L’an

guilla alla pescatora un piatto saporitissimo per gli amanti e non, di questo pesce………

INGREDIENTI PER L’ANGUILLA ALLA PESCATORA

800 gr. di anguille

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

Una costola di sedano

40 gr. di burro

Mezzo bicchiere di vino bianco

Tre filetti di acciuga sott’olio

Due cucchiai di aceto bianco

Un ciuffo di prezzemolo

Tre cucchiai di olio evo

Farina per infarinare q. b.

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Pulire e tagliare a tronchetti le anguille ( se non siete capaci, fatelo fare al pescivendolo ) lavarle, asciugarle e passarle nella farina. Mettere sul fuoco una padella con il burro e l’olio unire la cipolla tritata e lo spicchio di aglio intero da togliere poi e unire la costola di sedano a pezzetti e lasciare brasare qualche minuto.

aggiungere i pezzi di anguilla infarinati, salare e pepare. Quando saranno colorite

versarvi il mezzo bicchiere di vino bianco e cuocere 25 minuti con coperchio, 10 minuti prima di spegnere aggiungere i filetti d’acciuga tritati, il prezzemolo tritato e l’aceto.

Regolare di sale se ce ne fosse bisogno e servire ben calda l’anguilla alla pescatora.
BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ANGUILLE

L’anguilla è un pesce migratore che nasce come larva nel Mar dei Sargassi, al centro dell’Oceano Atlantico e poi, crescendo, si sposta sulle coste dell’Atlantico dall’Islanda al Senegal e nelle acque dolci, salmastre e marine del mar Mediterraneo. Le anguille vivono anche in laghi o stagni chiusi, in caverne o pozzi. Si pescano ovunque, in Italia sono particolarmente diffuse nel delta del Po, quindi nelle lagune Venete e di Comacchio e negli stagni di Sardegna. l’Italia è il principale produttore europeo di anguilla. L’anguilla che ritroviamo sulle nostre tavole di solito è il capitone, cioè gli esemplari femmina di dimensioni maggiori. Viene commercializzata viva, in apposite vasche riempite d’acqua dolce, ma anche congelata, marinata, salata ed essiccata, affumicata o inscatolata. Viene cucinata al forno, alla brace, in umido o fritta, a seconda della tradizione regionale. A Napoli, per esempio, il giorno della Vigilia di Natale l’anguilla in umido è un piatto immancabile come ultima portata, quella che avanza viene poi mangiata il giorno successivo in scapece (una marinatura in aceto) come antipasto. Al Nord si preferisce la preparazione alla brace che, permettendo la colatura del grasso in eccesso, garantisce una digeribilità più elevata.

 

tratto da: cibo360.it

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