Per recuperare del pane raffermo e ottenere una buona minestra. Li ho chiamati canederli del sud, perchè al posto del pane bianco ho usato il nostro pane siciliano casereccio di rimacinato di semola.

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INGREDIENTI PER I CANEDERLI DEL SUD

Per 4 pers.

Brodo di carne, due litri

250 g di mollica di pane raffermo.
2 uova
300 ml. di latte

Due cucchiai di parmigiano

Una piccola cipolla
Una noce di burro
Un piccolo ciuffo di prezzemolo

farina 00 q.b.
sale e pepe

PROCEDIMENTO

Per prima cosa preparare il brodo (se non avete della carne si può ottenere un buon brodo usando un pezzo di ossobuco e gli odori e verdure solite). Bagnare la mollica di pane tagliata a piccoli pezzi con il latte tiepido. e lasciare riposare per 15 minuti.  Nel frattempo rosolare la cipolla tritata fine nel burro a fuoco basso, non deve colorire. Con le mani sbriciolare il pane ormai ammorbidito, unirvi la cipolla, le uova sbattute, Il prezzemolo tritato, il parmigiano, un cucchiaio di farina, sale e pepe. Amalgamare bene ( meglio se con le mani). L’impasto non deve risultare troppo molle, in caso aggiungere un po’ di pangrattato. Lasciare riposare 20 min. in frigo coperto con pellicola. Formare delle palline grosse come quelle da ping pong. Quando saranno tutte pronte: versarle nel brodo bollente. non appena riprende bollore abbassare la fiamma, devono sobbollire per 15 min. Servire i canederli del sud con altro parmigiano a parte. BUON APPETITO

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CURIOSITA’

La leggenda racconta che un giorno un gruppo di Lanzichenecchi saccheggiatori arrivarono in un maso altoatesino ed il comandante minacciò di appiccare il fuoco al maso e alla casa se non avessero avuto subito qualcosa da mangiare. La contadina del maso era a casa da sola con le sue ragazze, ma senza spaventarsi si mise al lavoro.
Disse alle ragazze di radunare tutto quello che c’era da mangiare in casa. Riuscirono ad avere in tavola del pane vecchio, delle cipolle, alcune uova, un po’ di speck e un po’ di farina. La contadina tagliò il pane in piccoli pezzetti e mandò le figlie a pendere un po’ di erbette dal giardino e ordinò loro di tagliarle sottili sottili. Poi amalgamarono tutto in un’unica pasta, aggiunsero il sale, formarono delle palle e le buttarono nell’acqua bollente salata. Decisa, la contadina servì ai Lanzichenecchi affamati le scodelle piene di queste palle. Piacquero loro così tanto e li saziarono talmente, che dopo mangiato caddero in un sonno profondo. “Queste palle di cannone stenderebbero anche l’uomo più arrabbiato” disse il comandante meravigliato, dando all’astuta contadina un paio di monete d’oro come ricompensa, prima di congedarsi con le sue truppe.

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