

4  fette non troppo sottili di petto di pollo

Due-tre arance

4 cucchiai di olio evo

Sale e pepe

Pangrattato

PROCEDIMENTO

Tagliare dalle arance 4 rondelle per la decorazione e tenere da parte. Dalle rimanenti ricavarne il succo, metterlo in una ciotola, emulsionarlo all’olio, sale e pepe. Lasciarvi marinare per un’ora in frigo le fette di pollo. Poi passarle bene nel pangrattato, Disporle su carta forno, sopra la placca e infornare a 180° per mezz’ora. A metà cottura rivoltarle, infine controllare la cottura e servire il vostro pollo panato all’arancia cotto al forno con una rondella di arancia sopra,  patatine fritte e insalata.

CURIOSITA’

ARANCIA

Il citrus aurantium, ossia l’arancio, è un albero da frutto che appartiene al genere Citrus (famiglia Rutaceae) e il suo frutto è chiamato arancia. Può essere alto fino a 10 metri ed è caratterizzato da foglie allungate e piuttosto corpose e da splendidi fiori bianchi. I suoi germogli sono sempre verdi e i suoi frutti sono costituiti da bacche piuttosto grandi, chiamate anche esperidi. Per trovare l’origine del nome bisogna risalire alla mitologia greca in cui si parla appunto dell’arancio e si narra di come questi alberi crescessero nel giardino delle Esperidi, tre bellissime fanciulle, figlie di Atlante e della Notte. L’origine dell’albero si fa risalire alla Cina e al Giappone, ma è anche molto facile trovarlo in Spagna, Grecia e Italia, dove è stato importato prima dagli arabi ed in seguito dai mercanti genovesi. Si ritiene che sia stato diffuso in Italia nel XIV sec, in particolare in Sicilia, dove da allora gli aranceti rappresentano il caratteristico paesaggio delle campagne e dove se ne coltivano molte varietà.
Il termine “agrumi” con il quale si classificano le arance, si riferisce al suo gusto acidulo o agre, ciò che vale anche per i limoni, i pompelmi, le clementine e il cedro. Sono il frutto che caratterizza l’inverno: infatti la sua maturazione avviene dal mese di novembre fino alla primavera e si possono raccogliere addirittura fino a giugno – luglio e i frutti che possono essere raccolti in un anno sono circa 500.

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