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STRACCETTI DI POLLO ALLO ZENZERO

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Gli straccetti di pollo allo zenzero, sapori orientali per questo buonissimo piatto di carne bianca.

INGREDIENTI PER GLI STRACCETTI DI POLLO ALLO ZENZERO

Per 4 pers.

Un petto di pollo intero

Un pezzetto di zenzero fresco

Una cipolla

4 cucchiai di salsa di soia

4 cucchiai di aceto di mele

Farina 00

5 cucchiai di olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Lavare, asciugare e tagliare il petto di pollo, prima a fette e poi a strisce larghe circa due cm.

In una larga padella far rosolare in olio: la cipolla a fette e il pezzetto di zenzero fresco a fettine sottili.

Aggiungere gli straccetti di pollo infarinati e far rosolare bene.

Bagnare con la salsa di soia e l’aceto di mele. Cuocere dieci minuti mescolando spesso Aggiustare di sale e pepe. Servire gli straccetti di pollo allo zenzero ben caldi. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LO ZENZERO

è il nome italiano dello Zingiber officinale, pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Zinziberacee e originaria dell’Asia orientale, che ha l’aspetto di una canna con grossi rizomi orizzontali tuberosi, molto aromatici e dal profumo canforato, con sentore di Limone e di Citronella. La droga è rappresentata proprio dal rizoma e, per il suo profumo pungente e il gradevole sapore piccantino, viene usato in cucina come aromatizzante e stimolante della digestione, ma anche in liquoreria come correttivo e per bibite dissetanti, e nella produzione della frutta candita e di confetture e anche nell’industria della birra, specie nei paesi anglosassoni. Anticamente lo Zenzero era oggetto di numerosi commerci e lo si poteva trovare solo essiccato, ma oggi la sua coltivazione si è diffusa in molti paesi caldi come Brasile, Messico, Africa, Indonesia, Perù, Tailandia e dovunque vi siano le condizioni adatte, cioè un clima caldo tropicale; il maggior produttore comunque è l’India, che da sola fornisce più del 35% della produzione mondiale e la velocità dei trasporti odierna fa sì che esso si possa trovare fresco anche nei nostri mercati.

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ALETTE DI POLLO ALLA BIRRA

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Le alette di pollo alla birra, un piatto di carne da leccarsi i baffi. Molto saporite e gustose, sono una prelibatezza. Semplici da preparare.

INGREDIENTI PER LE ALETTE DI POLLO ALLA BIRRA

Per 4 pers.

Un chilo di ali di pollo

Una bottiglia di birra chiara da 66 cl.

Un rametto di rosmarino

Pepe in grani

Sale

Olio evo

PROCEDIMENTO

Lavare e asciugare le alette, in un tegame mettere 4 cucchiai di olio, farvi rosolare tre-quattro minuti le alette con il rosmarino, coprirle con la birra, salare e unire mezzo cucchiaino di pepe in grani. Portare a ebollizione e cuocere lentamente con coperchio  fino a che la birra si asciuga. Poi alzare il fuoco e fare dorare le alette di pollo alla birra. Servire con patate al forno. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL PEPE BIANCO

Il nome comune della pianta è Pepe bianco, viene anche però denominato Pepe nero, pepe, Corteccia Pepe, Peppercorn, Pimenta, Piper, Vellaja. In botanica è conosciuto come Piper nigrum, appartiene al genere del Pifferaio e alla famiglia delle Piperaceae. Originario della Malesia e del sud-est dell’India, ha bisogno di un terreno ricco, ben drenato, di umidità elevata, a metà sole, e di molta acqua. Il Pepe è il frutto di un rampicante sempreverde, il Piper nigrum. Pepe Nero, Bianco e Verde sono tutti frutti della stessa pianta e hanno la medesima forma, la differenza consiste nei diversi tempi di raccolta e dai trattamenti differenti a cui sono sottoposti. Il Pepe bianco contiene un po’ meno olio essenziale del pepe nero. L’aroma del pepe bianco è dovuto per l’80% alla presenza di monoterpeni: sabinene, beta-pinene, limonene, inoltre terpinene, alfa-pinene, myrcene, delta-3-carene e monoterpene derivati (borneolo, carvone, carvacrolo, 1,8-cineolo, linalolo). I Sesquiterpeni costituiscono circa il 20% dell’olio essenziale: il beta-cariofillene, humulene, beta-cariofillene bisabolone e chetone. Il Pepe bianco è meno amaro e con un sapore più delicato del pepe nero, aggiungendo però comunque un sapore pepato a salse e zuppe senza colorarle di nero.

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BISTECCA PANATA ALLA PALERMITANA

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Per chi ama la bistecca impanata senza rinunciare al gusto ma solamente alla frittura. Infatti la bistecca panata alla palermitana viene cotta sulla griglia o sulla piastra e non contiene uova nella panatura.

INGREDIENTI PER LA BISTECCA PANATA ALLA PALERMITANA

Per 4 pers.

Quattro fettine di vitello

150 gr. di pangrattato

Uno spicchio di aglio

Un cucchiaio di pecorino siciliano grattugiato

Origano

Olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Mescolare al pangrattato lo spicchio di aglio tritatissimo, il pecorino, poco sale, pepe e origano. Spalmare le bistecche di vitello con l’olio ( c’é chi usa lo strutto, io preferisco l’olio ), passarle nel miscuglio di pangrattato pressandole bene per far aderire l’impanatura. Cuocere sulla griglia o sulla piastra. Servire ben calda la bistecca panata alla palermitana. BUON APPETITO

CURIOSITA’

L’ORIGANO

L’origano è una pianta è erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, genere Originum, cresce spontanea fino ad un’altitudine di 2000 metri circa; la parola origano trae la sua origine da due parole greche: “oros” il cui significato letterale è montagna e “ganos” che invece significa splendore. Deduciamo quindi che la parola origano può essere tradotta con “splendore della montagna”, pensando anche al decoro che questa pianta porta con i suoi fiori colorati all’aspetto delle zone montagnose. La pianta dell’origano può raggiungere i 70/80 centimetri di altezza, ha foglie ovali leggermente dentellate e i suoi fiori sono raggruppati in pannocchie di un gradevole colore bianco rosa; il suo frutto invece si presenta sottoforma di una capsula di colore scuro. Dell’origano vengono utilizzate le foglie e le sommità raccolte in estate durante la fioritura. Le principali sostanze che compongono l’origano sono rappresentate da: grassi, carboidrati, fibre zuccheri, proteine, acqua; tra i minerali presenti nell’origano troviamo il potassio, calcio, sodio, fosforo, magnesio, ferro e zinco.
Le vitamine sono invece rappresentate dal Retinolo ( vitamina A), Riboflavina, Tiamina, Niacina e Acido folico( gruppo B); in quantità minori troviamo anche le vitamine C, D, E e K. Buona anche la presenza in percentuale degli aminoacidi e lipidi che vanno a completare la composizione dell’origano.

 

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GULASCH DI MANZO ALLA TIROLESE

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Il gulasch di manzo alla tirolese, un piatto di carne molto gustoso di origini ungheresi.

INGREDIENTI PER IL GULASCH DI MANZO ALLA TIROLESE

Per 4 pers.

800 gr. di polpa di manzo

Due grosse cipolle

Due spicchi di aglio

80 gr. di pancetta in un sol pezzo

Un cucchiaino di paprika

Un cucchiaino di semi di cumino

Un litro di brodo, anche di dado

Sale e pepe

5 cucchiai di olio evo

PROCEDIMENTO


Tagliare a pezzetti la polpa di manzo. In un tegame far stufare in olio le cipolle tritate, unire la carne e far rosolare per 5 minuti, bagnare con un mestolo di brodo bollente e far cuocere per un’ora coperto e a fuoco basso, salare e pepare, unendo poco brodo man mano che si asciuga. Poi unire gli spicchi di aglio interi, il cucchiaino di semi di cumino pestati, il cucchiaino di paprika e la pancetta a dadini. Cuocere altri 30 minuti sempre coperto e a fuoco basso unendo man mano brodo. Regolare di sale e pepe, servire il gulasch di manzo alla tirolese subito accompagnandolo con purè di patate e fette di pane casereccio. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL GULASCH

Il Gulasch è un piatto d’origine medievale che veniva preparato dai mandriani ungheresi durante le loro lunghe permanenze nei pascoli assieme al bestiame.
Questi, infatti, prima di partire cuocevano a lungo la carne con la cipolla e la facevano essiccare al sole in modo da poterla portare con loro durante i viaggi.
Al momento della necessità, poi, facevano rinvenire la carne secca in una zuppa di verdure dando così vita all’odierno gulasch.
Nonostante questo sia quindi un piatto dalle origini estremamente povere, nel tempo quella del gulasch è divenuta una delle ricette ungheresi più famose tanto da diffondersi, durante la dominazione austriaco in tutto l’impero.
Con il passare del tempo, quindi, questa preparazione è divenuta tipica di tutto l’arco alpino orientale e, di conseguenza è diventato un piatto tipico del Nord-est dell’Italia.

 

tratto da accademiabarilla.it

 

 

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FEGATO DI VITELLO MARINATO ALLA VENEZIANA

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Il fegato di vitello marinato alla veneziana, un piatto di carne molto saporito della cucina veneta, è molto conosciuto in tutta Italia.

INGREDIENTI PER IL FEGATO DI VITELLO MARINATO ALLA VENEZIANA

Per 4 pers. 

500 gr. di fegato di vitello a fette

400 gr. di cipolle rosse di Tropea

6 filetti di acciuga sotto olio

Un ciuffo di prezzemolo

Mezzo bicchiere di aceto bianco

Mezzo bicchiere di vino bianco

Un cucchiaino di zucchero (facoltativo)

Olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO


Fare scaldare cinque cucchiai di olio in una padella, unire le cipolle affettate non troppo sottili e cuocere per dieci minuti a fuoco medio-basso. Lavare, asciugare e tagliare il fegato a pezzettoni, unirlo alle cipolle insieme alle acciughe tritate e a metà prezzemolo tritate, fare insaporire per 5 minuti e bagnare con il vino e l’aceto, aggiungere lo zucchero se lo usate e finire di cuocere ( altri 5 minuti ) salando e pepando. Servire il fegato di vitello marinato alla veneziana caldo o tiepido accompagnato con fette di pane casereccio. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL FEGATO DI VITELLO

Il fegato, inteso come alimento, è una delle frattaglie più note e diffuse sulle tavole degli italiani. I tipi di fegato maggiormente presenti sul mercato sono: fegato di bovinofegato di suinofegato di equinofegato di ovino, fegato d’oca e fegato di pollo – o fegatini. Tecnicamente parlando, il fegato, pur essendo considerato un prodotto di carne, appartiene all’insieme del quinto quarto dell’animale – parti commestibili diverse dal tessuto muscolare scheletrico, come gli organi, le ghiandole, la cotenna, le ossa e tagli particolari come il diaframma. Dal punto di vista nutrizionale, il fegato rientra nel I° gruppo fondamentale degli alimenti. Contiene proteine ad alto valore biologicominerali e vitamine specifici di questo insieme di alimenti; inoltre, sembra caratterizzarsi per l’apporto rilevante di:

 

 

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/fegato-come-alimento.html

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AGNELLO CON PATATE AL CARTOCCIO

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L’agnello con patate al cartoccio, un secondo piatto di carne molto gustoso che con questo metodo di cottura mantiene tutti i profumi mediterranei.

INGREDIENTI PER L’AGNELLO CON PATATE AL CARTOCCIO

Per 4 pers.

1,200 gr. di agnello in pezzi non molto grandi

1 kg. di patate

Una cipolla

Un rametto di rosmarino

Due spicchi di aglio

Un grosso pomodoro rosso maturo

Sale e pepe

6 cucchiai di olio evo

PROCEDIMENTO

Lavare e asciugare i pezzi di carne, metterli in una insalatiera. Pelare e lavare le patate, asciugarle e tagliarle in grossi dadi, unire alla carne insieme a gli spicchi di aglio tritati, la cipolla affettata, il rosmarino, il pomodoro tagliuzzato, l’olio, il sale, il pepe e mescolare il tutto per bene con le mani. In una teglia disporre doppi fogli di carta forno, versarvi la carne con le patate e tutto il condimento, chiudere a cartoccio per bene e infornare in forno caldo a 190°. Cuocere per 50-60 minuti. lasciare riposare una decina di minuti e portare a tavola con tutto il cartoccio. Il vostro agnello con patate al cartoccio sarà ben gradito. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL ROSMARINO

Il rosmarino, nome scientifico Rosmarinus officinalis, è una pianta appartenente alla famiglia delle Labiate. La pianta è a carattere cespuglioso, è molto ramificata ed ha numerosissime foglie sempreverdi piccole e strette. Il rosmarino deriva il suo nome dai termini latini Ros e Marinus e significa letteralmente rugiada del mare. Il rosmarino è una delle erbe aromatiche più antiche, tanto che i Greci e gli Egizi ne conoscevano già le proprietà. Oggi è presente un po’ dappertutto e non vi è casa di campagna o orto che non ne possegga un cespuglio. Può raggiungere il metro e mezzo di altezza. I suoi fiori, che possiamo trovare per tutto l’anno, hanno un bel colore azzurro sfumato violetto. Il periodo ideale per la raccolta è la primavera.

 

tratto da mr.loto

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FAGOTTINI DI VITELLO ALLE ZUCCHINE

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Un secondo prelibato e gustosissimo. Un’idea per la domenica o semplicemente servita con insalatina mista per risolvere una cena.

INGREDIENTI PER I FAGOTTINI DI VITELLO ALLE ZUCCHINE

Per 4 pers.

8 fettine di vitello un poco più spesse del carpaccio.

due zucchine

50 gr. di prosciutto crudo in una sola fetta

100 gr. di scamorza fresca

Due cucchiaiate di parmigiano o grana grattugiati

Un bicchiere di vino bianco secco

Poco brodo vegetale

Una noce di burro

Tre cucchiai di olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Brasare in padella con poco olio le zucchine a dadini. Versarle in una ciotola e aggiungere i dadini di prosciutto crudo, la scamorza fresca a dadini,  i due  cucchiai di grana o parmigiano grattugiato, pepe e mescolare.

Prendere le fettine di vitello e metterle sul tagliere, suddividervi il ripieno.

Chiudere a fagottino e legarli con dello spago.

In padella con olio e burro farli rosolare per bene, poi sfumare con il bicchiere di vino bianco, salare e pepare. Coprire con un coperchio e finire di cuocere, circa mezz’ora, se ci fosse bisogno unire qualche cucchiaio di brodo vegetale durante la cottura. Servire i fagottini di vitello me ntre son caldi, accompagnati da un insalatina mista. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ZUCCHINE

Le varietà di zucchine sono molto numerose e, in molto casi, prendono il nome dal luogo in cui vengono coltivate, le più conosciute sono la nana verde di Milano, la zucchina bolognese, la tonda di Firenze e la grigia genovese.
Come altri ortaggi provenienti da paesi particolarmente caldi, le zucchine prediligono climi temperati e soffrono particolarmente gli sbalzi di temperatura tendenti al freddo.
Il loro periodo di raccolta coincide con la primavera anche se attualmente, grazie alle serre e all’importazione, sono presenti sul mercato tutto l’anno. Sono composte per il 92% da acqua, dal 2,7% da proteine dall’1% da ceneri, dall’1% da fibre alimentari e dallo 0,5 % da grassi.
I minerali sono: potassio, fosforo, sodio, magnesio, calcio, ferro, zinco, rame e manganese.
Sul fronte delle vitamine troviamo la vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6 e la vitamina C.
Questi invece gli aminoacidi: acido glutammico, acido aspartico, arginina, alanina, cistina, glicina, fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina, valina. 
Le zucchine sono un alimento con pochissime calorie, ogni 100 grammi di zucchine si ha una resa calorica pari a 21 calorie.

 

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POLLO AGLI ANACARDI E ZENZERO

| Carni, Secondi

Il pollo agli anacardi e zenzero, un buonissimo piatto di carne all’orientale.

INGREDIENTI PER IL POLLO AGLI ANACARDI E ZENZERO

Per 4 pers.

Un petto di pollo intero

150 gr. di anacardi tostati e non salati

5 cucchiai di olio evo

Un cipollotto

Un pezzetto di zenzero

Un cucchiaio di aceto di riso o di mele

4 cucchiai di salsa di soia

Due cucchiaini di amido

farina 00 per infarinare

sale e pepe

PROCEDIMENTO

Tagliare a piccoli bocconcini il petto di pollo. Nel wok rosolare in olio il cipollotto tritato,  lo zenzero e gli anacardi. Unire poi il pollo infarinato e rosolare a fuoco vivo per 4-5  minuti. Abbassare la fiamma e versarvi il cucchiaio di aceto di riso e i cucchiai di salsa di soia e cuocere per un minuto. Infine unire 1 l’amido diluito in due cucchiai di acqua fredda e cuocere ancora 1 istante, aggiustare di sale se ce ne fosse bisogno, pepare. Servire subito il pollo agli anacardi e zenzero. BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI ANACARDI

La forma tipica di un cuore, gli Anacardi sono chiamati appunto con il nome cardi per la loro forma “cardiaca” sono un alimento che cresce su possenti alberi nell’America centrale e meridionale. Oggi viene coltivata la specie “Anacardio” in tutte le regioni tropicali del mondo. Esistono diverse razze di questa pianta. Attenzione non sono immediatamente pronti per essere consumati, perchè in realtà tossici. Gli anacardi sono sempre venduti sgusciati perché all’interno delle conchiglie contengono una resina caustica, nota come “Balsamo anacardi“, che deve essere accuratamente rimossa prima che le noccioline siano idonee al consumo. Questa resina caustica è effettivamente utilizzata dalle industrie per produrre vernici e insetticidi. Non solo gli anacardi hanno un minore contenuto di grassi rispetto alla maggior parte di altri frutti a guscio, circa il 75% del loro grasso è formato da acidi grassi insaturi, e nell’ oltre il 75% di questi è presente l’acido oleico, lo stesso presente nell’olio d’oliva .

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BOCCONCINI DI POLLO AL FORNO

| Carni, Secondi

I bocconcini di pollo al forno, un’idea per far mangiare la carne ai bambini, ottimi perchè non essendo fritti risultano leggeri e gustosissimi.

INGREDIENTI PER I BOCCONCINI DI POLLO AL FORNO

Per 4 pers.

Un petto di pollo

Un cucchiaino di paprika dolce

Un cucchiaino raso di curcuma

Due uova

Olio evo

Pangrattato per impanare

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Tagliare il petto di pollo a pezzetti di 4-5 cm. Mescolare il pangrattato con la paprika dolce, la curcuma, sale, a piacere pepe. Passare la carne nell’olio, poi in uovo sbattuto con un pizzico di sale e infine nel pangrattato, panarli per bene da tutti i lati. Disporli su carta forno e infornare a 190° per 10 minuti per parte, fino a doratura. Servire i bocconcini di pollo al forno ben caldi accompagnati con spicchi di limone. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA CURCUMA

In India è conosciuta ed utilizzata da almeno 5.000 anni, come medicina, spezia e anche colorante; botanicamente parlando, la curcuma appartiene alla famiglia delle Zingiberacee. Si tratta di piante erbacee, perenni, dotate di rizoma e coltivate prevalentemente nelle regioni tropicali. La pianta della curcuma è caratterizzata da foglie lunghe a forma ovale, mentre i fiori sono raccolti in spighe. Il suo nome deriva dalla lingua persiana-indiana e precisamente dalla parola Kour Koum, che significa zafferano; infatti la Curcuma è anche nota col nome di Zafferano delle Indie. I suoi rizomi, che sono la parte della pianta che contiene i principi attivi, o droga, vengono fatti bollire per parecchie ore e fatti seccare in grandi forni, dopodiché vengono schiacciati fino ad ottenere una polvere giallo-arancione che viene comunemente utilizzata come spezia nella cucina del Sud Asia. La spezia che si ricava dalla curcuma, come abbiamo detto di un bel colore giallo dorato, contiene centinaia di componenti; tuttavia l’attenzione degli studiosi si è concentrata su uno in particolare: la curcumina.
Altri componenti della curcuma sono rappresentati da potassio, da vitamina C, e per il 26% da amido. Molto importante anche la presenza di oli eterici che sono in grado di stimolare l’appetito e quelli amari che sono in grado di stimolare la formazione di enzimi digestivi.

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COSTOLETTE DI MAIALE ALLA FIAMMA

| Carni, Secondi

Ottime le costolette di maiale alla fiamma, per non portare a tavola la solita bistecca.

INGREDIENTI PER LE COSTOLETTE DI MAIALE ALLA FIAMMA

Per 4 pers.

4 costolette di maiale

50 gr. di burro

Due bicchierini di vodka

Un bicchiere di brodo

Un ciuffo di prezzemolo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO


In una larga padella dove potranno starci le costolette, far sciogliere il burro, unire le costolette di maiale e far rosolare 4 minuti per parte. Salare, pepare e irrorare con un bicchierino di vodka, non appena sarà bollente spegnere e infiammare. (ATTENZIONE A NON BRUCIARSI) Rimettere sul fuoco con il bicchiere di brodo, cospargere con il prezzemolo tritato e lasciare asciugare il fondo di cottura a fiamma viva. Versarvi l’altro bicchierino di vodka e fare sfumare sempre a fiamma viva. Servire subito le costolette di maiale alla fiamma, accompagnate con u’insalata. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

LA VODKA

La vodka è una bevanda alcolica distillata, ad alta gradazione di etanolo. Si tratta di un superalcolico che contiene anche acqua e, talvolta, piccole percentuali di coloranti e aromatizzanti. La vodka originale è ricavata dalla distillazione di patate o cereali fermentati, anche se alcune varietà più moderne utilizzano substrati differenti, come la frutta o lo zucchero raffinato.
Dal 1890, grazie alle direttive del chimico russo Dmitrij Mendeleev, la vodka standard di origine russa, ucraina, estone, polacca, lettone, lituana e ceca, deve contenere una percentuale di alcol pari al 40% in volume (80 proof). D’altro canto, l’Unione Europea (UE) ha stabilito un minimo di 37,5% vol. per qualsiasi vodka (caratteristica imprescindibile per rientrare in tale categoria). I tipi di vodka venduti negli Stati Uniti d’America, invece, possiedono una gradazione alcolica MINIMA del 40% vol.. La vodka viene bevuta tradizionalmente liscia e spesso refrigerata (soprattutto nei paesi dell’Europa Orientale che si affacciano sul Mar Baltico). E’ anche comunemente usata nella formulazione di diversi cocktail e bevande di vario genere

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/vodka.html

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